Uno dei più celebri corsari di sempre, era stato incaricato inizialmente di combattere contro i pirati, ma in seguito si unì a questi e finì per essere catturato e giustiziato.

Biografia Della sua giovinezza non si sa molto. Iniziò la professione di corsaro sotto la corona inglese nel 1689 all’età di quarantaquattro anni, venendo nominato capitano di una nave. Il suo compito, oltre che recuperare le merci rubate dai pirati, era di attaccare le navi francesi, dal momento che l'Inghilterra era in guerra con la Francia e intendeva sabotarla. Il movente di Kidd erano i proventi che derivavano dalle razzie piratesche e il possibile ingente tesoro che avrebbe potuto accumulare.

Inizio della carriera

Destinato dapprima a New York e nelle Indie occidentali, in seguito venne richiamato in patria, dove gli venne data una nuova nave, la Adventure Galley, che venne potenziata con 34 cannoni ed ebbe un equipaggio complessivo di 80 uomini. Kidd fu incaricato di catturare tutte le navi francesi e pirata che navigavano al largo delle coste del Madagascar. Il primo socio di Kidd fu Lord Bellomont, un membro del parlamento, all'epoca governatore delle provincie di New York. I due si divisero gli incarichi: il parlamentare avrebbe cercato dei sostenitori per l'impresa, mentre Kidd si sarebbe impegnato a comandare la nave e reclutare l'equipaggio seguendo il motto “Niente preda, niente paga”. Nel frattempo il re Guglielmo III di Inghilterra autorizzò i soci a tenere per sé tutti i profitti delle imprese di Kidd.

Carriera da pirata

Kidd pensò di aumentare il numero di uomini a bordo dell'Adventure Galley e quindi assunse una banda di marinai specializzati a New York, riuscì a mettere insieme un equipaggio di 152 uomini e salpò il 6 settembre 1696, tuttavia durante il viaggio in mare molti di loro si ammalarono di scorbuto e più di trenta morirono. Il loro motto li obbligava a catturare una nave, altrimenti sarebbero tornati a casa a tasche vuote. Arrivati in Madagascar parte dell'equipaggio si ammutinò e passò dalla parte dei pirati.

Nonostante la lettera di corsa impedisse a Kidd un attacco a una nave di civili per scopi personali, lui decise lo stesso di attaccare la nave capitanata da un uomo di nome Barlow. Il 14 agosto del 1697 Kidd issò la bandiera rossa dei pirati in testa all'albero maestro e in risposta Barlow sparò alcuni colpi di avvertimento e issò a sua volta la bandiera della Compagnia britannica delle Indie orientali. Il vento era debole perciò Kidd usò i remi, virò verso la costa di Malabar, e sparò una bordata, ma Barlow non era disposto a perdere un’unità del convoglio: calò le scialuppe e fece trainare la sua nave dall'equipaggio verso l'imbarcazione di Kidd. Poi ordinò ai suoi di gridare minacce e aprì il fuoco. Kidd quindi si allontanò, avendo ormai perso tutte le speranze di ottenere un bottino. La situazione stava degenerando rapidamente: la nave si stava riempiendo d'acqua, le provviste scarseggiavano e l'equipaggio diventava sempre più ribelle.

Poco dopo, Kidd incontrò un piccolo mercantile battente bandiera inglese al largo della costa. Il pirata ne interrogò il capitano Parker mentre alcuni pirati torturavano gli uomini per sapere dove avessero nascosto i propri valori. Numerosi marinai furono appesi con funi e colpiti con le sciabole d'abbordaggio. Kidd si impossessò delle provviste del vascello e costrinse Parker a rimanere a bordo per fare da timoniere. Sempre nello stesso anno la fortuna fu dalla parte di Kidd, il quale riuscì a danneggiare la più piccola di due navi portoghesi mandate a fermarlo e a fuggire indenne.

