L'Unione Democratica Magiara di Romania (, RMDSZ, , UDMR) è il maggior partito rumeno attivo nella difesa dei diritti dei magiari di Romania, anche se in tale ambito gli si contrappone il Partito Civico Magiaro. Roccaforte del partito è la Transilvania, ma ci sono membri anche in tutte le altre regioni di paese, soprattutto tra gli Ungheresi Csango della Moldavia.

Presente ininterrottamente nel Parlamento rumeno dal 1990, nel corso della sua esistenza ha partecipato a diversi governi di coalizione sia di centro-destra che di centro-sinistra.

Formalmente l'UDMR non è registrata presso le istituzioni come partito politico, ma come organizzazione che svolge attività politica in base alle disposizioni dell'art.62 della Costituzione della Romania, riguardante la rappresentanza in parlamento delle minoranze etniche, e alle previsioni della legge 68/1992 (art.4, comma 2) che equipara le organizzazioni delle minoranze etniche ai partiti politici dal punto di vista del processo elettorale. Sul proprio statuto l'UDMR specifica che:

Il partito è membro del Partito Popolare Europeo.

Il suo primo presidente è stato lo scrittore Géza Domokos. Dal 1993 al 2011 è stato guidato dal poeta Béla Markó, cui è succeduto Hunor Kelemen.

Storia Fondazione Nel corso della rivoluzione rumena, il 25 dicembre 1989 un gruppo di intellettuali di etnia magiara capeggiati da Géza Domokos costituì a Bucarest, presso la sede della casa editrice Kriterion, un comitato esecutivo provvisorio, che lanciò un appello per la nascita di un'organizzazione politica che a livello nazionale rappresentasse la minoranza ungherese in Romania.. Secondo i fondatori lo scopo dell'Unione era la perpetuazione delle tradizioni, della lingua e della cultura magiara in Romania, per mezzo di una forma di autonomia nel quadro istituzionale del paese. Lo scopo generale era quello della promozione degli interessi della comunità etnica, che erano stati soppressi nei decenni di dittatura.

Dopo il rovesciamento di Nicolae Ceaușescu, il potere fu assunto da un organo di potere provvisorio, il Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale (CFSN), guidato da Ion Iliescu. Il comitato esecutivo dell'UDMR riconobbe l'autorità dell'ente, che prometteva di ribaltare la politica sciovinista e nazionalista dell'epoca di Ceaușescu e di costruire una nuova società su basi democratiche, in cui le minoranze avrebbero avuto il diritto di esprimersi.. Le nuove autorità diedero garanzie ai magiari riguardo alla possibilità di utilizzare la propria lingua nel campo dell'istruzione. Géza Domokos fu membro del CFSN, tra i vicepresidenti del Consiglio figurava Károly Király, ex membro del Partito Comunista Rumeno (PCR) e futuro militante dell'UDMR, mentre il provvisorio Governo Roman I incluse due viceministri di etnia ungherese alla cultura e all'istruzione.

Il CFSN emanò i primi decreti che permisero la registrazione dei partiti politici. Una sentenza emessa dal tribunale del Settore 1 di Bucarest il 26 gennaio 1990 riconobbe l'Unione Democratica Magiara di Romania quale persona giuridica. L'UDMR tuttavia non fu riconosciuta legalmente sulla base del recente decreto 8/1989 sul funzionamento dei partiti politici, ma tramite la legge 21/1924 e il decreto 31/1954, che regolamentavano gli aspetti riguardanti le persone giuridiche e le associazioni. L'Unione, infatti, non nasceva quale partito politico, ma come associazione di varie organizzazioni politiche o culturali, diverse anche sul piano ideologico.

Tra gli obiettivi del programma provvisorio dell'UDMR presentato il 28 gennaio 1990 figurava la creazione di un quadro legislativo che permettesse alle minoranze di poter esercitare i propri diritti fondamentali, di utilizzare la propria lingua materna, di promuovere la propria cultura e di difendere la propria identità.

