Il Credit Suisse Group AG, fondato nel 1856 da Alfred Escher e con sede a Zurigo in Svizzera, era una banca d'investimento e società di servizi finanziari operante a livello mondiale mediante tre divisioni (Private Banking, Investment Banking, Asset Management). Nel 2023 è stata acquisita e poi assorbita da UBS, un'altra banca svizzera.

Le azioni nominative di Credit Suisse Group AG (CSGN) erano quotate alla Borsa di Zurigo e alla Borsa di New York. La banca, che operava in più di 50 nazioni, faceva parte del Bulge Brackets, il gruppo che comprende le banche d'affari più redditizie nonché le più importanti per il sistema finanziario mondiale.

Nel 2022 i maggiori soci risultavano: Saudi National Bank (9,88%), Qatar Holding (5,03%), Dodge & Cox (4,99%), Olayan Group (4,93%), Harris Associated (4,85%), BlackRock (4,53%), Silcehester International (3,03%).Edoardo De Biasi, Il forziere più pazzo del mondo, L'Economia del Corriere della Sera, 19 dicembre 2022, p. 18

Dopo una grave crisi, il 19 marzo 2023 fu annunciata l'acquisizione di Credit Suisse da parte del concorrente UBS per 3 miliardi di franchi svizzeri. Nel frattempo la Banca nazionale svizzera concesse a Credit Suisse e UBS una linea di credito fino a 100 miliardi di franchi. L'acquisizione da parte di UBS avvenne nel giugno 2023. Il 31 maggio 2024 Credit Suisse è stato cancellato dal registro di commercio di Zurigo, rendendo effettiva l'operazione di fusione delle entità legali madri, con UBS come entità sopravvivente.

Storia

Fondazione Credit Suisse fu fondata il 5 giugno 1856 da Alfred Escher, un politico e uomo d'affari svizzero, con il nome Schweizerische Kreditanstalt, "Istituto di Credito Svizzero". La società, con sede nel cantone di Zurigo, usava la sigla SKA, e aprì al pubblico il 16 giugno dello stesso anno. Con la creazione di questa banca, Escher sperava di poter finanziare gli sviluppi della neonata industria ferroviaria svizzera, seguendo l'esempio di una grande banca francese di recente costituzione, Crédit mobilier, che si era specializzata nello stesso settore; inoltre, era intenzionato a sottrarre il controllo dei finanziamenti ferroviari alle banche straniere, creando una linea di credito esclusivamente svizzera.

Per raggiungere questo obbiettivo, la fondazione della banca fu coadiuvata da una banca tedesca di Lipsia, Allgemeine Deutsche Credit-Anstalt. Escher rimase presidente del consiglio di amministrazione della banca fino alla sua morte, nel 1882; in questi anni, dopo aver abbandonato il piano di dar vita a un collegamento ferroviario attraverso il Passo dello Spluga, Escher decise di partecipare, con la sua controllata Schweizerische Nordostbahn e la stessa Credit Suisse, alla costruzione della ferrovia del Gottardo. In questo periodo la banca conobbe una prima fase di espansione, con l'apertura del primo ufficio di rappresentanza a New York e soprattutto con lo spostamento della sede principale di Zurigo nel nuovo edificio, appositamente costruito, di Paradeplatz.

Prima metà del Novecento Sul finire del 1800, la banca conobbe un rapido sviluppo, passando attraverso alcune riorganizzazioni, e nel 1905 venne aperta la prima filiale della banca fuori Zurigo, a Berna; più tardi, nel 1910, fu aperto un altro ufficio di rappresentanza a Parigi. La SKA si trasformò, in questo periodo, in una delle banche universali più di successo della Svizzera, aprendo una filiale vera e propria a New York nel 1910; inoltre, iniziò una collaborazione più stretta con la banca Schweizerische Bodenkreditanstalt (SBKA), "Istituto di Credito Fondiario Svizzero", acquisendo il 28% del suo capitale. La banca riuscì ad attraversare il periodo della prima guerra mondiale e quello della Grande depressione, nonostante la forte esposizione bancaria verso la Germania: quando la crisi bancaria tedesca del 1931 colpì l'Europa, il 23% del bilancio del Credito Svizzero era composto da crediti verso la Germania. Durante la seconda guerra mondiale, la banca si trovò implicata in molte controversie finanziarie relative alla compravendita di oro con la Germania nazista, alle relazioni commerciali con il Reich, ai trasferimenti forzosi dei beni dei suoi clienti da parte di sequestratori nazisti e al congelamento dei beni stranieri detenuti nelle proprie filiali americane. La maggioranza di queste pratiche furono poi risolte dopo la guerra.

