Carlo fu un militare eccezionalmente dotato e un maestro di tattica, nonché abile politico che fu in grado di introdurre importanti riforme legali e di tassazione. Dal 1700 fino alla morte condusse le sue truppe, i cosiddetti karoliner, in guerra contro la Danimarca, la Russia, la Confederazione polacco-lituana e la Sassonia, senza più ritornare a Stoccolma.Voltaire nel 1731 scrisse un'opera biografica su di lui: Storia di Carlo XII, che valse l'esilio allo scrittore francese. Nel 1700, una triplice alleanza di Danimarca-Norvegia, Sassonia–Polonia-Lituania e Russia lanciò un attacco al protettorato svedese dell'Holstein-Gottorp e alle province di Livonia e Ingria, cercando di demolire la potenza dell'impero svedese, sfruttando l'inesperienza del giovane sovrano. In questo modo ebbe inizio la Grande guerra del Nord. Guidando il formidabile esercito svedese contro l'alleanza, dal 1706 Carlo riuscì a mettere in crisi tutte le forze nemiche a eccezione della potente Russia.

La successiva azione di Carlo d'invadere Mosca si concluse con una sconfitta dell'esercito svedese nelle battaglie di Poltava e di Perevolochna. Il re trascorse quindi alcuni anni in esilio nell'Impero ottomano prima di tornare ad attaccare la Norvegia, tentando ancora una volta di separare le forze danesi da quelle russe. Due campagne fallimentari si conclusero poi con la morte dello stesso Carlo XII durante l'assedio di Fredriksten nel 1718. In quel tempo, gran parte dell'impero svedese era sotto occupazione militare, anche se la Svezia propriamente detta rimaneva stato sovrano. Questa situazione venne successivamente formalizzata e moderata dal trattato di Nystad, che vide non solo la fine dell'Impero svedese ma anche della sua monarchia assoluta e della sua macchina da guerra così potente, dando vita all'età del governo parlamentare, tra le prime nazioni in Europa a raggiungere questa prospettiva sino alla salita al potere poi di Gustavo III che restaurerà a pieno il potere regio.

Biografia I primi anni

Carlo nacque il 17 giugno 1682 a Stoccolma nel palazzo "Tre Kronor", figlio primogenito del re di Svezia Carlo XI (1655 – 1697) e della sua consorte Ulrica Eleonora di Danimarca (1656 – 1693). La sua ascendenza era di origini tedesche in quanto era membro della dinastia del Palatinato-Zweibrücken, un ramo collaterale dei Wittelsbach.

Al momento della sua nascita, suo padre scrisse nel suo diario:

Carlo XII di Svezia ricevette sin dalla sua gioventù una formazione completa. Tra i suoi insegnanti in particolare ricordiamo il professore dell'Università di Uppsala, Andreas Nicolai, il consigliere di stato Thomas Polus, il ciambellano Gustaf Cronhielm, l'ufficiale del reparto del genio Carl Magnus Stuart e il vescovo Erik Benzelius il vecchio. Carlo XII era un bambino molto dotato per lo studio e apprese facilmente il latino, il tedesco, e il francese; fu inoltre istruito nelle questioni teologiche. Sul campo, più tardi, imparò anche il finlandese, per poter essere capito da una parte dei suoi soldati che provenivano da quelle terre. Le sue più grandi passioni furono la matematica e le materie militari; si allenava anche fisicamente sempre per questo scopo. Alla morte della madre Ulrica Eleonora, nel 1693, essendo suo padre occupato dal governo dell'impero svedese, la regina madre Edvige Eleonora, sua nonna paterna, ebbe in gestione l'educazione del giovane principe e delle sue due sorelle, sviluppando con loro un forte rapporto.

Carlo XI, cosa abbastanza rara per quei tempi, introdusse sin da subito il figlio alla gestione dello stato. Lo portava alle ispezioni militari e alle sedute del Consiglio del re, facendo sì che il giovane principe ereditario fosse pronto a svolgere il suo ruolo che gli sarebbe spettato alla sua morte.

