Giorgio era un monarca ostinato, che spesso intervenne di persona negli affari politici, soprattutto riguardo alla questione dell'emancipazione cattolica che, seppur riluttante, dovette infine accettare, ma lo fu in misura molto inferiore rispetto al padre. Per la maggior parte della sua reggenza e del suo regno fu lord Liverpool, il Primo Ministro, ad avere il governo effettivo del regno.
Gli anni della Reggenza di Giorgio IV (1811-1820) furono segnati dalla vittoria nelle guerre napoleoniche in Europa e da un clima culturale particolarmente vivace in patria, favorito dalla Pax Britannica.
Durante il suo regno vennero abrogati i Combination Act che proibivano la libera associazione dei lavoratori. Nel 1829, sotto il suo regno, sir Robert Peel creò la Metropolitan Police Service, i cui componenti sono più noti come bobby.
Giorgio IV è spesso ricordato come un principe e re liberale e stravagante: per questo si guadagnò l'appellativo di First Gentleman. Ebbe pessimi rapporti tanto con il padre che con la moglie, Carolina di Brunswick, dalla quale tentò di separarsi senza successo con il Pains and Penalties Bill 1820. Fu patrono delle arti, dell'architettura (affidò a John Nash la costruzione del Royal Pavilion di Brighton e il rifacimento di Buckingham Palace e a Jeffry Wyatville la ricostruzione del castello di Windsor) e della letteratura, vivendo un'intensa vita mondana che lo portò a legarsi ai dandy più alla moda di Londra, contribuendo così al fascino del periodo Regency.
La sua unica figlia legittima, la principessa Carlotta, gli premorì nel 1817 e, pertanto, egli venne succeduto da suo fratello minore, Guglielmo IV.
Biografia Primi anni
Giorgio nacque nel palazzo di St. James, a Londra il 12 agosto 1762. Come figlio primogenito del sovrano inglese, egli divenne subito Duca di Cornovaglia e Duca di Rothesay; venne creato Principe di Galles e Conte di Chester pochi mesi dopo la nascita.Smith, E. A., p.1 Il 18 settembre dello stesso anno venne battezzato da Thomas Secker, arcivescovo di Canterbury.Smith, E. A., p.2 Suoi padrini di battesimo furono il duca Adolfo Federico IV di Meclemburgo-Strelitz (suo zio materno), il principe Guglielmo Augusto, Duca di Cumberland (suo doppio prozio paterno) e Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg (sua nonna paterna).Hibbert, George IV: Prince of Wales 1762–1811, p.2 Giorgio si dimostrò fin dall'infanzia uno studente talentuoso, imparando presto a parlare il francese, il tedesco e l'italiano, oltre al nativo inglese.
Il principe di Galles, raggiunti i ventuno anni nel 1783, ottenne una pensione annua di sterline dal Parlamento, come di consuetudine, oltre a che gli provenivano come appannaggio da suo padre. Egli pose dunque la propria residenza ufficiale a Carlton House, dove visse una vita dissolutaSmith, E. A., pp.25–28, non senza contrasti con il padre che richiese più volte al figlio erede una vita maggiormente frugale.
