Il cantonese (in mandarino ; in cantonese jyut6 jyu5), o yue, è un ramo delle lingue sinitiche diffuso principalmente nella Cina meridionale, soprattutto nelle province di Guangdong e Guangxi, conosciute insieme con il nome di Liangguang, a Hong Kong e Macao. È una delle varietà più diffuse della lingua cinese, con 86 milioni di parlanti. I dialetti Yue derivano da una proto-lingua non attestata e ricostruita attraverso il metodo comparato, detta Proto-Yue.

I suoi parlanti possono comunicare con i cinesi provenienti da altre regioni del Paese utilizzando il cinese moderno standard.

Le varietà yue, inclusa quella cantonese, si distinguono per la loro mancanza di mutua intelligibilità con altre varietà di cinese, nonché all'interno della stessa famiglia linguistica yue. Queste varietà sono considerate tra le più conservatrici per quanto riguarda le consonanti finali e le categorie tonali del cinese medio.

Il cantonese, a differenza del mandarino che presenta solo quattro toni, è caratterizzato da nove toni distinti. Questa peculiarità implica che le stesse sillabe possono essere pronunciate in nove modi differenti, a seconda dell'intonazione e dell'inflessione della voce. Un'altra differenza sostanziale tra le due lingue è che le sillabe del cantonese spesso terminano con una consonante, come -p/-b, -m, -n, -ng, -g/-k, -d/-t, mentre nel mandarino le sillabe tendono ad essere composte principalmente da vocali, con la presenza di sole due consonanti nasali, -n e -ng, alla fine di una sillaba.

Il cantonese utilizza i sinogrammi nella sua scrittura, alcuni dei quali sono esclusivi di questa lingua o non sono più utilizzati nel mandarino. Tuttavia, è da notare che il mandarino può occasionalmente pronunciarli o utilizzarli in contesti molto limitati.

Etimologia e terminologia Il termine "cantonese" trae origine dalla città di Canton, una traslitterazione francese del nome utilizzato dai coloni portoghesi per riferirsi a Guangzhou (广州), la città capoluogo della provincia del Guangdong (广东) in Cina.

Gli abitanti di Hong Kong e Macao, così come gli immigrati cantonesi all'estero, solitamente si riferiscono alla loro lingua come , che significa "lingua del Guangdong". Nelle regioni del Guangdong e Guangxi, sono in uso anche i termini , che significa "lingua Yue" e (che indica un linguaggio semplice o colloquiale). Per esempio, l'espressione , si riferisce al "linguaggio colloquiale di Nanning".

Comparazione con il cinese mandarino Comparazione generica In alcuni aspetti, il cantonese è una lingua più conservatrice del cinese. Questo si può osservare, ad esempio, confrontando le parole che indicano "io/me" (我) e "fame" (餓). Sono scritte con caratteri simili, ma in mandarino la loro pronuncia è alquanto differente (rispettivamente "wǒ" e "è"), mentre in cantonese la loro pronuncia è identica tranne che nei toni ("ngo5" e "ngo6"). I caratteri suggeriscono che in antichità la pronuncia fosse simile, ma nel cinese mandarino la pronuncia delle due sillabe si è differenziata con il tempo. Anche se la pronuncia antica non è stata mantenuta, nella lingua cantonese le variazioni sono state minori.

Il cantonese può essere distinto "a orecchio" dal mandarino, anche da chi non sa interpretare le due lingue, in primo luogo perché utilizza un insieme differente di sillabe. Le regole per la formazione della sillaba sono differenti, per esempio ci sono sillabe che terminano con consonanti non nasali (ad esempio "lak"). Ha inoltre un insieme di toni differente: generalmente vengono distinti 6 o 7 toni, a seconda che si utilizzi o no la distinzione tradizionale tra un tono acuto ed uno acuto-discendente. I due toni in questione sono stati in larga parte fusi in un unico tono acuto, in particolar modo nel cantonese di Hong Kong. Molte descrizioni del cantonese (in particolar modo quelle più vecchie) forniscono un numero più elevato di toni, ad esempio 10. Questo può accadere in particolare quando viene assegnata una categoria di toni separata per le sillabe terminanti in "p", "t", "k", per ognuno dei tre livelli di tonalità nei quali possono cadere. Per la maggior parte dei linguisti questa ulteriore complicazione non è necessaria. Il mandarino possiede invece solo quattro toni più un tono "neutro".

