La Storia della Toscana abbraccia un lunghissimo periodo di tempo, che spazia dal Paleolitico ai giorni nostri.
Origini Le più antiche testimonianze del popolamento umano in Toscana risalgono al Paleolitico. La specie più antica, del genere Homo, rappresentata in Toscana, è quella dell'uomo Homo Heidelbergensis, i cui strumenti in pietra sono invece stati ritrovati in abbondanza nella vicina Valle dell'Arno e nell'area costiera livornese.
Nel sito archeologico di Poggetti Vecchi in provincia di Grosseto sono stati ritrovati reperti di primati risalenti a 170 000 anni dal presente, che si ipotizza siano attribuibili all'attività dell'Homo neanderthalensis.
Anche ben documentata è la presenza di Homo neanderthalensis, che visse nell'area all'incirca tra i 90.000 a 40.000 anni da oggi. Industrie in pietra scheggiata appartenutegli sono state rinvenute nel Mugello, nel senese, in particolare sul Monte Cetona, nell'area delle Apuane, nel livornese, nella Valle del Serchio e nel corso inferiore dell'Arno.
Fasi successive, tra cui quella nota come Uluzziano, sono documentate in Toscana nella Grotta La Fabbrica, a Indicatore (Arezzo), San Romano (Pisa), Salviano e a Maroccone (Livorno). Le prime fasi culturali legate invece a Homo sapiens sono dette Aurignaziano e Gravettiano, e sono testimoniate in Toscana, presso Laterina, presso Montelupo e a Monte Longo, vicino ad Arezzo.
Neolitico Nell'VIII millennio a.C. appare in territorio toscano la cosiddetta cultura della ceramica cardiale che segna l'introduzione della rivoluzione neolitica. Aspetto particolare della cultura della ceramica impressa, detta cardiale perché ottenuta mediante l'impressione della conchiglia del mollusco Cardium, è comune alla Liguria, a tutto il medio tirrenico, alla Francia meridionale e alla penisola iberica. In questa fase le comunità della Toscana interagiscono con quelle delle isole tirreniche: arcipelago toscano, Corsica e Sardegna con cui intrattengono importanti "scambi commerciali", in particolare di ossidiana, attraverso una rotta verso nord, che coinvolge anche l'isola d'Elba, come testimoniano le ossidiane sarde ritrovate in Italia settentrionale e in Francia meridionale. Pertanto la Toscana nel Neolitico antico fa parte di una vasta area culturale occidentale, mentre sono molto limitati gli scambi culturali con le aree medio-adriatiche e quelle dell'Italia meridionale.
Seguirà nel neolitico medio la fase detta della ceramica lineare, diffusa, oltre che in Toscana, anche in Veneto, Emilia, e Lazio. Nella Toscana settentrionale e centrale, in particolare in Garfagnana, nel pisano e nel sito di Mileto nel comune di Sesto Fiorentino, numerose sono le testimonianze di contatti con la cultura di Fiorano nella pianura padana. Mentre nella Toscana meridionale, dove più intensi sono i rapporti con l'area laziale, nella Grotta dell'Orso di Sarteano nel senese, si sviluppa un aspetto per certi versi originali, e nel sito di Cava Barbieri a Pienza, sempre nel senese, la presenza di ceramiche dipinte delle culture di Catignano e di Ripoli nell'Abruzzo settentrionale è la testimonianza di una rete di rapporti con l'Italia medio-adriatica.
Nel tardo Neolitico la Toscana settentrionale condivide molti aspetti con la cultura francese di Chassey nella Francia centro-orientale e con quella dell'Italia settentrionale di Lagozza, dal nome di una località nel comune di Besnate in provincia di Varese in Lombardia.
Calcolitico ed età del bronzo
Nel calcolitico fra il IV e il II millennio a.C. la Toscana meridionale e il Lazio settentrionale sono caratterizzate dalla cultura di Rinaldone che in seguito incorporerà al suo interno elementi della cultura del vaso campaniforme, già attestata nella Toscana centrale, nella piana fiorentina. A questo periodo risalgono anche le statue stele della Lunigiana.
