Già direttore del TG1, di Videonews e di Studio Aperto, era noto soprattutto per aver diretto e condotto il TG4 dal 1992 al 2012.
Biografia Nacque a Barcellona Pozzo di Gotto da Giuseppe, un maresciallo maggiore dei Carabinieri medaglia di bronzo al valor militare durante la seconda guerra mondiale e da Cosma, una cantante d'opera, mancata prematuramente. Secondogenito, ebbe tre fratelli: Antonio (1927), Puccio Giuseppe (1935, l'unico a sopravvivergli) e Carlo (1941). Trascorse parte dell'infanzia e della giovinezza in Etiopia, dove il padre era assegnato di stanza (la famiglia fu anche brevemente reclusa a seguito della controffensiva britannica in Africa Orientale Italiana), e quindi a San Piero Patti, paese d'origine della famiglia, dove frequentò la scuola dell'obbligo. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale si trasferì con la famiglia a Ostia, ove conseguì il diploma di maturità classica.
Carriera
Cominciò giovanissimo l'attività di giornalista collaborando con Il Momento - Mattino di Roma, per poi passare alla Gazzetta del Popolo di Torino, di cui divenne inviato speciale. Nel 1958 incominciò a collaborare con la Rai come conduttore a contratto del programma Il circolo dei castori assieme a Enza Sampò – con la quale ebbe anche una breve relazione – e a Febo Conti, passando così dalla carta stampata alla televisione. A partire dal 1961 il rapporto con la Rai divenne esclusivo.
Inviato speciale in Africa per otto anni, realizzò servizi in oltre 40 Paesi nel periodo della decolonizzazione e dell'inizio delle guerre civili ed intervistò l'imperatore d'Etiopia Hailé Selassié. L'esperienza terminò a seguito di una malattia: Fede contrasse la malaria e dovette essere rimpatriato. Lavorò poi con Sergio Zavoli nella redazione della trasmissione d'inchiesta TV7, il settimanale di approfondimento del TG1. Uno dei suoi contributi più significativi fu un servizio sulle conseguenze sulla salute umana dell'impiego di ormoni nella crescita dei bovini, dove si parlò della famosa "bistecca agli estrogeni".
Dal 1976 fu per cinque anni conduttore del TG1, in particolare della prima edizione a colori il 28 febbraio del 1977, e dal 1981 lo diresse per due anni; sotto la sua direzione la testata trasmise la celebre diretta, condotta da Piero Badaloni, relativa all'incidente di Vermicino, durata ben 18 ore e seguita a reti unificate da circa 25 milioni di telespettatori, primo esempio di cronaca in tempo reale di un avvenimento fortemente negativo, dando vita a quella che negli anni fu denominata "TV del dolore". Nel 1983Dal sito Rai Teche . e 1984Dal sito Rai Teche . condusse il programma di intrattenimento Test, che andava in diretta concorrenza con Superflash trasmesso da Canale 5. Nel 1983 su Rai 1 andò in onda Obiettivo su…, curato da Fede e da Sandro Baldoni e dedicato all'attualità; in quegli stessi anni Fede fu anche nominato vicedirettore del TG1.
Il rapporto con la Rai terminò nel 1987, a seguito di un processo per gioco d'azzardo finito con l'assoluzione e per il cambiamento degli accordi politici.
Il passaggio alla Fininvest e la direzione del TG4 Fede riprese il suo cammino professionale accettando l'offerta di Rete A, emittente nata nel 1983, dove fondò e diresse il TgA, il primo notiziario a carattere nazionale diffuso da una stazione televisiva privata in Italia, la cui prima edizione andò in onda lunedì 7 settembre 1987. Nel 1989 passò alla Fininvest di Silvio Berlusconi, dapprima come direttore di Videonews, poi di Studio Aperto, notiziario di Italia 1. Il 16 gennaio 1991 Studio Aperto fu il primo telegiornale in Italia ad annunciare l'inizio dell'operazione Desert Storm durante la guerra del Golfo, in diretta, proprio nel giorno della sua prima messa in onda, nonché il primo telegiornale italiano a informare della cattura da parte delle forze irachene dei due ufficiali dell'Aeronautica Militare italiana Gianmarco Bellini e Maurizio Cocciolone.
