Nel 1840 introdusse il concetto dell'induzione elettrostatica, basato sulla modifica della distribuzione della carica elettrica in un materiale sotto l'influenza sia di un secondo oggetto ad esso più vicino che della propria carica elettrica.
Biografia Peltier svolse inizialmente la professione di orologiaio e commerciante di orologi. In seguito, dopo aver superato l'età dei trent'anni, si dedicò agli esperimenti sui fenomeni elettrici, compresi quelli atmosferici.
Effetto Peltier Nel 1834 scoprì quello che in seguito venne chiamato "effetto Peltier" in suo onore. Tale effetto si riscontra come l'effetto calorifico di una corrente elettrica che attraversa la giunzione tra due metalli differenti. Ad esempio, se colleghiamo le estremità di due metalli diversi, ad esempio rame e ferro, e manteniamo una connessione a una temperatura più alta e l'altra a una temperatura più bassa, una corrente elettrica attraverserà i metalli. Nel 1838 tale fenomeno venne confermato dal fisico Heinrich Lenz.
Tale effetto può essere sintetizzato nel coefficiente di Peltier così definito:
dove Q è la quantità di calore sviluppato o assorbito (misurato in Watt), I è l'intensità di corrente che attraversa la giunzione tra i conduttori a e b. L'effetto calorifico è proporzionale all'intensità di corrente. Inoltre, tale effetto è reversibile. Se una corrente imposta nella direzione Y→W→X→Z provoca un rilascio di calore in X e un assorbimento in W, allora ha segno positivo.
Il calore generato (o assorbito) è invece dato da:
dove () è il coefficiente Peltier del conduttorre a (o b, rispettivamente).
I coefficienti di Peltier rappresentano la quantità di calore trasportata per unità di carica. Poiché la corrente di carica deve essere continua attraverso una giunzione, il flusso di calore associato presenterà una discontinuità se e sono differenti.
Si noti anche che il calore totale generato nella giunzione non è determinato unicamente dall'effetto Peltier, ma è influenzato anche dall'effetto Joule e dagli effetti del gradiente termico.
La vera importanza di questo "effetto Peltier" nella spiegazione delle correnti termoelettriche fu evidenziata per la prima volta chiaramente da James Prescott Joule. Inoltre, Sir William Thomson estese ulteriormente questo argomento dimostrando, sia teoricamente che sperimentalmente, che esiste qualcosa di strettamente analogo all'effetto Peltier quando l'eterogeneità è dovuta non alla differenza di qualità della materia, ma alla differenza di temperatura in porzioni contigue dello stesso materiale.
Cella di Peltier Un dispositivo che sfrutta l'effetto Peltier è la cosiddetta cella di Peltier. Il suo utilizzo è dato dall'effetto di raffreddamento.
Contributi sulla meteorologia Nel 1836 inventò un elettrometro atmosferico, che si rivelò fondamentale nello studio della meteorologia. Tale strumento conobbe una vasta diffusione.
Nel 1840 Peltier fu, infatti, autore di un ampio studio scientifico sul fenomeno degli uragani.
Affiliazioni accademiche Nel 1839 divenne socio corrispondente dell'Accademia delle Scienze di Torino.
Fu membro dell'Académie de Stanislas.
Morte e memoria Alla sua morte, venne sepolto a Parigi al cimitero di Père-Lachaise, alla 73° divisione.
In suo onore, è stato a lui intitolato il canale antartico Peltier.
Pubblicazioni Peltier, Jean Charles Athanase. Nouvelles expériences sur la caloricité des courans électriques. Ann. Chim. Phys. (1834), pp. 261–272.
Note
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