Fu capo della Francia libera, poi dirigente del Comitato francese di Liberazione nazionale durante la seconda guerra mondiale, presidente del Governo provvisorio della Repubblica francese dal 1944 al 1946, Presidente del Consiglio dei ministri francese dal 1958 al 1959, creatore della V Repubblica fondata nel 1958, Presidente della Repubblica francese dall' al . È stato il primo Presidente della quinta Repubblica francese e protocanonico d'onore della Basilica di San Giovanni in Laterano. Cresciuto in una cultura di grandezza nazionale, Charles de Gaulle scelse la carriera di ufficiale. Venne fatto prigioniero durante la prima guerra mondiale. Collaborò con lentourage di Philippe Pétain e insistette per l'uso delle divisioni di blindati nella guerra contemporanea, scrivendo a diverse personalità politiche. Nel maggio 1940 era a capo di una divisione blindata e condusse diversi contrattacchi durante la battaglia di Francia; fu promosso generale di brigata a titolo temporaneo il . Venne nominato Sottosegretario di Stato alla Difesa nazionale e alla Guerra nel governo Reynaud, durante l'esodo del 1940.

Rifiutò l'armistizio chiesto da Pétain alla Germania nazista. Da Londra lanciò, attraverso la BBC, l'appello del 18 giugno al popolo francese alla resistenza e a raggiungerlo nelle Forze francesi libere. Condannato a morte e privato della nazionalità francese dal regime di Vichy, volle incarnare la legittimità della Francia ed essere riconosciuto come tale degli Alleati. Controllando solamente qualche colonia, ma riconosciuto dalla Resistenza francese, egli unì, nel 1943, la Francia libera all'interno del Comitato francese di Liberazione nazionale, del quale prese la direzione, e condusse il paese alla Liberazione. Favorevole a un potere esecutivo forte, si oppose ai progetti parlamentari dei partiti e si dimise nel 1946. Fondò il Rassemblement du peuple français (RPF), ma il suo rifiuto di ogni compromesso con il «regime dei partiti» lo isolò in una «traversata del deserto» lontano da ogni responsabilità.

De Gaulle fu richiamato al potere nella crisi del , durante la guerra d'Algeria. Nominato presidente del Consiglio dei ministri, fece approvare la Quinta Repubblica francese con un referendum. Eletto presidente della Repubblica, egli volle una «politica di grandezza» della Francia. Consolidò le istituzioni, la moneta (nuovo franco) e diede un ruolo di terza via economica a uno Stato pianificatore e modernizzatore dell'industria, avviando i "Trente Glorieuses" anni di boom economico. Rinunciò progressivamente all'Algeria francese, malgrado l'opposizione dei pieds-noirs (cittadini francesi nati in Nordafrica) e dei militari, che avevano favorito il suo ritorno. Decolonizzò anche l'Africa nera, ma vi mantenne l'influenza francese. De Gaulle era per l'«indipendenza nazionale» in rottura con il federalismo europeo e la divisione di Jalta: egli immaginava dunque una «Europa delle Nazioni» basata sulla riconciliazione franco-tedesca che sarebbe andata «dall'Atlantico agli Urali»; realizzò la forza di dissuasione nucleare francese, ritirò la Francia dal comando militare della NATO, pose un veto all'ingresso del Regno Unito nella Comunità Europea, sostenne il «Québec libero», condannò la guerra del Vietnam e riconobbe la Cina comunista.

La sua visione del potere, cioè di un capo approvato direttamente dalla Nazione, lo oppose ai partiti comunisti, socialisti, centristi pro-europei e di estrema destra. Essi criticavano uno stile di governo troppo personale, quasi un «colpo di Stato permanente», secondo la formula di François MitterrandMitterrand, però, una volta arrivato al potere (dal 1981 al 1995) non farà nulla per modificare il regime semipresidenziale francese, anzi farà ampio uso del sistema per ben 14 anni., contro il quale de Gaulle venne rieletto nel 1965 al suffragio universale diretto. Superò la crisi del maggio 1968 dopo aver dato l'impressione di volersi ritirare, sciogliendo l'Assemblée nationale e convocando delle elezioni anticipate; i partiti gollisti e di sostegno a de Gaulle ottennero una maggioranza schiacciante: 394 seggi su 487. Ma nel 1969 egli sottomise il suo mandato al risultato del referendum sulla riforma del Senato e la regionalizzazione e si dimise dopo la vittoria del «no». Si ritirò nella sua proprietà à Colombey-les-Deux-Églises, dove morì 18 mesi più tardi.