Un'altra testimonianza del comportamento violento e indisciplinato del proprio equipaggio si manifestò nelle Laccadive, dove ebbero luogo numerose atrocità, la notizia delle quali raggiunse la terra ferma e iniziò a creare sospetti su di lui. Altri episodi segnarono il destino del capitano. Il 30 ottobre 1697 scoppiò una lite fra Kidd e il suo cannoniere William Moore. In seguito a lamentele da parte della ciurma, Kidd assalì Moore accusandolo di essere un cane rognoso e Moore replicò: “Se io sono un cane rognoso è solo colpa vostra: siete stato la mia rovina e quella di molti altri.” Kidd si adirò, prese un secchio con cerchio di ferro e colpì il cannoniere in testa causandone la morte. Le sue ultime parole furono: “Addio, addio, il capitano Kidd mi ha dato il colpo di grazia.” Il chirurgo della nave non poté far nulla per Moore e pur dopo tale avvenimento Kidd continuò imperterrito con il suo atteggiamento violento verso i suoi sottoposti.

In seguito Kidd, preso alle strette, il 30 gennaio 1698 catturò la Quedah Merchant, la quale aveva un carico di seta, calicò, zucchero, oppio e ferro. Riuscì così a raccogliere merci per un valore stimato fra le 200.000 e le 400.000 rupie e circa sterline, che costituirono la parte più cospicua del più grande tesoro pirata di tutti i tempi. Kidd cercò di ingannare gli inglesi facendogli credere che tutto il bottino derivasse dalle navi francesi e pirata, ma questi vennero a sapere che la maggior parte dell'oro apparteneva alla Compagnia delle Indie.

Nel 1699, Kidd seppellì il suo tesoro sotto Gardiners Island, in un punto noto come "Cherry Tree Field".

In seguito a tali avvenimenti, Kidd venne ufficialmente riconosciuto come pirata e le sue imprese corsare dichiarate illegali. Dal momento che era ricercato dalle autorità britanniche in tutta l'area caraibica, all'incirca nel settembre 1699 tornò in America del Nord, a Boston, per negoziare con il suo socio in affari Lord Bellomont. Egli, considerando la sua posizione di governatore e volendo controllare il tesoro di Kidd, decise di far arrestare l’ex-socio per pirateria e far recuperare e spedire in Inghilterra il suo tesoro, per essere usato come prova contro il pirata. In questo modo sarebbe stato scagionato da ogni coinvolgimento nelle sue imprese e ciò gli avrebbe consentito di accaparrarsi parte del tesoro.

Abbandonato dall'unico uomo che avrebbe potuto salvarlo, Kidd era ormai finito. Le notizie delle sue imprese giunsero anche a Londra dove si apprese che anche il re, il cancelliere e i politici liberali avevano originariamente finanziato l'impresa. Nonostante il loro coinvolgimento però, essi riuscirono a scagionarsi gettando tutte le accuse su Kidd, che divenne il capro espiatorio degli atti di pirateria avvenuti in quegli anni. L'interesse su questa vicenda aumentò anche grazie alla voce su un tesoro di più di sterline accumulato da Kidd.

Arresto, processo ed esecuzione

Nel febbraio 1700, Kidd venne infine riportato in Inghilterra, dove iniziarono i procedimenti giudiziari contro di lui. Dalla prigione scrisse una lettera a Lord Orford, uno dei finanziatori della spedizione e descrisse le sue azioni nell'Oceano Indiano, la presa di due navi che battevano bandiera francese e di esser stato costretto ad affermare di aver commesso atti di pirateria dall'equipaggio, che lo avrebbe anche derubato; di essere stato accusato ingiustamente e di soffrire nella sua condizione di prigioniero nonostante sperasse che la giustizia potesse essere leale verso di lui. I mesi di isolamento, la malattia, la mancanza di rappresentanza legale e il divieto di accesso ai documenti del caso lo logorarono a tal punto che più volte ebbe l'intenzione di suicidarsi. Chiese un pugnale ma, quando il 14 aprile l'ammiragliato glielo concesse, fu portato a Whitehall dove venne interrogato per sette ore, nelle quali Kidd ripeté le motivazioni addotte nella lettera a Lord Orford, non ottennendo l'assoluzione. Venne incarcerato a Newgate per i successivi undici mesi fino a nuovo interrogatorio. La prigione a cui fu destinato era considerata una delle peggiori del tempo, in quanto ospitava i criminali in attesa di processo o di essere giustiziati. Nonostante fossero permesse visite, gioco d'azzardo, sesso e alcol, la struttura era sovraffollata e pervasa da odori nauseabondi nonché dalle continue grida dei detenuti. La sua permanenza in prigione lo portò alla depressione e all'aggravarsi delle condizioni di salute.

