Il massacro di Tantūra è un episodio bellico svoltosi nel corso della guerra arabo-israeliana del 1948. Su di esso si sono avute virulente polemiche, che hanno visto come principale accusato lo storico israeliano Ilan Pappé, considerato uno fra i più autorevoli Nuovi Storici.

Lo status quaestionis

Il villaggio di al-Ṭanṭūra (, lett. Il picco), nell'attuale distretto israeliano di Haifa, fu conquistato dal 33º battaglione della Brigata Alexandroni dell'Haganah il 21 maggio del 1948, come d'altronde la maggior parte del litorale, all'inizio della guerra arabo-israeliana del 1948. Nel corso della conquista, le forze ebraiche si ipotizza abbiano massacrato da 70 a 250 civili inermi, essenzialmente giovani, che erano stati presi prigionieri di guerra.

La totalità degli abitanti arabi del villaggio (1.490 persone) fu espulsa o fuggì. La maggioranza dei rifugiati trovarono rifugio nell'interno della zona o nella vicina cittadina di Fureydis.

Nel 2000, uno studioso israeliano di 55 anni, Teddy Katz, concluse la sua tesi universitaria parlando di 200-250 vittime palestinesi, pur senza usare il termine "massacro". La sua tesi è stata ripresa dallo storico Ilan Pappé, incontrando vivace reazione da parte degli ambienti accademici israeliani, non solo per il risultato finale esposto dalla tesi (un massacro ingiustificabile da parte israeliana di inermi prigionieri palestinesi).

Nel corso d'un processo intentato da alcuni veterani della Brigata Alexandroni, imputata della strage, che si ritenevano diffamati dall'accusa di un crimine tanto orrendo, risultarono non correttamente trascritte 6 fra le 230 testimonianze raccolte e registrate da Katz.

Il villaggio di al-Tantūra Al-Tantūra aveva due scuole elementari, una maschile (1889) e una femminile (1937-38). L'economia del villaggio era prevalentemente legata alle attività dell'agricoltura e della pesca. Durante il mandato britannico della Palestina, la pesca aveva conosciuto una crescita assai marcata tanto che, dalle 6 tonnellate del 1928, si era giunti alle 1.622 tonnellate del 1944. I principali prodotti dell'agricoltura erano il grano, la frutta e gli ortaggi. Nel 1944/45 un totale di 26 dunum era destinato al limone ed alle banane e 6.593 dunum erano dedicati alla produzione cerealicola; 287 dunum erano irrigati o usati come orti e 270 di essi erano costituiti da ulivi.Khalidi (1992), p. 194.

L'espulsione dei residenti di al-Tantūra nel 1948 Nel 1948 al-Tantūra era all'interno dell'area destinata dalle Nazioni Unite, nel suo Piano di spartizione, allo Stato ebraico. Il villaggio giaceva ai piedi di una collina calcarea, che s'affaccia sulla linea di costa caratterizzata da due piccole baie.Meron Benvenisti (2000) p. 135 L'acqua era fornita da un pozzo nella parte orientale del villaggio. La porta d'ingresso al villaggio era situata nella parte sud-orientale di al-Tantūra. Rovine bizantine si trovano sulla costa, a nord, con la collina di Umm Rashīd a sud.Ilan Pappé Il villaggio era abitato da un certo numero di Palestinesi impiegati nell'amministrazione, come poliziotti, addetti alle dogane od impiegati della corte di giustizia di Haifa. Una strada asfaltata univa al-Tantūra all'autostrada per Haifa. Il villaggio era uno dei più sviluppati della regione. Alcuni residenti di al-Tantūra avevano preso parte alla Grande rivolta araba e tre di loro erano stati uccisi in uno scontro coi britannici nei pressi del villaggio. All'inizio della guerra arabo-israeliana del 1948, le famiglie più abbienti s'erano rifugiate ad Haifa, considerata più sicura. Approssimativamente 1.200 persone rimasero nel villaggio, continuando a curare i campi, gli orti ed ad impegnarsi nelle attività mercantili legate alla pesca.