Charles de Gaulle, considerato come uno dei politici francesi più influenti del suo secolo, fu anche uno scrittore di talento. In particolare lasciò le sue Mémoires de guerreLe Mémoires de guerre gli valsero una candidatura per il Premio Nobel per la letteratura del 1963, l'ingresso nella celebre Bibliothèque de la Pléiade nel 2000 e furono iscritte al programma del baccalauréat di letteratura nel 2010-2011 e nel 2012-2013., nelle quali affermò essersi sempre «fatto una certa idea della Francia», giudicando che «la Francia non può essere la Francia senza la grandezza».

Biografia Giovinezza (1890-1939) Famiglia Nato a Lilla in una famiglia cattolica e fortemente nazionalista, di origine aristocratica (fondata da Thébault de Gaulle nel XVI secolo), de Gaulle era figlio di un professore di storia e letteratura, Henri de Gaulle (1848-1932), che gli fece scoprire il nazionalismo, e di Jeanne Maillot (1860-1940). Il nonno paterno Julien Philippe era storico e scrittore. Charles de Gaulle era il terzo figlio ed aveva tre fratelli e una sorella: Xavier de Gaulle (1887-1955), ingegnere, prigioniero di guerra e resistente durante la seconda guerra mondiale, padre di Geneviève de Gaulle-Anthonioz; Marie-Agnès de Gaulle (1889-1982), prigioniera di guerra, resistente durante la seconda guerra mondiale, nominata a titolo onorifico colonnello dell'armata rossa nel 1950; Jacques de Gaulle (1893-1946), disabile nel 1926 a causa di una encefalite, padre di quattro figli; Pierre de Gaulle (1897-1959), resistente, politico e amministratore di società.

Carriera militare

Terminati gli studi secondari presso un collegio dei gesuiti stabilitosi al Castello di Antoing, nel 1909 entrò alla scuola militare di Saint-Cyr; nell'ottobre 1912 fu promosso sottotenente e assegnato al 33º reggimento di fanteria, allora comandato dal colonnello Philippe Pétain.

Combatté nella prima guerra mondiale con il grado di tenente nella 11ª compagnia del 33º reggimento di fanteria di Arras. Il fu ferito durante la battaglia di Dinant, il ottenne il comando della 8ª compagnia e ad inizio dicembre assunse il comando del 33º reggimento.

Il ricevette la Croix de guerre e il 10 febbraio fu promosso capitano (a titolo temporaneo). Il 6 marzo fu ferito superficialmente a un orecchio e il 10 marzo a una mano a Mesnil-les-Hurlus, venne quindi ospedalizzato. All'inizio di agosto prese il comando della 10ª compagnia e il 3 settembre il grado di capitano diventò definitivo.

Il il 33º reggimento di fanteria era a Verdun e partecipò alla battaglia. La 10ª compagnia fu circondata dal nemico nei pressi del fort Douaumont, il 2 marzo fu ferito a una coscia e dato per disperso. Fatto prigioniero fu curato all'ospedale di Magonza. Restò prigioniero fino al termine del conflitto. Durante i due anni di prigionia conobbe un giovane sottotenente russo, il futuro generale sovietico Michail Tuchačevskij e tentò per ben 5 volte di evadere; rientrò in Francia nel dicembre 1918.

Nel 1919 e 1920 partecipò alla campagna di Polonia con il generale Weygand e prese parte alle operazioni militari condotte dal generale polacco Edward Rydz-Śmigły. Questa esperienza gli valse una citazione da parte del Ministero della Guerra francese e la Virtuti militari polacca.

Nel 1921 ottenne l'incarico di professore di storia militare alla scuola militare di Saint-Cyr.

Tra le due guerre la sua carriera militare conobbe alti e bassi, ma si rivelò comunque piuttosto rapida. Divenne famoso (e controverso) per due proposte: la formazione di un esercito professionale, al posto della leva, e la sua passione per il carro armato, arma di cui divenne uno dei maggiori teorici francesi.

