Rai − Radiotelevisione Italiana S.p.A., meglio nota come Rai, è una società per azioni italiana a controllo pubblico, concessionaria del servizio pubblico radiofonico e televisivo nazionale.
È il primo polo televisivo in Italia e una delle più grandi aziende di comunicazione d'Europa, nonché il quarto gruppo televisivo del continente. Nata nel 1924 a Torino con il nome di Unione Radiofonica Italiana (URI), divenne Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche (EIAR) nel 1927, poi Radio Audizioni Italia (RAI) nel 1944, e infine RAI − Radiotelevisione Italiana nel 1954.
La storica sede di Roma in viale Mazzini 14 è attualmente impegnata in lavori di ristrutturazione. La sede legale e tutti gli uffici sono temporaneamente spostati in via Alessandro Severo 246.
Storia 1924-1927: Unione Radiofonica Italiana
L'8 febbraio 1923 venne pubblicato il regio decreto n. 1067, che affidava allo Stato l'esclusiva sulle radioaudizioni circolari da esercitare tramite società concessionarie tra cui la Unione Radiofonica Italiana di Torino, la Società Italiana Radio Audizioni Circolari (SIRAC), fondata da Riccardo Gualino, e la Società Anonima Radiofono - Società Italiana per le Radiocomunicazioni Circolari (Radiofono), fondata nel settembre 1923 dalla Marconi Company di proprietà di Guglielmo Marconi. Proprio la Radiofono, il 20 marzo 1924, installò a Centocelle una stazione di prova, ma il 25 marzo non riuscì a trasmettere un discorso pronunciato da Benito Mussolini al Teatro Costanzi di Roma, forse a causa di profonde interferenze elettriche interne.80 anni di storia della radio, Dossier delle Teche Rai, settembre 2004, pagina 105.
Il 3 giugno 1924 il Ministro delle comunicazioni Costanzo Ciano indirizzò una lettera alle società che avevano fatto richiesta per la concessione invitandole a trovare un accordo. Il compromesso raggiunto portò alla nascita dell'URI, Unione Radiofonica Italiana, costituita dalla fusione della Radiofono con la SIRAC, con capitale sociale di 1.400.000 lire (85% della Radiofono e 15% della SIRAC). Presidente della società venne nominato Enrico Marchesi, proveniente dalla FIAT, dove aveva ricoperto per parecchi anni l'incarico di direttore amministrativo. Il Vice presidente era Luigi Solari, persona molto vicina agli interessi di Guglielmo Marconi che, forte dell'invenzione della radio, stava cercando di creare un modello che ricalcasse quello adottato in altri Paesi.
Le trasmissioni iniziarono il 6 ottobre alle ore 21. Il primo, storico, annuncio venne letto dalla violinista Ines Viviani Donarelli nello studio romano di palazzo Corrodi, dove si trovava la prima stazione trasmittente di San Filippo in Roma, prodotta dalla Marconi.
Il messaggio recitava:Il programma, della durata di un'ora e mezza, previde la trasmissione di musica operistica, da camera e da concerto, con un bollettino meteorologico e notizie di borsa.
Il 27 novembre 1924 il governo assegnò alla società privata URI la concessione, in esclusiva, del servizio delle radioaudizioni circolari per la durata di sei anni (prorogabili per altri quattro), assegnazione sancita dal Concessione dei servizi radioauditivi circolari alla Società Anonima Unione Radiofonica Italiana (U.R.I.) pubblicato in G.U. n. 11 del 15 gennaio 1925 pp. 164–167. In particolare si sancì che l'URI era l'unica emittente radiofonica italiana autorizzata a diffondere notizie di interesse pubblico e che il Governo era il solo a concedere il placet per la trasmissione di notizie di agenzie di stampa diverse dall'Agenzia Stefani.
Nel gennaio 1925 nacque Radiorario, rivista settimanale dell'URI che promuoveva il nuovo mezzo. Vennero aperte altre due stazioni radiofoniche, prima a Milano e poi a Napoli. Nel 1926 La SIRAC e la URI fondarono la Società Italiana Pubblicità Radiofonica Anonima (SIPRA), per gestire la pubblicità radiofonica.
