Biografia Carriera sciistica Stricker, sciatore polivalente nato in Austria ma originario dell'Alto Adige , nel 1967 vinse la Stadtlerrennen, annuale gara di sci cittadina che si tiene sulla Plose, la montagna di casa di Bressanone, . Nel 1969 entrò nei quadri della nazionale italiana; in Coppa del Mondo esordì il 29 gennaio 1970 a Madonna di Campiglio in slalom gigante e conquistò il primo piazzamento di rilievo il 16 gennaio 1972, classificandosi 10º in slalom speciale a Kitzbühel. Ai successivi XI Giochi olimpici invernali di , suo esordio olimpico, non completò lo slalom speciale.

Il 24 marzo 1973 si aggiudicò il primo podio in Coppa del Mondo, 2º nello slalom gigante disputato a Heavenly Valley; il suo secondo e ultimo podio nel circuito risale allo storico 7 gennaio 1974: quel giorno sulle nevi tedesche occidentali di Berchtesgaden nacque la Valanga azzurra, con cinque italiani nelle prime cinque posizioni del gigante; Stricker si piazzò 3º alle spalle di Piero Gros e Gustav Thöni e davanti a Helmuth Schmalzl e Tino Pietrogiovanna. Nella stessa stagione partecipò ai Mondiali di Sankt Moritz 1974, classificandosi 6º nello slalom gigante, . Nel 1976 prese parte ai XII Giochi olimpici invernali di (sua ultima presenza olimpica), senza completare la discesa libera, e ottenne l'ultimo piazzamento in Coppa del Mondo il 18 marzo a Mont-Sainte-Anne in slalom gigante (8º); ai Campionati italiani 1977 vinse la medaglia d'oro nella combinata, quella d'argento nella discesa libera e quella di bronzo nello slalom gigante, ultimi risultati della sua carriera, e si ritirò nel 1978.

Bilancio della carriera Durante gli anni in nazionale Stricker si fece notare per diverse sue innovazioni applicate allo sci alpino; fu infatti il primo atleta a utilizzare le ginocchiere e il bastone aquilineo per la discesa libera, , il casco aerodinamico e quello da slalom. Nel corso degli anni gli venne assegnato il soprannome "Cavallo pazzo" "Wilder Pferd": pur non possedendo il talento di alcuni suoi compagni della Valanga azzurra come Gros e Thöni, si mise in mostra per uno stile personale, molto irruente, che lo portava ad "aggredire" i tracciati. Nella stagione 1974-1975 fu il l'unico sciatore a entrare nel primo gruppo di merito di tutte le specialità previste all'epoca (discesa libera, slalom gigante e slalom speciale).

Altre attività Dopo il ritiro dalle competizioni si dedicò ad attività imprenditoriali e alla promozione dello sci alpino, anche nelle vesti di "ambasciatore" della Federazione internazionale sci; tale attività lo portò a diffondere la cultura alpina anche in Paesi a essa tradizionalmente estranei, come la Russia e la Cina. Fu commentatore sportivo per la Rai in occasione dei XXI Giochi olimpici invernali di e morì in quello stesso anno a Bolzano a causa di un tumore cerebrale, a sessant'anni.

Palmarès Coppa del Mondo Miglior piazzamento in classifica generale: 6º nel 1974 2 podi (entrambi in slalom gigante): 1 secondo posto 1 terzo posto

Campionati italiani 5 medaglie: 2 ori (discesa libera nel 1976; combinata nel 1977) 1 argento (discesa libera nel 1977) 2 bronzi (combinata nel 1971; slalom gigante nel 1977)

Onorificenze

Note

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