Il primo congresso

L'UDMR era costituita da sedici membri originari, tra associazioni e partiti, tra i quali il Partito Magiaro Cristiano Democratico, il Partito dei Contadini Magiari, il Partito Magiaro Indipendente e l'Unione dei Giovani Democratici Magiari (, ). Ogni partito membro manteneva la propria indipendenza in seno all'Unione e aveva un ampio potere decisionale a livello locale. L'organizzazione generale si basava su strutture regionali, articolate a loro volta in filiali presenti sul territorio. L'organismo politico principale dell'UDMR era il Consiglio dei rappresentanti dell'Unione (CRU), i cui membri erano eletti dal congresso. La struttura esecutiva dell'UDMR era composta da undici membri di nomina congressuale. Nel CRU erano presenti anche membri delle associazioni a livello geografico, quali quelle della regione storica della Terra dei Siculi o della sezione estera. L'organizzazione giovanile Unione dei Giovani Democratici Magiari, fondata già nel 1989 su iniziativa di Tibor Toró, non rappresentava un satellite del gruppo principale, come accadeva negli altri partiti, ma era considerata un'associazione non politica indipendente e aveva diritto ad otto membri in seno al CRU.

Il primo congresso del 21-22 aprile 1990 confermò Géza Domokos alla presidenza ed elesse Géza Szőcs quale segretario generale, oltre ad adottare il programma e lo statuto. In quel momento l'UDMR aveva 533.000 iscritti. Il congresso fu anche l'occasione in cui emerse per la prima volta il confronto fra le ali "moderate" (rappresentate dal presidente Domokos) e quelle "radicali", che chiedevano una maggiore pressione sullo Stato e avanzavano rivendicazioni più intransigenti, i cui esponenti erano Szőcs e László Tőkés, pastore calvinista che era stato al centro degli eventi della rivoluzione del 1989 a Timișoara.

Tőkés in particolare chiedeva l'adozione di una dura linea di opposizione alle élite post-comuniste del Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale e sosteneva l'applicazione dell'articolo 8 della proclamazione di Timișoara, che prevedeva l'interdizione dalle cariche pubbliche per gli ex esponenti del PCR, in aperta rottura con Domokos, che era stato un membro del partito comunista e accettava la collaborazione con il CFSN. I radicali si prefiggevano l'obiettivo di un autogoverno su base etnica con la possibilità di porre il veto sulle decisioni del governo centrale, mentre i moderati perseguivano una forma di autonomia o amministrazione decentrata.

Conflitto etnico del 1990

Il periodo di transizione alla democrazia fu caratterizzato dalla crescita di tensioni etniche e sociali. Nel gennaio 1990 Attila Pálfalvi, vice del ministro dell'istruzione Mihai Șora, fu il fautore delle prime decisioni che portarono alla separazione delle scuole di lingua ungherese, atto che lo rese bersaglio degli attacchi della formazione ultranazionalista dell'Unione del Focolare Rumeno. Il trasferimento degli studenti di etnia rumena in altre scuole per far spazio a quelli magiari fu alla base di varie proteste che ebbero luogo a Cluj-Napoca e Târgu Mureș.. Le proposte di mediazione di Károly Király fallirono. In Transilvania nacquero dei fenomeni di contro-mobilitazione che avversavano l'UDMR e la collaborazione delle istituzioni con la minoranza magiara. Nel marzo 1990 fu fondato il Partito dell'Unità della Nazione Rumena (PUNR), formazione politica che nasceva in diretta contrapposizione all'UDMR e considerava la comunità ungherese in Transilvania una minaccia per l'unità del paese. Lo scontro tra la comunità ungherese e i nazionalisti rumeni ebbe il proprio apice negli eventi del 19-21 marzo 1990 che passarono alla storia come conflitto interetnico di Târgu Mureș, che causò almeno 5 morti e centinaia di feriti.