1927-1944: Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche
Il 17 novembre 1927, con R.D. n. 2207, si stabilì la trasformazione dell'URI nell'Ente italiano per le audizioni radiofoniche (EIAR), sotto forma di società anonima (società per azioni dal 1942), la creazione di un comitato di vigilanza sulle radiodiffusioni e una nuova concessione. Sebbene l'azienda fosse privata (tra i soci vi erano la General Electric, la Società idroelettrica piemontese e la FIAT), il decreto imponeva che, insieme alla concessione esclusiva di 25 anni, quattro membri del consiglio di amministrazione dovevano essere rappresentanti del governo e che lo statuto e le sue modifiche dovevano essere approvate dal ministro delle Poste e Telecomunicazioni. Venne inoltre stabilita la direzione generale a Torino presso il Palazzo della luce in via Bertola LA STORIA Energia, telecomunicazioni e radiofonia, da oltre un secolo simbolo di tradizione e innovazione..
Il fenomeno delle radioaudizioni prese il via a partire dagli anni trenta, agevolato dalle iniziative del regime che dotò ogni casa del Fascio di un apparato ricevente denominato radio popolare e assunse in seguito il motto "Ogni paese deve avere la sua radio", sostenendo la diffusione di apparecchi economici come la radio Rurale e la radio Balilla. Lungo tutta la penisola vennero aperte stazioni radio sia in onde medie, ad esempio a Trieste, Bari, Palermo, sia in onde corte, utilizzate per le trasmissioni verso i paesi del Mediterraneo, dell'America meridionale e dell'Asia. Iniziarono inoltre le sperimentazioni sulla radiovisione.
Nel 1931 l'EIAR acquistò il Teatro di Torino di via Verdi e lo adibì ad Auditorium per ospitare la sede della propria Orchestra Sinfonica Nazionale. Il 23 marzo 1933 la SIP divenne azionista di maggioranza della società. Il 26 settembre 1935 le trasmissioni passarono sotto il controllo del Ministero per la stampa e la propaganda, mentre l'aspetto tecnico rimase controllato dal Ministero delle Comunicazioni.
Nel 1934 iniziò la fase sperimentale delle trasmissioni televisive (dette allora in radiovisione). Nel 1939 terminò la fase sperimentale e iniziò la trasmissione con regolare palinsesto dalle sedi di Milano, Torino e Roma, effettuate a partire dalla XI Mostra della Radio e la XXI Fiera di Milano. L'entrata in guerra dell'Italia fermò le trasmissioni televisive, che sarebbero riprese con regolarità solo nel 1954.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre le sedi locali dell'EIAR continuarono a operare autonomamente: le stazioni radio di Palermo, Napoli e Bari, una volta occupate dagli Alleati, furono gestite dal Psychological Warfare Branch; nella Repubblica Sociale Italiana l'EIAR rimase l'organo del regime.
1944-1953: Radio Audizioni Italia Il 26 ottobre 1944, tramite decreto legislativo luogotenenziale, l'EIAR fu riaperta nell'Italia liberata. Il commissario straordinario dell'ente Luigi Rusca la rinominò Radio Audizioni Italia (RAI). Il primo presidente della società, avente come socio di maggioranza la SIP, fu Arturo Carlo Jemolo, il quale rimase in carica meno di un anno, dal 1945 al 1946, quando divenne presidente il democristiano Giuseppe Spataro. Il 25 aprile 1945 la sede bustocca dell'EIAR assunse la denominazione di Radio Busto Libera; il successivo 28-29 aprile annunciò per prima la Caduta della Repubblica Sociale Italiana.
Il dopoguerra Alla fine della seconda guerra mondiale, erano rimaste solo dodici stazioni a onde medie e due a onde corte. Le stazioni dell'Italia settentrionale furono poste sotto il controllo del Comitato di Liberazione Nazionale.Annuario RAI 1988-1989, Torino, Nuova ERI, 1989 Nel 1945 il sistema radiofonico italiano fu riunificato sotto la Rai e i trasmettitori superstiti furono organizzati in due reti: le stazioni dell'Italia centromeridionale, già gestite dal PWB e dal governo, vennero costituite nella "rete rossa"; mentre le stazioni dell'Italia settentrionale, prima gestite dal CLN, diventarono la "rete azzurra". La rete azzurra aveva sede a Torino con uffici decentrati a Milano e comprendeva le stazioni di Torino I, Milano I, Genova I, Bologna, Venezia, Verona, Padova, Bolzano, nonché quelle di Roma II, Napoli II e Bari II; mentre la rete rossa aveva sede a Roma con uffici a Firenze e comprendeva le stazioni di Roma I, Napoli I, Bari I, Firenze, Palermo, Catania, Sanremo, nonché Torino II, Milano II e Genova II.
