Bormio (Bórm in dialetto locale, Buorm in romancio, Worms im Veltlin in tedesco) è un comune italiano di abitanti della provincia di Sondrio in Lombardia. Situata in alta Valtellina, in posizione strategica per i commerci sin dal Medioevo, è ricca di importanti testimonianze architettoniche, artistiche e culturali. Ubicata nel Parco Nazionale dello Stelvio, è una rinomata località turistica estiva e invernale che ha ospitato i campionati mondiali di sci alpino nel 1985 e nel 2005. Ospita la sede della Comunità montana Alta Valtellina.

Geografia fisica Territorio La conca di Bormio è ampia e luminosa; scavata nei secoli dai ghiacciai e dai corsi d'acqua e in parte colmata dalle alluvioni, è circondata da monti che verso nord formano una barriera di calcare e dolomia, la cui cima principale è la Reit (). Essa protegge dai venti del Nord. Questa conca caratterizza la zona essendo interamente circondata da valli fluviali.

Vi confluiscono quattro valli: la Valdidentro (percorsa dal torrente Viola Bormina) che collega al Passo del Foscagno; la Valfurva (percorsa dal torrente Frodolfo) che collega al Passo Gavia; la Valle del Braulio (percorsa dall'omonimo torrente) che la collega al Passo dello Stelvio; e la Valle di Fraele, nella quale scorre il fiume Adda che, dopo aver raccolto le acque degli altri tre torrenti prosegue il suo corso in Valdisotto verso il capoluogo Sondrio.

Dista circa da Sondrio, in direzione nord-est.

Clima

Botanica La presenza degli scarichi delle acque termali (Bagni Vecchi di Bormio) ha fatto sì che lungo la parete rocciosa sottostante si sia insediata una stazione di Capelvenere (Adiantum capillus-veneris) che è la più alta d'Europa.

Nel parco del Grand Hotel Bagni Vecchi è presente una piccola colonia di Pini dell'Engadina (Pinus engadiniensis), unica all'esterno della valle svizzera. A Bormio il botanico Martino Anzi ha condotto i propri studi sulle piante cryptogamae. Bormio dispone inoltre di un orto botanico tra i maggiori e più ricchi delle Alpi italiane e non. Ospita moltissime specie e molte sono le iniziative che propone per tutte le età.

Origini del nome Il nome Bormio deriva con ogni probabilità dal termine gallico bormo = "sorgente calda"Variante di borwo. Cfr. (Borwo/Bormo), Etymological Dictionary of Proto-Celtic (*berw-a). o dal tedesco "warm" = caldo, come le acque termali. Infatti, oltre che per lo sci, Bormio è nota per le sue terme, citate da Plinio il Vecchio, vissuto nel I secolo d.C. Gli stabilimenti termali sono tre: le Terme di Bormio, che si trovano sul territorio di Bormio, e due stabilimenti, i Bagni Nuovi e i Bagni Vecchi, che si trovano sul territorio della frazione di Premadio del limitrofo comune di Valdidentro.

Storia

Il Bormiese costituisce una regione unitaria le cui caratteristiche fisiche hanno contribuito a determinare un'unica storia, una comune impronta etnografica e condizioni di vita simili.

La prima citazione di Bormio nei documenti antichi si ha in una lettera di CassiodoroCassiodoro, Variae, X, XXVIIII, 1).. Durante il Medioevo Bormio fu sede dell'omonimo Contado, comprendente i territori che corrispondono ai comuni di Valfurva, Valdidentro, Valdisotto e Livigno.

Il Contado, nonostante i tentativi di acquisire il potere dei vescovi di Como e del vescovato di Coira, mantenne la propria indipendenza per circa tre secoli dal X al XIII, allorché finì sotto il controllo di Como. Questo durò fino al 1335 quando il signore di Milano Azzone Visconti conquistando la città lariana, s'impadronì dei territori ad essa sottoposti tra i quali la Valtellina con Bormio e Livigno. Il periodo milanese, prima con i Visconti poi con gli Sforza durerà fino al 1500 con il tentativo di Ludovico il Moro di riconquistare il Ducato di Milano finito sotto il controllo francese. Lo stesso Ludovico il Moro sarà due volte a Bormio: la prima nel 1496 con la consorte Beatrice d'Este per incontrare l'imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano I d'Asburgo, la seconda nel settembre del 1499 fuggendo da un Ducato ormai mira dei soldati francesi. Nel 1493 un'altra grande figura del Ducato di Milano passava per Bormio: Bianca Maria Sforza in viaggio per raggiungere il suo promesso sposo, l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo.

