La tecnocrazia è una forma di governo pseudo-oligarchica in cui le decisioni del potere esecutivo risalgono alla volontà di tecnici e scienziati (ingegneri, matematici, fisici, economisti, giuristi, etc.), anziché a quella di rappresentanti elettivi.
Il termine deriva dalle parole greche τεχνη (tekne = "arte" o "tecnica") e κράτος (cratos = "potere"), ovvero "potere della tecnica", e il relativo concetto fu introdotto dal francese Henri de Saint-Simon nel suo Riorganizzazione della Società europea (1814) laddove, affrontando filosoficamente il nodo dell'approccio dei governi alla risoluzione dei problemi sociali, sostenne la necessità di andare oltre l'approccio sperimentale per affrontare questioni politiche e «superare questa infanzia della scienza»; un secolo più tardi, nel 1919, William Henry Smyth, ingegnere statunitense, inventò la parola technocracy per descrivere «il ruolo delle persone reso effettivo tramite l'azione dei loro servi, gli scienziati e gli ingegneri» nel suo articolo Technocracy—Ways and Means to Gain Industrial Democracy pubblicato su Industrial Management.Oxford English Dictionary 3rd edition (Word from 2nd edition 1989) Smyth tuttavia si riferiva alla Industrial Democracy, ovvero una corrente di pensiero inclusionista dei lavoratori nelle decisioni aziendali; fu solo dal 1932 in avanti, infatti, che sotto l'influenza dell'ingegnere Howard Scott il termine tecnocrazia iniziò ad assumere il significato di «sistema di governo basato su decisioni prese da tecnici».
Descrizione Da alcuni considerata una forma di oligarchia, ciò che caratterizza la tecnocrazia è la tendenza a soppiantare il potere politico, piuttosto che sostenerlo con consigli, prendendo per sé la funzione decisionale. Eliminando la divisione tra la politica come un regno dei fini o come arte della mediazione, il tecnocrate lascia il piano sia tecnico che economico e dei mezzi di azione sociale, per arrivare a fini e valori: ciò avviene sostenendo che una decisione politica - comportante potere discrezionale e basata su criteri prudenziali e morali - può essere sostituita da una decisione non discrezionale, risultato di calcoli e previsioni di una scientifica, basata su criteri di pura efficienza.
"Nella mentalità tecnocratica - sintetizza Claudio Finzi - razionalità e la "verità" sono indissolubilmente legate, in un modello quasi universalmente riconosciuto nel pensiero contemporaneo, che oltre alla razionalità si fonda su elementi puramente quantitativi. Chiaramente non ci sarà spazio per giudizi di valore, cioè, per le sperimentazioni per loro stessa natura non possono essere basate su elementi quantitativi."
L'occupazione della sfera politica da parte di elementi incompetenti, la corruzione, e soggetti privati che agiscono per proprio fine e non per l'interesse generale, portano come reazione ad appoggiare la tecnocrazia come forma di governo o, quantomeno, come metodo di gestione della cosa pubblica. In un governo tecnocratico coloro che prendono le decisioni vengono selezionati in base alla propria esperienza, ai propri studi e alla proprie competenze tecniche piuttosto che sulla base delle appartenenze politiche. Per differenziare la concezione ed il significato comunemente attribuiti al termine tecnici, intesi come persone esperte, specializzate o particolarmente preparate e qualificate nelle materie di propria competenza, è stato coniato il termine di tecnocrate per indicare colui che, pur senza essere un tecnico od uno specialista, sostiene la necessità di un primato della scienza e della tecnica sulla politica.