Poco dopo il raggiungimento della maggiore età il Principe di Galles si innamorò della cattolica Maria Fitzherbert, già vedova di due precedenti matrimoni (il suo primo marito era stato Edward Weld, morto nel 1775, e il secondo era stato Thomas Fitzherbert, deceduto nel 1781).Smith, E. A., p.33 Secondo l'Act of Settlement del 1701, però, quanti avessero sposato una donna di fede cattolica non potevano essere eleggibili al trono inglese, e il matrimonio tra i due innamorati venne immediatamente bloccato sul nascere dal Royal Marriages Act del 1772, con il quale si stabiliva che il principe di Galles non avrebbe potuto contrarre matrimonio se non dietro consenso del monarca regnante. La coppia contrasse matrimonio il 15 dicembre 1785 nella casa della sposa, presso Park Street, Mayfair. Legalmente l'unione risultava quindi valida, ma il re non diede mai assenso a tale compromesso.Smith, E. A., pp.36–38 Maria Fitzherbert si reputò sempre la moglie canonica del Principe di Galles, ritenendo che le leggi ecclesiastiche fossero superiori a quelle dello Stato. Per ragioni politiche, comunque, l'unione rimase segreta e Fitzherbert fu obbligata a non comparire in pubblico con il principe.David, pp.57–91
Nel frattempo l'erede al trono si era indebitato follemente. Il padre, già contrariato, si rifiutò di soccorrerlo anche nelle finanze, forzandolo a lasciare Carlton House e a vivere nella casa di Mrs. Fitzherbert. Nel 1787 i sostenitori del principe alla Camera dei Comuni introdussero una proposta di legge per saldare i suoi debiti dietro garanzia parlamentare, anche se il sospetto di una relazione troppo forte con Mrs. Fitzherbert bloccò gli intenti dei più conservatori e scandalizzati parlamentari inglesi. Agendo per autorità del principe, il capo degli Whig, Charles James Fox, dichiarò che la storia era una calunnia per screditare il principe. Malgrado questo, venne chiesto a un altro Whig, Richard Brinsley Sheridan, di rilasciare dichiarazioni meno forti che non offendessero l'unione segreta dei due reali amanti. Il parlamento, nel frattempo, si risolse a garantire al Principe di Galles la somma di sterline in pagamento dei suoi debiti e 60.000 sterline per apportare delle migliorie a Carlton House.De-la-Noy, p.31
La crisi del 1788 e l'ipotesi di reggenza
Oggigiorno si ritiene che il re Giorgio III soffrisse di una malattia ereditaria detta porfiria. Nell'estate del 1788 la sua salute mentale andò deteriorandosi, ma egli rimase in grado di mantenere le redini del governo, anche se quest'ultimo poi dovette pronunciarsi negativamente sul fatto che il re non fosse in grado di recitare il tradizionale discorso della corona in occasione dell'apertura annuale delle sedi del parlamento. Il parlamento si trovava con le mani legate, in quanto le sedute non potevano essere svolte senza il tradizionale discorso e consequenziale assenso del monarca inglese all'operato del parlamento nazionale.David, pp.92–119
Questo fatto fece sì che si aprisse un grande dibattito politico. Nella Camera dei Comuni, Charles James Fox dichiarò che, secondo la sua opinione, il Principe del Galles doveva essere dichiarato reggente e agente per conto del sovrano, dal momento che quest'ultimo si trovava incapace di intendere e di volere. Un'opinione contrastante era sostenuta dal Primo Ministro, William Pitt il Giovane, il quale riteneva che, in caso di incapacità del re, il diritto decisionale spettasse costituzionalmente al solo parlamento, dal momento che senza il parlamento, "de facto", il principe non aveva alcuna autorità.Smith, E. A., p.54 Malgrado questo, lo stesso Pitt capì che il Principe di Galles sarebbe stata la persona più conveniente come reggente invece del padre.
Il principe non mancò di sentirsi offeso dalle affermazioni del Primo Ministro, il quale era però supportato in questo dal principe Federico Augusto, Duca di York, fratello di Giorgio.Derry, p.91 Dopo questi primi contrasti Pitt convenne che fosse utile allo Stato organizzare un piano formale per una reggenza, suggerendo di conferire i poteri al Principe di Galles, seppur molto limitati. Nell'interesse della nazione, entrambe le fazioni accettarono il compromesso.
Il principe recitò quindi il discorso di apertura alle sedute del parlamento, che comunque venne attribuito a Giorgio III, anche se tale atto venne sentito da molti come una chiara illegalità.Derry, p.109 Il fratello del Principe di Galles, il Duca di York, descrisse il fatto come "assolutamente incostituzionale e illegale".