Dal 20 settembre del 1990, tutti i giovedì, in seconda serata su Rete 4, condusse il rotocalco settimanale d'attualità Cronaca, supplemento d'informazione da lui curato per gli appassionati di cronaca-spettacolo, con un'audience attestata intorno al milione e 300.000 spettatori.Zoom su Emilio Fede, inventore della formula dell'eterna popolarità, L'Europeo, n.527, 28 dicembre 1990.
Il 1º giugno 1992 venne nominato alla direzione del TG4, il nuovo telegiornale di Rete 4, sostituendo Edvige Bernasconi, pur rimanendo formalmente direttore anche di Studio Aperto fino al 1993.
Dal 28 novembre 1997 e poi nel 1999 condusse su Rete 4 il ciclo Le grandi interviste, interviste-ritratto di mezz'ora a personaggi, come Clara Agnelli Nuvoletti, Massimo D'Alema, Umberto Bossi, Simona Ventura e Pippo Baudo. Il 25 febbraio 1998 condusse in prima serata su Canale 5 il falso televisivo Indagine sulla canzone truccata, dove raccontò il finto arresto di Iva Zanicchi.
Dal 2000 curò Sipario, il rotocalco rosa del TG4 di sua concezione, in onda tutti i giorni in coda al telegiornale di Rete 4; suscitò polemiche la sua scelta di affidare la conduzione della rubrica dedicata alle previsioni del tempo Meteo 4 ad alcune annunciatrici di bella presenza senza una competenza specifica nel campo meteorologico, da lui selezionate personalmente, battezzate mediaticamente con l’appellativo "meteorine".
Dal 2008 sperimentò l'edizione notturna Sipario notte.
Nel novembre del 2003 condusse il TG4 in diretta da Nāṣiriyya per portare la sua solidarietà ai militari italiani colpiti dall'attentato del 12 novembre 2003.
L'8 febbraio 2005 condusse eccezionalmente, insieme ad Ezio Greggio, una puntata di Striscia la notizia (programma che sistematicamente lo bersagliava a fini satirici trasmettendo i fuorionda dei suoi telegiornali) al posto di Enzo Iacchetti, impossibilitato e assente a causa dell'influenza.
Dal 16 febbraio 2009 diresse su Rete 4 tre prime serate speciali con Password - Il mondo in casa, programma di attualità in diretta da studio con ospiti in collegamento e inviati sul territorio.
L’addio al TG4 Il 28 marzo 2012, a seguito di una trattativa con Mediaset non andata a buon fine, la società sollevò Emilio Fede dalla direzione del TG4. L'azienda di Cologno Monzese affermò in un comunicato che non era stato possibile arrivare a una risoluzione del rapporto in modo consensuale; altresì specificò che l'ex direttore lasciava anche Mediaset. Alla direzione del TG4 gli subentrò Giovanni Toti, già direttore di Studio Aperto, che da quel momento avrebbe diretto entrambi i notiziari per circa due anni. Il giorno seguente, dopo aver dichiarato di essersi chiarito con l'azienda, firmò le dimissioni dal TG4 dichiarando di proseguire nella trattativa per nuove trasmissioni, mantenendo una carica all'interno di Mediaset.
Dopo il TG4 Nell'agosto del 2012 Emilio Fede approdò al canale del digitale terrestre Vero Capri, presente al numero 55, dove incominciò a condurre una rubrica settimanale di attualità politica ed economica intitolata Attualità con Fede.
Tra il 2013 e il 2014 fu direttore editoriale del quotidiano La Discussione, in passato già organo della Democrazia Cristiana per le Autonomie, Vi si legge: «Per un anno e mezzo ho diretto La Discussione». movimento politico di centro-destra di Gianfranco Rotondi, esistito dal 2005 al 2009, quando è confluito ne Il Popolo della Libertà.