I tecnocrati sono individui con elevata istruzione tecnico-scientifica, i quali esercitano occupazioni in cui si studia come risolvere problemi economici e tecnici proponendo soluzioni basate sulla tecnologia. L'economista Gunnar K. A. Njalsson teorizza che i tecnocrati siano principalmente ispirati dalla propria mentalità focalizzata sulla risoluzione delle problematiche e non dagli interessi dei gruppi di potere politico. Le loro attività e il crescente successo che le loro idee riscuotono si pensa siano un fattore cruciale che consegue allo sviluppo della tecnologia ed al concetto che si sta affermando di società dell'informazione: "I tecnocrati devono essere distinti dagli "econocrati" e dai "burocrati" la cui mentalità sulla risoluzione dei problemi differisce notevolmente da quella dei tecnocrati. In tutti i casi le capacità tecniche e di leadership vengono selezionate attraverso processi burocratici sulla base di conoscenze specializzate ed esperienza tecnica piuttosto che in base ad elezione democratica.
Alcune forme di tecnocrazia riflettono una forma di meritocrazia, sistema per il quale le persone "più qualificate" e coloro che decidono la validità ed il tipo della qualifica sono le stesse. Altre forme sono state descritte come diverse da un gruppo oligarchico di "controllori" e simili piuttosto ad un'amministrazione scientifica libera dall'influenza ed il condizionamento dei gruppi di potere politico e di interesse economico. Si può dunque avere una tecnocrazia intesa come governo dei tecnocrati, ovvero di persone che condividano o nutrano alcuni dei princìpi o delle convinzioni di seguito esposte.
Tecnocrazia e ingegneria La tecnocrazia è una soluzione ad un problema preso in considerazione da ingegneri all'inizio del XX secolo. Seguendo quanto scritto ed esposto da Samuel HaberHaber, Samuel. Efficiency and Uplift Chicago: University of Chicago Press, 1964. Donald Stabile sostiene che gli ingegneri dovevano affrontare un conflitto tra l'efficienza fisica ed il cost efficiency nel nuovo capitalismo corporativo imprenditoriale della fine del diciannovesimo secolo negli Stati Uniti. Coscienti solamente del profitto, i manager non-tecnici delle industrie nelle quali lavoravano gli ingegneri, a causa delle proprie percezioni sulla domanda del mercato, spesso imponevano limiti ai progetti che gli ingegneri volevano sviluppare. I prezzi di tutte le materie prime, variabili in base al mercato, fanno saltare gli attenti calcoli degli ingegneri. Come risultato, l'ingegnere perde il controllo del progetto e deve continuamente rivedere i piani. Per mantenere il controllo sui progetti l'ingegnere deve cercare di esercitare il controllo su queste variabili esterne e trasformarle in fattori costantiStabile, Donald R. "Veblen and the Political Economy of the Engineer: the radical thinker and engineering leaders came to technocratic ideas at the same time," American Journal of Economics and Sociology (45:1) 1986, 43-44..
La conseguenza è quella di interessarsi della forma di governo della società nazionale ed, in prospettiva, della Governance globale, per assoggettare alla razionalità del modo di produzione le variabili sociali. Il sociologo francese Jacques Ellul ha rilevato che nell'attuale situazione culturale si tende più o meno esplicitamente a ritenere che, divenuta tutta tecnica la società, la tecnica si presenti come il sistema inclusivo della società nella sua interezza. Al limite, la tecnica inghiottirebbe la società, diventerebbe essa stessa la societàJacques Ellul, Il sistema tecnico. La gabbia delle società contemporanee, Editore: Jaca Book, 2009..
Fondamenti filosofici, storici e culturali Ciò che caratterizza e contraddistingue la tecnocrazia da ogni altra forma di governo è il suo retroterra culturale e filosofico, che affonda le sue prime timide radici nell'illuminismo settecentesco, germoglia nell'Ottocento attraverso la rivoluzione industriale, gli entusiasmi per i progressi tecnico-scientifici e le teorie evoluzionistiche di Charles Darwin e di Herbert Spencer (in realtà già Platone nell'antica Grecia nell'opera La Repubblica aveva fortemente criticato la democrazia diretta ateniese in favore un governo oligarchico guidato esclusivamente da filosofi, i massimi intellettuali del tempo).
