Per palazzi di Napoli si intendono prevalentemente quelle strutture sorte in un arco di tempo che parte dal periodo medievale, sino ad arrivare ai giorni odierni. Essi sono molte centinaia e costituiscono un patrimonio ricchissimo di storia artistica, architettonica e civile formatosi nell'arco di almeno otto secoli.
Storia La storia dei palazzi di Napoli non può prescindere da quella del suo centro antico, caratterizzato da un fitto tessuto urbano e quindi da piccole strade e piazze che si intrecciano tra loro. L'architettura dei decumani infatti è il motivo determinante per cui i palazzi edificati in loco non godano di quelle ampie vedute e sontuose facciate che hanno segnato, in città come Firenze, Venezia e Roma, il passaggio completo al rinascimento architettonico. Questo fattore porta d'altra parte ad altre caratteristiche tipiche, spesso uniche, degli edifici partenopei: ovvero alle scenografiche scalinate dei cortili interni (si veda per esempio i palazzi Trabucco, Spagnolo, Sanfelice eccetera) ed ai grandiosi portali d'ingresso (si veda per esempio quelli dei palazzi Caracciolo di Santobuono, Carafa della Spina, Carafa di Maddaloni, di Sangro o Filomarino).
Nonostante il fatto che anche nei secoli successivi al periodo medievale si sia continuato ad edificare nella sola zona antica, ponendo gli edifici uno di fianco all'altro, vi sono comunque casi in cui i palazzi insistono autonomamente nello spazio; ciò si verifica solo quando la zona antistante la facciata è caratterizzata da slarghi, come nel caso del palazzo Orsini di Gravina, o nel palazzo Sanseverino o nel palazzo Penne.
Dal medioevo al periodo dei viceré spagnoli
I più rappresentativi palazzi medievali di Napoli, appartenevano ad enti importanti come la Zecca del Regno o il Vescovado. Nel XIV secolo ebbero origine i primissimi palazzi destinati alla nobiltà che entrò gradualmente a far parte della struttura socio-economica della città.
Nel Quattrocento, questo tipo di strutture vissero uno dei loro migliori periodi, grazie ad un decollo economico; infatti, in questo lasso di tempo e fino al primo trentennio del XVI secolo, i progetti vennero commissionati a noti architetti. Successivamente, con Pedro Álvarez de Toledo si attuarono nuove espansioni che partorirono nuove concezioni circa i criteri sull'edilizia civile: come ad esempio le case palazziate caratterizzate da un edificio a schiera ed avente una piccola chiostrina, aspetti riproposti soprattutto nel corso del XVII secolo.
Nel periodo dei viceré si ebbe la fioritura più cospicua di palazzi nobiliari in città, grazie alla nascita dell'odierna via Toledo che attirò l'attenzione di molti nobili stranieri nell'accaparramento di uno spazio lungo la nuova arteria cittadina. Oggi infatti la stessa è considerata una delle più ricche di palazzi nobiliari ed importanti strade di Napoli. Il progetto di don Pedro de Toledo non si limitò solo ad attirare in città l'aristocrazia esterna, ma bensì ebbe anche l'intuito di espandere lo sviluppo urbano al di fuori della cinta muraria antica, verso la collina di Pizzofalcone, Chiaia, Montesanto e via Costantinopoli.
Nel XVII secolo, numerosi palazzi preesistenti subirono graduali rifacimenti che propose il nuovo stile emergente, ovvero il barocco. L'edificazione del palazzo reale sarà un fattore di particolare rilevanza nell'urbanistica napoletana. Per l'occasione fu infatti chiamato un notevole architetto di gusto rinascimentale che comprendesse l'importanza scenica di cui un edificio doveva disporre, uno dei pochi a godere del privilegio di poter essere ammirato da lontano e che darà così vita al "largo di Palazzo" (attuale piazza del Plebiscito). Fu chiamato per i lavori Domenico Fontana.
L'avvento dei Borbone
Con l'avvento del regno borbonico si ha un nuovo concepimento dello spazio urbano, più attento alla natura; diventano pertanto indispensabili nelle grandi edificazioni gli spazi verdi. Napoli vive dunque anni di fioritura sociale, economica e culturale; si apre agli stranieri, essendo anche l'ultima tappa del Grand Tour, e matura una coscienza illuminista che la porterà di lì a breve ad essere la terza capitale europea dopo Londra e Parigi. In questo contesto sorgono nell'arco di venti anni (1730-1750) tre imponenti e gigantesche architetture: la reggia di Capodimonte, la reggia di Portici ed il Real Albergo dei Poveri.
