La 250. Infanterie-DivisionNella lingua tedesca il punto "." equivale al numero ordinale nella lingua italiana; nel caso specifico è messo al posto della "ª". è stata una grande unità di fanteria in forza all'Esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale, costituita però completamente da spagnoli. Era infatti chiamata División Azul, ovvero "Divisione Blu", a causa dell'uniforme ufficiale, che prevedeva la camicia azzurra tipica della Falange Spagnola, benché sul campo fosse sostituita dall'uniforme tedesca del periodo.

Fu creata in Spagna nell'estate 1941 con una chiamata alle armi di volontari, visto che Madrid era ufficialmente neutrale; addestrata ed equipaggiata in Germania, fu inviata già in settembre sul fronte orientale, nel settore di Leningrado, dove fu integrata nei ranghi dell'Heeresgruppe Nord. Pur non essendo dotati di materiali all'avanguardia, carenti in fatto di mobilità, di supporto aereo e di quantità d'artiglieria, i volontari spagnoli si distinsero nelle feroci battaglie correlate al brutale assedio di Leningrado, in particolare negli scontri lungo il fiume Volchov nel 1942 e tra Krasnyj Bor, Puškin e Kolpino nei primi mesi del 1943. Tuttavia, dopo la quasi rotta del febbraio-marzo 1943 e considerate le rinnovate sorti del conflitto dopo la battaglia di Stalingrado e l'invasione della Sicilia, Francisco Franco e i suoi più stretti collaboratori decisero di sciogliere la divisione e rimpatriare gli spagnoli. Il 20 ottobre 1943 la 250. Division fu disattivata ed entro la fine dell'anno quasi tutti i suoi componenti erano rientrati in Spagna: infatti un certo numero di uomini (più o meno due migliaia) rimase schierato nei Paesi baltici su insistenza dei tedeschi inquadrato in una Legión Azul, che si configurava come erede della divisione. Anche questo reparto fu infine sciolto nel marzo 1944 e i suoi membri richiamati in Spagna.

Ciononostante alcuni irriducibili disattesero gli ordini e continuarono a combattere i sovietici, imitati da compatrioti che entravano clandestinamente in Francia per arruolarsi nelle forze armate tedesche; molti confluirono nelle Waffen-SS e alcuni furono presenti anche alla battaglia di Berlino. Gli ultimi prigionieri spagnoli furono liberati da Mosca alla fine degli anni cinquanta.

Storia Origine

Alla conclusione della guerra civile nell'aprile 1939, la Spagna era governata dal regime autoritario di Francisco Franco che, conscio dello stato miserevole del paese, annunciò la neutralità allo scoppio del secondo conflitto mondiale (pur favorevole alle potenze dell'Asse); egli considerava con un certo fastidio le relazioni con i suoi importati alleati, la Germania nazista e l'Italia fascista: si aspettava infatti che avrebbero preteso, prima o poi, uno scambio di favori. La pressione politica e militare tedesca si accentuò dopo la campagna di Francia nella primavera 1940 e Franco si trovò a dover gestire anche il cognato, il ministro degli Esteri filotedesco Ramón Serrano Súñer. Le relazioni un poco tese tra Berlino e Madrid si distesero con l'avvio dell'operazione Barbarossa, il 22 giugno 1941: non solo impegnava la massima parte della macchina militare tedesca ma, soprattutto, si configurò come una crociata europea contro il bolscevismo e l'Unione Sovietica, denunciati come principali responsabili della sanguinosa lotta intestina e considerati perciò come i nemici mortali della Spagna nazionalista. Sollevato, il dittatore concesse a Súñer di interpellare l'ambasciatore tedesco, Eberhard von Stohrer (1883–1953), per informarlo che la Spagna era pronta a offrire dei volontari «in memoria della fraterna assistenza della Germania durante la guerra civile», allo scopo di partecipare alla distruzione dell'Unione Sovietica «essenziale per il futuro della Spagna» e a dispetto dei contraccolpi allo status di paese neutrale. Joachim von Ribbentrop, omologo di Súñer, telegrafò il 24 giugno che Adolf Hitler aveva accettato la proposta spagnola e aggiunse di affrettarsi, poiché dava per scontato che i sovietici sarebbero crollati in breve tempo. Le sue pressioni perché il regime iberico entrasse nell'Asse (e quindi dichiarasse guerra agli Alleati) furono invece declinate da Franco, desideroso di mantenere buoni rapporti con il Regno Unito e gli Stati Uniti d'America che, con un embargo, avrebbero potuto infliggere un colpo esiziale alla Spagna.... Ciò non impedì che lo stesso 24 giugno alcune centinaia di falangisti, dopo aver condotto una parata, attaccassero l'ambasciata britannica, in risposta al supporto militare accordato da Londra ai sovietici.. Il 27 il governo annunciò formalmente che era stata decisa la creazione di una «legione di volontari falangisti»: in particolare Súñer e i suoi collaboratori avevano spinto in questa direzione allo scopo di assicurare una qualche contropartita alla Spagna, in un'Europa dominata dalla Germania. Súñer anzi, il 2 luglio, arrivò a dichiarare ai giornalisti tedeschi che l'istituzione della legione segnalava una nuova stagione nella politica estera spagnola. La legione ebbe la formale designazione di Division Española de Voluntarios (DEV) e Franco la affidò al suo fedele collaboratore Agustín Muñoz Grandes, già segretario generale del partito e militare di carriera... La DEV era aperta a tutti i giovani tra i 20 e 28 anni d'età.