Lo scandalo di Chiasso Nel secondo dopoguerra, la banca continuò la propria espansione interna e all'estero; nel 1962 cominciò una partnership con la banca White Weld & Co. di Boston, e nel 1976 fu completata l'acquisizione di SBKA. Nel 1977 la banca fu travolta dallo scandalo di Chiasso. La filiale locale del Credito Svizzero aveva attirato ingenti capitali italiani in fuga, sfruttando la propria posizione di confine e promettendo ampi ritorni agli investitori. Questo denaro era stato poi dato in gestione, all'insaputa della sede centrale e con l'aiuto di alcuni avvocati, alla società finanziaria Texon, situata in Liechtenstein. La Texon li aveva a sua volta reinvestiti in speculazioni su aziende italiane, che avevano iniziato a perdere denaro all'indomani del crack petrolifero. Lo schema cominciò a crollare quando i capitali investiti non furono più sufficienti a coprire le perdite, e nel 1977 fu reso noto che la filiale chiassese aveva un buco di bilancio di circa 1,4 miliardi di franchi svizzeri. A seguito dello scandalo, il direttore generale della banca, Heinz Wuffli, si assunse la piena responsabilità per l'accaduto e fu costretto alle dimissioni, mentre la banca fu travolta dalle conseguenze finanziarie e di immagine, che portarono a una riorganizzazione della sua struttura e degli obbiettivi. Inoltre, in risposta agli eventi, fu siglata la Convenzione relativa all'obbligo di diligenza delle banche.

Collaborazione con First Boston; sviluppo negli anni novanta Tra il 1962 e il 1978, il gruppo Credit Suisse aveva rafforzato la sua posizione sui mercati internazionali grazie alla partnership con White Weld & Co., creando una joint venture che prese il nome di Société Anonyme Financier de Credit Suisse et White Weld (CSWW). Tramite CSWW, la banca aveva in particolare migliorato la posizione sui mercati obbligazionari e azionari europei. Tuttavia, nel 1978, la banca d'affari statunitense Merrill Lynch acquisì White Weld, e assorbì di conseguenza la sua quota di CSWW; la posizione di Credit Suisse nell'accordo non fu presa in considerazione, portando a frizioni fra le due banche. In seguito a questa acquisizione, il gruppo decise di trovarsi un diverso partner internazionale; fu scelta dunque la banca First Boston Corporation, con cui fu costituita la Financière Crédit Suisse-First Boston, un'altra joint venture sullo stesso modello di quella precedente. Nel 1988, a seguito della crisi di borsa del 1987, CS comprò una quota del 44% in First Boston; nel 1989, con un riassetto societario, CS Holding, creata nel 1982, assorbì sia il Kreditanstalt sia la quota in First Boston, diventando la capogruppo. L'anno successivo, a seguito della crisi dei junk bond, CS Holding prese il controllo completo di First Boston, riunendo dunque tutte le attività dei due gruppi sotto il proprio ombrello.

Negli anni '90 il gruppo cominciò a espandersi verso i mercati emergenti, a cominciare dalla Russia. CS fu tra le prime banche occidentali ad aprire al pubblico nel paese, e fu anche fra le più colpite durante la Crisi finanziaria russa del 1998. Nel 1998, CS Holdings acquisì il brasiliano Banco Garantia, cominciando un'espansione nel paese che sarebbe proseguita nel 2006, con l'acquisizione della banca privata Hedging-Griffo.

