Studioso di organizzazione e architetto di organizzazioni complesse, contribuì fortemente al superamento dei modelli burocratici di organizzazione e delle forme taylor-fordiste del lavoro. Iniziò con la progettazione delle isole di produzione alla Olivetti() e proseguì poi con un gran numero di progetti di organizzazione e formazione nelle fabbriche e negli uffici e con una vasta pubblicazione di libri e articoli divenuti un punto di riferimento per la cultura organizzativa in Italia.

Dal 2015 al 2025 fu Professore Emerito di Sociologia dell'organizzazione e Scienze dell'Organizzazione, essendo stato Ordinario presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca e prima all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Fu anche Presidente della Fondazione Irso, l'organismo non profit in cui venne trasformato l'IRSO - Istituto di Ricerca e Intervento sui Sistemi Organizzativi, da lui fondato e presieduto ininterrottamente fin dal 1974. Dal 1999 fino alla sua morte diresse la rivista Studi Organizzativi.

Biografia Di famiglia siciliana, nacque a Milano il 9 gennaio 1940 ma la famiglia tornò in Sicilia subito dopo la guerra.

Gli studi a Palermo Visse e studiò a Palermo dove si diplomò al Liceo Classico Garibaldi. Gli anni dell'Università furono anni di studio intenso e di passione civile. Frequentò la facoltà di giurisprudenza di Palermo laureandosi con lode nel 1962 con una tesi in diritto civile e avendo come relatori Gioacchino Scaduto e Piersanti Mattarella. Ebbe tra i suoi compagni di corso Paolo Borsellino. Frequentò insieme la scuola universitaria di giornalismo diretta da Mauro De Mauro, che gli insegnò a fare ricerca affidandogli anche una piccola esercitazione didattica su Enrico Mattei, entro quella scottante inchiesta che forse gli decretò la morte bianca. Partecipò attivamente all'associazione studentesca dell'Unione goliardica italiana (UGI) di Palermo e ne diresse il giornale "Università Democratica", con l'idea di "costruire una nuova università per una nuova Sicilia". Entrò in rapporto con le organizzazioni democratiche siciliane, con persone come Pio La Torre e Danilo Dolci, con i giovani dell'UGI e dell'UNURI divenuti in seguito negli anni '70 e '80 la classe dirigente politica italiana, da Gianni De Michelis a Achille Occhetto a Giorgio La Malfa, a Ettore Morezzi.

Dopo la laurea si preparò per il concorso della magistratura. Due mesi prima del concorso, tuttavia, accettò nell'ottobre del 1962 un'offerta di lavoro della Olivetti, con l'idea di imparare cosa fosse un'impresa produttiva onesta e di tornare dopo sei mesi in Sicilia a contribuire a sviluppare imprese e lavoro.

Gli anni all'Olivetti di Ivrea Nonostante le intenzioni iniziali non tornò più in Sicilia se non per frequentare la famiglia e gli amici non emigrati. Si sposò nel 1963 ed ebbe due figli, Fabrizio, nato nel 1965, e Valentina, nata nel 1969.

Visse per i successivi 13 anni a Ivrea lavorando alla direzione del personale con Nicola Tufarelli, Paolo Volponi e Giancarlo Lunati e incontrando i dirigenti e gli intellettuali che ebbero una profonda influenza su di lui, fra cui in particolare Luciano Gallino e Cesare Musatti.

Iniziò lavorando per sei mesi come operaio alla catena di montaggio e alle officine, dichiarando diverse volte negli anni successivi come questa fosse stata l'esperienza che maggiormente influenzò il suo percorso professionale. Venne assegnato poi alla direzione del personale dove divennne presto responsabile del personale dei montaggi, poi degli stabilimenti di Agliè e di Scarmagno: approfondì sul campo e con ampie letture i temi dell'alienazione operaia, dell'integrazione fra vita contadina e lavoro in fabbrica, del rapporto fra tecnologie e organizzazione, dell'innovazione. Sempre negli anni '60, con l'idea di tornare a Palermo, partecipò e vinse due concorsi per l'insegnamento di economia e di psicologia nelle scuole superiori ma non facendo tuttavia mai domanda.

Quando Volponi lo mise a capo dell'Ufficio Ricerca e Selezione Laureati incontrò in tutta Italia 10.000 neolaureati e persone con esperienza e ne assunse in tutta Italia 440, alimentando il sogno di una classe di giovani tecnici e manager potenzialmente capaci di innovare e creare impresa di qualità anche al Sud. Fu nominato dirigente a 29 anni. A seguito del trasferimento di Luciano Gallino, nel 1969 gli venne chiesto di sostituirlo come Direttore del Servizio di Ricerche Sociologiche e Studi sull'Organizzazione (SRSSO). In questa responsabilità suscitò e accompagnò il programma di change management avviata dalla Olivetti nel passaggio dalla meccanica all'elettronica che dette luogo, fra l'altro, alla nascita delle isole di produzione. Fu un percorso straordinario per suscitare lo "scrigno di competenze" di tecnici e dirigenti, per innovare le relazioni industriali, per progettare e sperimentare forme organizzative per superare la catena di montaggio chapliniana, per avviare un percorso formativo enorme di migliaia di persone.Questa storia è narrata nel capitolo di Butera nel volume i Federico Butera e Giovanni De Witt Valorizzare il lavoro e sviluppare l'impresa. La storia delle "isole" della Olivetti nella rivoluzione dalla meccanica all'elettronica, Il Mulino, 2011.

Entrò a far parte dell'International Council for Quality of Working Life di Emery, Trist, Davis e altri che gli diedero incoraggiamento e respiro internazionali.

