Autore di circa 360 pubblicazioni, tra articoli scientifici, libri ed opere divulgative, condusse diverse spedizioni archeologiche in Tibet, India, Afghanistan ed Iran. Durante la sua vita, era unanimemente considerato il più grande tibetologo del mondo. Nel 1933 fondò assieme a Giovanni Gentile l'Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente di Roma.

Biografia Famiglia Giuseppe Tucci nacque a Macerata il 5 giugno 1894. I suoi genitori erano Oscar Tucci ed Ermenegilda Firmani, entrambi di origine pugliese. Nel 1902 la famiglia si trasferì a Novara, ma ritornò a Macerata l'anno seguente, per poi stabilirsi definitivamente ad Ancona nel 1917, quando Tucci abitava già a Roma. Suo padre era primo segretario dell'Intendenza di Finanza.

Tucci si sposò tre volte: la prima, per scelta di suo padre, con Rosa De Benedetto dalla quale ebbe il figlio Ananda Maria, nato nel 1923, la seconda nel 1927 con Giulia Nuvoloni (dopo aver ottenuto l'annullamento del primo matrimonio) e la terza nel 1971 con Francesca Bonardi (dopo aver divorziato dalla seconda moglie, dalla quale viveva separato dal 1942). Sia la seconda che la terza moglie lo hanno accompagnato in alcune delle sue spedizioni in Asia.

Secondo alcune dichiarazioni, tra cui quella di Gustavo Raffi, Gran maestro del Grande Oriente d'Italia tra il 1999 e il 2014, Tucci fece anche parte della Massoneria.«Potreste forse notare che anche diversi tra gli studiosi italiani i quali si sono dedicati e ancora si dedicano allo studio delle culture, lingue e religioni indiane sono o sono stati massoni. Tra questi possiamo menzionare il compianto Prof. Giuseppe Tucci, che è stato uno dei più celebri studiosi di Sanscrito e Tibetano e un profondo e sincero amico degli Indiani». Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, Erasmo notizie: Bollettino d'informazione del Grande Oriente d'Italia, anno II, n. 10, 15 novembre 2000, p. 8.

Formazione ed attività accademica Nel 1907 si iscrisse al Liceo classico di Macerata "Giacomo Leopardi",Enrica Garzilli, L'esploratore del Duce. Le avventure di Giuseppe Tucci e la politica italiana in Oriente da Mussolini a Andreotti: Con il carteggio di Giulio Andreotti, Milano, Memori / Asiatica Association, 2012, vol. 1, p. 4: "Nel 1907 Tucci si iscrisse all'ottimo liceo classico di Macerata Giacomo Leopardi..." dove si diplomò nel 1912. Manifestò sin da giovanissimo un grande interesse nei confronti delle antichità della sua terra natale prima, e della storia e delle religioni dei popoli orientali in seguito. Iscrittosi all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", dovette sospendere gli studi per prestare servizio nel Regio esercito durante il primo conflitto mondiale.Enrica Garzilli, L'esploratore del Duce. Le avventure di Giuseppe Tucci e la politica italiana in Oriente da Mussolini a Andreotti: Con il carteggio di Giulio Andreotti, Milano, Memori / Asiatica Association, 2012, vol. 2, p. 475. Si laureò in Lettere nel 1919.L. Petech, Nota biografica in R. Gnoli, Ricordo di Giuseppe Tucci, Roma, Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente, 1985, pp. 43-46. Dal 1919 al 1921 insegnò come supplente al Liceo-Ginnasio "Stabili" di Ascoli Piceno. A seguito di concorso, il primo gennaio 1921 fu nominato segretario presso la Biblioteca della Camera dei deputati, carica che ricoprì fino alla partenza per l'India, nel 1925, anche se restò nei ruoli fino al primo novembre 1930.

Adesione al fascismo

Tucci aderì al regime fascista, seppure senza grande interesse politico, preso dai suoi studi che Mussolini deciderà di finanziare a fini politici, per diffondere l'immagine dell'Italia in Asia e prendere contatti con l'India in vista di un disgregamento dell'Impero britannico.

