La Repubblica di Novgorod, nota anche come Terra di Novgorod (), fu uno Stato medievale russo esistito tra il XII e il XV secolo, che si estendeva dal Mar Baltico agli Urali; aveva come proprio centro la città di Velikij Novgorod.

Storia La Repubblica di Novgorod è stata tradizionalmente considerata come un'entità indipendente dalla Rus' di Kiev (alcuni studiosi, come Sergej B. Okhotnikov, Oleg Viktorovich Tvorogov, o Vladimir Viktorovich Kolesov, tendono addirittura a parlare di una "Rus' di Novgorod" distinta dalla "Rus' di Kiev"); ma nonostante Novgorod avesse una forma di governo differente da tutte le altre città della Rus' e scegliesse localmente i propri comandanti, era comunque parte integrante del panorama politico e culturale russo.

La città di Velikij Novgorod sorge sulle rive del fiume Volchov, vicino al lago Il'men'. I dintorni sono coperti di fitti boschi e paludi. Nel Medioevo, la popolazione era un misto di elementi slavi, scandinavi, baltici e finnici.

Sulla riva sinistra del fiume Volchov sorge il rione di Santa Sofia, con la cattedrale omonima. Intorno alla cattedrale risiedevano i krilošàny (membri del krilos, 'clero'), assistenti dell'arcivescovo, che godevano di grande potere politico. A sud della cattedrale c'è il cremlino della città (Кремль, kreml', è il termine russo corrispondente all'italiano fortezza), dove risiedeva l'arcivescovo stesso: a Novgorod il principe risiedeva addirittura fuori dalle mura della città. Sempre sulla riva sinistra del fiume sorgevano i quartieri dei carpentieri e dei vasai, mentre sulla riva destra sorgeva il quartiere dei mercanti, con il mercato cittadino. I rioni più ricchi, quelli sulla destra del fiume, erano tradizionalmente filo-polacchi, sebbene non cattolici, e appoggiarono sempre la Polonia nelle scelte politiche; i rioni sulla riva sinistra erano più poveri, rigidamente ortodossi e sempre vicini alle politiche dei principi russi. A Novgorod erano frequentissimi gli scontri tra questi due "partiti" in nome della religione e dello schieramento politico.

A metà del XII secolo i boiardi della città iniziarono a rivestire autonomamente le cariche di posadnik (amministratore cittadino) e tysjackij (comandante militare), mentre fino ad allora i titolari di queste cariche erano stati nominati dal Gran principe di Kiev. Nel 1136, gli abitanti di Novgorod espulsero il principe Vsevolod Mstislavič, e nel successivo secolo e mezzo furono abili nell'invitare e cacciare un gran numero di principi; le motivazioni di questi inviti ed espulsioni, tuttavia, sono rinvenibili in motivi politici legati alla forza del Gran principe regnante al momento, piuttosto che a una rivendicazione di indipendenza da parte di Novgorod.

Città come Staraja Russa, Staraja Ladoga, Toržok e Orešek, erano parte integrante della Repubblica di Novgorod. Secondo alcune fonti, nel XIII secolo era presente in Staraja Ladoga un vicario proprio dell'arcivescovo di Novgorod. La città di Pskov, invece, faceva parte della Terra di Novgorod, ma cercò spesso di rendersi autonoma, peraltro non riuscendovi quasi mai. Solo alla fine del XIII secolo Pskov diventò de facto indipendente. Alcuni principi come Dovmont e Vsevolod Mstislavič regnarono a Pskov senza ottenere nessun beneplacito né dover rendere conto a Novgorod. L'indipendenza della "Repubblica di Pskov" fu sancita dal trattato di Bolotovo nel 1348. Persino dopo tale trattato, comunque, l'arcivescovo di Novgorod fu a capo anche dell'eparchia di Pskov e mantenne il titolo di "Arcivescovo di Novgorod la Grande e Pskov" fino al 1589.