Matrimonio
I debiti del Principe di Galles, nel frattempo, continuavano a crescere e suo padre si rifiutava di continuare a soccorrerlo se non avesse sposato la cugina, Carolina di Brunswick.Smith, E. A., p.70 Nel 1795, per forza o per amore, il principe di Galles acconsentì, e la coppia si sposò l'8 aprile 1795 nella Cappella Reale del palazzo di St. James. Il matrimonio fu però disastroso, in quanto i due sposi non erano minimamente innamorati l'uno dell'altro. I due si separarono formalmente dopo la nascita dell'unica loro figlia, Carlotta Augusta, nel 1796, e rimasero separati per il resto della loro vita. Il principe rimase legato sempre a Maria Fitzherbert.David, pp.150–205
Prima di riprendere strettamente i legami con Mrs. Fitzherbert, però, il Principe di Galles aveva avuto diversi figli illegittimi. Tra le sue amanti più famose si ricorda Mary Robinson, un'attrice che venne liquidata con una generosa pensione annua perché non vendesse ai giornali delle lettere compromettenti che i due si erano scritti durante la loro unione;Parissien, p.60 Grace Elliott, altra amante, era la moglie divorziata di un medico;Hibbert, George IV: Prince of Wales 1762–1811, p.18 Frances Villiers, Contessa di Jersey, fu la dominatrice della sua vita per diversi anni. Nella parte finale della sua vita, sua amante fu Isabella Seymour-Conway, Marchesa di Hertford e, per gli ultimi dieci anni, Elizabeth Conyngham, Marchesa di Conyngham.Hibbert, George IV: Regent and King 1811–1830, p.214
Giorgio si dice sia stato padre di James Ord (nato nel 1786), spostatosi successivamente negli Stati Uniti e divenuto un sacerdote gesuita.David, pp. 76–78 Sul finire della sua vita, Giorgio confidò a un amico di avere avuto un figlio illegittimo che in quel momento era ufficiale navale nelle Indie occidentali, la cui identità è stata probabilmente identificata nella persona del capitano Henry A. F. Hervey (1786-1824), avuto probabilmente con lady Anne Lindsay (poi sposata Barnard), una figlia di James Lindsay, V conte di Balcarres.David, p. 78 Tra gli altri figli riconosciuti come di Giorgio IV si ricordano il maggiore George Seymour Crole, avuto dalla figlia di un direttore di teatro, Eliza Crole; William Hampshire, da Sarah Brown; e Charles "Beau" Candy, figlio di una francese chiamata appunto Candy.David, p. 80 Anthony Camp, direttore del centro di ricerca della Society of Genealogists, ha dichiarato che non vi sono prove concrete e sufficienti per ritenere Giorgio IV padre di Ord, Hervey, Hampshire e Candy.Camp, Anthony J. (2007) Royal Mistresses and Bastards: Fact and Fiction 1714–1936,
I problemi dei debiti del Principe di Galles, che ammontavano alla straordinaria cifra di sterline nel 1795,De-la-Noy, p.55 vennero risolti ancora una volta per merito del Parlamento, il quale gli garantì un'ulteriore somma di sterline annue per rinsaldare la sua posizione finanziaria.Smith, E. A., p.97 Nel 1803 vennero aggiunte altre sterline e il Principe di Galles poté estinguere i suoi debiti nel 1806.Smith, E. A., p.92
Nel 1804 si aprì una disputa anche sul ruolo della principessa Carlotta, la quale aveva iniziato a prendersi cura del re Giorgio III, malato ma ancora vivente e regnante.
La reggenza
Alla fine del 1810 Giorgio III andava peggiorando nella sua malattia, soprattutto dopo la morte della sua figlia minore e preferita, la principessa Amelia. Il parlamento si risolse pertanto ad approvare le basi che erano già state gettate nel 1788 e, senza il consenso reale, i Lord Commissari, in nome del monarca, siglarono l'assenso reale con un consequenziale atto di reggenza nel 1811.
Il Principe di Galles divenne Principe Reggente il 5 gennaio di quello stesso anno, il che contribuì ad alimentare i dissapori della questione dell'emancipazione cattolica. I Tories, guidati dal Primo Ministro, Spencer Perceval, si opponevano all'emancipazione della religione cattolica nel Regno Unito, mentre gli Whigs la supportavano. All'inizio della reggenza di Giorgio questi sembrò sostenere il capo dei Whigs, William Wyndham Grenville, I Barone Grenville.
Nel 1812, quando ormai appariva chiaro il sempre maggiore declinare della salute del re, il Principe del Galles non riuscì a scalzare Perceval dal proprio ruolo di Primo Ministro.Smith, E. A., pp.141–2