Il XVIII secolo è caratterizzato anche dal lavoro in città di Luigi Vanvitelli che ebbe modo di sfruttare l'unico palazzo che al tempo aveva la fortuna di sorgere isolato con due strade che gli scorrevano di fianco: palazzo Doria d'Angri. In quest'occasione, rispetto ai secoli passati, verrà dunque concepita la facciata in relazione allo spazio esterno. Accanto al Vanvitelli vi furono inoltre altri importanti architetti che diedero consistenza al barocco napoletano: Ferdinando Sanfelice, Domenico Antonio Vaccaro, Ferdinando Fuga, Nicola Tagliacozzi Canale e altri ancora.
Con la scoperta degli scavi archeologici di Pompei, nacque il neoclassicismo. La stagione neoclassica napoletana fu felice, essendo la città stessa il centro in cui si determinò tale corrente. A differenza di altre città europee, come Edimburgo, Londra o San Pietroburgo, che videro le nuove costruzioni neoclassiche integrarsi perfettamente nel vecchio tessuto urbano, a Napoli si presenta una condizione di "eccezionalità", distaccando i nuovi edifici da quelli preesistenti e mettendoli in una posizione di "privilegio urbano" e di isolamento rispetto alle aree circostanti. Oltre a grandi progetti come la basilica di San Francesco di Paola o il rifacimento della facciata del teatro San Carlo, come anche quello dell'orto botanico, nascono anche numerose ville in stile neoclassico: villa Pignatelli, Villa Rosebery, villa Doria d'Angri, villa Floridiana, villa Lucia ed altre ancora.
Dall'unità d'Italia ai giorni nostri
Durante la fine del XIX secolo e gli inizi del XX molti palazzi vennero rimaneggiati e/o ricostruiti per lo più in stile eclettico. Domina in questo periodo la fase del cosiddetto risanamento di Napoli.
Dopo la maniera dell'eclettismo si affermò la nuova concezione architettonica novecentesca, in cui presero corpo gli edifici progettati dai razionalisti e dai monumentalisti; negli anni trenta, si assistette a costruzioni di tipo organiche. Infine, negli anni settanta, con il superamento del Movimento Moderno, in città si affermò l'architettura brutalista.
I palazzi Di seguito, un'ampia lista dei palazzi di interesse storico e artistico della città di Napoli classificati in base al secolo di edificazione. Va comunque precisato, infine, che dati i numerosi terremoti che hanno colpito la città nel corso della sua storia, nonché i bombardamenti alleati subiti durante la seconda guerra mondiale, diversi edifici appaiono in uno stile architettonico completamente diverso, o frammentato, rispetto al periodo al quale appartengono.
XIII secolo
Conservatorio di San Pietro a Majella Palazzo della Zecca Palazzo Filippo d'Angiò
XIV secolo Palazzo arcivescovile Palazzo Caracciolo di Avellino Palazzo Caracciolo di Santobuono Palazzo Colonna Palazzo della Dogana Vecchia Palazzo Mastrilli (via San Biagio dei Librai n.46) Palazzo Zuroli-Capuano (vico Zuroli n.42)
XV secolo
Palazzo Arcamone Palazzo Arcella Palazzo Arcucci (via San Paolo n.4) Palazzo Bonifacio a Portanova Palazzo Brancaccio Palazzo Capece Minutolo Palazzo Capece Zurlo Palazzo Capomazza di Campolattaro Palazzo Capuano Palazzo Caracciolo d'Arena Palazzo Caracciolo di Brienza Palazzo Caracciolo di Oppido Palazzo Carafa d'Andria Palazzo Carafa di Montorio Palazzo Casapesenna (vico Sedil Capuano n.10) Palazzo Como (o palazzo Cuomo) Palazzo Coppola di Canzano (vico Pallonetto Santa Chiara 14c) Palazzo D'Afflitto Palazzo D'Afflitto (secondo Labrot) Palazzo De Bellis (via Duomo n.247) Palazzo De Laurentiis (vico Monte di Pietà n.1) Palazzo De Maio Palazzo De Maio (via Oronzo Costa n.37) Palazzo dal Portale toscano Palazzo del Duca di Rodi (via dei Tribunali n.231) Palazzo del Panormita Palazzo della Grande loggia Palazzo Della Marra (vico Grotta della Marra n.8) Palazzo della Regina Giovanna Palazzo