Nello stesso periodo, la banca stava anche espandendo le proprie attività in Svizzera. Nel 1990, venne acquisita Banca Leu, mentre nel 1993 fu assorbita la quarta banca più grande del paese, la Banca Popolare Svizzera, che si era trovata in difficoltà in seguito ad ampie perdite nella compravendita dell'argento; poi, nel 1994, il gruppo comprò la maggiore banca regionale della svizzera, Neue Aargauer Bank. Nel 1996, iniziò anche una collaborazione con il gruppo Winterthur.

Nel 1997, CS Holding riorganizzò le proprie operazioni, trasformandosi nel Credit Suisse Group; nello stesso anno, Winterthur fu assorbita completamente. Nel 2002, a seguito della bolla delle dot-com, il gruppo fu diviso in due blocchi, Credit Suisse Financial Services e Credit Suisse First Boston; queste due stesse unità furono poi riunite sotto un solo nome, Credit Suisse, nel 2005-2006, dismettendo definitivamente il nome First Boston. Sempre nel 2006, molte altre proprietà di Credit Suisse Group, inclusa Banca Leu, sono state fuse in un'unica entità che ha preso il nome Clariden Leu; inoltre, Winterthur è stata venduta al gruppo AXA, per circa 8 miliardi di euro.

Crisi finanziaria del 2008 e sviluppi successivi La crisi finanziaria mondiale ha colpito duramente tutte le grandi istituzioni bancarie, compresa Credit Suisse, che ha riportato una perdita di 8 miliardi di euro nel 2008. Tuttavia, la reazione della banca alla crisi è stata giudicata positivamente da molti osservatori: la banca non ha avuto bisogno di ricevere direttamente prestiti dallo stato, al contrario della concorrente UBS, che si è trovata costretta a richiedere alla Svizzera 6 miliardi di franchi. Nonostante la situazione non fosse drammatica, CS si è trovata a dover modificare sostanzialmente sia il proprio assetto sui mercati, effettuando importanti cambiamenti sulle proprie posizioni obbligazionarie e riducendo considerevolmente le proprie attività di investment banking, sia la propria preparazione in caso di future crisi finanziarie. In particolare, la banca centrale svizzera ha introdotto una serie di ulteriori regolamentazioni sulle banche del paese, imponendo maggiori requisiti patrimoniali, requisiti di liquidità e di diversificazione del rischio, all'interno di un programma indirizzato specialmente a quelle banche particolarmente importanti per l'economia del paese (too big to fail). In questo ambito, CS ha intrapreso una serie di modifiche alla propria struttura societaria: nel 2012, Clariden Leu è stata disciolta e completamente assorbita all'interno della banca principale; nel 2016, la sezione di Credit Suisse dedicata esclusivamente alla clientela svizzera è stata distaccata, creando una nuova controllata del Credit Suisse Group denominata Credit Suisse (Svizzera) SA.

Credit Suisse è stata aspramente criticata dal pubblico per il suo ruolo nello scoppio della crisi; nel 2016, la banca ha acconsentito a pagare una multa di 5.3 miliardi di dollari al governo degli Stati Uniti, per aver ingannato gli investitori riguardo al rischio relativo ai mutui sub-prime. Nel 2014, un investitore finanziario di alto livello all'interno di CS, Kareem Serageldin, è stato condannato a 30 mesi di prigione per il suo ruolo nell'occultamento delle perdite del portafoglio titoli della banca.

Nel luglio 2018 la filiale di Hong Kong del Credit Suisse ha pagato circa 77 milioni di dollari di multa al Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti e alla SEC americana per fatti di corruzione in Cina. Era stata accusata di avere assunto dal 2007 al 2013 parenti di responsabili politici cinesi in modo da ottenere favoritismi.

Oggi, il gruppo suddivide le proprie attività in cinque settori, tre relativi alla gestione patrimoniale (Banca Universale Svizzera, Gestione Patrimoniale Internazionale e Area Asia-Pacifico) e due relativi alle attività di investimento (Mercati Globali e Mercati Capitali).