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La prima stagione della serie televisiva Roma (Rome) è stata trasmessa in prima visione negli Stati Uniti sul canale via cavo HBO dal 28 agosto al 28 novembre 2005.
In Italia è andata in onda in prima visione su Rai 2 dal 17 marzo al 28 aprile 2006, in versione censurata. In versione integrale è stata trasmessa in prima visione da Rai 4 dal 7 settembre al 12 ottobre 2009.
nºTitolo originaleTitolo italianoPrima TV USAPrima TV Italia 1 The Stolen Eagle L'aquila rubata 28 agosto 2005 17 marzo 2006 2 How Titus Pullo Brought Down the Republic Come Tito Pullo rovesciò la Repubblica 4 settembre 2005 3 An Owl in a Thornbush Un gufo nei rovi 11 settembre 2005 24 marzo 2006 4 Stealing from Saturn Rubare a Saturno 18 settembre 2005 5 The Ram Has Touched the Wall L'ariete ha toccato le mura 25 settembre 2005 31 marzo 2006 6 Egeria Egeria 2 ottobre 2005 7 Pharsalus Farsalo 9 ottobre 2005 7 aprile 2006 8 Caesarion Cesarione 16 ottobre 2005 9 Utica Utica 30 ottobre 2005 21 aprile 2006 10 Triumph Trionfo 6 novembre 2005 11 The Spoils I resti 13 novembre 2005 28 aprile 2006 12 Kalends of February Calende di febbraio 28 novembre 2005
L'aquila rubata Titolo originale: The Stolen Eagle Diretto da: Michael Apted Scritto da: Bruno Heller Trama 52 a.C. Dopo sette anni di guerra, con la vittoria nella battaglia di Alesia, Gaio Giulio Cesare ottiene la resa di Vercingetorige, capo dei Galli. Durante uno degli ultimi scontri, il legionario della Legio XIII Gemina, Tito Pullo, nell'esaltazione del combattimento, colpisce il centurione Lucio Voreno, il quale tentava di riportarlo nei ranghi. Tito Pullo per questo viene pubblicamente frustato, rinchiuso, e impedendogli di partecipare al saccheggio della città conquistata, di fatto privandolo di parte del bottino.
Viene però liberato e salvato dalla condanna a morte dallo stesso Lucio Voreno, incaricato da Marco Antonio di recuperare l'aquila d'oro, lo stendardo personale di Cesare, rubata da predoni barbari. Voreno ha scelto proprio lui come compagno di questa missione, perché la considera destinata al fallimento, per cui preferisce coinvolgere un soldato già in disgrazia, in fondo non una gran perdita per la legione. Marco Giunio Bruto, figlio dell'amante di Cesare, Servilia, in visita all'accampamento, incontra un Cesare apparentemente demoralizzato a causa dell'insubordinazione delle proprie legioni.
Intanto a Roma, il crescente successo di Cesare mette in agitazione la fazione aristocratica degli ottimati, fazione che teme la restaurazione della monarchia e la conseguente perdita dei propri privilegi. Gli aristocratici tentano di spezzare l'alleanza fra Cesare e Gneo Pompeo Magno, che a sua volta è sempre più insofferente per i successi dell'amico-rivale. L'equilibrio inizia a rompersi con la morte per parto di Giulia, moglie di Pompeo e figlia di Cesare. Durante una festa, l'ubriaco Bruto rivela a Pompeo la debolezza di Cesare, celata nel suo trionfo.
L'ambiziosa Azia, nipote di Cesare, per ingraziarsi l'illustre parente invia il figlio adolescente Gaio Ottavio in Gallia con un dono per l'imperatore: un maestoso cavallo bianco. Azia riceve dallo stesso Cesare l'incarico di scegliere una nuova moglie da proporre a Pompeo, per cui non esita a costringere la propria giovane figlia Ottavia a divorziare dall'amato marito Glabio, per rendersi disponibile a questo strumentale matrimonio a carattere politico.
Durante il viaggio verso la Gallia, Ottavio viene catturato dagli stessi banditi responsabili del furto dell'aquila d'oro, ma viene tratto in salvo in modo piuttosto fortunoso proprio da Voreno e Pullo. Tra i banditi è presente anche uno schiavo di Pompeo, probabilmente responsabile di aver fomentato lo scontento tra le legioni. Come lo scaltro Ottavio intuisce, il furto dell'aquila era esattamente ciò di cui Cesare aveva bisogno: apparire debole agli occhi di Pompeo in modo da spingerlo per primo all'attacco.