Dentice d'Accadia (via Duomo n.255) Palazzo Diomede Carafa Palazzo Ettore Carafa (via dei Tribunali 386) Palazzo in Piazza Sedil Capuano n.243 Palazzo in via Carbonara n.123 Palazzo in via Carbonara n.127 Palazzo in via Giovanni Paladino n.5 Palazzo in via Giovanni Paladino n.6-8 Palazzo in via Giovanni Paladino n.9 Palazzo in via San Gregorio Armeno n.24 Palazzo in via Santa Chiara 26 Palazzo in via Santa Maria la Nova n.32 Palazzo in via Tribunali 276 Palazzo in vico del Fico al Purgatorio n.15 Palazzo in vico Purgatorio ad Arco 13 Palazzo in vico Sedil Capuano n.32 Palazzo in vicoletto Ecce Homo n.9 Palazzo di Ludovico di Bux Palazzo Manso (vico Santi Filippo e Giacomo 14) Palazzo Mosca (vico Purgatorio ad Arco n.7) Palazzo Muscèttola di Luperano Palazzo Penne Palazzo Petrucci Palazzo Pignatelli a San Giovanni Maggiore Palazzo Pignatelli di Toritto Palazzo Pisanelli Palazzo Riario Sforza Palazzo Rota Palazzo Spinelli di Laurino Palazzo Tomacelli-Carafa Palazzo Traetto Palazzo Venezia
XVI secolo
Masseria dei Domenicani Palazzo Acquaviva (vico III Porta Piccola a Montecalvario) Palazzo Acquaviva d'Atri Palazzo Alchemia Palazzo Apicella (via Santa Maria di Costantinopoli n.84) Palazzo Armenio (via Sapienza n.18) Palazzo Balsorano Palazzo Barbaja Palazzo Barracco Palazzo Barretta (Piazzetta D'Ovidio nn.6-8) Palazzo Berio Palazzo Bisignano Palazzo Blanch (via Egiziaca a Pizzofalcone n.43) Palazzo Bonifacio a Regina Coeli Palazzo Bonito (via San Giovanni in Porta n.40) Palazzi Brunasso Palazzo Cambi (Largo San Giovanni Maggiore n.25) Palazzo Cammarota (via Santa Maria Ognibene) Palazzo Cancellara (via Duomo n.166) Palazzo Candido (via Solitaria n.5) Palazzo Cantalupo (via Mergellina n.1) Palazzo Capponi (vico Cinquesanti n.17) Palazzo Capracotta Palazzo Caracciolo di Capriglia (via San Liborio n.33) Palazzo Caracciolo di Forino Palazzo Caracciolo di Martina Palazzo Caracciolo di San Vito Palazzo Caracciolo di Torchiarolo (via Pontenuovo n.27) Palazzo Carafa della Spina Palazzo Carafa d'Andria (Piazza Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone n.11) Palazzo Carafa di Belvedere Palazzo Carafa di Chiusano Palazzo Carafa di Maddaloni Palazzo Carafa di Nocera Palazzo Carafa di Santa Severina Palazzo Caravita di Sirignano Palazzo Carignani di Novoli Palazzo Castriota Scanderbeg Palazzo Cellammare Palazzo Chaves del Monte Palazzo Ciccarelli di Cesavolpe Palazzo Cordua (vico Giardinetto n.84) Palazzo Costa (via Vergini n.14) Palazzo d'Acuña Palazzo D'Afflitto-Imperiali Palazzo D'Alessandro di Pescolanciano Palazzo d'Aquino di Caramanico Palazzo d'Avalos (via dei Tribunali) Palazzo d'Avalos del Vasto Palazzo De Clario (via Arena della Sanità n.16) Palazzo de Franchis (via Raimondo De Sangro di Sansevero n.4) Palazzo De Liguoro di Presicce Palazzo De Liguoro Palazzo De Magistris (vico San Marcellino n.5) Palazzo De Rosa di Villarosa Palazzo De Sangro di Vietri Palazzo degli Studi Palazzo Orsini, poi palazzo dei duchi di Casamassima o palazzo de Ponte di Casamassima (via dei Banchi Nuovi n.8) Palazzo del Cavaliere Palazzo del convento dell'Egiziaca a Pizzofalcone Palazzo del Conservatorio dello Spirito Santo Palazzo Del Doce Palazzo del Maggiordomo Palazzo del Monastero dello Spirito Santo (via Emanuele De Deo n.6) Palazzo del Monastero di Santa Maria della Concordia (Salita Cariati n.8) Palazzo del Monte dei Morti Palazzo del Monte dei Poveri Vergognosi ai Vergini (via Vergini n.53) Palazzo del Monte di Pietà Palazzo del Nunzio Apostolico Palazzo Del Pezzo Palazzo del Principe di Sannicandro (già Carafa di Maddaloni) Palazzo Del Tufo (via Diodato Loy n.10) Palazzo della Marchesa di Castelluccio Palazzo Della Porta Palazzo Della Posta-D'Aponte Palazzo delle Congregazioni Palazzo Di Gennaro (via San Biagio dei Librai n.13)