Il Campionato Meridionale 1928-1929 fu un campionato di calcio disputato nel Mezzogiorno e parte del Centro Italia.
Stagione Antefatti L'idea di un campionato meridionale fu concepita dalla FIGC nell'agosto del 1928 allorquando i piani federali di allargare a due gironi (con finale per la promozione in Serie B tra le vincenti) il Gruppo Sud del torneo cadetto del Direttorio Divisioni Superiori non andarono in porto a causa delle difficoltà economiche delle società centro-meridionali, molte delle quali rinunciarono a iscriversi alla Prima Divisione per gli eccessivi costi della competizione rispetto agli scarni incassi che ancora generava lo sport del calcio alle basse latitudini della penisola. Leandro Arpinati e il Direttorio Federale, preso atto che non si era raggiunto un numero di iscrizioni sufficiente per formare i due progettati gironi del Gruppo Sud di Prima Divisione, concepirono quindi una nuova competizione organizzata su gironi più piccoli, e quindi con più contenute spese di trasporto ed alloggio fuori sede, e che al contempo servisse, come si diceva allora, di propaganda, perché dava la possibilità a piccoli sodalizi di confrontarsi con realtà più grandi ed evolute. Il 7 agosto 1928, dunque, il Direttorio Federale annunciò:
La Presidenza Federale, preso atto delle difficoltà finanziarie delle società centro-meridionali gravate dagli alti costi dei trasporti pubblici e privati, decise dunque di affidare la gestione del Gruppo Sud del campionato di Prima Divisione non più al Direttorio Divisioni Superiori ma al Direttorio Meridionale (ex Direttorio Divisioni Superiori Sud), l'ente a cui era demandata l'organizzazione della Seconda Divisione Sud e che meglio avrebbe redistribuito le società partecipanti in gironi omogenei per costi, distanze e suddivisione geografica. Il Direttorio Meridionale nella stagione 1928-1929 organizzò soltanto il campionato di Prima Divisione allargando i quadri e inserendo tutte le società che avrebbero dovuto iscriversi alla Seconda Divisione. Il regolamento, stilato all'inizio del campionato, prevedeva la promozione in Serie B della sola vincitrice il girone di finale.
Dunque, non essendosi disputata la Seconda Divisione Sud nella stagione 1928-1929, di fatto il campionato organizzato dal Direttorio Meridionale nella stagione 1928-1929 era una sorta di campionato misto di Prima e Seconda Divisione Sud, ed era chiamato dalla stampa e dalle fonti ufficiali Campionato meridionale o Prima Divisione Sud.Nelle classifiche ufficiali pubblicate in Annuario Italiano Giuoco Calcio - Vol. II (1929), p. 218 il campionato viene chiamato "I Divisione (Sud)". Tuttavia, sempre nello stesso annuario, a pagina 197, viene chiamato "Campionati meridionali". Il Littoriale lo chiama prevalentemente "Campionato meridionale". La Gazzetta dello Sport lo chiamava, nel riportarne i risultati, "I Divisione (Sud)". Il giornale toscano Gran Sport (agosto-settembre 1928, p. 52) lo chiamava "campionato meridionale", definendolo un "campionato unico, senza distinzione di categoria", e distinguendolo dal "campionato di Prima Divisione propriamente detto", cioè quello che La Gazzetta dello Sport chiamava Prima Divisione (Nord). Come ognuno dei tre gironi settentrionali di Prima Divisione, il campionato meridionale metteva in palio una promozione in Serie B, a conferma del rango di Prima Divisione. A differenza della Divisione Nazionale e della Prima Divisione Nord, che sarebbero partite contemporaneamente il 30 settembre 1928 e che sarebbero state gestite dal Direttorio Divisioni Superiori, il Campionato Meridionale sarebbe passato nelle competenze dell'ente cui era deputata l'organizzazione della Seconda Divisione Sud e sarebbe partito il 7 ottobre, in contemporanea con la Seconda Divisione Nord. Le tasse di iscrizione, inoltre, furono notevolmente ridotte, rendendole equivalenti a quelle della più modesta Seconda Divisione.In Annuario Italiano Giuoco Calcio - Vol. II (1929), pp. 196-197, vengono elencate solo le società di Divisione Nazionale e di Prima Divisione Nord tra quelle maggiori, e viene riportato che il campionato meridionale sarebbe partito in contemporanea con la Seconda Divisione Nord.