Nel 27 marzo del 1701 venne interrogato dalla Camera dei comuni. Fu il primo e unico pirata della storia britannica a dover render conto delle sue azioni al parlamento. Di questa seduta non vi è alcuna trascrizione scritta, ma si sa che Kidd cercò di mettere in dubbio l’integrità di Lord Orford, ma il tentativo fallì miseramente. Dopo un secondo interrogatorio, venne fissato il processo per l'8 e il 9 maggio 1701. Kidd chiese i suoi documenti per potersi preparare una difesa, ma le lettere di corsa, gli ordini originali dell'ammiragliato e i salvacondotti francesi delle navi catturate erano scomparsi. Al processo era accusato dell'omicidio di William Moore, l'uomo ucciso con il secchio col cerchio di ferro, di pirateria e della cattura e saccheggio della Quedah Merchant e di altri quattro vascelli. Kidd provò a difendersi ma, non avendo prove a sua disposizione, non ebbe successo. Al contrario, l'accusa aveva in mano prove schiaccianti di colpevolezza. La giuria lo dichiarò colpevole di tutte le accuse e lo condannò a morte. Le sue parole al processo furono “Mio signore, è una sentenza molto dura. Per quanto mi riguarda io sono la persona più innocente fra tutti loro, ma i testimoni hanno giurato il falso contro di me”. Dopo la fine del processo, Kidd venne giustiziato tramite impiccagione all'Execution Dock, nel quartiere londinese di Wapping.

Dopo l'esecuzione il suo corpo venne immerso nel catrame e appeso con catene per tre anni ad una sponda del Tamigi, come avvertimento per gli altri pirati. In seguito il corpo di Kidd andò perso, anche se si ritiene che la corrente del Tamigi abbia trasportato i suoi resti sul fondo nei pressi di Tilbury.

Influenze sulla cultura di massa Musica Il personaggio e l'impiccagione di William Kidd hanno ispirato la ballata Captain Kidd, della quale una versione è stata cantata dal gruppo Great Big Sea. Il gruppo power metal tedesco Running Wild gli ha dedicato la canzone Ballad of William Kidd, presente nell'album The Rivalry.

Letteratura Nel libro Vite immaginarie di Marcel Schwob è dedicata a Kidd una breve e fantasiosa biografia. Il racconto Lo scarabeo d'oro di Edgar Allan Poe fa riferimento al tesoro del capitano Kidd. William Kidd ha ispirato il personaggio di Eustass "Captain" Kidd del manga One Piece.Manga di One Piece, SBS del volume 52, capitolo 509

Cinema Nel film del 1945 Capitan Kidd (Captain Kidd), diretto da Rowland V. Lee, Kidd è interpretato da Charles Laughton. Nel film del 1952 Kidd il pirata (Abbott and Costello Meet Captain Kidd), diretto da Charles Lamont, Kidd è interpretato da Charles Laughton. Nel film del 1954 Il tesoro di Capitan Kidd (Captain Kidd and the Slave Girl), diretto da Lew Landers, Kidd è interpretato da Anthony Dexter.

Videogiochi William Kidd è un personaggio del videogioco Sid Meier's Pirates nonché della saga Neo-Geo World Heroes, a partire dal secondo episodio. Il personaggio di William Kidd è presente in due episodi della saga di videogiochi Assassin's Creed. In Assassin's Creed III la missione di Gambe di Legno parla del tesoro segreto del Capitano Kidd e alla fine della missione vengono sbloccati gli abiti del capitano, mentre nella Freedom Edition del gioco è possibile trovare la sciabola leggendaria di Kidd. In Assassin's Creed IV: Black Flag è invece conosciuto come il padre dell'alter ego maschile della famosa pirata Mary Read, James Kidd. Nel videogioco Persona 5, sviluppato da Atlus, Captain Kidd compare come Persona di Ryūji Sakamoto, uno dei coprotagonisti.

Note

Bibliografia Robert C. Ritchie Captain Kidd and the war against the Pirates, Cambridge (Mass.), Londra, 1986 (trad. it. Torino, Einaudi) David Cordingly Storia della pirateria, Mondadori, Milano, 2003

Voci correlate Bucaniere Filibustiere Pirateria nei Caraibi Eustass Kidd

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Categoria:Persone giustiziate per impiccagione