Nel 1377, attraverso l'emanazione della magna charta delle libertà bormiensi, il comune riprese autonomia e ottenne importanti privilegi. Il potere venne affidato al Podestà di Bormio. Egli rappresentava l'autorità superiore e godeva di un potere direttivo e costrittivo. Senza di lui gli organi comunali non potevano agire.

Da allora e per tutti i due secoli successivi, il Contado fu al centro della rotta commerciale che collegava Venezia con il nord Europa oltre ovviamente a quella verso Milano capitale del Ducato. Grazie a posizione strategica e alla possibilità di imporre dazi in via esclusiva sulle merci di lì in transito, poté svilupparsi economicamente. Nel 1400 la popolazione era di abitanti e sul territorio si potevano contare 32 torri.

La prosperità durò sino al 1487 quando la località cadde sotto l'assedio dei Grigioni, divenuti più potenti in seguito all'accordo delle Tre Leghe. Da quel momento gli Sforza concessero anche alla Repubblica delle Tre Leghe la possibilità di imporre dazi al pari di Bormio. Il Contado, a causa della peste e dell'instabilità politica e militare della zona volse verso il declino e nel 1512 divenne un protettorato sottoposto al dominio delle Tre Leghe.

Degno di nota fu Gian Giacomo Vismara, podestà dal 1495 al 1499, Cavaliere Aulico e Consigliere Segreto del Duca di MilanoE. Saita, Strategie economiche e politiche di un casato milanese, ecc. p.408-416.

La stessa denominazione di "Magnifica Terra" o "Magna Terra di Bormio et honorate valli", assegnata in passato a tutta la zona, al di là degli aspetti naturali, definisce un territorio circoscritto nella sua autonomia, orgoglioso, sin dai tempi più lontani, della sua vita sociale.

Con l'arrivo di Napoleone e la campagna d'Italia terminò anche l'indipendenza del Contado di Bormio. Nel 1797, con la Valtellina, venne riunita alla Lombardia e annessa alla Repubblica Cisalpina. Da allora seguì la stessa sorte della Lombardia, dapprima sotto gli Asburgo poi nel Regno d'Italia.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture civili Kuerc: risale al XIV secolo, nel pieno periodo dell'autonomia bormina, ed era il luogo dove un tempo avvenivano le adunanze e si amministrava la giustizia. Sulle sue colonne venivano infatti affissi i decreti e le sentenze. Situato in Piazza Cavour di fronte alla Collegiata. Torre degli Alberti (nota anche come Torre Marioli o Torre di Dossiglio), risalente al XIII secolo, è realizzata in pietra grigia a vista. Ospitò Bianca Maria Sforza nel 1493, Ludovico il Moro nel 1496 e Leopoldo V d'Austria (1623). Palazzo Alberti: ospitò alcune delle più ricche e influenti famiglie sino al 1632, quando passò ai Gesuiti che ne fecero un centro formativo per il contado. Palazzo de Simoni, localmente noto come "castello", edificio che ospita il museo civico di Bormio.. Pentagono: impianto polifunzionale di proprietà comunale dal 2022. Ha ospitato tornei di pallacanestro e incontri di pugilato internazionali, nonché concerti e conferenze. Quando adibito ad eventi sportivi è una delle palestre più grandi della provincia di Sondrio. Palazzo del ghiaccio, noto anche come Palaghiaccio Braulio: impianto sportivo adibito allo short track, al pattinaggio artistico ed all'hockey su ghiaccio. È sede del centro federale nazionale dello short track.