All'avvio del reclutamento nazionale fu comunque denunciata una certa tiepidezza, quando non indifferenza, per il proclama del Caudillo e solo dopo alcuni giorni i giornali e le radio riuscirono ad accendere l'entusiasmo della popolazione, per esempio dando spazio a fotografie di lunghe code agli uffici di arruolamento o celebrando le personalità politiche come il governatore di Madrid, Manuel Mora-Figueroa (1904–1964), che si erano fatte avanti per andare a combattere in Russia. Come ulteriore incentivo il governo annunciò che i volontari avrebbero riavuto il proprio posto di lavoro se fossero tornati e, inoltre, garantì lo stipendio di eventuali dipendenti a spese dello Stato.. Solo dopo questi sforzi l'afflusso di volontari divenne travolgente; per esempio a Madrid i posti disponibili furono contesi da oltre postulanti. La gran parte della massa di volontari proveniva dalla classe media, dagli studenti universitari e in genere dai colletti bianchi: i volontari da Madrid e Barcellona accettati il primo giorno di reclutamento, infatti, comprendevano un 17% di allievi d'ateneo e un 14% di impiegati. Naturalmente furono numerosissimi anche i membri della Falange, inclusi governatori provinciali e il giovane ministro del Lavoro José Antonio Girón (1911–1995), cui però fu impedito di arruolarsi. Tra i volontari figurarono inoltre ventinove cittadini di nazionalità sovietica, un pugno di portoghesi, alcuni marocchini e infine un ufficiale tedesco di ascendenza ebrea, Erich Rose, veterano della guerra civile.. Le motivazioni alla base dell'arruolamento erano varie: i giovani erano spinti dall'odio sincero per il comunismo, dalla volontà di vendicare un parente o familiare ucciso dai "rossi" nel corso della guerra civile, dal partecipare a una grande spedizione "cristiana" che la propaganda ispano-tedesca dipingeva già come conclusa, dal vivere un'avventura. Nonostante la testimoniata genuinità della risposta popolare, si ebbero casi di assegnamenti forzosi alla DEV attuati mediante precise circolari dell'Esercito. I militari, infatti, non intendevano lasciare il controllo della divisione ai politici e imposero quadri professionali tratti dai loro ranghi, così come i due terzi dei sottufficiali. La nomina di Grandes sancì tale controllo e sottolineò le rivalità di fondo tra le anime del franchismo. I falangisti mantennero inoltre l'astio nei confronti dei monarchici carlisti, accusati di essere "reazionari", e tentarono di estrometterli dalla DEV per rivendicarne il carattere completamente fascista... In risposta i carlisti, particolarmente forti in Navarra e pur anticomunisti, si diedero a boicottare le iniziative falangiste. Infine fu segnalata la completa assenza di volontari dalla cattolica Università di Deusto.

Formazione

Nell'arco di tre settimane la legione falangista aveva accolto volontari, organizzati in quattro reggimenti di fanteria, uno di artiglieria e varie unità di supporto; la fanteria era originaria delle grandi città di Madrid, Barcellona, Valladolid, Valencia e Siviglia e ben l'85% di tutti effettivi era composto da studenti o da veterani falangisti della guerra civile. Poiché la Spagna era ufficialmente neutrale e non esisteva uno stato di guerra con l'URSS, non era pensabile far indossare la normale divisa dell'Esercito neppure nel previsto trasferimento in Germania. Ai volontari furono perciò assegnati i pantaloni khaki della Legione straniera e la camicia blu tipica del fascismo iberico; da quest'ultimo indumento scaturì il noto soprannome di División Azul, che presto soppiantò la designazione ufficiale. Erano stati anche distribuiti, quale copricapo, i berretti rossi simboleggianti il carlismo, ma essi erano stati rapidamente messi da parte dai falangisti. Il primo contingente diretto alla volta di Grafenwöhr, in Baviera orientale, partì il 13 o il 14 luglio dalla stazione nord madrilena su un treno drappeggiato da bandiere spagnole, tedesche e italiane, dopo aver ascoltato discorsi inneggianti delle autorità e salutato, sembra, da una folla frenetica che intonava canti falangisti come Cara al Sol; il passaggio attraverso la Francia occupata fu invece assai meno trionfale e furono riportati addirittura occasionali tafferugli in alcune stazioni tra i volontari e folti gruppi di francesi, venuti a schernirli. Per il 23 luglio l'interezza della DEV era stata trasferita nella piazza di Grafenwöhr, dove iniziò un periodo di rapido addestramento e riorganizzazione..