Dette un contributo notevole agli studi sulla cartografia e sull'etnologia della Russia ed è noto per aver stabilito convenzionalmente il confine orientale tra Europa ed Asia, su incarico del governo russo. Tale confine ("linea di von Strahlenberg"), per quanto riguarda gli Urali, è ancor oggi quello seguito internazionalmente; nel restante tratto è stato oggetto di alcune varianti.

Biografia

Soldato nella grande guerra del nord Di origine tedesca, Strahlenberg nacque il 6 ottobre 1677 a Stralsund, città della Pomerania che all'epoca era sotto il controllo svedese, ed il suo nome originale era Philip Johan TabbertPer tutta la sezione "Biografia": .

Si arruolò nell'esercito svedese nel 1694 e, scoppiata la grande guerra del nord nel 1700, fu promosso capitano nel 1703. Nel 1707 gli furono concessi i titoli di nobiltà e assunse il nome von Strahlenberg. Nel 1709, nel corso della battaglia di Poltava, fu catturato dalle truppe russe, mentre cercava di trovare e salvare il fratello, anch'egli soldato. Come prigioniero di guerra venne mandato nel 1711 a Tobol'sk, storica capitale della Siberia Occidentale. Rimase prigioniero fino al 1721.

Prigioniero di guerra ed esploratore Durante la permanenza forzata in Siberia, ricevette dal governatore di Tobol'sk, il principe russo Matvej Petrovič Gagarin, il permesso di viaggiare e raccogliere materiali sulla geografia, la storia e l'etnografia della Siberia occidentale, territorio ancora in larga parte inesplorato, tanto che il governo russo stesso, che se ne dichiarava padrone, sapeva poco delle popolazioni che vi abitavano e ignorava se l'Asia e l'America fossero collegate oppure separate da uno stretto.

Von Strahlenberg studiò la lingua e i costumi delle popolazioni locali (Tatari, Jakuti, Ciuvasci, Tatari di Crimea, Uzbeki, Baschiri, Kirghisi, Turkmeni, Mongoli Buriati, Mongoli Calmucchi e Ciukci). È considerato il fondatore della glottologia ugro-finnica e dell'etnologia uralo-altaicaAlfredo Trombetti, Come si fa la critica di un libro, Treves di Luigi Beltrami, 1907.. Mentre studiava i rituali sciamanici degli indigeni della Siberia, notò l'uso dell'ovolo malefico (Amanita muscaria) nei loro rituali.

Suo compagno di viaggio era un altro prigioniero di guerra svedese: Johan Anton von Matérn, che si assunse l'incarico di redigere delle mappe, non avendo von Strahlenberg una formazione in questo campo. Insieme esplorarono i bacini inferiori dei fiumi Ob' e Enisej. Dopo aver percorso tutta la Siberia, arrivarono sino all'estremità orientale dell'Asia, la penisola dei Ciukci, e attraversarono quello che sarebbe poi stato chiamato lo stretto di Bering, alcuni anni prima dell'esploratore da cui prende il nome. Non è chiaro però se raggiunsero l'Alaska o le Aleutine; tuttavia, ebbero la prova che l'Asia e l'America non erano collegate tra loro

Dopo il ritorno a Tobol'sk, scoppiò un incendio nell'abitazione di von Strahlenberg che, prima di scappare, raccolse frettolosamente le sue carte e i suoi scritti in un baule che gettò dalla finestra per salvarli dal fuoco. Prima di poterlo recuperare, il baule venne prontamente rubato. Von Strahlenberg non si scoraggiò, ma elaborò una nuova mappa. Intorno al 1717, lo stesso governatore che gli aveva consentito i viaggi di esplorazione, Matvej Petrovič GagarinImprigionato nel 1719 per corruzione, fu giustiziato per impiccagione nel 1721., confiscò la nuova mappa e proibì a von Strahlenberg di crearne altre, minacciando di inviarlo ancora più a nord. L'esploratore svedese, però, aveva prudentemente stilato delle mappe di riserva.

Ritorno in Svezia La grande guerra del nord terminò nel 1721 con la sconfitta della coalizione svedese, ma questa notizia arrivò in Siberia l'anno seguente. Von Strahlenberg iniziò allora il suo lungo viaggio di ritorno in Svezia, arrivando a Stoccolma nell'agosto del 1723. Si mise allora all'opera per trovare un editore che pubblicasse i suoi studi e le sue mappe.

