Priština (; ; nota anche nella forma semplificata Pristina) è la capitale nonché la città più popolosa del Kosovo, con abitanti. La popolazione dell'area metropolitana, agglomerato urbano e suburbano metropolitano, è calcolata in abitanti.

La città si trova su una pianura nella parte nord-orientale del Kosovo, nelle vicinanze della catena montuosa di Gollaku.

Priština è il centro politico, economico, finanziario, commerciale, nonché culturale e religioso del Kosovo, sede del governo del Kosovo, delle residenze del presidente e del primo ministro del Kosovo e del parlamento del Kosovo. È il nodo più importante del trasporto per via aerea, ferroviaria e stradale, con l'Aeroporto Internazionale di Priština che è il più grande aeroporto del Paese e tra i più grandi della regione, mentre una serie di superstrade e autostrade, come la R6, R7 e R7.1, irradia la città e la collega con l'Albania e la Macedonia del Nord. , capitale dell'Albania, con la quale è anche collegata dalla Rruga e Kombit (la Strada della Nazione).

L'area di Priština, con già una presenza umana durante il Paleolitico, in epoca classica fu la patria dagli Illiri. Re Bardhyli riunì varie tribù proto-albanesi nell'area di Priština nel IV secolo a.C., stabilendo il regno di Dardania. L'eredità dell'età classica è ancora evidente nel comune, rappresentata dall'antica Ulpiana, considerata uno dei più importanti insediamenti illirico-romani della penisola balcanica. Tra il V e il IX secolo il territorio divenne parte dell'Impero bizantino. Dalla metà del IX secolo e nuovamente dalla fine dell'XI al XIII secolo il territorio fu occupato dagli slavi del Regno di Bulgaria. In seguito, nel XIV secolo, cadde nuovamente sotto dominio politico slavo del Regno di Serbia. Nel tardo Medioevo, in seguito alla conquista ottomana dei Balcani, Priština divenne un importante centro minerario e commerciale, grazie alla sua posizione strategica, vicino alla ricca città mineraria di Artana. Pur mantenendo la sua etnicità albanese, nel XX secolo è stata inglobata nella ex-Jugoslavia, ottenendo la sua indipendenza solo recentemente (2008). Dal 1941 al 1944, nel costituire una parte dell'Albania etnica, fu capoluogo della provincia omonima unita all'Albania occupata dal Regno d'Italia. Geografia fisica Territorio Il territorio è prevalentemente montuoso.

Clima

Origini del nome Una diffusa ipotesi fa derivare il nome della città dal termine proto-slavo *pryščina, col significato di "sorgente", il quale è attestato nei dialetti della Moravia; tale termine a sua volta deriva dal verbo *pryskati, ossia "schizzare", "spruzzare", corrispondente a prskati nel Serbo moderno.

Il toponimo Priština appare anche come nome di un villaggio vicino Teslić, in Bosnia ed Erzegovina.

Dal 1945, durante il periodo dell'ex-Jugoslavia, era nota dagli slavi in serbo come Приштина/Priština.

Storia Durante l'epoca romana, prosperava Ulpiana al posto dell'attuale Lipjan, a 15 chilometri a sud dell'attuale capitale. Essa fu distrutta ed in seguito ricostruita dall'imperatore romano d'Oriente Giustiniano I. Dopo il decadimento di quest'ultima fu scelto l'attuale luogo perché più facile da raggiungere, favorendo il commercio. Grazie a quest'ultimo fattore la città si sviluppò rapidamente, fungendo da importante passaggio attraverso i Balcani.

La scelta di trasformarla in capitale fu presa dal re serbo Milutin e i suoi successori la fecero fiorire ulteriormente. La città cadde in mano Ottomana nel 1389 a seguito della battaglia della Piana dei Merli e poi definitivamente nel 1454. Il lungo periodo sotto dominio turco portò a un cambiamento radicale della città: furono costruite numerose moschee volute dal sultano Mehmet II e, di conseguenza, si convertì all'Islam la maggior parte della popolazione residente.

Dopo alcune rivolte nazionaliste nel 1878, promosse dalla Lega di Prizren, la città passò in mano albanese. Prima del 1939 la popolazione della città era composta prevalentemente da serbi e albanesi, ma la politica della Pulizia etnica imposta dallo stato serbo, portò a far emigrare gli albanesi rendendoli una minoranza. Tra il 1941 e il 1945, Priština fu unita al resto dell'Albania e quindi annessa al regno d'Italia, provocando di conseguenza un aumento dell'etnia albanese ma fu anche occupata per un periodo (fino al novembre del 1944) dalle truppe naziste che attuarono una persecuzione contro i serbi provocandone la fuga.

Alla fine delle ostilità, Priština passò sotto il controllo Jugoslavo e fu quindi integrata nella Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia come provincia autonoma della Repubblica Socialista di Serbia. Dopo un primo periodo caratterizzato dal centralismo di Belgrado, le riforme autonomistiche del 1966 spostarono l'equilibrio più a favore degli albanesi che furono in grado di rimpiazzare la dirigenza serba."Melissa Katherine Bokovoy 1992. Pp. 296" Dopo la morte di Tito le spinte autonomistiche divennero sempre maggiori e sfociarono in aperte rivolte studentesche (1981). Le manifestazioni assunsero un carattere di massa e le richieste divennero sempre più esigenti, chiedendo la creazione di una Repubblica Socialista Kosovara all'interno della Jugoslavia. Il 6 aprile, il governo kosovaro dichiarò lo stato di emergenza e la polizia federale intervenne reprimendo brutalmente le sommosse.