Il 30 ottobre 2014 Mediaset gli comunicò la rescissione unilaterale, a partire dal giorno successivo, del contratto in scadenza a giugno. Fede guadagnava 27.000 euro al mese, oltre a beneficiare di una casa a Milano 2 a carico dell'azienda, di due autisti, di una segretaria e di un ufficio. A dicembre fece ricorso al tribunale civile di Milano per chiedere a Mediaset il reintegro e il pagamento di 8.411.000 euro come risarcimento. RTI motivò la scelta sottolineando che Fede era indagato per associazione a delinquere a scopo di diffamazione per il presunto ricatto nei confronti dei vertici Mediaset con un fotomontaggio a luci rosse. Il 9 aprile 2015 il tribunale civile di Milano respinse la sua richiesta di risarcimento e gli impose di versare a Mediaset circa 10.000 euro per le spese di causa.
Gli ultimi anni Nel 2014 gli fu diagnosticato un tumore del pancreas e i medici gli diedero solo sei mesi di vita; in seguito le analisi si rivelarono errate.
Tornò in TV come ospite fisso nel talk show Punti di vista, condotto da Kevin Dellino su Cusano TV, emittente televisiva dell'Università degli Studi "Niccolò Cusano" di Roma. Sempre con Kevin Dellino tenne una rubrica, Parole di Fede, sul settimanale Visto, diretto da Carlo Faricciotti. Trascorse infine i suoi ultimi anni di vita lontano dalle scene pubbliche, per il declino delle proprie condizioni di salute legato all’età avanzata, che portarono infine al suo ricovero in una RSA; a luglio 2025 concesse la sua ultima intervista, sulle colonne di Libero.
La morte Emilio Fede morì per cause naturali il 2 settembre 2025, all’età di 94 anni, presso la residenza San Felice a Segrate. Il funerale fu officiato due giorni dopo, nella chiesa di Dio Padre a Milano 2, alla presenza di numerosi colleghi e amici; dopo la cremazione, le ceneri del giornalista riposano nella cappella della famiglia De Feo, accanto alla moglie e al suocero, al cimitero di Mirabella Eclano, in provincia di Avellino.
Politica Alle elezioni politiche in Italia del 1979 e alle elezioni europee del 1984 si candidò tra le file del PSDI. In entrambe le occasioni non venne eletto (nella seconda ottenne 1.901 preferenze nella circoscrizione nord-occidentale e 5.303 nella circoscrizione centrale).
Nel luglio 2012 fondò il movimento d'opinione Vogliamo Vivere, che salì alle cronache soltanto alla fine di novembre dello stesso anno, poiché durante la presentazione al Teatro Nuovo di Milano la sala era semivuota e, tra i pochi soggetti presenti, spiccavano Ombretta Colli e Tiziana Maiolo. L'idea iniziale, come sostenuto dallo stesso Fede, doveva essere quella di un apparentamento con la lista "Moderati in Rivoluzione" di Gianpiero Samorì, in vista delle elezioni politiche del 2013. Tuttavia il movimento verrà successivamente sciolto per mancanza di fondi.
Nel settembre 2013, attraverso il suo blog, Fede annunciò di aver fondato un nuovo movimento politico chiamato Le Ali della Libertà.
Nel maggio 2014 aderì al movimento Uniti si vince di Luca Miatton a sostegno di Silvio Berlusconi. La tessera numero uno del movimento gli venne poi revocata nel luglio seguente in seguito alla pubblicazione delle intercettazioni con Gaetano Ferri, suo personal trainer, che riguardavano Berlusconi e Marcello Dell'Utri.
Controversie Accuse di faziosità e critiche allo stile di conduzione Già da direttore di Studio Aperto, e poi in maniera decisamente più netta al TG4, Emilio Fede impresse al notiziario una forte identificazione con la propria persona, riservando per sé la conduzione dell'edizione serale (nella fascia di maggiore ascolto) e di tutti gli speciali sui maggiori fatti di cronaca. Nondimeno, la sua linea editoriale si caratterizzò sia per la grande abbondanza di notizie di taglio fortemente scandalistico e scabroso su cronaca nera e rosa, sia soprattutto per un'evidente parzialità e sbilanciamento a favore delle posizioni ideologiche e politiche di Silvio Berlusconi; tale approccio schierato si manifestò in maniera evidente nel corso dell'edizione serale del notiziario di Rete 4 del 28 marzo 1994, quando, commentando i risultati delle elezioni politiche, Fede descrisse la vittoria politica di Silvio Berlusconi in termini molto elogiativi, palesando una forte emozione e riferendosi al leader di Forza Italia in tono molto intimo.