Di fede anglicana, salì al trono in seguito alla Gloriosa rivoluzione, durante la quale fu deposto suo padre, il cattolico Giacomo II. Maria regnò congiuntamente al marito e primo cugino Guglielmo III, che divenne unico regnante dopo la sua morte. Maria, sebbene sovrana di suo proprio diritto, non esercitò il potere durante la maggior parte del suo regno: governò, tuttavia, mentre il marito si trovava sul continente per combattere contro gli eserciti di Luigi XIV di Francia.Plaidy, p. 45

Biografia Primi anni

Maria nacque a Londra. Seconda di otto figli, era la prima figlia femmina del duca di York, il futuro Giacomo II d'Inghilterra, e della sua prima moglie, Lady Anna Hyde. Lo zio di Maria era il re Carlo II; suo nonno materno, Edward Hyde, primo conte di Clarendon, servì per un lungo periodo come primo consigliere del re Carlo. Maria venne battezzata secondo il rito anglicano nella Cappella Reale del palazzo di St. James e prese il nome dall'antenata Maria Stuarda. Tra i suoi padrini vi fu anche il cugino di suo padre, il principe Rupert del Reno.Waller, p. 249

Suo padre si convertì al cattolicesimo romano nel 1668 o nel 1669, ma Maria e la sorella Anna furono educate come anglicane, in conformità ai dettami di Carlo II. La madre di Maria morì nel 1671; suo padre si sposò ancora nel 1673, prendendo come seconda moglie la cattolica Maria Beatrice d'Este, che aveva appena quattro anni in più di Maria.Plaidy, p. 50 Quest'ultima trascorse la propria infanzia a Richmond Palace, dove venne allevata con la sorella dalla governante lady Frances Villiers, con solo visite occasionali ai genitori al palazzo di Saint James o al nonno materno, lord Clarendon, a Twickenham.Waller, p. 251 L'educazione di Maria, tramite tutori privati, venne ristretta ai campi della musica, della danza, del disegno, della lingua francese e della religione.Waller, p. 255

Il matrimonio infelice

All'età di quindici anni, la principessa Maria fu promessa sposa allo Statolder d'Olanda, il principe Guglielmo d'Orange. Guglielmo era il figlio della sua zia paterna, Maria Stuart, e il principe Guglielmo II d'Orange-Nassau. All'inizio, Carlo II si oppose a un'alleanza con il governante olandese; avrebbe preferito che Maria sposasse l'erede al trono francese, il delfino Luigi, ma in seguito diede il suo consenso, visto che un'eventuale coalizione con gli olandesi stava diventando sempre più politicamente favorevole. Pressato dal Parlamento, dal fratello re e da lord Danby, il duca di York acconsentì alle nozze, affermando falsamente che voleva acquistare popolarità presso i protestanti.Van der Kiste, p. 46 Quando Giacomo comunicò alla figlia che avrebbe dovuto sposare il cugino, ella pianse tutto il pomeriggio e il giorno successivo.Così riportò nelle sue memorie il cappellano di Maria, dr. Edward Lake, cit. in Waller, p. 257

Guglielmo e una straziata Maria si sposarono nella cappella del palazzo di St. James con il vescovo Henry Compton come officiante il 4 novembre 1677.Van der Kiste, pp. 47–48; Waller, p. 258 Maria, come stabilito dal contratto matrimoniale, avrebbe dovuto seguire il marito nei Paesi Bassi, ma la partenza alla volta dell'Olanda dovette essere ritardata di quasi un mese a causa del brutto tempo che imperversava sul mare.Van der Kiste, pp. 50–51; Waller, p. 259 Quando pure la coppia si fu imbarcata e giunse ad avvistare le coste olandesi, ci si rese conto che Rotterdam, data la stagione, era inaccessibile per via dell'acqua completamente ghiacciata attorno al porto (si era nel pieno della cosiddetta piccola era glaciale) e pertanto la nave venne costretta ad attraccare nel piccolo villaggio di Ter Heijde; da lì la coppia dovette poi proseguire a piedi tra la neve, fino a incontrare una carrozza che li trasportò fino a Huis Honselaarsdijk.Van der Kiste, p. 51; Waller, pp. 258–259 Il 14 dicembre la coppia fece il suo ingresso formale a L'Aia con una grandiosa processione.Van der Kiste, p. 52

