Cento (Zèint in dialetto centese, Zänt in dialetto bolognese cittadino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Ferrara in Emilia-Romagna.

Secondo comune della provincia per popolazione, Cento è definita spesso terra di confine perché, nonostante sia in provincia di Ferrara, dista da Bologna, 32 da Ferrara e 38 da Modena. Più volte si è discusso per cambiare provincia a quella di Bologna, senza mai concretizzare l'idea.

Insieme alla vicina Pieve di Cento costituisce un unico agglomerato urbano di oltre abitanti, denominato territorio del Centopievese.

Cento inoltre è talvolta rinominata "La piccola Bologna" per via della struttura dei portici e del centro storico, in stile bolognese, e per la sua gastronomia, che presenta numerosi piatti tipici del capoluogo dell'Emilia-Romagna.

Geografia fisica Cento presenta un territorio totalmente pianeggiante, agricolo, ricco di corsi d'acqua e di maceri (piccoli stagni, retaggio della coltivazione della canapa) che si insinua come un cuneo tra le province di Bologna e Modena.

Origini del nome Esistono varie ipotesi sull'origine del nome Cento: quella più accreditata lo fa risalire all'epoca romana, da Centum, poiché all'epoca i territori venivano divisi in centurie agrimensorie, oppure, sempre risalente all'epoca del dominio romano, da "Cento iugeri", che sarebbe la porzione di territorio assegnato ai coloni all'epoca. Un'altra ipotesi è di origine longobarda, da "Centenario", una sorta di giudice che esercitava la giurisdizione per conto del Duca di Persiceta. Un'altra ipotesi è che il nome della cittadina derivi dal Castello di Cento, il cui nome sarebbe stato dato dai Celti, chiamandolo appunto Celto, poi storpiato in Cento.

Storia Nel medioevo

La prima comunità formalmente costituita nella zona risale al 1185, quando il vescovo di Bologna riconobbe giuridicamente la comunità costituita da contadini, impegnati nelle opere di bonifica del territorio. All'inizio del Trecento, in concomitanza con la graduale perdita di potere del vescovo di Bologna, nacque la partecipanza agraria. In origine Cento era unita a Pieve di Cento, ma nel 1376, con decreto del principe centopievese Bernardo de Bonnevalle, vescovo di Bologna, venne separata da Pieve di Cento a cui fu riconosciuto lo status di "città autonoma". Dal 1502 fino al 1598 il territorio fece parte dei domini Estensi; Papa Alessandro VI cedette in dote Cento a Lucrezia Borgia in occasione delle nozze con il duca Alfonso della casata estense; Cento tornò ad essere amministrata da Bologna durante la reggenza dello Stato Pontificio a partire dal 1598.

Nel XVII secolo, il Comune di Cento fu definitivamente separato dalla sua originaria pieve da un evento naturale, quale fu la rotta del fiume Reno, avvenuta nel 1648, che fu talmente devastante da porre il letto del fiume nel mezzo dei due centri. In quello stesso periodo, negli anni tra il 1641 e il 1649, Cento venne coinvolta anche nella guerra di Castro.

Nel 1754 papa Benedetto XIV diede a Cento, con Bolla Papale, il rango di "Città" e durante la Repubblica Cisalpina (1797) venne scelta quale capoluogo del Dipartimento dell'Alta Padusa. All'inizio del XIX secolo Cento fece parte del regno napoleonico, che ebbe termine nel 1815 quando il cardinale Consalvi restaurò nella zona lo Stato Pontificio, riportando a Cento le opere d'arte trafugate da Napoleone. Durante l'occupazione francese, numerose opere d'arte vennero spedite in Francia come spoliazioni napoleoniche, e la maggior parte di queste non fece più ritorno. Secondo il catalogo pubblicato nel Bulletin de la Société de l'art français del 1936, le opere che vi erano conservate fino a prima del periodo napoleonico e che non vennero restituite, sono: San Francesco d'Assisi, Guercino, presso la chiesa di San Pietro, oggi al Louvre La Gloria del Paradiso, Guercino, in origine presso la chiesa del Santo Spirito, oggi Musée de Toulouse Vergine e Gesu, Cesare Gennari, presso il Seminario di Cento, oggi al Musée d'Aurillac Vergine e San Luigi, Guercino, chiesa di Sant'Agostino, oggi Musée de Bruxelles San Bernardo, Guercino, presso la chiesa di San Pietro, oggi dispersa

I decenni successivi videro un grande fermento politico, con la comparsa di personaggi storici del risorgimento, come il centese Ugo Bassi, fucilato a Bologna nel 1849 dalle truppe austriache.

