Biografia Non si sa molto della vita di Genebaldo. Secondo Jacopo da VaragineLegenda Aurea, De sancto Remigio Genebaldo, appartenente a una nobile famiglia, avrebbe sposato una nipote di san Remigio, primo vescovo di Reims. In seguito i due coniugi avrebbero deciso di darsi alla vita religiosa. Dopo la consacrazione di Genebaldo a vescovo di Laon, diocesi suffraganea di Reims (496 o 497), i due coniugi avrebbero ripreso ad avere rapporti sessuali coronati con la nascita di un maschio, a cui sarà attribuito il nome di Latro e che diverrà anch'egli vescovo di Laon alla morte del padre, e di una femmina, a cui sarà dato nome Volpina. Nel 510, pentito, Genebaldo avrebbe confessato la colpa a Remigio, suo metropolita, e costui lo avrebbe condannato alla reclusione in una cella nel convento di San Giuliano in Laon. Dopo sette anni, nel 517, un angelo sarebbe apparso a Remigio per invitarlo a perdonare il nipote. Genebaldo avrebbe vissuto in santità il resto della sua vita.

La ricorrenza di Genebaldo è fissata al 5 settembre.

Note

Bibliografia Gaetano Moroni, Genebaldo in Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Venezia, Tipografia Emiliana, 1840, Vol. XXVIII, pp. 227–8 M. abbé Jager. Histoire de l'église catholique en France d'après les documents les plus authentiques, depuis son origine jusqu'au Concordat de Pie VII. Paris, A. Le Clère, 1862, vol. XII, p. 108

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