Nell'età del Bronzo fiorisce lungo la dorsale appenninica, la cosiddetta cultura appenninica, distinta in due fasi, protoappenninica e subappenninica con economia agricola e pastorale.
Nell'età del bronzo finale (1200-1000 a.C. circa) si diffonde la cultura protovillanoviana, collegabile alla discesa delle popolazioni italiche, che mostra varie similitudini con la cultura dei campi di urne dell'Europa centrale. Viene succeduta dalla cultura villanoviana a partire dal X secolo a.C. circa.
Etruschi
Fra il X secolo a.C. e l'VIII secolo a.C., la prima età del ferro trovò la sua massima espressione la cultura villanoviana che rappresenta la fase più antica della civiltà etrusca. Preceduta dalla cultura protovillanoviana, la cultura villanoviana prende il nome da Villanova, una frazione di Castenaso, un insediamento di grande interesse archeologico nei pressi di Bologna, dove sono state trovate lance, spade, pettini e gioielli di ogni tipo. Dagli Etruschi, l'attuale territorio regionale prese il nome di Etruria, Tuscia per i Romani e successivamente Tuscania e Toscana. Mentre le aree della Toscana nord-occidentale furono abitate dagli antichi Liguri. Tuttavia, il confine tra Liguri ed Etruschi cambiò più volte durante l'età del ferro. Nella Toscana nord-occidentale, l'area tra i fiumi Arno e Magra fu culturalmente allineata con gli Etruschi nella prima età del ferro, e divenne sotto controllo ligure nella tarda età del ferro.
Verso l'VIII secolo a.C. gli Etruschi, grazie al contatto con i Greci che si erano stabiliti nel sud Italia, entrano nella fase orientalizzante. Non sono arrivati integri fino a noi testi letterari in lingua ma un nutrito corpus di oltre 13 000 iscrizioni che presenta un problema di comprensione, in quanto le iscrizioni sono prevalentemente a carattere religioso o funerario.
Sull'origine e la provenienza degli Etruschi è fiorita una notevole letteratura, non solo storica e archeologica. Le notizie che ci provengono da fonti storiche sono infatti piuttosto discordanti. L'archeologo Massimo Pallottino, nell'introduzione del suo manuale Etruscologia (Milano, 1984), ha sottolineato come il problema dell'origine della civiltà etrusca non vada incentrato sulla provenienza, quanto piuttosto sulla formazione. Egli evidenziò come, per la maggior parte dei popoli, non solo dell'antichità ma anche del mondo moderno, si parli sempre di formazione, mentre per gli Etruschi ci si è posti il problema della provenienza. In epoca moderna, tutte le evidenze raccolte fino a oggi dagli studiosi sono a favore di un'origine indigena degli Etruschi.
Attorno al VI secolo a.C., gli Etruschi raggiunsero il culmine della loro potenza, con possedimenti che andavano dalla Pianura Padana alla Campania; costruirono strade, tra le quali si sono ben conservate le Vie Cave (tra Sovana, Pitigliano e Sorano), bonificarono paludi ed edificarono grandi città tra la Toscana e il Lazio, come Arezzo, Chiusi, Volterra, Populonia, Vetulonia, Roselle, Vulci, Tarquinia, Veio e Volsinii.
II livello di civiltà raggiunto da questo grande popolo è testimoniato dagli eccezionali reperti archeologici, sparsi in un territorio vastissimo e ritrovati nelle tombe - di ogni tipo e dimensione - delle necropoli, straordinarie ed incredibili città dei morti. Inoltre si osservano interessantissime similitudini - inconsuete per il Mediterraneo del tempo- tra i diritti degli uomini e quelli delle donne; interessante per esempio che la moglie potesse godere dell'eredità del marito o che potesse partecipare ai banchetti sullo stesso letto del suo uomo, o assistere agli spettacoli accompagnandosi al marito. La cosa era talmente diversa dall'usuale che per i Romani il termine etrusca poteva facilmente essere usato come un sinonimo di prostituta.