Con voto plebiscitario nel 1860 veniva sancita l'annessione al Regno dei Savoia. Il nuovo stato riportò la Città di origine bolognese sotto l'area ferrarese mentre nel 1928 un decreto reale modificò il confine con Pieve di Cento, con il passaggio di quest'ultima alla provincia di Bologna.

Storia recente

Cento è stata colpita dai terremoti dell'Emilia del 2012 che nel comune hanno provocato una vittima. Nel territorio, è crollata la chiesa di Buonacompra, mentre molte altre sono rimaste danneggiate e chiuse al pubblico; si prevede che rimarranno tali per diversi anni in attesa della completa restaurazione.

Simboli

Sullo stemma di Cento, nella parte inferiore, campeggia il gambero che ricorda l'origine pescosa del territorio un tempo invaso dall'acqua e ricco di gamberi, mentre nella parte alta è presente lo stemma della famiglia Aldobrandini, un cui componente fu papa Clemente VIII, che nel 1598 riportò il Ducato di Ferrara sotto lo stato pontificio. Il capo d'Angiò indicava l’appartenenza alla causa guelfa. Il gonfalone è un drappo di bianco.

Onorificenze Confermato con D.P.R. 3 novembre 2010.

L'asteroide (113626) Centorenazzo.

Monumenti e luoghi d'interesse

La struttura urbana risale al Medioevo ed è caratterizzata dalla presenza di portici che fiancheggiano le strade principali con palazzi storici e chiese di pregio artistico.

Architetture religiose Santuario della Beata Vergine della Rocca, situato vicino alla Rocca di Cento. Vi è custodita un'immagine mariana considerata miracolosa secondo la tradizione.. Chiesa di San Pietro, tra le più antiche parrocchiali del comune. Risale al XIII secolo e conserva opere del Guercino. Basilica collegiata di San Biagio Vescovo e Martire, antico oratorio risalente al primo millennio, fu ampliata e modificata fino alla sua totale ristrutturazione ad opera dell'architetto A. Torregiani, durata dal 1730 al 1745. La chiesa ha una pianta a croce latina, si eleva con a tre navate, transetto e abside e l'incrocio fra transetto e navata maggiore è sormontato da una cupola ellittica.

Lo stile è barocco con reminiscenze rinascimentali. All'interno numerose opere d'arte fra le quali spicca la tela San Carlo Borromeo in orazione, opera di Giovanni Francesco Barbieri, soprannominato il Guercino, risalente al 1614; a questa si aggiungono opere di Antonio Rossi, Bartolomeo Cesi, Domenico Mona, Marcello Provenzali e Lorenzo Zucchetta. Nell'aprile 1980 è stata elevata al rango di basilica minore. Sulla piazza antistante la basilica lo scultore Mauro Mazzali ha realizzato una grande fontana con la rappresentazione di San Michele Arcangelo che uccide il drago. Chiesa di San Lorenzo, nella frazione di Casumaro, fu edificata fra il 1765 e il 1773 su disegno dell'architetto centese Pietro Alberto Cavalieri. Chiesa del Rosario, edificata fra il 1633 e il 1644 per volere dell'Arciconfraternita del Rosario, di cui in quegli anni fu priore il Guercino. Nell'interno, in stile barocco, la quinta cappella a sinistra è detta "la cappella del Guercino", in quanto il pittore la volle per sé e la propria famiglia, curandone l'allestimento: la pala principale raffigura la Crocifissione. Chiesa dei Santi Sebastiano e Rocco Chiesa di Sant'Anna, parrocchiale nella frazione di Reno Centese. Chiesa di San Giorgio, parrocchiale nella frazione di Corporeno. Chiesa di Santa Maria e Sant'Isidoro, parrocchiale nella frazione di Penzale. Chiesa di San Martino, parrocchiale nella frazione di Buonacompra. Chiesa di San Sebastiano, parrocchiale nella frazione di Renazzo. Oratori mariani di Cento. Piccoli edifici sacri destinati alla preghiera, attigui ad una chiesa o ad un monastero, o talvolta ad abitazioni private. Possono essere corrispondenti a pilastrini religiosi. La tradizione vuole che gli oratori elencati siano posti sull'asse di collegamento tra la Via Francigena propriamente detta e quella che scendendo dal Brennero giungeva a Roma fungendo da tappe intermedie di pellegrinaggio. Venivano e vengono usati per ricorrenze religiose come recite di rosari, processioni e funzioni sacre e sono anche percorsi devozionali locali sostituendo i lunghi pellegrinaggi che non tutti erano in grado di affrontare. Oratorio della Crocetta Oratorio del Carmine nella frazione di Renazzo Oratorio di Santa Liberata e Oratorio di Santo Prato Fiorito. Dotati di diversi affreschi di santi, il secondo è piuttosto ampio e dedicato in particolare a san Sebastiano. Altri due oratori sono quello dell'Ariosto e quello della Crocetta, edificati ancor prima del XIX secolo. La chiesetta della Crocetta, nonostante le modeste dimensioni, era un punto di riferimento per i pellegrini locali.