Nel 1925, in seguito al sostegno accordato dal Governo italiano al poeta bengalese Rabindranath Tagore, partì per l'India assieme a Carlo Formichi per insegnare come professore invitato Lingua arte e letteratura italiana all'Università Visva Bharati di Shantiniketan. Nel 1926 visitò l'Assam per accompagnare Tagore ma, dopo le aspre critiche al fascismo proferite da Tagore, il governo italiano ritirò il suo sostegno a Visva Bharati, e Tucci iniziò ad insegnare nelle università statali indiane di Dacca, Varanasi e Calcutta. Durante questi anni si recò nel Punjab, nel Kashmir e per due volte in Ladakh, almeno due volte in Sikkim e una in Nepal, principalmente per studiare i testi buddisti contenuti nelle biblioteche monastiche e palatine.

Dal 1º gennaio 1927 Tucci, che risultava docente alla Regia Università di Roma come incaricato di "Religioni e filosofia dell'India e dell'Estremo Oriente", fu collocato fuori ruolo e comandato senza limiti di tempo presso il Ministero degli Affari esteri, Direzione generale delle Scuole italiane all'estero."Giuseppe Tucci, già segretario presso la Biblioteca della Camera dei Deputati, collocato dal 1º gennaio 1927 fuori ruolo a disposizione del Ministero degli Affari Esteri (Direzione Generale delle Scuole all'Estero) è cancellato dai ruoli della Camera a far data dal 1º novembre 1930" ACS MPI, direzione Generale Istruzione Superiore, 1940-1970, fasc. personale dei professori ordinari, b. 466, Tucci Giuseppe. Nel gennaio del 1929, in casa del filosofo e sanscritista indiano Surendranath Dasgupta, a Calcutta, Tucci incontrò Mircea Eliade,"Da D[asgupta] incontro il professor Giuseppe Tucci, col quale intrattenevo una corrispondenza prima di venire qui." Mircea Eliade, Diario d'India, Bollati Boringhieri, Torino, 1995, p. 61. che vide poi regolarmente e col quale corrispose per tutta la sua vita.Enrica Garzilli, L'esploratore del Duce. Le avventure di Giuseppe Tucci e la politica italiana in Oriente da Mussolini a Andreotti: Con il carteggio di Giulio Andreotti, Milano, Memori / Asiatica Association, 2012, vol. 1, p. 177: "Durante il suo soggiorno a Calcutta, nel 1929-31, Eliade si innamorò di Maitreyi Devi, una delle figlie di Dasgupta. Fu a casa del filosofo, in Bakulbagon Road 1404, che un giorno del gennaio 1929 incontrò Tucci." Il 27 settembre 1929 Tucci fu nominato membro della Reale Accademia d'Italia.

Nel febbraio-marzo 1930 fece un viaggio a Darjeeling e da giugno a settembre ancora in Ladakh. In tutto restò in Asia ininterrottamente durante cinque anni e mezzo. All'inizio del 1931 rientrò in Italia per insegnare lingua e letteratura cinese presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Il primo novembre 1932, passò alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" dove insegnerà, come professore straordinario prima e ordinario poi, Religioni e Filosofia dell'India e dell'Estremo Oriente fino al 1969.

Nel 1933 fondò insieme al filosofo Giovanni Gentile, ex Ministro dell'Istruzione ed estensore del Manifesto degli intellettuali fascisti (1925), l'Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente di Roma (IsMEO), con lo scopo principale di sviluppare le relazioni culturali tra l'Italia ed i paesi asiatici.