I tecnocrati pongono le considerazioni sviluppate a partire da Auguste Comte, filosofo e sociologo francese (1798-1857) ed il teoretico socialista Claude-Henri Rouvroy, conte di Saint-Simon (1760-1825). Entrambi partono dal presupposto che ciascun essere umano punti all'innalzamento ed al miglioramento del proprio tenore di vita. Questo presupposto implica una serie di problemi da risolvere, di questioni da esaminare, di soluzioni da ricercare ed applicare secondo criteri e metodi tecnici e scientificicome spiega Henri de Saint-Simon nella sua opera Réorganisation de la société européenne del 1814. Tale concezione di tecnocrazia fu espressa anche dalla credenza in uno stato che controllasse l'economiaEncyclopaedia Britannica, Saint Simon; Socialism, con la funzione dello stato trasformata da puro organismo di controllo politico sulle masse ad amministrazione scientifica della cosa pubblica e direzione dei processi di produzione sotto stretta direzione scientificaSocialism: Utopian and Scientific, on Marxists.org: https://www.marxists.org/archive/marx/works/1880/soc-utop/ch01.htm: "Nel 1816, egli dichiara che la politica è la scienza della produzione, e prevede il completo assorbimento della politica da parte dell'economia. La consapevolezza che le condizioni economiche stanno alla base delle istituzioni politiche appare qui solo in forma embrionale. Tuttavia la cosa che viene qui ampiamente espressa è l'idea della futura conversione del ruolo politico in un'amministrazione delle cose e dei processi di produzione.".
Il teorico socialista Friedrich Engels aveva una visione analoga: lo Stato sarebbe morto e avrebbe cessato di essere Stato quando il governo del popolo e l'interferenza negli affari sociali sarebbero stati sostituiti dall'amministrazione delle cose e dei processi tecnici.Socialism: Utopian and Scientific, Engels, Fredrick. "Il primo atto in virtù del quale lo Stato realmente costituisce la rappresentanza dell'intera società e la presa del possesso dei mezzi di produzione nel nome della società, diviene al tempo stesso l'ultimo atto indipendente come Stato. L'interferenza dello Stato nelle relazioni sociali diviene, materia dopo materia, superfluo e pertanto soccombe; il governo delle persone viene sostituito dall'amministrazione delle cose, e dalla regolazione dei processi di produzione. Lo Stato non viene abolito. Esso cessa di esistere."
L'economista americano Thorstein Veblen fu uno dei primi sostenitori della tecnocrazia, coniandone, assieme ad Howard Scott, il seguente significato: è uno sviluppo tecnologico che avrebbe portato ad un'organizzazione socialista degli affari economici. La sua opinione del socialismo differiva tuttavia da quella di Karl Marx e Friedrich Engels; mentre Marx intendeva il socialismo come espressione della classe lavoratrice che era quella che avrebbe portato il socialismo al potere, Veblen vedeva il socialismo come una fase intermedia in un processo evolutivo di sviluppo che sarebbe derivato dal decadimento naturale del sistema economico imprenditoriale e dal genio inventivo degli scienziati.The life of Thorstein Veblen and perspectives on his thought, Daniel Bell nota un'affinità tra Veblen ed il Technocracy Movement (Movimento tecnocratico)Daniel Bell, "Veblen and the New Class", American Scholar, V. 32 (Autumn 1963) (cited in Rick Tilman, Thorstein Veblen and His Critics, 1891-1963, Princeton University Press (1992)).
Nella storia moderna Retorica tecnocratica ebbe inizialmente il fascismo dei primi anni '20 in Italia, fino all'omicidio Matteotti, quando prevalsero le spinte più radicali e le aspirazioni tecnocratiche si spenseroCharles S. Maier, ``Between Taylorism and Technocracy: European Ideologies and the Vision of Industrial Productivity in the 1920s, Journal of Contemporary History, Vol. 5, No. 2 (1970), pp. 27-61.Roland Sarti, Fascist Modernization in Italy: Traditional or Revolutionary, The American Historical Review, Vol. 75, No. 4 (Apr., 1970), pp. 1029-1045.