Già da giovane il futuro Carlo XII si contraddistinse per l'impenetrabilità e la compostezza, quasi glacialità, dei modi. Solo una volta si abbandonò a eccessi distruttivi e crudeli. Durante una visita del quasi coetaneo principe ereditario di Danimarca Federico, il quattordicenne Carlo si divertì con lui a sfasciare i mobili delle sale del palazzo reale, a scaraventare i piatti e, macabro divertimento, a provare le lame delle spade decapitando cani, capre e altri animali per poi gettarne le teste sanguinanti dalle finestre.

L'ascesa al trono

Alla morte di suo padre, Carlo gli succedette al trono di Svezia col nome di Carlo XII. Carlo XI, già prima di morire, aveva dato disposizioni perché il nuovo consiglio di stato, che avrebbe dovuto coadiuvare il giovane sovrano, avesse per presidente Bengt Gabrielsson Oxenstierna e per membri Christopher Gyllenstierna, Fabian Wrede, Nils Gyldenstolpe e Lars Wallenstedt, tra i suoi collaboratori più fidati.

Il consiglio di governo si dimostrò troppo ingerente nelle questioni di governo, senza lasciar spazio all'iniziativa del giovane re. Carlo XII venne incoronato re di Svezia il 29 novembre 1697 all'età di 15 anni, con una fastosa cerimonia che si tenne nella cattedrale di Stoccolma, alla quale prese parte anche l'arcivescovo Olaus Swebilius. Come primo vero atto di affermazione di indipendenza, Carlo XII pretese di incoronarsi personalmente, ribadendo la sua piena autorità di sovrano.

I primi anni di regno Malgrado la situazione pacifica dei primi anni di regno, Carlo XII visse un'epoca piuttosto difficile per l'amministrazione dello stato, sia internamente che esternamente. Inesperto nell'arte di governare, ma non sprovveduto, seguì le orme paterne conducendo una vita semplice, ma di continuo lavoro. Come suo padre, egli era scettico nei confronti dei vecchi consiglieri reali e a questi fece perdere quasi tutta l'influenza di cui godevano a corte. Il re, ancora molto giovane, era timido e introverso; ben presto decise di servirsi di personaggi valenti da porre in posizioni di potere come Carl Piper, che pose alla gestione degli affari interni, e Thomas Polus, sulla politica estera (questi risultò una figura fondamentale anche per decidere un eventuale matrimonio del sovrano).

Nell'ambito della politica estera, Carlo XII cercò di seguire l'orientamento di suo padre rimanendo neutrale in gran parte dei conflitti scoppiati in Europa occidentale all'epoca, mantenendo una stretta amicizia con tutte le potenze marittime più importanti come Inghilterra e Paesi Bassi e, in parte, anche con la Francia.

Il suo nemico principale fu sempre la Danimarca, che era una secolare spina nel fianco per l'espansione della Svezia.

La grande guerra del nord Antefatto Nel marzo del 1700 ebbe inizio la Grande guerra del Nord. Inaspettatamente la Svezia fu attaccata da Danimarca-Norvegia, Sassonia/Polonia e Russia. Già nell'ottobre 1698 Augusto II di PoloniaAugusto era anche elettore di Sassonia, con il nome di Federico Augusto I di Sassonia. e Federico IV di Danimarca avevano stipulato un'alleanza offensiva nei confronti della Svezia, alla quale più tardi aderì anche Pietro il Grande di Russia. Dopo una prima vittoria gli alleati progettarono di spartirsi le province del Baltico orientaleScania, Livonia, Estonia, Ingria, Pomerania anteriore, Wismar in mano svedese fin dal 1611.

I nemici della Svezia avevano tuttavia sottovalutato il rischio di attaccare una grande potenza militare europea. Essi contavano su una vittoria facile e rapida, in base all'inesperienza e alla giovane età del sovrano e s'immaginavano un timoroso esercito svedese guidato da un comandante privo di esperienza militare.

La sconfitta della Danimarca Nella primavera del 1700 Carlo XII si trovò ad affrontare la coalizione per difendere il suo paese. La sua strategia fu semplice: concentrare le sue forze contro un nemico alla volta, costringerlo alla pace e poi volgersi contro un altro.