Religione

Come la stragrande maggioranza degli Italiani della sua epoca, Tucci era nato in una famiglia di religione cattolica. Fosco Maraini (suo discepolo e collaboratore, col quale ebbe un rapporto non sempre facile), in Segreto Tibet, scrive che a lui e agli altri membri della spedizione del 1948 non fu permesso di entrare a Lhasa, ad eccezione di Tucci, che in quanto buddista iniziato al tantra tibetano, ricevette il lam-yig (autorizzazione di transito).Fosco Maraini, Segreto Tibet, Bari, Leonardo Da Vinci editore, 1951, cap. VIII. Tucci era infatti diventato buddista durante la spedizione del 1935, essendo stato iniziato dall'abate di Sakya, Ngawang Thutob Wangdrag, come scrive egli stesso in Santi e briganti nel Tibet ignoto: Tucci era convinto di essere stato un tibetano nella sua vita precedente,"Tucci was distinguished by his deep sympathy for spiritual values other than his own, a trait that indicates his genuinely comprehensive religious perspective and his profound humanism. His specialty was Buddhism in its various forms. The scholar of religion Edward Conze, with whom he worked, mantained furthermore that Tucci was "also a believing and at some extent practising Buddhist." Moreover, Tucci believed that he had been a Tibetan in a previous life. Only this could account for his exceedingly friendly reception by the Tibetans." ("Tucci si distingueva per la sua profonda simpatia per i valori spirituali diversi dai suoi, una caratteristica che indica la sua prospettiva religiosa genuinamente comprensiva e il profondo umanesimo. La sua specialità era il buddismo nelle sue varie forme. Lo studioso della religione Edward Conze, con il quale aveva lavorato, sosteneva, inoltre, che Tucci fosse "anche un buddista credente e praticante". Oltracciò, Tucci credeva di essere stato un tibetano in una vita precedente. Solo questo può spiegare la sua ricezione estremamente amichevole da parte dei tibetani."). Hans Thomas Hakl, Eranos, An Alternative Intellectual History of the Twentieth Century, Sheffield, Equinox, 2013, p. 202. e di essersi reincarnato in Occidente per aiutare il suo popolo a mettervi in salvo le testimonianze della sua religione e della sua cultura: «Sua Santità Tenzin Gyatso, in un discorso pubblico tenuto negli Stati Uniti una ventina di anni fa, sembra che abbia detto che a Lhasa aveva affidato a un famoso orientalista una collezione di manoscritti particolarmente sacra perché la portasse via dal Tibet in previsione dell'invasione cinese».Enrica Garzilli, L'esploratore del Duce. Le avventure di Giuseppe Tucci e la politica italiana in Oriente da Mussolini a Andreotti: Con il carteggio di Giulio Andreotti, Milano, Memori / Asiatica Association, 2012,vol. II, p. 202. Nel fondo Tucci a Roma sono conservati molti reperti tra cui antichi manoscritti tibetani, oggetti devozionali e statue buddiste di grande valore portate dalle spedizioni Tucci, salvati così dalle distruzioni dell'invasione del periodo 1950-59 e dalle devastazioni inflitte negli anni '60 dalle guardie rosse maoiste durante la Grande Rivoluzione Culturale.

Tucci fu ammesso ad incontrare nel 1948 il giovane Dalai Lama a Lhasa, terzo italiano ad accedere alla città sacra del lamaismo (dopo Odorico da Pordenone nel XIV secolo e Ippolito Desideri nel 1716) in cui nei secoli precedenti erano penetrati solo esploratori europei e missionari. L'8 ottobre 1973, in una lettera pubblicata sul giornale Il Tempo,Il Tempo, p. 3, rubrica "Copialettere", 8 ottobre 1973 in seguito ad una polemica dovuta al mancato incontro di Tucci col XIV Dalai Lama, andato a Roma in visita al papa Paolo VI, Tucci scrisse: Disse l'ottantenne Tucci al giornalista A.N. Dar: «"Le nostre passioni devono trasformarsi in elemento di libertà"; secondo Enrica Garzilli «con la sincerità che ai grandi vecchi è permessa, gli confessò di essere diventato buddista perché deluso dalla chiesa cattolica e dai preti. E aggiunse: "Ho trovato il buddismo molto più semplice. È solo una dottrina etica. Tutto è basato sulla sincerità e tu sei completamente libero"».Enrica Garzilli, L'esploratore del Duce. Le avventure di Giuseppe Tucci e la politica italiana in Oriente da Mussolini a Andreotti: Con il carteggio di Giulio Andreotti, Milano, Memori / Asiatica Association, 2012, vol. 1, p. 19. Poco prima della morte di Tucci, il 6 febbraio 1984, il comune amico Gilberto Bernabei scrisse a Giulio Andreotti una lettera in cui diceva che Tucci era ridiventato cattolico. È molto probabile che fosse un'iniziativa di sua moglie Francesca "Ma tornato in Italia si trovò sposato a un'italiana di fede cattolica, e si considerò un normale cattolico.", Elémire Zolla, "L'Elisir", in: Euntes Docete. Commentaria Urbaniana, LIV/2, 2001, pp. 25-33. , in ogni caso non vi è nessuna lettera o documento autografo di Tucci o da lui firmato che certifichi questo ritorno dell'ultima ora al Cattolicesimo.

Tucci e il Manifesto della Razza