Romani
Nel III secolo a.C. gli Etruschi furono sconfitti dalla potenza militare di Roma e, dopo un primo periodo di prosperità, dovuto allo sviluppo dell'artigianato, dell'estrazione e della lavorazione del ferro, dei commerci, tutta la regione decadde economicamente, culturalmente e socialmente. Anche la Toscana venne così conquistata dai Romani, che si insediarono presso le preesistenti località etrusche, oltre a fondare nuove città come Florentia e Cosa, attualmente una delle meglio conservate con le mura, il foro, l'acropoli e il capitolium, sorto originariamente come Tempio di Giove, oltre ad avere una propria monetazione.
Medioevo
Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente la regione venne enormemente spopolata e passò attraverso la dominazione ostrogota e bizantina, prima di divenire oggetto di conquista da parte dei Longobardi (569), che la eressero a ducato con sede a Lucca.
Marchesato di Toscana Dopo la caduta dei Longobardi per opera di Carlo Magno, il ducato divenne contea e successivamente marchesato di Lucca. Nell'XI secolo il Marchesato passò agli Attoni, grandi feudatari Canossiani, che possedevano anche Modena, Reggio Emilia e Mantova. A quella famiglia apparteneva la famosa Contessa Matilde di Canossa, nel cui castello avvenne l'incontro fra il papa Gregorio VII e l'imperatore di Germania, Enrico IV. Siamo nel periodo storico dellincastellamento, legato a esigenze difensive e di comando territoriale, che determinò attraverso la logica feudale seguita anche da dislocazioni di abbazie e celle del clero, quegli insediamenti medievali sparsi che oggi distinguono gran parte della Toscana: merita qui ricordare i castelli e i conseguenti borghi fortificati di Monteriggioni, Brolio, Lucignano, Poppi, il Castello di Oliveto presso Castelfiorentino, Radicofani, Trequanda, Volterra, il Castello Malaspina di Massa, Fosdinovo, Gargonza, Vicopisano, Lari, Monsummano, Montevettolini, il Castello di Bibbione presso San Casciano in Val di Pesa, il Castello Nipozzano, Bucine, Montalcino, Piancastagnaio, Santa Fiora oltre ai numerosi castelli della provincia di Grosseto.
La repubblica marinara di Pisa
Nell'XI secolo Pisa divenne la città più potente e importante della Toscana e una repubblica marinara, con decisive vittorie contro i Saraceni, tra cui la liberazione di Palermo e Reggio Calabria, e la conquista delle Baleari. Il dominio della Repubblica Marinara si estende su tutta la Toscana tirrenica, le isole dell'Arcipelago toscano e le isole di Sardegna e Corsica. A sud è presente il dominio degli Aldobrandeschi, importante casata di origine longobarda, che controllava la parte meridionale delle attuali province di Livorno e Siena, oltre all'intera provincia di Grosseto fino all'Alto Lazio, entrando spesso in conflitto con il Papato, fino all'emergere della città di Siena, che più tardi entrerà in competizione con Firenze.
L'affermazione dei liberi Comuni e la Lega toscana del 1197
Attorno al XII secolo inizia il periodo dei Liberi Comuni pure se il primo comune indipendente d'Italia fu Arezzo nato nel 1054. Nascono le prime forme di democrazia partecipativa e le associazioni di arti e mestieri, che fecero della Toscana un irripetibile esempio di autonomia culturale, sociale ed economica. Nei primi decenni del XIII secolo, sorsero in Toscana anche i primi studium universitari, quello di Arezzo nel 1215, seguito pochi anni più tardi dallo studium senese (1240), ancora oggi attivo come università.
In questo periodo, che va dal X secolo al XIII secolo, vengono effettuati vari tentativi di creare un coordinamento politico tra i vari poteri toscani, da quello portato avanti dai marchesi di Toscana (da Ugo il Grande a Beatrice di Lorena) a quello espresso dai comuni della Lega toscana (1197). Sarà comunque Firenze ad imporsi come forza aggregante pan-toscana tra il XIV e il XVI secolo sottomettendo uno dopo l'altra quasi tutte le altre città comunali.
Umanesimo, Rinascimento e la dinastia medicea