Biografia Frequentò la Preußische Hauptkadettenanstalt dal 1896 al 1900 ed entrò subito dopo - a diciott'anni - come subalterno, dell'antico reggimento di Paul von Hindenburg, il 3° guardie di fanteria, Kurt von Schleicher ebbe modo di diventare intimo amico del figlio del Feldmaresciallo e futuro presidente del Reich, Oskar von Hindenburg. Strinse altresì una solida amicizia con il generale Wilhelm Groener, il quale fu colpito dalle brillanti doti dimostrate da Schleicher quando questi era studente all'Accademia militare. Quando nel 1918 Groener succedette al generale Erich Ludendorff al quartier generale dell'esercito, prese con sé, come aiutante, proprio Schleicher.

Definito sprezzantemente dai suoi principali avversari un "ufficiale da tavolino" - durante il primo conflitto mondiale aveva passato soltanto un breve periodo sul fronte russo - Schleicher, che era effettivamente un "borghese in uniforme", si rivelò però uno scaltro ed efficiente uomo politico. Dal 1918, anno della proclamazione della repubblica nel Reich, fino al 1932, si tenne sempre vicino a coloro che detenevano il potere, dimostrando una particolare propensione all'intrigo politico, che gli permetteva di esercitare il potere da dietro le quinte. Il suo percorso politico fu fin dall'inizio contraddistinto da imprevedibili mutamenti d'opinione e altrettanto improvvisi cambiamenti di rotta, che rendono difficile individuare e comprendere in ogni momento i pensieri e le reali intenzioni di Schleicher.

I primi passi in politica Alle dipendenze del generale Hans von Seeckt, fondatore della Reichswehr e comandante in capo dell'esercito, ebbe una parte rilevante nella riorganizzazione dei Freikorps - gruppi di ex-combattenti incapaci di reinserirsi nella società della Repubblica - , che in un primo momento si era pensato di reinquadrare nelle file dell'esercito, e dell'organizzazione militare, illegale e segretissima, che affiancò l'esercito regolare e prese il nome di "Reichswehr Nera". Fu infine una figura cardine nei negoziati riservati avviati con Mosca nei primi anni venti, in seguito ai quali il governo tedesco ottenne da Lenin di impiantare nella Russia sovietica centri di addestramento clandestino per gli ufficiali tedeschi dei reparti corazzati e dell'aviazione, e fabbriche di armi dirette da tedeschi, a fronte di un'apertura all'industria militare sovietica di crediti per 300 milioni di marchi.

Nonostante fosse ormai un personaggio di primo piano nella politica civile e militare tedesca, Schleicher prediligeva lavorare nell'ombra, senza esporsi in prima persona, tanto che fino ai primi anni Trenta il suo nome rimase sconosciuto al grande pubblico. Nel 1928 Schleicher mise a frutto l'influenza guadagnata sul vecchio presidente Hindenburg grazie all'antica amicizia con il figlio Oskar, inducendolo a nominare ministro della Difesa il suo antico comandante, il generale Groener. Wilhelm Groener divenne così il primo militare ad occupare quel posto. Non appena ebbe assunto la carica, Groener fece di Schleicher il proprio braccio destro nel ministero, affidandogli la direzione di un nuovo ufficio recentemente costituito, l'Ufficio ministeriale (tedesco: Ministeramt), con il compito di gestire i problemi dell'esercito e della marina e i rapporti delle forze armate con il potere politico e i mezzi d'informazione.

Schleicher divenne così una potenza nel corpo degli ufficiali, il tramite privilegiato delle relazioni tra la Reichswehr e gli alti ministeri della Repubblica, ruolo di cui egli si servì immediatamente per accrescere ulteriormente il proprio potere. Poiché era suo potere innalzare o liquidare gli alti ufficiali dell'esercito, egli nel 1930 esercitò per la prima volta questo potere sbarazzandosi del generale von Blomberg, comandante in seconda dell'esercito, sostituendolo con un suo amico personale, il generale Kurt von Hammerstein-Equord.

L'alleanza con Brüning In quella stessa primavera del 1930 Hermann Müller, che fu l'ultimo cancelliere socialdemocratico della Repubblica di Weimar, rassegnò le dimissioni: subito dopo, Schleicher accarezzò per la prima volta l'idea di assumere la carica di cancelliere; ma entro breve tempo scelse di appoggiare un altro candidato che fosse in grado, secondo le sue vedute, di rappresentare i suoi propri interessi: Heinrich Brüning, capo parlamentare del partito cattolico di centro.

Con questa vittoria politica, Schleicher compì quello che credeva essere il primo passo verso un grandioso progetto di riforma della Repubblica, un'idea che da tempo aveva iniziato ad elaborare. Egli vedeva abbastanza chiaramente quali fossero le cause della debolezza della Repubblica di Weimar: i partiti rappresentati al Reichstag - complice anche il sistema di rappresentanza proporzionale - erano troppi (e dieci di essi assommavano circa un milione di voti ciascuno), e ognuno di essi perseguiva gli interessi della classe sociale a cui si appoggiava, in contrasto con la linea politica degli altri.

Era perciò impossibile raggiungere una maggioranza stabile che consentisse di perseguire e portare avanti una linea politica di qualsiasi natura. Il neocancelliere Brüning pensò, forse consigliato da Schleicher, di ricorrere all'art. 48 della costituzione di Weimar, il quale stabiliva che, in situazioni di emergenza, potevano venire concessi poteri straordinari al cancelliere perché governasse mediante decreti, non soggetti all'approvazione preventiva del Reichstag. Questo era precisamente il modo in cui Schleicher desiderava che il cancelliere governasse. Egli era per un governo forte, posto sotto l'energica tutela del presidente a cui spettava d'agire con autorità quando non vi fossero alternative. Brüning si appellò quindi al presidente Hindenburg perché applicasse l'art.48 in modo da far passare un suo progetto di legge sulle finanze mediante un decreto presidenziale; ma il Reichstag, deciso a non lasciarsi esautorare, contrattaccò votando una mozione per la revoca del decreto, riuscendo così a "congelarlo".