Il cantonese mantiene molti suoni al termine della sillaba che il mandarino ha perso o fuso insieme. Per esempio i caratteri (裔,屹,藝,艾,憶,譯,懿,誼,肄,翳,邑,佚) sono tutti pronunciati "yi4" in mandarino, ma sono tutti differenti in cantonese (rispettivamente: jeoi6, ngat6, ngai6, ngaai6, yik1, yik6, yi3, yi4, si3, ai3, yap1 e yat6). Comunque, il sistema di vocali del mandarino è per certi versi più conservatore rispetto a quello del cantonese, dato che molti dittonghi mantenuti nel mandarino sono stati persi o confusi nel cantonese. Inoltre il mandarino compie una distinzione triplice tra fricative alveolari, alveopalatali e retroflesse, distinzione assente nel cantonese.

C'è un'altra differenza evidente tra cantonese e mandarino, nel mandarino è assente un suono "m" al termine della sillaba: la "m" e la "n" terminali nel cantonese sono state fuse in "n" nel mandarino. Inoltre, nel cantonese i suoni nasali possono essere sillabe indipendenti senza altre vocali.

Il cantonese oltre ad essere ben distinto foneticamente dal mandarino, come gli altri principali dialetti cinesi ha una base grammatica leggermente differente. In Cina la pronuncia dei toni è fondamentale per identificare una parola e quindi di conseguenza una frase.

Non di rado capita tra connazionali di una certa età che girano il paese per la prima volta di non riuscire a capire o farsi capire dai propri connazionali.

