Biografia Di umile famiglia originaria di Castione de' Baratti nel Parmense,. Giuseppe Tambroni, fratello della celebre ellenista Clotilde, a venti anni, nel 1793, venne nominato dal senato bolognese archivista paleografo della città.
Nel 1797, entusiasta delle idee francesi, si recò a Milano, diventando ambasciatore; dal 1799 dovette invece ritirarsi in Francia, a Chambéry, dove si sposò.
Tornò a Milano nel 1805, come addetto del ministero degli affari esteri del Regno d'Italia, mentre nel 1807 fu chiamato dal principe Eugenio a lavorare per la determinazione dei confini tra l'Italia e l'Austria. Dal 1809 venne nominato prima console a Livorno, poi a Civitavecchia, con la possibilità di risiedere nella città eterna, dove ebbe occasione di conoscere e di ospitare Antonio Canova.
Sotto la supervisione di quest'ultimo diresse l'Accademia del Regno italico a Palazzetto Venezia, un istituto per la formazione artistica di stampo napoleonico il cui metodo didattico si ispirava all'Accademia dei Pensieri ideata da Felice Giani. L'accademia, a vocazione nazionale, aveva l'obiettivo di accogliere e formare gli studenti più brillanti delle tre accademie di Milano, Bologna e Venezia. (catalogo della mostra al Museo Ottocento Bologna, Bologna, dal 31 ottobre 2023 al 7 gennaio 2024)
Dal 1814, spogliato di tutti gli incarichi pubblici, si occupò di cultura, fondando il Giornale arcadico, dove pubblicò numerosi articoli sulle belle arti e dalle colonne del quale tentò, invano, di realizzare un'accademia per i giovani artisti del Regno Lombardo-Veneto.
Si occupò di topografia antica e di archeologia, compiendo ricerche e scavi, in particolare, nella Campagna romana. Il suo nome è legato, maggiormente, alla scoperta e alla prima pubblicazione del Trattato della pittura di Cennino Cennini e di una biografia di Antonio Canova.
Fu socio onorario di diverse Accademie italiane e straniere.
Opere Compendio delle istorie di Polonia, 2 voll., Stamp. Destefanis, Milano 1807-1808. Descrizione dei dipinti a buon fresco eseguiti in una galleria del palazzo del sig. duca di Bracciano in Roma dal signor Pelagio Palagi accademico di S. Luca, Stamp. De Romanis, Roma 1816. Intorno alle urne cinerarie dissotterrate nel pascolare di Castel Gandolfo. Lettera al chiarissimo sig. abate Missirini, Stamp. De Romanis, Roma 1817. Di Cennino Cennini. Trattato della pittura, Tip. Salviucci, Roma 1821. Intorno la vita di Antonio Canova, Tip. Salviucci, Roma 1823. Intorno alcuni edificii ora riconosciuti dell'antica città di Boville. Lettera al ch. Signor Pietro De Lama direttore dell'Imperiale e Regio Museo d'antichità in Parma, Tip. Salviucci, Roma 1823. Rime postume inedite, Tip. Cortesi, Macerata 1832.
Note
Bibliografia
Voci correlate Antonio Canova Cennino Cennini Bovillae
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