Architetture civili Palazzo del Governatore, fatto costruire dagli Estensi nel 1502 in occasione del matrimonio tra Alfonso I d'Este e Lucrezia Borgia. Casa Pannini. Palazzo Provenzali, residenza privata della fine del XVI secolo, conserva al piano nobile un fregio con le gesta del mitico Provenco dipinto dal Guercino con i suoi allievi e un soffitto ligneo con le costellazioni tolemaiche; occultati da un controsoffitto nella seconda metà dell'Ottocento, sono stati riportati alla luce dal restauro seguito al terremoto del 2012. Antica Rocca, sede d'iniziative estive. Teatro Giuseppe Borgatti, dedicato all'omonimo tenore centese. Civica Pinacoteca Il Guercino, con la più alta concentrazione al mondo di opere di Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, genio del Barocco, che a Cento ha vissuto gran parte della sua vita. L'edificio è di nuovo aperto al pubblico da dicembre 2023, dopo un periodo di chiusura per ristrutturazione dai danni subiti dal sisma del 2012. Osservatorio astronomico Pietro Burgatti. Giardino del gigante, parco artistico.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2023 gli stranieri presenti erano 3.999, ovvero il 10,78% della popolazione.

Lingue e dialetti Il dialetto parlato è il dialetto centese, parlato anche nei territori limitrofi, come Pieve di Cento e San Matteo della Decima, oltre che nelle frazioni. In queste ultime, soprattutto quelle più a nord, il centese subisce influenze più forti dal dialetto ferrarese, a differenza del resto del territorio che ha più influenze dal dialetto bolognese. Si possono avvertire anche somiglianze di parlata con il dialetto modenese essendo il territorio di Cento situato al centro tra le tre province.

Istituzioni, enti e associazioni Ospedale Santissima Annunziata L'Ospedale Santissima Annunziata è la struttura ospedaliera principale di Cento ed appartiene al gruppo dei quattro nosocomi pubblici della provincia di Ferrara. Tra questi l'Arcispedale Sant'Anna di Ferrara è l'Hub, ed ha il ruolo di capofila mentre il nosocomio Santissima Annunziata, coi suoi 13 tra reparti e poliambulatori, ha il ruolo di spoke.

Cultura Cinema Permette? Rocco Papaleo (Ettore Scola, 1971): una scena girata presso il Salumificio Negrini La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone (Pupi Avati, 1974) Tutti defunti... tranne i morti (Pupi Avati, 1977): una scena girata presso il Castello della Giovannina Gli occhiali d'oro (Giuliano Montaldo, 1987): una scena girata presso lo storico Caffè Italia La settimana della Sfinge (Daniele Luchetti, 1990): scene girate in via Matteotti e Ugo Bassi Jolly Blu (Stefano Salvati, 1998): scena in cui Tato parla coi suoi nuovi amici Le barzellette (Carlo Vanzina, 2004): varie scene girate in Piazza Guercino e all'interno del Caffè Italia