Quando Pompeo scopre che Cesare è a conoscenza del suo coinvolgimento nel furto dell'aquila d'oro, sancisce la rottura dell'alleanza, scegliendo di sposare la giovane vedova Cornelia Metella, offertagli dagli aristocratici, invece di Ottavia che, insieme alla madre, medita vendetta.
Guest star: Manfredi Aliquò (Castore), Lydia Biondi (Merula), John Boswell (Magistrato della curia), Allan Caister-Pearce (sacerdote), Giovanni Calcagno (Vercingetorige), Fabio Carfora (Sesto), Alessio Di Cesare (Rubio), Lydia Leonard (Giulia), Russell Mabey (uomo crocifisso), Steven Matthew (prigioniero), Ian McNeice (annunciatore), Bob Mercer (commerciante di schiavi), Gerard Monaco (Lyco), Matt Patresi (Durio), Anna Patrick (Cornelia), Roberto Purvis (Glabio), Bart Ruspoli (Tribuno), Ted Rusoff (Strabone), Alan Stocks (Andros).
Come Tito Pullo rovesciò la Repubblica Titolo originale: How Titus Pullo Brought Down the Republic Diretto da: Michael Apted Scritto da: Bruno Heller Trama Cesare, giunto a Ravenna con la XIII, riesce a comprare la nomina di Marco Antonio a Tribuno della plebe e lo invia a Roma con una piccola scorta per poter ottenere l'investitura. Con lui vi sono anche Pullo e Voreno, incaricati di riportare a casa Ottaviano.
A Roma, Marco Antonio viene accolto trionfalmente dalla popolazione, ma, mentre si ritira con Pompeo, Cicerone e Catone per discutere sull'attuale situazione politica, Pullo e Voreno riportano Ottavio da Azia che intanto ha scoperto che sia Ottavia che Glabio continuano a incontrarsi di nascosto.
Dopo un breve pranzo i due soldati se ne vanno ognuno per conto proprio; mentre Pullo si dà al piacere sfrenato, tra bordelli e bische clandestine, Voreno torna finalmente a casa. Ma il suo ritorno è turbato dal fatto di vedere sua moglie Niobe con in braccio un neonato. Voreno inizialmente si infuria, accusandola di tradimento, ma Niobe risponde che il bambino non è suo figlio ma suo nipote, Lucio, figlio di Vorena, la più grande delle loro figlie. Gli anni trascorsi al fronte a combattere e la lunga lontananza, hanno reso il centurione, dato per morto dall'ufficio del catasto militare, un uomo freddo e dispotico, incapace di ritrovare serenità e tranquillità.
Intanto in Senato, Marco Antonio, ormai Tribuno della plebe, per porre fine alla crisi politica, detta le condizioni di Cesare: l'immunità per sé e per i suoi uomini e una provincia da governare, in caso contrario promette di marciare su Roma. Pompeo e Catone vanno su tutte le furie e rispediscono al mittente ogni trattativa; a questo punto, Pompeo, inizia a meditare un piano per mettere il suo ex-alleato alle corde, senza bisogno di ricorrere alla guerra.
Il piano di Pompeo è di far approvare al Senato, dall'ala degli ottimati, una mozione che annullerà il mandato di Cesare, costringendolo così a sciogliere le sue legioni e a tornare a Roma per subire un processo per tradimento. La legge potrebbe essere posta sotto veto da Marco Antonio, ma questi farà al generale di essere rimasto senza alleati e di non avere altra scelta che arrendersi. Per far sì che la proposta sia efficace, però, è necessario che goda dell'approvazione anche dell'ala moderata capeggiata da Cicerone, che tuttavia si dimostra dubbioso circa la sua onestà e la sua reale efficacia.
Intanto, Pullo è finito nelle grinfie di un gruppo di giocatori disonesti e, appena si accorge dei dadi truccati, scatena una rissa, uccidendo uno degli avversari, ma venendo gravemente ferito alla testa. Rifugiatosi a casa di Voreno, che intanto ha dato, seppure con disappunto, il suo appoggio al matrimonio tra la figlia e il padre del bambino, un mandriano di nome Critone, riceve le cure di un medico; poco dopo, il centurione, origlia un discorso tra l'amico e Niobe, che si lamenta della mancanza di affetto e calore da quando Voreno è tornato dalla Gallia.