Tra il XII e il XV secolo la Repubblica di Novgorod si espanse continuamente verso est. Suoi abitanti esplorarono l'area intorno al lago Onega ed alla Dvina Settentrionale, e le coste del Mar Bianco. All'inizio del XIV secolo furono invece solcate le acque del Mar Glaciale Artico, del Mare di Barents, del Mare di Kara, e del fiume siberiano Ob'. Alla fine il territorio di Novgord giunse fino all'Ob', alla Carelia, al mar Bianco e al fiume Pečora: erano terre vastissime, ma troppo fredde per essere sfruttate (se non per l'allevamento delle renne). Inoltre, Novgorod possedeva delle terre non contigue all'interno del principato di Vladimir-Suzdal'.

Le tribù ugriche che abitavano gli Urali settentrionali erano vassalle di Novgorod e dovevano versare periodicamente un tributo alla stessa città. Le terre a nord, ricche di animali da pelliccia, di fauna e di sale, furono di grande importanza per la Repubblica, che combatté per il loro controllo lunghe guerre con il Granducato di Mosca nel XIV secolo. La loro perdita a favore proprio di Mosca comportò il declino economico e culturale per la città e per i suoi abitanti, e cagionò la fine della Repubblica.

Politica estera Novgorod combatté per secoli contro Svedesi, Danesi e crociati tedeschi.

Durante la spedizione svedese contro Russi e Finni (crociate del Nord), gli Svedesi invasero prima la Finlandia e quindi la Carelia, terre le cui popolazioni pagavano tributi a Novgorod; i Tedeschi, da parte loro, avevano cercato fin dal XII secolo di conquistare la Regione baltica. Novgorod dovette scontrarsi ventisei volte contro gli Svedesi e undici volte contro i Cavalieri portaspada. I cavalieri tedeschi, insieme ai signori feudali danesi e svedesi, lanciarono una serie di attacchi non coordinati tra il 1240 e il 1242; tuttavia le loro campagne fallirono dopo la battaglia della Neva (1240) e quella del lago ghiacciato (1242). Il 12 agosto 1323 fu siglato il trattato di Nöteborg, che regolò i confini tra Novgorod e la Svezia, mentre tre anni più tardi venne firmato un analogo trattato a Novgorod con la Norvegia per definire i rispettivi confini. L'esercito della Repubblica respinse anche successivi attacchi.

Novgorod riuscì a salvarsi dagli orrori comportati dall'invasione tataro-mongola non grazie a vittorie militari, ma perché i comandanti tataro-mongoli temevano di impantanarsi nelle paludi che circondavano la città: essi si ritirarono a 100 km da quest'ultima. Nonostante non fosse stata formalmente conquistata, la Repubblica iniziò a pagare tributi ai khan dell'Orda d'Oro; d'altra parte, Novgorod era ben contenta di non dovere aprire un nuovo fronte a sud, visto che era già impegnata contro i Cavalieri teutonici a ovest e contro gli Svedesi a nord.

I Tataro-mongoli non si intromisero mai nella vita politica, commerciale e sociale di Novgorod. Il principe di Novgorod non aveva bisogno di uno jarlyk (lettera patente) del khan per governare: questo perché la città non apparteneva all'Orda d'Oro. Anche le pene particolarmente crudeli ed i costumi giuridici tipici dei Tataro-mongoli non entrarono mai in Novgorod.

Aleksandr Nevskij

Il 15 luglio 1240, pochi mesi dopo la distruzione di Kiev ad opera dei Tataro-mongoli, Aleksandr, principe di Novgorod, riportò una importante vittoria nella battaglia contro gli Svedesi sul fiume Neva. Gli Svedesi erano appoggiati dal papa Gregorio IX.

Il 5 aprile 1242 Aleksandr sconfisse i Cavalieri teutonici nella battaglia del lago, sui ghiacci del lago Peipus.

Nel 1245 Aleksandr sconfisse i Lituani in un'altra battaglia per la città di Pskov.

Aleksandr vedeva queste battaglie nel contesto di uno scontro tra la Chiesa ortodossa e la Chiesa latina: proprio per questo motivo, andando contro il diritto canonico bizantino (che riservava la canonizzazione dei santi al patriarca), le metropolie di Kiev e di Vladimir-Suzdal' dopo la sua morte lo proclamarono santo. Proprio in quegli anni, d'altronde, la Chiesa ortodossa russa stava cercando in tutti i modi di emanciparsi dalla tutela del patriarca di Costantinopoli e trovava in Aleksandr il proprio campione, difensore dell'ortodossia contro i cattolici latini.

Aleksandr aveva dunque sconfitto i nemici storici di Novgorod. Egli sapeva di essere amato dalla sua družina e dall'esercito di Novgorod, ma l'amministratore della città e il comandante militare temevano che questa simpatia dell'esercito divenisse un rischio per la città. Per questo egli venne sempre tenuto ai margini della vita cittadina.

Nei confronti del Khanato dell'Orda d'Oro Aleksandr si comportò sempre come un vassallo perfetto. Sappiamo che tra il 1255 ed il 1257 si recò ben due volte a Saraj, e una terza volta nel 1263. Poco prima di quell'anno, una rivolta contro gli esattori dell'Orda d'Oro lo aveva costretto a punire i funzionari della città (fece tagliare loro il naso): i cittadini di Novgorod forse avevano addirittura ucciso l'esattore tataro. Sapendo a che cosa andava incontro la città per un delitto di lesa maestà contro i Tataro-mongoli, Aleksandr si recò a Saraj con ricchissimi doni, e il khan Berke placò la propria ira.

Sulla via del ritorno, il 14 novembre 1263, nella zona di Gorodec, Aleksandr morì. Venne seppellito nella cattedrale di Santa Sofia.

La caduta della Repubblica

Nel XIV secolo le incursioni degli uškujniki, pirati di Novgorod si spinsero fino a Kazan' e Astrachan' e sostennero la Repubblica nelle sue guerre contro la Moscovia.

Il Principato di Tver', il Granducato di Mosca ed il Granducato di Lituania si scontrarono per il controllo delle terre di Novgorod (e delle sue enormi ricchezze) fin dal XIV secolo. Prima di diventare Gran Principe di Vladimir, Michail Jaroslavič di Tver' inviò governatori da lui nominati a Novgorod. Una serie di contrasti con questi ultimi fece sì che la città stringesse stretti rapporti con Mosca durante il regno di Jurij di Mosca. La vicinanza con Tver' spaventava gli abitanti di Novgorod, che temevano fosse intenzione di quel Principato annettere l'ormai debole Repubblica. Mosca, invece, inizialmente non tenne un atteggiamento espansionistico verso Novgorod e generalmente i Principi di Moscovia furono accettati dalla popolazione anche come Principi di Novgorod. D'altronde, oltre a prestare aiuto in caso di bisogno, erano troppo lontani per ingerirsi negli affari interni della Repubblica.

Quando però la Moscovia iniziò a consolidare la propria posizione nell'area, i principi moscoviti iniziarono a rappresentare una seria minaccia per Novgorod. Ivan Kalità, Simeone Gordyj ed altri monarchi moscoviti cercarono di limitare l'indipendenza della Repubblica. Nel 1397 scoppiò un aspro conflitto tra Novgorod e Mosca, quando la seconda annesse i territori lungo il corso della Dvina Settentrionale: queste terre erano cruciali per l'economia della Repubblica, perché da lì provenivano la maggior parte delle pelli che esportava. Questi territori tornarono comunque in possesso di Novgorod l'anno successivo.

Nel XV secolo la situazione di Novgorod cominciò seriamente a degenerare: da una parte essa subiva le pressioni da Mosca, dall'altra era aggredita dall'Unione polacco-lituana.

A Novgorod esistevano due partiti: un partito filo-moscovita, costituito dal popolo minuto e dagli artigiani, che vedevano nella potente autocrazia moscovita un freno contro il potere dei boiari, che ormai controllavano con i mercanti l'operato della veče (a Mosca la veče ormai non esisteva più), e un partito filo-polacco, costituito da boiari, latifondisti e mercanti, filocattolici (pur non essendo di confessione cattolica), che ambivano ai privilegi di cui godevano i nobili polacchi e lituani (la Szlachta). Le adunanze della veče degeneravano spesso in violenti tumulti che vedevano anche gli assassinii dei principali esponenti dei due partiti.

La lotta assumeva anche una valenza religiosa: ognuna delle due parti voleva imporre la propria forma di vita ecclesiale: i filo-polacchi volevano dipendere, tramite una unione, dall'arcivescovo di Gniezno o da quello di Cracovia.