La dittatura è un regime politico che accentra il potere nelle mani di un solo organo od un solo dittatore. La scalata al potere di una dittatura è spesso favorita da situazioni di grave crisi economica (ad esempio in seguito a una guerra), da difficoltà sociali (lotte di classi), dall'instabilità del regime esistente o dalla preesistenza di un regime dittatoriale. Esempi di regimi considerati dittature furono quelli di Nicolae Ceaușescu, Idi Amin Dada, Pol Pot, Stalin, Mao Zedong, Adolf Hitler, Benito Mussolini, Kim Jong-un e Francisco Franco.
Mentre in passato, la transizione dei poteri verso un dittatore poteva essere contemplata dalla stessa costituzione e, in questo caso, rigorosamente a tempo e in stretto collegamento con una situazione emergenziale, al giorno d'oggi il termine dittatura ha il diffuso significato di predominio assoluto e perlopiù incontrastabile, opposto alla democrazia, di un individuo (o di un ristretto gruppo di persone) che detiene un potere imposto con la forza, con la negazione della libertà di espressione e di stampa. Nella sua accezione moderna, di fatti, la sua declinazione in senso autoritario o totalitario è avvenuta quando il ricorso a tale forma di governo non era limitato da leggi, costituzioni o da altri fattori politici e sociali interni allo Stato.
Etimologia Il termine compare per la prima volta in De re publica ed in Pro Milone di Marco Tullio Cicerone. L'etimo deriva dal latino dictatură, la carica romana del dictātor, titolo che un magistrato, ai tempi della Repubblica romana, poteva ottenere dal Senato romano per essere investito di pieni poteri politici e militari in tempi di emergenza (dittatore romano).
Evoluzione del significato Pertanto, il concetto di dittatura nasce come fondamentalmente diverso dai concetti di dispotismo e tirannide, che erano designati come forme degenerate di monarchia nell'antichità, nel medioevo e nella prima età moderna. L'accezione negativa di dittatura è nata con la Rivoluzione francese; il terrore instaurato da Robespierre fu chiamato dittatura con riferimento a un regime politico tirannico. Nell'uso attuale del termine sono presenti sia il significato più attuale che quello meno recente, lasciando assumere al vocabolo un concetto bivalente: dittatura assoluta, incostituzionale da un lato, dittatura costituzionale dall'altro.
Dittatura assoluta Una dittatura assoluta (dal latino: absolutus, participio passato di absolvĕre, quindi liberato: libera da qualsiasi limitazione) è l'accezione più moderna del termine dittatura, ovvero una forma di governo autoritaria, arbitraria e coercitiva stabilita e mantenuta con la violenza, di natura eccezionale e illegittima, caratterizzata dal concentramento di tutti i poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario) in un solo capo che può corrispondere in un singolo o in una giunta, che è incompatibile nei confronti del pluralismo politico e delle libertà politiche e civili, di un governo costituzionale e del principio di isonomia.
Dittatura costituzionale Una dittatura costituzionale è una forma di governo, classica degli stati costituzionali democratici, che prevede, durante uno stato d'emergenza, il consenso costituzionale nei confronti di un accentramento, solitamente lieve, dei poteri verso un organo istituzionale per la sopravvivenza dello stato stesso. Il dittatore non ha poteri assoluti e la sua autorità resta limitata dalla costituzione vigente. Baluardo della dittatura costituzionale fu la Repubblica Romana, ma, ad oggi, ordinamenti come lo statunitense,Abramo Lincoln, presidente degli Stati Uniti durante la Guerra civile americana, assunse poteri straordinari per preservare l'Unione, ma furono prontamente deposti alla fine dell'emergenza, durante la quale si mantenne comunque in vita il sistema costituzionale dei pesi e contrappesi con gli altri organi costituzionali (Congresso e Corte suprema). l'italiano, il tedesco ed il francese includono clausole che rendono possibile un accentramento del potere.
Rimane tuttavia il pericolo che una dittatura sorga mediante un travisamento delle regole costituzionali: attraverso uno stato di emergenza (vero o presunto) i poteri dello stato convergono, direttamente o indirettamente, nelle mani del singolo. In questi casi il disposto costituzionale non appare in via di principio violato, ma di fatto la separazione dei poteri è solo simbolica: con il controllo della forza pubblica nelle mani di un solo, viene meno il requisito affinché la forma di governo si configuri come stato di diritto. Il meccanismo con cui l'apparente rispetto dei principi dello stato viene mantenuto, attraverso la facciata costituzionale, è chiamato frode costituzionale (o golpe bianco):La dittatura costituzionale in America Latina (Diego Valadés) nella Biblioteca giuridica virtuale (BJV); Valades, Diego (1974). La dittatura costituzionale in America Latina. Ed. UNAM. un indizio della sua presenza è la frode elettorale, così come i meccanismi di governo che consentono il controllo da parte del presidente nei confronti degli altri poteri dello stato; ciò consente la sua rielezione a tempo indeterminato, il che fa sì che in questo tipo di regime di norma si doti il dittatore di poteri assoluti o quanto meno di una larga quota di potere all'interno dello stato e della pubblica amministrazione. Le dittature assolute che si insediano da una dittatura costituzionale, perlomeno inizialmente, sono caratterizzate da una pretesa di legittimazione democratica, ma, di solito, in seguito il camuffamento viene meno. Ne è un esempio la dittatura fascista in Italia: Mussolini e Giovanni Gentile, ideologi del fascismo, ritenevano il loro regime un totalitarismo (considerandolo ovviamente in un'accezione positiva), reduce da una rivoluzione; in realtà, la Marcia su Roma sfociò in un incarico ministeriale conferito dal re ed in una fiducia accordata dalle Camere. Solo dopo il 3 gennaio 1925 si rivendicò la frattura costituzionale, chiudendo i partiti di opposizione con la circolare ai prefetti di Federzoni. Nonostante ciò, molti storici sostengono che quella di Mussolini fosse una dittatura ancora non completamente uscita dallo schema costituzionale precedente: formalmente, il re era più importante del Duce e, diversamente da come avveniva nella Germania nazista o nell'Unione Sovietica stalinista, il fascismo non aveva il controllo totale degli organi di sicurezza e d'ordine (i carabinieri rispondevano prevalentemente a casa Savoia); pertanto, il fascismo viene definito, a volte, un totalitarismo imperfetto.