Non lasci trarre in inganno il numero delle società in difficoltà a fine campionato. Le società partecipanti erano consapevoli degli alti costi e la F.I.G.C. nei loro confronti era ben tutelata fin dall'inizio imponendo un cospicuo deposito cauzionale che garantiva il pagamento delle sanzioni per rinuncia e una parte di quelle irrogate per mancato pagamento delle indennità di trasferta (14 biglietti di andata e ritorno da pagare alle società ospitate prima dell'inizio della gara, più una percentuale fissa da calcolare sugli incassi della partita).
Per tutelarsi dal malcostume di rinunciare alle partite da disputarsi sul terreno amico (avendo già usufruito delle indennità di trasferta in campo avverso) la F.I.G.C. impose un limite alle rinunce escludendo dal campionato alla quarta rinuncia le società che ne avevano troppo abusato cancellandole dalla classifica con i risultati conseguiti al momento dell'esclusione definitiva. Il risultato fu subito evidente: ben poche società non portarono a termine il campionato. Ancora una volta la Federazione fu particolarmente dura e inesorabile con le società che non pagavano alle consorelle l'indennità di trasferta escludendole dal campionato.
Il Regime Fascista con questi "fallimenti" fu ancora più duro: revocò i consigli direttivi delle società indebitate azzerandone i direttivi e nominando dei Commissari Fascisti, impedendo poi ai dirigenti rimossi la nomina in tutte le altre associazioni sportive affiliate al CONI.
Avvenimenti Il torneo fu strutturato su cinque zone liberamente corrispondenti ai comitati regionali all'epoca esistenti, sostanzialmente quelli della vecchia Lega Sud: le Marche, il Lazio, la Campania, la Puglia e la Sicilia, con campani e siciliani a loro volta riuniti fra loro, e le zone non rappresentate aggregate a quelle maggiori. Le quattro vincitrici locali avrebbero dovuto contendersi il titolo interregionale e la promozione nell'istituenda Serie B.
Tuttavia continui cambiamenti in corsa stravolsero la formula del torneo, si insinuò per favorire il Palermo, la squadra dell'unico grande centro italiano che Arpinati non era riuscito a traslare in Divisione Nazionale in quell'estate per il semplice fatto che i rosanero si trovavano al momento inattivi ed in stato di liquidazione. Quando la ex , che aveva ridato vita al sodalizio siciliano, non riuscì a superare la fase regionale venendo estromessa da e Messina, i rosanero e la Salernitana (eliminata anch'essa nella fase regionale) presentarono reclamo chiedendo l'ammissione in soprannumero alla seconda fase del girone D (Sicilia e Campania); il 1 aprile 1929, con la seconda fase già cominciata da tre settimane, il Direttorio Federale accolse, seppur tardivamente, la richiesta delle due società, con la motivazione di rendere più interessante il prosieguo del torneo.A causa della data particolare dell'annuncio del ripescaggio di Palermo e Salernitana (il 1 aprile), vi fu anche chi pensò a un possibile scherzo dei giornali. Cfr. Il Littoriale dell'8 aprile 1929. Con la stessa argomentazione la Federazione decise successivamente di ammettere alla fase subnazionale anche le seconde classificate di ognuno dei quattro raggruppamenti interregionali, tra cui il Palermo (ripescato per la seconda volta) e il Lecce (che avrebbe poi vinto il campionato). A causa del ripescaggio delle seconde classificate alla fase finale, essa venne ristrutturata su due gironi di semifinale, le cui vincenti avrebbero disputato la finale per la promozione in Serie B.Il Littoriale del 15 maggio 1929.