Nello stesso giorno, in Senato, si tiene l'assemblea in cui viene proposta la mozione contro Cesare, ma non appena Cicerone, seppur riluttante, accetta di appoggiarla assieme a tutto il suo partito, la discussione degenera in una rissa furibonda e la seduta viene sospesa, prima che Marco Antonio possa porre il veto. Grazie ad un cavillo legale, Cicerone, fa sì che Antonio possa comunque porre il proprio veto durante la seduta del giorno successivo poiché, se essa dovesse passare, Cesare non avrebbe altra scelta che attuare i suoi propositi e marciare su Roma. Il mattino successivo, Antonio, accompagnato dalla scorta, attraversa la piazza del Senato tra due ali di pompeiani, convocati apposta per ostentare superiorità e metterli in soggezione; tra questi c'è anche l'amico dell'uomo che Pullo aveva ucciso durante la rissa nella taverna e questi, riconosciuto il legionario, tenta di aggredirlo ma viene ucciso. La cosa, però, viene interpretata come un attentato ai danni del tribuno per impedirgli di porre il veto, e, a causa degli animi già roventi, la morte di un pompeiano scatena una vera e propria guerriglia.
Marco Antonio è così costretto ad abbandonare la città, e a quel punto la mozione viene approvata. Cesare, comprendendo di non avere più nulla da perdere, alla guida delle sue armate, attraversa il Rubicone per marciare su Roma.
Guest star: Manfredi Aliquò (Castore), Frank Baker (Medico), Lydia Biondi (Merula), John Boswell (Magistrato della curia), Leslie Csuth (Milo), Matt Patresi (Durio), Alessio Di Cesare (Rubio), Alessandro Inchiappa (corriere), Maura Orefici (sacerdotessa), Sean Madden (Otho), Ian McNeice (annunciatore), Francesco Pini (commerciante di schiavi), Sergio Di Pinto (Stilicio), Alessandro Prete (Tarquinio), Anna Fausta Primiano (Vorena), Roberto Purvis (Glabio), Bart Ruspoli (Tribuno), Jonathan Readwin (Crito), Ted Rusoff (Strabone), Ilaria Stivali (contadina), Sebastiano Vinci (uomo dagli occhi violenti).
Un gufo nei rovi Titolo originale: An Owl in a Thornbush Diretto da: Michael Apted Scritto da: Bruno Heller Trama Non appena si diffonde la notizia che Cesare ha attraversato il Rubicone, Roma piomba nel caos e nella paura, per quella che, ormai è chiaro, si appresta a diventare una nuova guerra civile. Tuttavia, Pompeo e i suoi uomini ignorano il problema, certi del fatto che, con una sola legione a sua disposizione, Cesare non sarà mai in grado di minacciare seriamente la città.
Niobe, intanto, riceve in casa sua una breve visita di suo cognato Evandro; appare evidente che il piccolo Lucio è, in realtà, frutto di una relazione adultera di Niobe, avuta mentre il marito era impegnato in Gallia. Intanto, Voreno e Pullo, alla testa di una piccola avanguardia, giungono a 30 miglia da Roma e le varie legioni che incontrano, composte da ragazzini inesperti, fuggono alla loro vista, senza neanche provare a combattere.
A questo punto Pompeo, resosi conto che, non solo il suo avversario godeva di un vantaggio negli spostamenti grazie ai pochi uomini dei quali disponeva, ma anche e soprattutto che al momento non disponeva di truppe sufficienti per difendere efficacemente Roma, matura una decisione drastica ma inevitabile: abbandonare la città per dirigersi a sud, nell'attesa che le legioni orientali, sotto il suo comando, siano radunate e pronte a combattere. Catone e gli altri inorridiscono al pensiero di dover abbandonare la città, ma sono costretti ad accettare il fatto compiuto; così, e in poco tempo, la città si svuota della maggior parte dei suoi abitanti. Prima di partire, Pompeo incarica Durio, un suo uomo di fiducia, di recuperare quanto più oro possibile dal pubblico erario per pagare i suoi uomini e impedire a Cesare di impossessarvisi. Ma, subito dopo aver caricato il carro, i legionari incaricati della scorta lo uccidono, portandosi via il carro con l'oro.