Biografia Di Volcacio ben poche informazioni sono note. Plinio il Vecchio, che lo chiama illustris in poetica,Naturalis Historia, XI, 244. afferma che la famiglia avesse ottenuto il suo cognomen perché qualcuno in essa era nato con sei dita per mano. La sua origine potrebbe essere stata non romana: infatti, Volcacius si riferisce alla Volcatia gens e ai Volcae, un popolo celtico.Oskar Bandle-Kurt Braunmuller-Ernst Hakon Jahr-Allan Karker-Hans-Peter Naumann-Ulf Teleman, Nordic Languages: An International Handbook of the History of the North Germanic Languages, Berlin, de Gruyter, 2003, p. 578.
Per quanto concerne la sua cronologia, poiché fa riferimento a poeti della fine del II secolo a.C., deve essere vissuto nella seconda metà di quel secolo.
De poetis Dai quattro frammenti del De poetis, in senari giambici, tre dei quali preservati da Svetonio nella Vita di TerenzioCapp. 3, 5, 9., risulta che questo poema trattava di autori della generazione precedente, con dettagli biografici ed elenchi di opere: Svetonio riporta particolari della vita di Terenzio desunti proprio da quest'opera, mentre Aulo GellioIII 3, 1. riferisce che Volcacio avesse composto un index delle commedie di Plauto.
Il frammento più lungo, comunque, è un vero e proprio canone dei dieci commediografi latini che Sedigito riteneva i migliori, giunto tramite la mediazione dell'erudito del II secolo d.C. Aulo Gellio, che lo trascrisse nelle sue Noctes AtticaeXV, 24, che riporta anche il titolo del poema.:
Pur trattandosi di un'opinione personale di Volcacio, risulta assai probabile che anche gli altri filologi contemporanei condividessero tale giudizio, in particolare per quanto riguarda l'assegnazione della palma a Cecilio StazioBeare, p. 133.. Il canone dimostra, altresì, la diffusione, all'interno dei circoli ellenizzanti romani, della critica letteraria in versi, che rimonta all'esempio di Callimaco nei Pinakes.
Note
Bibliografia Edward Courtney, The Fragmentary Latin Poets, Oxford, OUP, 2003, pp. 93–96. .
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