Nel 1730 pubblicò in tedesco il libro Das Nord - und Ostliche Theil von Europa und Asia ("Europa nord-orientale e Asia"), dove raccolse i risultati delle sue ricerche. Il libro ebbe una vasta eco e fu presto tradotto in inglese, francese e spagnolo. Quando la mappa della Siberia giunse nelle mani di Pietro il Grande, suscitò la sua straordinaria ammirazione.

All'interno del libro, Strahlenberg allegò nuove mappe dell'intera Russia, realizzate con la collaborazione di Johan Anton von Matérn. Suggerì inoltre un confine ben definito fra Europa e Asia all'interno del territorio russo, che è alla base della convenzione sul confine tra i due continenti oggi più seguita a livello internazionale: la "linea di von Strahlenberg".

Von Strahlenberg morì nel 1747 a Fröllinge, piccolo villaggio nei pressi di Getinge, nel cimitero della cui chiesa venne sepolto. Oggi Getinge è un paese appartenente alla municipalità di Halmstad, nella provincia svedese di Halland.

Riscoperta dell'opera di von Strahlenberg Nel 1879 l'opera di von Strahlenberg, che stava scivolando nell'oblio, fu riscoperta dal poliedrico scrittore, poeta e saggista svedese August Strindberg. Egli, il 15 febbraio 1879, tenne una conferenza dedicata a von Strahlenberg nella sede della Società svedese di antropologia e geografia, presentandolo come grande esploratore e ricercatore. Raccontò che stava compiendo delle ricerche nelle biblioteche di Stoccolma, per riscoprire l'opera e la vita dei prigionieri svedesi in Siberia, quando ritrovò l'accuratissima mappa della Siberia di Strahlenberg, in un magazzino librario.

Strindberg fece di più: divulgò la monumentale opera di esplorazione di Strahlenberg nel testo Johann von Strahlenberg e la sua mappa dell'Asia, edito dalla Società svedese di antropologia e geografiaAugust Strindberg, Philipp Johann von Strahlenberg och hans karta öfver Asien ("Philipp Johann von Strahlenberg e la sua mappa dell'Asia"), Svenska sallskapet for antropologi och geografi ("Società svedese di antropologia e geografia"), 1879.. Fu allora chiaro a tutti che von Strahlenberg aveva portato nuove conoscenze su tutte le questioni siberiane discusse in quel periodo dagli scienziati: oltre ad una cartografia sino ad allora insuperata, ci ha lasciato studi linguistici comparativi, relazioni zoologiche, geologiche, etnologiche e storiche dedicate all'immenso territorio siberiano.

Il confine tra Europa e Asia secondo la linea di von Strahlenberg

Premesse Il confine tra Europa ed Asia seguito nell'Età antica passava per lo stretto di Kerč (detto allora "stretto Cimmerio") ed il fiume Don (Tanais), arrivando al Mar Glaciale Artico; alternativamente, lungo il fiume Rioni (Fasi) e il Mar Caspio. Già Erodoto e Strabone criticavano questa linea di confine, ma le loro posizioni erano isolate. Nel Medioevo, secondo il principio di autorità, si continuò a seguire la linea stabilita nell'antichità.

Nel XVI secolo, le relazioni dei viaggiatori dell'età delle esplorazioni geografiche cominciarono a mettere a fuoco fatti che mettevano in discussione il numero dei continenti, i loro confini e, tra l'altro, la suddivisione tra Europa ed Asia fino ad allora seguita; in particolare, le sorgenti del fiume Don, fino ad allora localizzate genericamente in una zona prossima al Mar Glaciale Artico, si scoprì esserne ben lontane, rivelando l'inadeguatezza del fiume come confine tra i due continenti. Si susseguirono allora varie proposte, ma nessuna di esse appariva convincente e il problema di stabilire un confine più esatto era oggetto di dibattiti tra i geografi.