Era evidente che il governo parlamentare andava sfaldandosi, proprio nel momento in cui c'era più bisogno di un regime forte per uscire dalla crisi economica. Brüning tentò una mossa disperata: nel luglio 1930 chiese a Hindenburg di sciogliere il parlamento, indicendo le elezioni per il nuovo Reichstag per il settembre successivo. Già una simile azione era probabilmente inutile, e sarebbe al massimo servita a ritardare la caduta di Brüning, ma nei fatti andarono anche peggio che nelle più fosche previsioni: le elezioni che si tennero il 14 settembre 1930 si risolsero infatti in un vero disastro per il cancelliere cattolico. Ben sei milioni di voti andarono al partito nazista, contro gli del 1928, e la NSDAP ottenne ben 107 seggi al Reichstag, un'esca appetitosa per chiunque si proponesse di costituire un governo stabile.

I primi contatti con il Partito Nazista A questo punto, Schleicher decise che doveva cambiare rotta, se voleva conservarsi in sella anche in futuro; probabilmente fu quello il momento in cui decise di abbandonare Brüning, ormai prossimo a cadere in disgrazia, al suo destino, e di lavorare per costituire un governo appoggiato dai nazisti – la preferenza espressa dal popolo del Reich era inequivocabile –, in modo che questi si prestassero ai suoi scopi. Perciò egli verso la fine dell'anno prese contatti con Gregor Strasser e con Ernst Röhm, appena tornato dalla Bolivia. Questo fu il primo vero contatto tra i nazisti e coloro che detenevano il potere nella Repubblica di Weimar.

Schleicher, come Brüning, era particolarmente preoccupato all'idea di cosa sarebbe potuto succedere nella primavera del 1932, quando il mandato settennale di Hindenburg sarebbe scaduto. Adolf Hitler avrebbe potuto presentarsi alle elezioni presidenziali e vincerle; e a quel punto egli sarebbe stato completamente fuori dalla sua portata, e del suo controllo. Benché egli non condividesse nei confronti dei nazisti le preoccupazioni dello scrupoloso e liberale cancelliere cattolico, non poteva accettare che Hitler e i suoi accoliti instaurassero il proprio ordine nel Reich mettendo in discussione il suo potere: quel che più interessava a Schleicher era avere l'appoggio dei nazisti nella costituzione di un nuovo governo che governasse con poteri dittatoriali, senza però che questi avanzassero pretese eccessive, esigendo poteri che egli considerava sua prerogativa.

Non per nulla egli rappresentava una classe sociale antica e conservatrice. Schleicher decise di appoggiare la proposta di Brüning, la quale prevedeva che nel 1932 le elezioni presidenziali venissero rinviate, e che si prolungasse il termine della carica di Hindenburg. Subito dopo aver raggiunto questo obiettivo, si sarebbe proposto al Reichstag di restaurare la monarchia, con Hindenburg come reggente, per poi porre alla sua morte uno qualsiasi dei figli del Kronprinz Guglielmo di Prussia sul trono degli Hohenzollern. In questo modo, secondo Schleicher, il pericolo di vedere Hitler divenire presidente della Germania sarebbe stato definitivamente scongiurato e i nazisti, se volevano continuare a esistere come forza politica, avrebbero dovuto scendere a patti. Sembra che Brüning sperasse addirittura, con questa mossa, di sbarrare definitivamente la via al potere a Hitler.

L'onesto e scrupoloso cancelliere, deciso fautore della democrazia, si sentiva evidentemente a disagio nell'essere obbligato a scendere a compromessi con i nazisti, intimorito dai loro eccessi e dalla loro intolleranza, e sperava che con il mutamento della situazione gli sarebbe riuscito di estrometterli dalla scena politica. Simili preoccupazioni non sfioravano la mente di Schleicher, il quale si preoccupava - con eccezionale miopia - soltanto del proprio potere. Il piano di Schleicher e Brüning non andò a buon fine: Hindenburg si oppose all'istituzione di una monarchia "costituzionale" analoga a quella inglese dopo la sua morte - era questa la condizione posta dai socialdemocratici e dai sindacati per dare il loro appoggio al progetto – e annunciò che a quelle condizioni non avrebbe appoggiato la propria rielezione.

Al principio dell'autunno egli aveva conferito con Hitler e combinato le cose perché vedesse sia il presidente che il cancelliere. Pare che Hitler all'epoca fosse ancora scosso per il suicidio della nipote e amante Geli Raubal, avvenuto appena tre settimane prima, e l'incontro con Hindenburg andò male. Quello con Brüning non andò meglio, in quanto Hitler non si mostrò disposto a dare il proprio appoggio per la riconferma di Hindenburg in carica. Schleicher all'inizio del 1932 esortò Brüning perché facesse un nuovo tentativo per portare i nazisti e i nazionalisti di Hugenberg dalla loro parte, ma vista l'inutilità dei loro sforzi – né Hitler né Hugenberg volevano scendere a patti con la Repubblica da loro tanto odiata – si rassegnarono all'inevitabile e in aprile le elezioni presidenziali si tennero regolarmente. Com'era prevedibile, Hindenburg vinse largamente, appoggiato perfino dai suoi antichi avversari, i socialisti e i sindacati operai, decisi ad opporsi con ogni mezzo a Hitler.

L'eliminazione di Brüning dalla scena politica