Il 25 giugno 1946, giorno dell'insediamento dell'Assemblea Costituente, iniziarono le trasmissioni di Oggi al Parlamento.
Nel 1948 terminò la ricostruzione dell'infrastruttura radiofonica, danneggiata durante la guerra, con il completamento della nuova rete nazionale di ventotto trasmettitori. Le due reti si espansero fino a coprire tutto il territorio nazionale. Inoltre, nel settembre di quell'anno, si tenne la prima edizione del Premio Italia, dedicato alle opere radiofoniche, istituito grazie anche al direttore generale Salvino Sernesi.
Nel 1949 entrò in funzione il nuovo impianto di Prato Smeraldo per le trasmissioni all'estero in italiano (distinte per l'Europa, per le Americhe, per l'Australia e Nuova Zelanda, per l'Africa Orientale e il Vicino Oriente), in inglese (per l'Europa, per l'Australia e Nuova Zelanda, per il Medio-Estremo Oriente, per il Sudafrica, per il Nordamerica), in francese (per l'Europa, per l'Africa del Nord e Vicino Oriente, per il Medio-Estremo Oriente, per il Canada), in spagnolo (per l'Europa e per l'America Latina), in portoghese (per l'Europa e per il Brasile), in arabo, persiano, turco, cinese, giapponese, indonesiano, hindi, urdu, bengali, esperanto, tedesco, danese, svedese, fiammingo, polacco, ceco, slovacco, ungherese, romeno, bulgaro, serbo, albanese, ucraino, lituano, russo e greco.Annuario RAI, giugno 1958
Nell'immediato dopoguerra furono inaugurati anche i programmi in tedesco e ladino di Sender Bozen e quelli in sloveno di Radio Trieste. Il 15 settembre 1949 la RAI creò la propria casa editrice, la Edizioni Radio Italiana (ERI), interamente controllata dalla società madre, che si aggiungeva alle consociate storiche Sipra e Fonit Cetra. Nello stesso anno la Rai riprese, dopo dieci anni, la sperimentazione delle trasmissioni televisive: dapprima a Roma e successivamente a Torino, dove fu costruito anche uno studio di registrazione. L'incontro Juventus-Milan 1-7 del 5 febbraio 1950 fu la prima partita di calcio a venire ripresa dalle telecamere.Il segnale raggiunse solo la zona di Torino e dintorni, essendo in funzione un solo trasmettitore, quello di Torino-Eremo. La partita poté essere vista nei bar o nei negozi di elettrodomestici. Il commentatore di quella prima storica trasmissione fu Carlo Bacarelli. Nello stesso febbraio 1950 fu creata l'Unione europea di radiodiffusione (UER), nella quale la Rai ottenne un posto permanente nel consiglio di amministrazione, per sostituire l'OIRT, dalla quale i paesi occidentali si erano staccati a causa della guerra fredda.
Il 12 febbraio 1950 nasce l'Unione europea di radiodiffusione, di cui la Rai è tra le 23 organizzazioni di broadcasting fondatrici.
Il 10 settembre 1952, dalla sede RAI di Milano, venne avviato in forma sperimentale il primo telegiornale: la prima notizia trasmessa riportava la regata storica di Venezia.
L'espansione radiofonica e la nascita del "canone" Nello stesso anno viene creato il Terzo Programma radiofonico, il primo tra quelli attivi a essere trasmesso in modulazione di frequenza. Il palinsesto radiofonico fu così ristrutturato intorno a tre diversi programmi nazionali: il Programma Nazionale generalista, il Secondo Programma di intrattenimento leggero e il neonato Terzo Programma culturale. Grossomodo, il Programma Nazionale proseguiva la rete rossa, mentre il Secondo Programma era la continuazione della rete azzurra.