In parallelo iniziò la sua vicenda universitaria. Iniziò nel 1968 a insegnare metodologia della ricerca all'Università di Torino con Francesco De Bartolomeis. Si specializzò nel 1971 in sociologia alla Harvard University e in Management Sciences alla Sloan School del Massachusetts Institute of Technology. Durante un lungo viaggio in USA scrisse il suo primo libro I frantumi ricomposti e l'articolo sulle isole di montaggio tradotto in 7 lingue: il nuovo sistema produttivo della Olivetti basato sui gruppi di produzione acquisì notorietà internazionale insieme a quello della Volvo, dell'IBM e altri.

Nel 1973 si dimise dalla Olivetti per una visione degli sviluppi organizzativi profondamente diversa da quella dell'amministratore delegato, Ammiraglio Ottorino Beltrami e per non aderire alla richiesta di diventare il capo di un nuovo ufficio organizzazione che avrebbe dovuto emanare ordini di servizio e preparare organigrammi in stile General Electric.

L'Istituto di Ricerca Intervento sui Sistemi Organizzativi (RSO poi IRSO) Nel 1974 fondò a Milano l'Istituto di Ricerca Intervento sui Sistemi Organizzativi: prima Istituto RSO, poi Istituto Irso, infine Fondazione Irso. In oltre 45 anni di attività dell'Irso, accompagnò il percorso di allontanamento da taylor-fordismo in Italia, animando progetti, conducendo ricerche, pubblicando libri e articoli, insegnando a giovani, quadri e dirigenti delle imprese e delle Pubbliche Amministrazioni. Adottò il metodo della ricerca-intervento.l'approccio e la storia sono sintetizzati in Dall'Istituto nacquero società di consulenza (RSO spa, Main, Butera e Partners e altre) e Istituti Universitari.

In quegli anni da un nuovo matrimonio nacque il figlio Luigi.

L'accademia a Roma e Milano Insegnò all'università fin dai tempi della Olivetti: dal 1970 al 1988 fu professore a contratto o incaricato presso vari atenei tra i quali l'Università di Torino, l'Università della Calabria, il Politecnico di Milano, l'Università della California, Los Angeles, l'Henley Business School e altri. Nel 1988 vinse il concorso come professore ordinario direttamente senza essere passato dal ruolo di ricercatore e associato e venne chiamato a ricoprire la prima cattedra di Sociologia dell'organizzazione all'Università La Sapienza di Roma.

Nel 2000 fu professore invitato alla Sloan School del Massachusetts Institute of Technology.

Dal 2001 al 2012 ricoprì come professore ordinario la cattedra di Sociologia dell'organizzazione all'Università degli Studi di Milano-Bicocca e fondò il corso di laurea in Scienze dell'Organizzazione. Nel 2016 fu nominato Professore Emerito dal Ministro dell'Università e Ricerca Scientifica.

Dal 1968 condusse ricerche per l'Unione europea, l'ILO, il CNR e il MURST/MIUR e altri.

Oltre all'insegnamento accademico, in quegli anni svolse anche un'estesa attività di formazione manageriale per un gran numero di imprese, pubbliche amministrazioni e università.

La partecipazione a organismi internazionali, istituzioni e riviste scientifiche Fu componente di diversi organismi nazionali e internazionali sui temi del lavoro e dell'organizzazione. Ebbe grande influenza sul suo percorso l'essere stato cooptato nell'Executive Committee dell'International Council for Quality of Working Life dal 1972 al 1980, con Eric Trist, Fred Emery, Louis E. Davis. Dagli anni Ottanta fu a lungo consulente dell' di Dublino. Visse per sei mesi a Ginevra come short term officer dell'International Labour Organisation di Ginevra. Dal 1989 fu Chairman del "Committee on Social Effects of Automation" dell'IFAC.

Fu membro di diversi organismi pubblici tra i quali il Comitato Scientifico per la Formazione della Regione Lombardia, il Comitato Scientifico del Ministero dello sviluppo economico, il Comitato per la Valutazione del Dipartimento della funzione pubblica, il Comitato di Coordinamento del Programma Innovazione X Imprese di Confindustria, il Comitato di progettazione dei corsi per Capi Uffici Giudiziari della Scuola Superione della Magistratura e altre.

Fu presidente di Assoconsult, "Associazione delle Società di Consulenza Italiane" e membro della Consulta scientifica dell'APCO e dell'AIF.

Dal 2013 fu componente dell'OIV (Organismo Indipendente di Valutazione) della Corte dei conti.

Animò diverse riviste scientifiche: oltre alla direzione di Studi Organizzativi che diresse dal 1996, fu nel comitato di numerose riviste come Harvard Business Review Italia, Sociologia del lavoro, Next, FOR, Sviluppo & Organizzazione, Economia e politica industriale e altre.

I contributi scientifici e i progetti Fu autore di oltre 36 monografie e di oltre 200 saggi pubblicati in Italia e all'estero. Nell'arco di oltre 50 anni di attività scientifica e professionale "firmò" alcuni progetti che contribuirono ad innovare i modelli organizzativi di imprese e Pubbliche Amministrazioni italiane.

Nella sua attività di docenza ai giovani universitari, ai manager e ai sindacalisti, alcuni dei concetti e metodi contenuti nelle sue opere ebbero un'ampia diffusione: ricerca-intervento, change management strutturale, partecipazione, ricomposizione del lavoro, team autoregolati, organizzazione reale, sistema socio-tecnico, modello organico di organizzazione, servizi interattivi, impresa rete, impresa integrale, pubblica amministrazione centrata sui servizi, ruoli aperti, mestieri e professioni a laga banda, e altro.

Il taylor-fordismo e la ricomposizione del lavoro: professionalizzazione e team autoregolati