Le polemiche non si spensero neanche durante lo svolgimento delle semifinali. Alla penultima giornata la trasferta dei rosa-nero a Cagliari sfociò in una rissa in campo e sugli spalti, a causa dell'arbitraggio giudicato di parte dai sardi; in particolare al 26' della ripresa il portiere rosanero, aggredito da uno spettatore, fu costretto ad abbandonare il campo per essere trasportato in ospedale.Il Littoriale del 5 luglio 1929. Sul campo il Palermo aveva perso per 3-2 ma il Direttorio Meridionale inflisse ai cagliaritani la sconfitta a tavolino, provvedimento che li escludeva di fatto da ogni speranza di promozione; per tutta risposta essi decisero per l'ultima giornata, in sfregio ai rivali siciliani, di dare partita vinta per forfait al che così chiuse il girone in testa alla graduatoria; la partita Cagliari-Lecce si disputò comunque come amichevole terminando 5-1, anche perché i pugliesi, avendo già ottenuto la vittoria a tavolino, non si impegnarono molto.Il Littoriale del 9 luglio 1929. L'immediato ricorso rosanero mise in imbarazzo il Direttorio, il quale deferì la spinosa decisione alla FIGC, che impose d'urgenza la disputa di una gara straordinaria di qualificazione fra giallorossi e rosa-nero da svolgersi a Napoli: furono però i giallorossi ad imporsi estromettendo definitivamente i siciliani. In una finale tutta pugliese, a Bari il Lecce superò il e guadagnò la sua prima promozione in Serie B.
A fine campionato non mancarono le proteste per l'eccessivo protrarsi del campionato (terminato addirittura ad agosto) e vi fu chi auspicò il ritorno alla Prima Divisione Sud a girone unico gestita direttamente dal Direttorio Divisioni Superiori, che, se da un lato comportava spese di iscrizione e di gestione maggiori, in compenso garantiva incassi maggiori dovuti a incontri di maggiore attrattiva.Il Littoriale del 25 luglio 1929. Fu anche proposto invano di allargare a due gironi la prima edizione della Serie B della Divisione Nazionale e di ammettervi d'ufficio le semifinaliste del campionato meridionale di Prima Divisione; la formula a due gironi con criterio territoriale avrebbe ridotto le elevate spese di gestione per la partecipazione al campionato cadetto, che garantiva introiti minori rispetto alla massima divisione.Il Littoriale del 17 luglio 1929. La Federazione accolse solo in parte queste proposte, facendo tornare il Gruppo Sud della Prima Divisione a girone unico ma affidandolo ancora al Direttorio Meridionale che nella stagione 1929-1930 organizzò anche il campionato di Seconda Divisione alla quale furono incluse le squadre escluse dal girone unico nonché le neopromosse dalla Terza Divisione.
Girone A Squadre partecipanti Club Stagione Città Stadio Stagione precedente S.S. Ardita - Roma 4º posto in Seconda Divisione/Sud-B C.S. Cagliari dettagli Cagliari 1º posto in Terza Divisione/Sardegna A.C. 114ª Legione M.V.S.N. Tivoli Tivoli (RM) 8º posto in Prima Divisione/D A.C. 115ª Legione M.V.S.N. Viterbo Viterbo 4º posto in Seconda Divisione/Sud-B S.S. Civitavecchiese Civitavecchia (RM) 8º posto in Seconda Divisione/Sud-B Juventus Roma Roma 9º posto in Seconda Divisione/Sud-B F.S. Ostiense RM-Ostia (RM) 2º posto in Seconda Divisione/Sud-B C.S. Romano Virtus Goliarda Roma 1º posto in 2ª Div./Sud-B, 1º posto in fin./SudNella stagione precedente con denominazione Virtus Goliarda. S.S. Sempre Pronti Roma 5º posto in Terza Divisione/Lazio Pol.F. Ternana dettagli Terni 2º posto in Prima Divisione/D A.S. Trastevere Roma 1º posto in Terza Divisione/LazioNella stagione precedente con denominazione Trastevere Ideale. S.S. Vittoria Roma 6º posto in Seconda Divisione/Sud-B
Classifica finale Squadra 1. 362217235816 2. 282212463822 3. Virtus Goliarda262211473219 3. Ostiense262212284237 5. 252210574024 6. 114ª Leg. Tivoli242211295227 7. 20227693638 8. 182274112741 8. 182282123258 10. Ardita Roma (-1)152264122133 10. Sempre Pronti (-1)152256112752 12. Vittoria (-1)102251162159 Legenda: Ammesso alle semifinali. Retrocesso in Seconda Divisione 1929-1930.
Regolamento: Due punti a vittoria, uno a pareggio, zero a sconfitta. Vigeva il pari merito. In caso di assegnazione di un titolo (promozione o retrocessione) veniva disputata una gara di spareggio.
Note: