Verso la conclusione e fin dopo la prima guerra mondiale (periodo interbellico) notevoli sconvolgimenti e piccole guerre travagliarono l'Europa orientale, percorsa da fermenti rivoluzionari ed indipendentistici che (in particolare tra la fine del 1918 e i primi mesi del 1919), dipartendosi da essa, si estesero oltre i suoi confini, tra cui la guerra civile russa.

1918 (dall'11 novembre) Stati nel mondo 11 novembre - Armistizio di Compiègne, la Germania si arrende - nasce la Dolchstoßlegende, mentre in Austria-Ungheria Carlo I rifiuta di abdicare 11 novembre - Il Consiglio provvisorio nazionale della Lettonia è riconosciuto dalla Gran Bretagna come unico governo legittimo della Lettonia e invitato alla futura conferenza di Pace di Parigi - i bolscevichi dellIskolat sono perciò esclusi 11-14 novembre - I bolscevichi partendo da Vologda tentano di riconquistare la Regione del Nord avanzando lungo il fiume Dvina settentrionale, ma vengono fermati sulla Vaga dai soldati della missione internazionale nella battaglia di Tulgas (chiamata "battaglia dell'armistizio" in relazione al termine della prima guerra mondiale) 12 novembre - A Vienna il nuovo cancelliere provvisorio austriaco Karl Renner proclama la nascita della Repubblica dell'Austria tedesca ("Republik Deutschösterreicht") nella prospettiva di unione alla Germania ("pangermanismo") per la quale il 15 invia un telegramma al presidente americano Wilson 12 novembre - Il sindaco tedesco di Poznań viene sostituito da uno polacco 12 novembre - La delegazione russa in Svizzera guidata da Jan Antonovič Berzin e Ivan Abramovič Zalkind (ivi presente da maggio, unico Paese ad averne una oltre alla Svezia) viene espulsa, provocando gravi scontri di protesta nel Paese (Sciopero generale svizzero del 1918, guidato da Robert Grimm) 13 novembre - In virtù dell'armistizio di Mudros del 30 ottobre inizia l'occupazione di Costantinopoli (che secondo gli accordi del 1915, ora non più validi, avrebbe dovuto andare alla Russia) e viene sciolto l'esercito ottomano - il 17 francesi e volontari della Legione armena sbarcano in Cilicia trovandovi la resistenza da parte dei Giovani Turchi: inizia la guerra franco-turca 13 novembre - L'Ungheria firma a Belgrado l'armistizio con l'Intesa; la Romania non riconosce l'armistizio e continua l'avanzata, venendo perciò in contrasto con i suoi ex alleati dell'Intesa; dal 12 al 20 la Romania occupa i valichi montani sui Carpazi orientali che gli erano stati tolti col trattato di Bucarest, a partire da quello di Gyergyótölgyes, nonché la Dobrugia settentrionale 13 novembre - Il governo della RSFS russa dichiara nullo il trattato di Brest-Litovsk ossia la sua resa alla Germania; questo atto determina l'avvio della sua offensiva verso ovest, con la creazione apposita dell'Esercito Occidentale (al posto delle "forze di cortina") con sede a Smolensk che il 17 inizia ad avanzare seguendo la ritirata tedesca nell'oblast' Occidentale ("operazione Vistola") per prendere il controllo sul territorio abbandonato dall'esercito tedesco in ritirata dall'Ober Ost al fine di recuperare i territori perduti dall'Impero russo durante la prima guerra mondiale (Privislinskij Kraj) e stabilire repubbliche sovietiche in quei territori, ma si trova a dover affrontare vari gruppi di auto-difesa e milizie locali dalla Bielorussia, Lituania, Polonia e Ucraina; il 25 la controparte cioè la Germania rinuncia al trattato di Brest-Litovsk e di conseguenza alla potestà sui paesi occupati, mettendo così effettivamente a rischio l'indipendenza dei vari stati nei confronti della Russia bolscevica; tra il 15 e il 25 le milizie contro-rivoluzionarie bielorusse contrattaccano i bolscevichi e avanzano nelle regioni di Smolensk e Kaluga prendendo Gžatsk e Medyn', ma dal 25 sono ricacciate indietro; in Germania è fondato il Stahlhelm, Bund der Frontsoldaten del LandwehrL'annullamento del trattato di Brest-Litovsk elimina anche le condizioni economiche e sociali ad esso sottoposte: nel corso di novembre-dicembre il governo di Lenin emette parossisticamente uno dietro l'altro una serie di arditi decreti socio-economici già previsti ma finora impediti dalla Germania

14 novembre - I tedeschi iniziano lo sgombero dall'Ucraina: "Rivoluzione ucraina", nei territori evacuati i democratici ucraini di Volodymyr Kyrylovič Vynnyčenko e Symon Petljura (entrambi del Partito socialdemocratico ucraino erede dal 1905 del Partito rivoluzionario ucraino) fondano il Direttorato in opposizione al reazionario governo filo-tedesco dell'Atamanato che segue i tedeschi nella ritirata; il vuoto lasciato nella regione a nord del mar d'Azov (Berdjans'k, Juzovka, Aleksandrovsk, Ekaterinoslav) viene colmato dalla fazione anarchica di Machno che vi fonda il Territorio Libero (o Repubblica di Guljapole) dopo avervi condotto la guerriglia contro i tedeschi fin dall'estate; l'atamano Nikifor Aleksandrovič Grigor'ev dal suo feudo di Elisavetgrad crea l'Armata Verde che si allea a Vynnyčenko insieme al quale nel corso del mese di dicembre riesce a prendere il controllo di Nikolaev, Cherson, Očakov e Alečki; nel Donbass il vuoto invece è presto colmato dai cosacchi del filo-tedesco Krasnov che già occupavano tutta la fascia contornante il bordo del limite orientale dell'occupazione tedesca, ma in conseguenza della sconfitta della Germania Krasnov è costretto a riconoscere l'autorità suprema del filo-Intesa Anton Denikin e cedergli il suo esercito che viene sgomberato da Caricyn, affidato al generale Pavel Rafailovič Bermondt-Avalov (appena liberato dal lager tedesco di Salzwedel), e inviato via mare nel Ducato Baltico Unito (dove è già presente un esercito di Rodzjanko) incaricato di subentrare all'esercito tedesco (che sta sgomberando anche da lì) per riprendere il controllo russo in quei territori e prevenire un eventuale attacco da parte dei bolscevichi; l'"Unione Don-Caucaso" di Krasnov è abolita, e i filo-russi unionisti finalmente liberi dai tedeschi chiamano Denikin proponendo l'unificazione dell'Ucraina allo Stato russo (mentre i seguaci del nostalgico zarista Pavlo Petrovyč Skoropads'kyj sono propensi ad affidarsi per questo scopo ai bolscevichi); intanto l'intero territorio sgomberato dai tedeschi è preda all'anarchia con pogrom e jacquerie diffuse 14 novembre - Dopo che il 12 è caduto il filo-sovietico Governo provvisorio popolare del socialista Daszyński, il Consiglio di Reggenza della Polonia si scioglie e trasferisce l'autorità al socialista anti-sovietico Józef Piłsudski (appena liberato dalla prigionia) come Capo di Stato 14 novembre - Venuta meno la questione bellica che finora aveva dilaniato i rapporti tra le due correnti del marxismo russo, i menscevichi si schierano coi bolscevichi (per cui da ora non si può più parlare di soli "bolscevichi" per definire i seguaci del governo di Lenin) 15 novembre - Cade il governo filo-tedesco e filo-bolscevico di Sulkiewicz in Crimea, che viene sostituito dal menscevico Solomon Samoilovič Krym 15 novembre - Nel corso dell'attacco a Stavropol' muore il generale bianco Mikhaïl Drozdovskij 15 novembre - In seguito alla rottura dei rapporti tra Romania e Intesa (che non intende rispettare il Trattato di Bucarest del 1916 in quanto invalidato dalla pace separata del 7 maggio) dopo l'armistizio di Belgrado la parte di Banato rimasta libera (quella a est di quello che poi diventerà il definitivo confine serbo-romeno ancor oggi vigente), sciolta la Repubblica del Banato, viene occupata dalle truppe serbe e francesi; la parte occidentale che tra il 10 e il 13 è già stata occupata da essi, in assenza di precise indicazioni, viene dal Regno di Serbia trattenuta indefinitamente 16 novembre - Viene proclamata la Repubblica Democratica di Ungheria, Mihály Károlyi (già primo ministro dal 1º novembre, ruolo cui viene ora sostituito da Dénes Berinkey) diventa presidente al posto del reggente (dal 27 ottobre) Giuseppe Augusto d'Asburgo-Lorena; in conseguenza di ciò, il 17 forze serbe e italiane possono entrare a Fiume 16 novembre - Presso Olëkminsk sono giustiziati i capi dei bolscevichi siberiani (tra i quali Nikolaj Nikolaevič Jakovlev) 16-23 novembre - Si svolge la conferenza di Iași (città nella quale avevano continuato ad aver sede i contingenti francese e russo del fronte romeno di Anatolij Kel'čevskij anche dopo la resa della Romania) per stabilire le modalità di intervento dell'Intesa nei territori dell'ex Impero russo sgomberati dai tedeschi; il 29 il governo romeno ritorna a Bucarest, ed il 10 dicembre conferma l'annessione della Bessarabia alla Romania; i delegati poi vanno ad Odessa ad attendere vanamente lo sbarco francese, finché il 6 dicembre si dileguano 17 novembre - I britannici ritornano a Baku (che diviene la capitale della Repubblica Democratica Azera) e a Krasnovodsk sgomberate dagli ottomani; a fine mese i britannici installano una loro flotta nel mar Caspio; nella Repubblica delle Montagne del Caucaso Settentrionale il "governo Gorskoe" chiede che truppe ottomane volontarie rimangano nel paese in funzione anti-russa (sia bolscevica che bianca), per cui scoppia una ribellione tra musulmani, cosacchi, e menscevichi filo-georgiano-armeni; nuovo presidente è Abdul Basir Haji Mustafayev metà novembre - In seguito alla fine delle ostilità della guerra mondiale, la legione Ceca e la 5ª divisione fucilieri polacca si ritirano dal conflitto civile russo e pur restando in loco iniziano lo sgombero dalla Siberia attraverso Vladivostok (tuttavia gli ultimi riusciranno a partire solo nel settembre 1920)