La vivace personalità e la natura di Maria la resero subito popolare presso il popolo olandese e il suo matrimonio con un principe protestante aumentò da subito la popolarità della sua famiglia in Gran Bretagna.Waller, pp. 257–259 Pur rimanendo devotamente fedele al marito, questi non la ripagava dei giusti affetti, apparendo spesso freddo nei confronti di Maria.Waller, pp. 259–262 Nel corso del loro primo mese di matrimonio, Maria rimase incinta, ma nel corso di una visita con il marito presso la città fortificata di Breda ebbe un tracollo e un'emorragia che compromise la sua gravidanza.Van der Kiste, pp. 55–58; Waller, p. 261 Fenomeni simili si verificarono nuovamente a metà del 1678, all'inizio del 1679 e all'inizio del 1680, con gravidanze che si conclusero in aborti.Van der Kiste, pp. 57, 58, 62 Secondo i membri della sua cerchia ristretta, la mancanza di figli fu per lei la principale fonte di infelicitàVan der Kiste, p. 162; Waller, p. 262.

Da maggio del 1684 il figlio illegittimo del re, James Scott, duca di Monmouth, si trasferì a vivere nei Paesi Bassi, dove venne accolto da Guglielmo e da Maria. Monmouth era visto alla corte inglese come un rivale del duca di York, dal momento che egli aveva già anche un figlio, allevato secondo la fede protestante, fatto che avrebbe potuto condurre il parlamento a soppiantare Giacomo, duca di York, come legittimo successore al trono. Guglielmo d'Olanda, invece, decise di accoglierlo positivamente, ritenendo che avesse insufficienti pretese per il trono e che tutto sommato fosse un valido alleato protestante.Van der Kiste, pp. 72–73

Il regno di Giacomo II

Alla morte di Carlo II senza eredi legittimi, a febbraio del 1685, il duca di York suo fratello divenne re con il nome di Giacomo II in Inghilterra e Irlanda e come Giacomo VII in Scozia. Maria stava giocando a carte con il marito quando venne informata della successione del padre e quindi della sua nomina a erede presunta del regno.Van der Kiste, p. 76 Quando il figlio illegittimo di Carlo, il duca di Monmouth, assemblò ad Amsterdam delle truppe intenzionate a condurre un'invasione della Gran Bretagna, Guglielmo d'Olanda prontamente informò il suocero di tali atti, e ordinò ai reggimenti inglesi di stanza nei Paesi Bassi di fare ritorno in patria.Van der Kiste, p. 78 Grazie alla prontezza di Guglielmo, il duca di Monmouth venne sconfitto, catturato e poi giustiziato, ma sia lo stadtholder che Maria deplorarono tali azioni pubblicamente.Van der Kiste, p. 79