Architetture militari Forte Venini Oga, una delle fortificazioni della prima guerra mondiale meglio conservate d'Europa. https://www.fortedioga.it/

Architetture religiose Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio: citata in antichi documenti già nel 803, fu più volte ricostruita nel corso della storia. L'aspetto deriva dalla ricostruzione del XVII secolo, dopo il devastante incendio avvenuto nel 1621 a causa dell'esercito spagnolo. All'interno sono presenti pregevoli opere artistiche legate all'ambiente alpino e Valtellinese. Da segnalare il "Compianto" del XVII secolo, con numerose statue lignee policrome, e le numerose tele di artisti locali del medesimo periodo. Notevoli i due armadi in stile rustico del XVII secolo. Nell'abside sono conservate due tele di Giuseppe Prina risalenti al XVIII secolo. Chiesa di Santo Spirito: già attestata nel 1304 ma sconsacrata nel corso dell'Ottocento, la chiesa ospita al suo interno resti di affreschi che coprono il periodo storico tra l'ultimo quarto del Quattrocento e la metà del Cinquecento, opere attribuite a Giovannino da Sondalo, al pittore locale Luigi Sermondi, a Bartolino de Buri, e a Giovanni Andrea De Magistris. Chiesetta di Santa Barbara: attualmente sconsacrata, venne edificata nel periodo della peste nera nel XIV secolo. Chiesa di Sant'Antonio Abate: conosciuta come chiesa del santissimo Crocifisso per la grande devozione che o fedeli hanno verso l'antico crocifisso, di scuola tedesca, ritenuto miracoloso. Il Crocifisso, secondo la leggenda, prese la forma di una croce dopo essere stato colpito da un fulmine; il pastore di Valfurva che si era rifugiato sotto di esso completò la scultura; il Crocifisso fu gettato dai soldati nel torrente Frodolfo che lo condusse sino a Bormio dove venne appostato nella Chiesa. Oratorio San Vitale: realizzato nel 1196, con uno stile tipicamente romanico, conservante resti di affreschi del Trecento sulla facciata, che rappresentano gli emblemi dei vari artigiani.

Geografia antropica Il comune è suddiviso in cinque reparti (contrade): Buglio; Combo; Dossiglio; Dossorovina (in dialetto Dossoruina); Maggiore. Non comprende frazioni.

Società

Evoluzione demografica

Lingue e dialetti La lingua parlata in loco è l'italiano.

Nel comune è relativamente diffuso anche il dialetto bormino.. Quest'ultimo appartiene ai dialetti lombardi alpini ed è caratterizzato da tratti arcaici e da una certa somiglianza con la lingua romancia, idioma diffuso nelle vicine valli grigionesi.

Tradizioni e folclore

Gabinát

Il Gabinát è un'antica tradizione in uso nella giornata del 6 di gennaio. Dai vespri della vigilia sino a quelli del giorno dell'Epifania si scatena fra la popolazione locale una vera e propria gara nel prevenire quanti si incontrano col motto "Gabinat!". L'obiettivo è cogliere di sorpresa qualcuno e dire "Gabinat!" prima dell'altro. Colui che è stato prevenuto deve "pagare" il Gabinat entro il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio, offrendo semplici dolci o una bicchierata. La medesima tradizione è presente in Val Camonica.

Gabinat è una parola dialettale che deriva dal tedesco geben-nacht ovvero "notte dei doni" e indica il giorno dell'Epifania.

Geneiron Il Geneiron è un rito di origine precristiana. La tradizione prevede che la sera del 31 gennaio i ragazzi di Bormio transitino per le vie del paese trascinando delle "tolle" (contenitori di latta, come ad esempio barattoli, parti di lamiera, etc.) con l'intento di fare baccano per risvegliare la primavera. Adesso i bambini passano nei negozi a ricevere dolciumi, piccoli doni vestendosi "a la veglia" (alla vecchia).

L'è fora l'ors de la tana La tradizione dell'ors de la tana, prevista per il 2 di febbraio, è un antico uso della popolazione locale che consiste nel fare uscire qualcuno dalla propria abitazione mediante un pretesto ironico. Il malcapitato viene poi accolto da quanti gli hanno giocato lo scherzo col saluto "L'è fora l'ors de la tana" (è uscito l'orso dalla tana).

Anche in questo caso, l'uscita dell'"orso" dal letargo invernale, vuole significare la fine dell'inverno e annunciare la primavera che è alle porte.

Carneval di Mat