Le decisioni del Comando ebraico Il Comando ebraico prese la decisione il 9 maggio 1948 di "espellere o assoggettare" gli abitanti dei villaggi di Kafr Saba, al-Tira, Qaqun, Qalansuwa e Ṭanṭūra.Benny Morris (2004) p. 246; Summary meeting of the Arab Affairs Advisor in Netanya 9 May 1948 IDF 6127/49//109 L'11 maggio 1948, Ben Gurion convocò una riunione che Ilan Pappé definisce come consultiva. La decisione presa nell'incontro fu confermata in una lettera ai comandanti delle brigate dell'Haganah, in cui si diceva che l'offensiva della Legione araba non avrebbe dovuto far stornare le loro truppe dai loro compiti principali, dei quali, secondo un passaggio del diario di Ben-Gurion:

Secondo 'Tiroshi' (Eitan),Benny Morris (2006) p. 299, Subject: village of Tantura 6 May 1948 in Haganah Archives Doc. 105/54 aleph i residenti di Ṭanṭūra erano pronti ad arrendersi ai primi di maggio ma non a consegnare le loro armi. Uno specialista di affari arabi dell'Intelligence ebraica, chiese se l'Haganah fosse stata realmente interessata a una resa di Ṭanṭūra.Benny Morris (2006) p. 247 La Brigata Alexandroni scatenò il suo attacco su Ṭanṭūra sfruttando l'oscurità, senza offrire preventivamente la sospensione dell'attacco in cambio d'una resa.

Operazione Namal

I britannici controllavano l'area portuale di Haifa dal 23 aprile 1948.UN Doc A/AC.21/UK/120 of 22/04/1948 UN Palestine Commission - Position in Haifa - Letter from United Kingdom Il resto della città cadde nelle mani della Brigata Carmeli dell'Haganah, comandata da Moshe Carmel nell'operazione Misparaym. Dopo la caduta di Haifa, alcuni dei villaggi alle pendici del Monte Carmelo furono coinvolti negli attacchi portati al traffico ebraico sulla strada principale che portava ad Haifa. Conseguentemente l'attenzione dei comandanti della Brigata Alexandroni si concentrò sulla necessità di ridurre la sacca di resistenza araba del Monte Carmelo. Ṭanṭūra fu scelta come punto di partenza per l'"operazione di pulizia costiera" che fu affidata a questa forza dell'Haganah. L'operazione, il cui nome in codice fu Namal, partì nella nottata fra il 22 ed il 23 maggio. Quella notte Ṭanṭūra fu attaccata e occupata dal 33º battaglione della Brigata Alexandroni.

L'attacco notturno si scatenò col pesante impiego di mitragliatrici, cui seguì un assalto condotto da fanteria leggera da ogni lato, con un'unità navale israeliana che bloccava qualsiasi possibilità di fuga verso il mare e alle 08:00 di mattina del 23 maggio la battaglia era terminata. Il villaggio offrì scarsa resistenza.Benny Morris (2004) p. 247

Un rapporto non firmato dell'Haganah, a nome del vice dell'ufficiale comandanteOfficer Commanding (OC) è il comandante di una sub-unità, ossia un'unità minore (inferiore quindi al battaglione). Normalmente un ufficiale comandante è un comandante di una compagnia, di uno squadrone o di una batteria (in genere un maggiore). della compagnia 'A'La I compagnia. parla di decine di abitanti del villaggio uccisi e di 500 prigionieri (300 maschi adulti e 200 fra donne e bambini).Benny Morris (2004) p. 247 "breve rapporto non firmato sull'Operazione Ṭanṭūra, IDFA 922/75//949, e Ya'akov B., a nome del vice dell'ufficiale comandante della compagnia ‘A' ‘Rapporto sull'Operazione Namal' 26 maggio 1948, IDFA 6647/49//13..

Esito Molti degli abitanti dei villaggi fuggirono nelle vicine cittadine di Furaydis e nel territorio controllato dalla Lega Araba nella regione del cosiddetto "Triangolo", vicino a quella che sarebbe diventata la Linea Verde.Haifa District: Al-Tantura Town Statistics and Facts Palestine Remembered Donne furono prese prigioniere a Furaydis. Il 31 maggio 1948, Bechor Shitrit, il ministro degli Affari delle Minoranze del governo provvisorio d'Israele, chiese l'autorizzazione per espellere da Tantūra e da Fureydis le donne precedentemente prese prigioniere, a causa dell'affollamento, delle carenze sanitarie e del rischio che informazioni filtrassero verso altri villaggi ancora non conquistati dalle forze israeliane.Benny Morris (2004). Shitrit to Ben-Gurion 31 maggio 1948 ISA MAM 302/48.