Proposta di von Strahlenberg

Solo nel XVII secolo la questione si avviò ad una soluzione, grazie proprio a von Strahlenberg. Il geografo svedese, in base ai suoi viaggi di studio, propose una linea di demarcazione tra il continente europeo e quello asiatico che partiva dal Mar Glaciale Artico, comprendendo in Europa la Novaja Zemlja e la penisola di Jugor, poi correva lungo i monti Urali, proseguiva lungo la bassa catena collinare dell'Obščij Syrt, poi lungo il Volga, dall'ansa di Samara all'attuale canale Volga-Don, poi seguiva la linea di questo canale e infine l'ultimo tratto del Don fino alla foce sul Mar d'Azov. Come si vede, la proposta di confine continentale di von Strahlenberg era netta per quanto riguarda la scelta degli Urali, più complessa nel tratto tra le pendici meridionali di questi monti e il mare d'Azov.

Il geografo di Pietro il Grande, Vasilij Tatiščev ebbe un ruolo notevole nella scelta della linea di confine euroasiatico, dandone una giustificazione storico-naturalistica. Strahlenberg e Tatiščev si erano incontrati nel 1720 a Tobol'sk, ed avevano collaborato intensamente, tanto che si pensa che le idee del russo abbiano influenzato le proposte di StrahlenbergTatiščev ha scritto un sostanzioso commento al libro di Strahlenberg per l'Accademia delle scienze di San Pietroburgo, che però è stato pubblicato solo recentemente:

Vasilij Tatiščev, Zapiski kapitana Filippa Ioganna Stralenberga..., 2 volumi, Mosca-Leningrado: AN SSSR, 1985. Oleg Sergeev, . ISBN 9789526208510. Peraltro, Tatiščev sosteneva il confine sugli Urali perché gli ideali di occidentalizzazione che sempre più si stavano diffondendo in Russia nella prima metà del XVIII secolo, a causa della politica di Pietro il Grande, rendevano inaccettabile la linea convenzionale precedente, che poneva il confine tra Europa e Asia lungo il corso del fiume Don, ossia in quello che ormai era considerato il cuore della Russia.

Approvazione ufficiale (1730) e affermazione della proposta di von Strahlenberg Nel 1730, il confine continentale proposto da von Strahlenberg fu approvato ufficialmente dalla zarina Anna I di Russia e convalidato nel 1777 dal biologo Peter Simon Pallas e poi anche dal geografo Carl Ritter, in base alle loro ricerche geologiche, botaniche e faunistiche. Questi ultimi due studiosi tracciarono il confine lungo il piede orientali degli Urali, considerati totalmente europei. Infatti questa lunga catena montuosa, che ad ovest si eleva dalla grande pianura russa in modo sfumato ed impercettibile, al contrario ad est termina con un dislivello ben tracciabile sulle carte ed evidente nel territorioPer ciò che riguarda il Pallas e il Ritter: Enciclopedia Treccani, .

Comprensibilmente, intellettuali e statisti russi furono entusiasti della linea proposta da von Strahlenberg, che donava unità geografica al cuore del loro Paese; la linea di Strahlenberg trionfò però non solo in Russia, ma anche nel resto d'Europa, specie dopo l'approvazione del confine sugli Urali da parte dello stimato geografo Conrad Malte-Brun.

Se il confine sugli Urali era ormai universalmente accettato, il tratto tra le pendici meridionali di questa catena montuosa e lo stretto di Kerč tracciato da von Strahlenberg (Obščij Syrt - Volga - linea sull'attuale canale Volga-Don - ultimo tratto del Don) richiedeva ulteriori aggiustamenti, in quanto mancava di quella semplicità ed immediatezza che si vorrebbero associati ad un confine continentale.

Conferma e rettifica della Linea di von Strahlenberg (1958) Nonostante l'adozione ufficiale della Linea di von Strahlenberg, alcuni geografi, pur accettando come confine il tratto degli Urali, per il tratto più controverso, ossia quello che dal Caspio arriva al Mar Nero, avevano proposto una linea alternativa: lo spartiacque del Gran Caucaso, che risultava dunque diviso tra i due continenti.

Nel 1958 la Società geografica dell'Unione Sovietica, oggi Società geografica russa, durante un convegno tenutosi nella sede di Mosca, ha discusso la questione della tracciatura del confine tra Europa e Asia e si è posta anzitutto la necessità di non dividere tra i due continenti né gli Urali, né il Caucaso, dato che ciascuna di queste due catene ha un'unica storia geologica.