I leader del partito di governo, il Fronte di Salvezza Nazionale (FSN), non assunsero una posizione di ferma condanna delle violenze, principalmente per capitalizzare i voti dell'elettorato nazionalista. Il rapporto della commissione parlamentare sui fatti di Târgu Mureș criticò l'UDMR per non aver chiarito la natura dei festeggiamenti organizzati per la commemorazione della rivoluzione ungherese del 1848, ma smorzava le accuse di una parte della stampa che affermava che l'Unione preparava un atto separatista..

La diffusione della percezione negativa dell'UDMR quale fattore di destabilizzazione etnica fu incoraggiata oltre che dai gruppi nazionalisti PUNR e Partito Grande Romania (PRM), anche dal maggioritario FSN di Iliescu e dal suo successore, il Partito della Democrazia Sociale di Romania (PDSR), per ragioni elettorali.. Il FSN fu ambiguo nei confronti della minoranza magiara, mostrando da una parte disponibilità al dialogo e dall'altra mantenendo un clima di tensione etnica. Per queste ragioni l'UDMR si allontanò dal FSN per avvicinarsi ai partiti dell'opposizione liberale. In occasione delle elezioni presidenziali del 1990, infatti, l'UDMR invitò gli elettori a votare per uno dei candidati dell'opposizione (Radu Câmpeanu o Ion Rațiu), ma non per Iliescu.. In contrasto al capo di Stato, nell'aprile 1990 l'UDMR aderì all'Alleanza nazionale per la proclamazione di Timișoara.

Il 20 maggio 1990 alle prime elezioni dell'era democratica si registrò il trionfo del FSN, che formò un governo con a capo Petre Roman, e del suo leader Ion Iliescu, che conseguì la presidenza della Romania. L'UDMR fu il secondo partito, con il 7% dei voti (29 deputati e 12 senatori), pari alla percentuale della popolazione di etnia magiara, che votò in blocco per il partito di Géza Domokos nonostante la varietà di tendenze ideologiche all'interno dell'Unione.

Posizionamento contro la Costituzione della Romania Nel 1990 in seno ai dibattiti parlamentari per l'elaborazione della nuova Costituzione l'UDMR espresse la propria contrarietà sul concetto di "Stato nazionale" che la maggioranza aveva proposto. Secondo i membri dell'Unione si trattava di una definizione interpretabile e storicamente superata., mentre avrebbero preferito la definizione di "Stato multinazionale". Inoltre l'unica lingua ufficiale menzionata era il rumeno.. Tra gli altri punti problematici figurava l'elezione diretta del presidente della Romania, contrariamente al desiderio dell'UDMR di una nomina indiretta da parte del parlamento.

Sentendo ignorate le proprie opzioni per la definizione della nuova identità nazionale, i rappresentanti dell'UDMR bocciarono il progetto di costituzione in sede parlamentare e invitarono a votare "No" in occasione del referendum dell'8 dicembre 1991 per la sua ratifica.. Nei distretti a maggioranza magiara di Harghita e Covasna si espressero a favore solo, rispettivamente, il 14% e il 21% dei votanti.

Alleanza con l'opposizione

La comune diffidenza nei confronti di Iliescu e il ruolo marginale riservato agli altri partiti in seno alle istituzioni, spinsero le opposizioni ad organizzarsi in un'alleanza politica. L'UDMR fu tra i fondatori della Convenzione nazionale per l'instaurazione della democrazia (fondata il 15 dicembre 1990) e poi della Convenzione Democratica Romena (CDR, fondata il 26 novembre 1991). Nell'aprile 1992 però la presenza dell'UDMR nella coalizione fu uno dei pretesti utilizzati dal Partito Nazionale Liberale (PNL) per lasciare la CDR, in quanto il carattere nazionale del partito non era compatibile con il posizionamento ideologico dell'Unione.