Un ufficiale di servizio di Zikhron Ya'aqov, Ya'akov Epstein, che aveva presentato rapporto dopo aver visitato Tantūra a pochissima distanza di tempo dall'operazione, affermò di aver visto corpi nei sobborghi (del villaggio), nelle strade, nei vicoli, nelle case del villaggio, ma non disse nulla circa "un massacro". Nel 1998 Yihiya Yihiya pubblicò un libro su al-Tantūra, in cui rivelava i nomi di 52 morti.Benny Morris (2004) pp. 299-301

L'occupazione del villaggio fu seguita da saccheggi. Alcuni fra gli oggetti recuperati dall'Haganah includevano "un tappeto, un grammofono ... una cesta di cetrioli ... una pecora". L'area divenne esposta anche a rischio sanitario, dato il numero di cadaveri di uomini e animali.Benny Morris (2004) p. 247.

La pretesa strage, in base alle contestate testimonianze di Katz, si svolse in due fasi. Una prima sarebbe scattata come rappresaglia per l'uccisione o il ferimento, ad opera di 1 o 2 cecchini palestinesi, di 1, 2 o 8 soldati ebraici (uno di questi particolarmente popolare fra i suoi commilitoni). Questa rappresaglia avrebbe condotto alla morte di un centinaio di abitanti del villaggio.Ilan Pappé, "The Tantura Case in Israel: the Katz Research and Trial", in: Journal of Palestine Studies, XXX, no 32 (Spring 2001), p. 23. La seconda fase invece sarebbe avvenuta premeditatamente e sarebbe stata condotta da uomini dellintelligence militare e da personale appartenente alle unità logistiche, molti dei quali sarebbero vissuti nelle vicine località di Atlit, Binyamina, Maayan Zvi e Zikhron Ya'aqov. Tali unità avrebbero

Prigionieri di guerra di sesso maschile furono separati dalle donne e dai fanciulli d'età fino ai 12-13 anni, e posti sotto sorveglianza sulla spiaggia, prima di essere trasferiti nella stazione di polizia di Zikhron Ya'aqov e obbligati a lavorare in appositi battaglioni.

Spuntando una lista di nominativi, l'''intelligence e i servizi logistici avrebbero formato gruppi di 6-7 uomini, fino a 10 e più, che sarebbero poi stati ricondotti nel villaggio, nei frutteti o in una località nei pressi della moschea del villaggio. Qui sarebbero stati fatti sedere o sarebbero stati lasciati in piedi contro un muro e sarebbero stati uccisi con un colpo di arma da fuoco alla nuca.Ilan Pappé, "The Tantura Case in Israel... cit.", pp. 23-24.

Nel 1964 le forze armate israeliane misero in circolazione una storia ufficiale intitolata "La Brigata Alexandroni nella Guerra d'indipendenza" in cui 11 pagine erano dedicate ad al-Tantūra. In essa non si faceva alcuna menzione di espulsioni. Tuttavia, a partire dal 2004, i veterani della Alexandroni riconobbero la realtà di espulsioni forzose.

Nahsholim e Dor Il Kibbutz Nahsholim e il moshav Dor furono edificati sui terreni che avevano costituito la periferia di al-Tantūra.

Dal momento che il villaggio sorgeva sull'antico tell (collina) di Dora, il comitato dei nomi del Fondo Nazionale Ebraico recuperò il nome ebraico di Dor.Meron Benvenisti (2000) pp. 19-25 I coloni del moshav inizialmente si insediarono nelle abitazioni abbandonate dagli arabi palestinesi ma il viverci si rivelò presto denso di problemi. Il moshav si spostò fuori da al-Tantūra e il vecchio villaggio arabo fu raso a terra dai bulldozer. Il nuovo moshav Dor nei pressi di al-Tantūra fu molto più confortevole. Gli antichi abitanti arabi di al-Tantūra affermarono che le lame dei bulldozer, quando tentarono di abbattere la tomba del santo locale, lo sceicco al-Majrami, si spezzarono.Meron Benvenisti (2000) p. 198

I residenti israeliani di Nahsholim e Dor si sono opposti all'indagine e all'eventualità dell'indagine del sito dove qualcuno - tra cui Katz - sospetta possa trovarsi una fossa comune.

Controversia sul massacro