Struttura
Instaurazione e caduta Le dittature di solito si instaurano nel contesto di una crisi istituzionale o sociale molto grave e si pongono come obiettivo l'accelerazione di un'evoluzione (dittature rivoluzionarie), oppure la sua prevenzione (dittature conservatrici). In ogni caso, rivestono notevole importanza le specifiche tradizioni storiche e politiche, l'ambiente geografico e climatico, i sistemi politici e sociali, nonché il livello di sviluppo economico, la cultura, le forme religiose e morali. Esistono notevoli differenze ideologiche nella legittimità delle dittature, specialmente nelle loro forme autoritarie. I sistemi di potere dittatoriali moderni si auto-legittimano in nome della sovranità del popolo o della nazione, dell'accentramento amministrativo, dell'omogeneità sociale, della sicurezza interna e della comunità ideale. Mentre molti dittatori salirono e salgono tuttora al potere attraverso un colpo di Stato (come Augusto Pinochet) od una guerra civile (come Francisco Franco), può accadere che un autocrate salga al potere tramite libere elezioni, prima di instaurare una dittatura personale o un monopartitismo (come Hitler, Salazar, Lenin, in epoca contemporanea Putin o Lukashenko). Altri ricevono il potere da un dittatore precedente (come Stalin, Bashar al-Assad, Kim Jong-un o Nicolas Maduro).
Una dittatura può cadere a causa di: un colpo di Stato: si verifica quando il regime dittatoriale non è più efficace nel garantire la stabilità della politica interna del paese,. è il culmine di un'insurrezione ed ha maggiori possibilità di sfociare in un nuovo regime dittatoriale; un intervento straniero: si verifica quando il regime dittatoriale non gode più di sostegno internazionale, dunque ha luogo il tentativo di un'entità transnazionale di rovesciare il regime invadendo il paese (come nel caso di Saddam Hussein) o finanziando un colpo di Stato; un ritiro volontario del dittatore: si verifica quando l'autocrate sceglie di negoziare le proprie dimissioni, avendo perso legittimità, quindi per paura di una destituzione violenta. I dittatori più violenti hanno maggiori probabilità di essere esiliati, imprigionati o uccisi dopo la destituzione. Solitamente sono i ritiri volontari che sfociano in democrazia (come avvenuto con Pinochet in Cile);
Stabilità e legittimità
Élite È il dittatore ad esercitare il potere su tutta l'entità statale, ma spesso emerge una cerchia ristretta di fedelissimi, che costituisce una classe di élite che detiene una porzione di potere all'interno della dittatura e che riceve benefici in cambio di sostegno militare, politico ed economico. La cerchia può essere composta da ufficiali militari, membri del partito o amici e familiari del dittatore. Lestablishment può tuttavia divenire la principale minaccia del potere assoluto del dittatore, in quanto, disponendo di una certa influenza all'interno del regime, possa influenzare o rovesciare la dittatura... Essendo il consenso dell'élite necessario affinché si radichi al meglio l'autorità del dittatore, questo costituisce un grande limite del suo potere. Per imporre la propria volontà liberamente, un dittatore deve saper gestire la classe dirigente, condiscendendo alle sue pretese, dividendolaUna classe dirigente meno compatta conterrebbe meno il potere di un dittatore, mentre unélite coesa, specialmente se costituita da gerarchi militari, costituirebbe una minaccia più concreta per la stabilità dell'autocrate... od eliminandola..
Repressione e propaganda
Nel tentativo di consolidare la propria stabilità un regime dittatoriale applica solitamente una rigida repressione nei confronti dell'opposizione, composta spesso da ex figure di spicco militari o politiche. Solitamente questa si organizza nel tentativo di minare il sostegno pubblico e militare del dittatore e di rovesciare la dittatura... La repressione politica sistematica e violenta è una caratteristica tipica delle dittature, in quanto il dittatore possa percepirla come parte della propria politica di sicurezza e stabilità ai danni dei dissidenti o della popolazione in generale. La repressione sfocia spesso in violazioni dei diritti umani e civili, in rigide sorveglianze, in brutalità poliziesca, in reclusione, confino e lustrismo, in omicidi politici, esecuzioni sommarie, tortura e rapimento, infine in genocidi e terrorismo di stato. Solitamente al servizio del dittatore, nell'applicare una politica di repressione, vi sono polizie segrete (es. KGB), esercito o organizzazioni paramilitari (es. Camicie Nere, Camicie Brune).
Le repressioni politiche più violente nella storia furono quella di Mao Zedong (35 milioni di vittime), di Hitler (21 milioni di vittime), di Chiang Kai-shek (10 milioni di vittime), di Lenin, Stalin e successori (62 milioni di vittime) e di Leopoldo II del Belgio (8-9 milioni di vittime).