Shift vocalico putonghua-cantonese

+Pattern nello shift vocalico (putonghua > cantonese) -a > -aa. -ai > -oi (in altri diventa -aai, per esempio dopo le bilabiali /p, pʰ, m/; se aveva *-k, diventa -ak. Si ricorda che il puntonghua non ha gli stop). -ao > -ou (sporadicamente -aau; dopo le retroflesse, solitamente -iu e -aau. Yao >jiu). -iao > -iu (anche yao > jiu. Ma prima di consonanti anticamente non palatalizzate, diventa -aau). -an > -aan/a(a)m (dipende se finiva o meno in *-m; dopo i suoni velari in *-n e /h/ diventa -on; "ran", diventa jin/jim; sporadicamente è -un). -ang > ong (se dopo le retroflesse, diventa -oeng. In più, yang > joeng). -ia > aa (si trova spesso con le consonanti che oggi si palatalizzano; se con stop, si può accorciare in -ap, -at. 俩 lia3 è loeng: segue la chiave di lettura. Ya > aa). -iang > oeng (dopo le consonanti che oggi si palatalizzano, è -ong. Yang > joeng). -ie > ip/it (se invece hanno consonante oggi palatalizzata, è -aai. Ye > jaa. Sporadicamente, xie > se). -ian > in/im (dipende se finiva o meno in *-m. Yan > jin. In consonanti che oggi si palatalizzano, sporadicamente è -aan). -i /i/ > -ei (yi > ji in gran parte dei casi. -Ei può modificarsi in presenza di stop, e.g. diventare -at/ap; sporadicamente si trova -ai, forse per una diversa pronuncia in Primo Cinese Medio, tale per cui per lo shift vocalico muta in -ai). -i /ɨ/ > -i (shi > talvolta sai; ri > jat, in più in sillabe con stop può mutare proprio in -ap/at). -in > an/am (dipende se finiva o meno in *-m. Yin >jan. Talune sillabe che anticamente avevano *-ng lo ritengono in cantonese: -ing, e.g. 皿. Nin 您 >nei in base alla chiave di lettura 你, anche se la versione alternativa è 恁 *-m). -ing > -ing (sporadicamente -eng. Ying > jing. 行 hang2 > hang). -ei > eoi (Ei > aai. Se dopo bilabiale /p, pʰ, m/ tende a diventare -ui; fei > fai/fei). -o/uo /wo/ > o (sporadicamente -aak e -ok/at/ut se finiva in *-k/*-t. O /o/ > o. Wo > wo/ak. Ruo > joek). -ou, -iu > -au (ou > au; You > jau. Diu 丢 > diu. Liu 六 > luk). -ong, iong > -ung (rispetto alla ricostruzione Baxter 2011, sembra identico al Primo Cinese Medio. Yong > jung. Jiong > gwing). -e /ɤ/ > -a(a)k/ok/o (re4 热 > jit). -en > -an/am/un (shan > tipicamente -aam. En > "ng" a causa di *ng-). -eng > -ang (sporadicamente -aang/ung. Weng > jung. Feng > fung. Reng > jing. Dopo retroflesse, di solito è -ing). -u > -ou/uk (wu > molto irregolare in base alla pronuncia originale, e.g. 五 > sonante "ng" a causa di *ng-; 无 > mou a causa di *mj-. Gu > gu/guk. Fu > fu/wu. Dopo le retroflesse, di solito è -yu/uk; ru > jyu). -ua > -waa (wa > waa/ngaa in base alla pronuncia originale. Hua > faa. Rua [dialettale] > no). -uai > -waai (wai > wa(a)i. Kuai > kui/faai. Zhuai >jai. Chuai > caai/ceoi. Shuai > seoi/seot). -uei > -eoi (wei > wai. Rui > jeoi. Gui > gwai. Kui > kwai/gwai. Hui > fui/wui/wai). -uan > -waan/un (wan > waan/maan in base alla pronuncia originale, e.g. se iniziava in *mj-. Kuan > fun. Huan > waan/fun. Zuan, cuan > a volte -aan. Suan, luan, nuan +retroflesse > -yun. Ruan > jyun. Shuan > saan). -uang > -wong (dopo le retroflesse è -ong, tranne shuang > soeng. Wang > wong/mong in base alla pronuncia originale, e.g. se iniziava in *mj- Huang > wong/fong). -un /uən/ > -yun/eon (wen > wan/man in base alla pronuncia originale, e.g. se iniziava in *mj-. In retroflesse, di solito è -eon. Run > jeon. Hun > wan/fan) -ü (yu, ju, qu, xu, nv, lv) > -eoi e eot/uk con stop (yu > jyu). -ue (jue, que, xue, lve, nve) > -yut/ok/oek (yue > jyut, con eccezioni in base alla pronuncia originale). -uan (juan, quan, xuan) > -yun (yuan > jyun) -un (jun, qun, xun) > -wan/eon (yun > wan)ER > ji (si nota dunque la caduta di *ny- in cantonese) -r > la erhua/rotacismo/erizzazione appartiene solo ai dialetti settentrionali e al putonghua, non allo Yue/cantonese. In più, il putonghua non ha sonanti, stop senza rilascio udibile di suono, stacchi glottali e *-m. Romanizzazioni del dialetto Yue e pronuncia puntuale Nella tabella sottostante si indicano i suoni del cantonese insieme alle cinque romanizzazioni principali, tutte molto simili tra loro: la Jyutping, la Yale, la Lau, la CTS e il Pinyin Cantonese ("Cantonese Pinyin"). La prima è usata dall'Università di Hong Kong, è molto popolare all'estero ed è la più recente, siccome è del 1993 ed è stata aggiornata nel 2018. La seconda, famosa quasi quanto la Jyutping, è stata confezionata da Gerard P. Kok e Parker Po-fei Huang e usata nel libro "Speak Cantonese", pubblicato nel 1958. Questo sistema è molto vicino al pinyin e si usa ancora nel centro di lingua cinese dell'Università Cinese di Hong Kong. La terza prende il nome dal linguista di Hong Kong Sydney Lau e deriva da una modifica del sistema Yale effettuata negli anni '70 e usata per insegnare il dialetto cantonese agli immigrati occidentiali a Hong Kong tramite libri di testo e programmi radiofonici. Un'opera celebre è A Practical Cantonese-English Dictionary, pubblicato dal Governo di Hong Kong nel 1977. La quarta, la meno usata (si trova tipicamente in lavori sul cantonese prodotti nella Repubblica Popolare Cinese), è il Cantonese Transliteration Scheme, pubblicata insieme a un gruppo di 4 romanizzazioni, dette "Guangdong Romanization" nel 1960: una per il Teochew, una per l'Hakka, una per l'hainanese e una proprio per il dialetto Yue/cantonese. Il Cantonese Transliteration Scheme viene detta anche "Canton Romanization" e, come abbreviazione, si può immaginare come "CTS". La CTS è stata revisionata nel 1980 da Rao Bingcai. La quinta è stata creata dal Reverendo Yu Ping Chiu (余秉昭) nel 1971 e modificato dal Dipartimento dell'Educazione di Hong Kong e dal Prof. Zhan Bohui (詹伯慧) del Centro di Ricerca di Dialetti Cinesi dell'Università di Jinan e Professore Onorario all'Università di Hong Kong. +Lettera (Jyutping)Lettera (Yale)Lettera (Lau)Lettera (CTS)Lettera (Cantonese

Pinyin)Trascr.