Nel 1990 Slobodan Milošević incrementò la politica nazionalista serba: furono licenziati parecchi lavoratori e gli studenti non terminarono i loro studi, espulsi dall'università. Per tutta risposta fu creato un governo filo albanese che reclamava l'annessione allo stato albanese adiacente. Nel 1996 si arrivò alla Guerra civile jugoslava in cui fu bombardata e rasa al suolo gran parte della città. Molti abitanti emigrarono all'estero, verso la Macedonia e altri stati europei, come risultato una diaspora kosovara. L'apice della guerra fu raggiunto nel 1999. L'ingresso delle truppe Nato portò alla fine delle ostilità aperte ma non alle violenze tra civili, di cui furono vittima in particolare i serbi che, di conseguenza, lasciarono in massa la città.

In seguito, Priština divenne capitale e sede dell'amministrazione dell'ONU (UNMIK), beneficiando di aiuti e cooperazione internazionale, oltre che di donazioni e rimesse da parte dei connazionali emigrati all'estero. L'arredo urbano è stato ripristinato e migliorato generando un periodo di sviluppo sia sociale che economico.

Monumenti e luoghi di interesse

Musei Museo Etnografico “Emin Gjiku” Museo Nazionale del Kosovo Parco archeologico Museo “Casa dell’Indipendenza Ibrahim Rugova” Museo della memoria “Report House” Museo dei Prigionieri Politici Rovine della Scuola elementare Galleria d’arte contemporanea “Çast” Galleria “Stazione” - Centro per l’arte contemporanea Prishtina

Biblioteche Biblioteca Nazionale del Kosovo “Pjetër Bogdani” Biblioteca Comunale “Hivzi Sjleymani”

Chiese Concattedrale cattolica di Santa Madre Teresa di rito latino Chiesa cattolica di rito latino di Sant’Antonino da Padova (Shën Ndou) Chiesa ortodossa di San Nicola di Mira (Shën Kolli) Cappella ortodossa (Chiesa ortodossa autocefala albanese)

Moschee Moschea Sultano Murad Moschea Çarshisë Grande Moschea Moschea Llapit Moschea Perinazi Moschea Buzagi Mosxhea Jusuf Çelebiu

Società Evoluzione demografica Composizione etnicaAnno/EtniaAlbanesi %Turchi %Ashkali %Serbi %Rom %BosniaciGorani %Totale2021 97,77% 1,08% 0,28%0,22%0,03%0,2%0,1% 218.782

Secondo la stima dell'Agenzia di statistica del Kosovo (KAS) dal censimento del 2011, c'erano 198.897 persone residenti nel comune di Priština, che rappresentano la città e il comune più popolosi del Kosovo. La popolazione urbana del comune di Priština era di circa 160.000, mentre la popolazione rurale era di circa 37.000. Con una densità di popolazione di 380,3 persone per chilometro quadrato, Priština è il terzo comune più densamente popolato del Kosovo.

Religione

Come nel resto del Kosovo, la popolazione di Priština è per la maggior parte musulmana. In città vi sono poi minoranze cattoliche e ortodosse.

Cultura Scuole Pristina è il centro educativo del Paese e ospita numerose scuole primarie e secondarie (sia pubbliche che private), istituti superiori, dislocati in diverse aree della città.

Tra le prime scuole note in città vi furono quelle aperte durante il periodo ottomano. Agli albanesi era consentito frequentare tali istituti, la maggior parte dei quali era di natura religiosa, mentre solo pochi erano laici.

Università

L'Università di Pristina è l'ateneo più grande della città ed è stato fondato nel XX secolo. La città ha diverse istituzioni accademiche, tra cui la Facoltà di Arti dell'Università di Pristina, l'Accademia delle Scienze e delle Arti del Kosovo e l'AAB College.

A richiamare a Pristina numerosi giovani studenti e accademici provenienti dall'estero è il «Seminario internazionale sulla lingua, letteratura e cultura albanese» (Seminari Ndërkombëtar për Gjuhën, Letërsinë dhe Kulturën Shqiptare), istituito oltre cinquant'anni fa e che si svolge nel periodo estivo presso la Facoltà di Filologia.

Biblioteche La città dispone di numerose biblioteche. La biblioteca più importante è la Biblioteca Nazionale del Kosovo.

Geografia antropica

La città è situata nel centro del Kosovo (che comprende la città di Priština, il suo agglomerato urbano e si estende ai sobborghi e ai villaggi).

Suddivisioni amministrative La municipalità si divide nei seguenti villaggi: Prugovc (), Barilev (), Kećekolje () e Kolić i Hajvali ().

Amministrazione

Relazioni internazionali Gemellaggi Dal 2008 Priština è gemellata con:

Partenariati

Priština ha avuto, mantiene e coltiva gemellaggi con i vari comuni e frazioni della storica comunità albanese d'Italia (nelle regioni di Basilicata, Puglia, Molise, Calabria e Sicilia).

Sport Calcio La principale società calcistica della città è il Football Club Prishtina. Altre società sono il Klub Futbollistik Kosova Prishtinë e il Flamurtari Prishtina.

Galleria d'immagini

Note

Voci correlate Albania etnica Albanesi Kosovo Distretto di Priština Gazimestan Monastero di Gračanica Biblioteca Nazionale del Kosovo Cultura a Priština

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