: ingresso a École spéciale militaire de Saint-Cyr (119° su 221) : esce da École spéciale militaire de Saint-Cyr (13° su 221, promotion de Fès) : tenente : capitano : ammesso all'École supérieure de guerre : esce dall'École supérieure de guerre : chef de bataillon (commandant) : tenente colonnello : colonnello : generale di brigata (a titolo temporaneo e con effetto retroattivo) : retrogradato a colonnello (dal governo di Vichy) : messo in pensione d'ufficio (dal governo di Vichy)

Matrimonio

Il sposò Yvonne Charlotte Anne Marie Vendroux, da cui ebbe tre figli: Philippe de Gaulle (1921-2024), ammiraglio e senatore, sposato con Henriette de Montalembert de Cers (1929-2014), da cui avrà quattro figli: Charles de Gaulle (1948-vivente), Yves de Gaulle (1951-vivente), Jean de Gaulle (1953-vivente) e Pierre de Gaulle (1963-vivente); Élisabeth de Gaulle (1924-2013), moglie del generale Alain de BoissieuAlain de Boissieu fu Compagnon de la Libération e Grand chancelier de la Légion d'honneur (1975-1981); si dimise da questa funzione nel 1981 per non dover consegnare il collier di Gran Maestro dell'Ordine al neoeletto presidente Mitterrand, che nel 1964 aveva scritto - contro de Gaulle - il libro "Le Coup d'État permanent"; nel 1962 è in auto insieme al Generale e alla moglie Yvonne durante l'attentato del Petit-Clamart e in questa occasione probabilmente salva la vita del Generale intimandogli di mettersi al riparo. (1914-2006), da cui avrà una figlia: Anne de Boissieu (1959-vivente); Anne de Gaulle (1928-1948), affetta da trisomia 21 a cui è dedicata la Fondation Anne-de-Gaulle.

La seconda guerra mondiale (1939-1945)

Al momento dello scoppio della seconda guerra mondiale nel 1939, alla vigilia dell'entrata in guerra della Francia, sottolineò l'insufficienza della difesa, ma non venne preso in considerazione. Promosso generale di brigata a titolo provvisorio, il 6 giugno 1940 entrò nel governo di Paul Reynaud come sottosegretario di Stato alla Difesa nazionale. De Gaulle si oppose all'armistizio con i tedeschi e lasciò la Francia per la Gran Bretagna il 15 giugno 1940.

L'Appello e la France libre

Nel Regno Unito, Churchill sostenne de Gaulle come voce della Francia anti-nazista, contro il parere del suo governo che avrebbe preferito personaggi più di spicco. Alla fine passò la scelta di de Gaulle, e la BBC trasmise l'appello del 18 giugno ai francesi, da Londra, esortandoli a resistere ai tedeschi e alla richiesta di armistizio avanzata dal governo Pétain: fu il segnale d'inizio della resistenza francese ai nazisti.

Mentre in Francia il Regime di Vichy lo condannava a morte in contumacia per tradimento, in luglio de Gaulle, al sicuro in Gran Bretagna, cominciò a organizzare France libre (Francia libera). All'inizio si trattava di suscitare la resistenza ai tedeschi a partire dai possedimenti coloniali, che la madrepatria aveva più difficoltà a controllare; queste forze vennero poi collegate alle forze di resistenza francesi, e France libre divenne France combattante.

In quegli anni de Gaulle fu imposto come rappresentante della Francia libera di fronte al mondo in generale e all'Inghilterra in particolare, anche grazie alla preziosa collaborazione del Capitano Teyssot, suo "assistente" dal 1942 al 1944. La sua preoccupazione era quella di salvaguardare fin dall'inizio gli interessi e l'immagine della Francia sconfitta durante e dopo il conflitto, a partire dalla garanzia del mantenimento dei possedimenti coloniali, senza perdere di vista un momento l'onore e la grandeur francesi. Per garantire l'indipendenza della propria organizzazione, de Gaulle volle che gli stessi aiuti finanziari che il Regno Unito forniva a France Libre fossero rimborsabili - e furono effettivamente rimborsati molto prima della fine della guerra.

La Liberazione