Giacomo, sempre più malvisto in Inghilterra, tenne inoltre una controversa politica religiosa; il suo tentativo di garantire la libertà religiosa anche ai non-anglicani, sospendendo delle leggi del parlamento per decreto reale, non venne ben recepito.Van der Kiste, p. 91 Maria, dal canto suo, considerò l'azione di suo padre come assolutamente illegale; il suo cappellano riportò questo parere della principessa in una lettera all'arcivescovo di Canterbury.Waller, p. 265 Ancora una volta Maria si oppose alla politica del padre quando questi si rifiutò di aiutare i Paesi Bassi quando il re cattolico di Francia, Luigi XIV, decise di invadere l'Olanda per perseguitare gli ugonotti li rifugiati. Nel tentativo di danneggiare la figura del genero Guglielmo, Giacomo II d'Inghilterra incoraggiò lo staff di sua figlia a informarla del fatto che Guglielmo aveva una relazione amorosa con Elizabeth Villiers, dama di compagnia della principessa. Sulla base delle informazioni ricevute, Maria attese fuori dalla stanza della Villiers e colse il marito nell'atto di lasciare la stanza della dama in piena notte. Guglielmo, fin dal primo momento, negò qualsiasi relazione amorosa o adulterio e Maria apparentemente gli credette o comunque lo perdonò.Van der Kiste, p. 81; Waller, p. 264 Studi recenti hanno suggerito il fatto che la Villiers e Guglielmo probabilmente non fossero ancora amanti all'epoca, bensì che la donna si incontrasse con il principe d'Orange in gran segreto per discutere di intelligence diplomatica, nella quale può essere che lei stessa fosse coinvolta a livello di spionaggio.Van der Kiste p. 64; Waller, p. 264 Maria decise di rinviare in Gran Bretagna tutto il suo personale e venne solo successivamente a scoprire che in realtà la Villiers aveva realmente intrapreso una relazione con suo marito, appena tre anni dopo il loro matrimonio.Van der Kiste, p. 82; Waller, p. 264

La Gloriosa Rivoluzione

A fronte della situazione politica e sociale creatasi in Inghilterra con il regno di Giacomo II, diversi politici e nobili protestanti entrarono in contatto con il marito di Maria già dal 1686.Van der Kiste, p. 86 Dopo che Giacomo costrinse il clero anglicano a leggere la Dichiarazione di Indulgenza (il proclama che garantiva la libertà religiosa ai dissidenti) dai pulpiti delle loro chiese a maggio del 1688, la sua impopolarità accrebbe notevolmente. L'allarme pubblico aumentò quando la regina Maria Beatrice diede alla luce un figlio, Giacomo Edoardo, a giugno del 1688, dal momento che era stabilito che, contrariamente a Maria e ad Anna, sarebbe stato cresciuto come cattolico romano. Alcuni accusarono il re del fatto che il bambino non fosse suo, ma che fosse stato sostituito segretamente alla nascita dell'ultimo figlio morto della sovrana. Anche se non vi sono prove che supportino questa ipotesi, Maria sfidò pubblicamente la legittimità del bambino, giungendo a una rottura con suo padre.Van der Kiste, pp. 90, 94–95; Waller, pp. 268–269

Il 30 giugno i "sette immortali" richiesero in segreto a Guglielmo d'Orange, che si trovava ancora nei Paesi Bassi con Maria, di recarsi in Inghilterra con un esercito e spodestare il suocero Giacomo II. Inizialmente Guglielmo si dimostrò riluttante a questa proposta; egli era geloso della posizione di sua moglie in qualità di erede della corona inglese e temeva che sarebbe diventata più potente di lui dopo l'ascesa al trono della coppia. Maria, comunque, convinse il marito di non avere a cuore il potere politico. Guglielmo accettò quindi di procedere all'invasione. Le sue intenzioni divennero pubbliche nel settembre 1688 e l'esercito olandese sbarcò il 5 novembre con a capo Guglielmo stesso, mentre Maria venne fatta rimanere per sicurezza nei Paesi Bassi. La fiducia del popolo inglese nei confronti di Giacomo II era così bassa che la gente non mise in atto alcun tentativo per salvare il proprio re, per quanto Guglielmo comunque si fosse premunito di fare precedere la propria invasione da un apposito comunicato rivolto al popolo inglese nel quale precisava che la sua invasione avrebbe avuto esclusivamente il proposito di "consentire al parlamento inglese di riunirsi liberamente e legalmente".Van der Kiste, p. 98 L'11 dicembre il re sconfitto tentò la fuga, ma venne intercettato. Un secondo tentativo, compiuto il 23 dicembre, ebbe invece successo.Van der Kiste, p. 80 Guglielmo, desiderando non infierire contro il suocero e per dimostrarsi da subito benvoluto, deliberatamente permise a Giacomo di fuggire in Francia, dove visse in esilio fino alla morte.Van der Kiste, pp. 105–107