Le ostilità iniziarono con l'attacco di suo cugino Federico IV di Danimarca al ducato di Holstein-Gottorp, alleato della Svezia e governato da un cognato di Carlo XII. Carlo approfittò dell'assenza dell'esercito danese, impegnato nell'Holstein, sbarcando il 23 luglio 1700 sull'isola principale danese con l'aiuto della flotta anglo-olandese: circondò Copenaghen e ne iniziò l'assedio. Il monarca danese si trovò subito in una difficile situazione: la sua piccola flotta doveva fronteggiarne una molto più forte, la capitale del suo stato era sotto assedio e il suo esercito piuttosto lontano. In questa situazione disperata Federico IV concluse il 18 agosto la pace di Traventhal con la Svezia. Lo status quo ante fu ripristinato e la Danimarca uscì dalla coalizione antisvedese.

La prima campagna contro la Russia Carlo si volse quindi contro i rimanenti avversari, Pietro e Augusto. Entrambi stavano per attaccare i possedimenti svedesi sul Baltico. Augusto il Forte aveva iniziato a metà di luglio l'assedio di Riga, ma dopo la notizia della sconfitta dei danesi interruppe scoraggiato la sua azione, senza aver concluso nulla. La Russia incominciò nell'agosto del 1700 con l'attacco all'Estonia e a settembre diede inizio all'assedio alla fortezza svedese di Narva.

Carlo XII si decise ad attaccare i russi: nella battaglia di Narva sconfisse con circa ventimila soldati un esercito russo numericamente molto superiore. Nell'attacco alle linee russe, celati da una provvidenziale tempesta di neve, gli svedesi riuscirono a dividere in due lo schieramento russo e lo misero in rotta. Molti soldati russi, in gran parte reclute, fuggendo finirono nel fiume Narva e vi annegarono, mentre la parte rimanente fuggì disordinatamente verso Novgorod ove ben pochi arrivarono: la maggior parte di essi disertò o morì di freddo o di fame durante la fuga.

La battaglia di Narva fu una delle maggiori vittorie della storia militare svedese. Alla fine dell'anno Carlo XII aveva difeso con successo la Svezia e cacciato dai suoi territori tutte le truppe nemiche.

La campagna contro la Sassonia

Anziché inseguire l'esercito russo dopo la battaglia di Narva fino a costringere lo zar Pietro alla pace, Carlo XII si volse contro il terzo nemico, Federico Augusto I di Sassonia-Polonia. Egli invase la Polonia, conquistò Varsavia, sconfisse le truppe di Augusto nella battaglia di Klissow (9 luglio 1702), occupò Cracovia, l'antica città reale polacca e conquistò Thorn.

Nel 1697 la Dieta di Polonia aveva eletto Federico-Augusto I di Sassonia re di Polonia con il nome di Augusto II di Polonia. Le devastazioni della guerra spinsero parte della nobiltà polacca a reclamare la pace con la destituzione di Augusto e la proclamazione di un nuovo re di Polonia. Carlo XII approfittò di queste sollecitazioni e propose alla Dieta di Varsavia un suo candidato: Stanislao Leszczyński, (20 ottobre 1677 – 23 febbraio 1766), nobile polacco e conte del Sacro Romano Impero, che riuscì facilmente a imporre sugli altri candidatiLuigi XIV aveva proposto la candidatura del principe Francesco-Luigi di Borbone-Conti (detto il Gran Conti), ma quando questi giunse a Varsavia Carlo XII minacciò la Francia di intervenire presso gli alleati del Re Sole nella guerra di successione spagnola e la candidatura fu ritirata.. Dopo la deposizione di Augusto come re di Polonia, Carlo XII vide che questi dalla Sassonia continuava a trarre nuove forze armate e quindi decise di attaccarlo direttamente: l'occupazione del Ducato di Sassonia e l'incombente bancarotta dello stato sassone indussero il 13 ottobre 1706 il sempre influenzabile Consiglio Segreto a sottoscrivere un trattato di pace con gli svedesi, il trattato di Altranstädt. Il 31 dicembre 1706 Augusto II sottoscrisse il trattato di pace redatto in sua assenza e la rinuncia al trono di Polonia e Lituania.

La seconda campagna contro la Russia