Biografia

Dopo aver seguito corsi di pittura, si dedicò a partire dal 1848 alla fotografia, incoraggiato da Gustave Le Gray. Gustave, più giovane di lui, si era dedicato da poco alla costruzione di dagherrotipi, e con l'aiuto di Le Secq, di grande inventiva, si occuparono di risolvere i problemi della tecnica fotografica.

Collaborò con Charles Nègre e partecipò alla Mission héliographique su proposta dello scrittore e archeologo Prosper Mérimée, a suo tempo nominato Ispettore generale dei monumenti da restaurare, assieme ai fotografi Édouard Baldus, Hippolyte Bayard, Gustave Le Gray, Auguste Mestral.

Si dedicò alla fotografia di architettura e di paesaggio, documentando cattedrali e monumenti dei territori francesi in via di sparizione come l'Alsazia, la Lorena, la Champagne, di cui è conservata testimonianza presso la Biblioteca delle Arti Decorative di Parigi, oltre alla sua collezione privata di nature morte e soggetti di modello fiammingo. Dal 1852 al 1853 fotografò la vecchia Parigi, che stava per essere demolita, e la foresta di Montmirail. Espose le sue fotografie all'Esposizione universale dei prodotti dell'agricoltura, dell'industria e delle belle arti di Parigi (1855).

Le Secq abbandonerà la fotografia nel 1856 per dedicarsi al collezionismo di ferro battuto che dopo la sua morte diverrà un museo a lui dedicato a Rouen.

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