The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, noto anche semplicemente come Ziggy Stardust, è il quinto album in studio del cantautore inglese David Bowie, pubblicato nel 1972 dalla RCA Records e ristampato su compact disc per la prima volta nel 1984.

Ha venduto oltre 7,5 milioni di copie e contiene i brani Starman, Ziggy Stardust, Suffragette City e Rock 'n' Roll Suicide; l'album narra di un mondo sull'orlo dell'apocalisse in cui l'ultimo eroe è un ragazzo divenuto rockstar grazie a un aiuto alieno e rappresenta uno dei suoi più grandi successi, nonché una delle sue opere più influenti e seminali.

Si trova al 40º posto nella lista dei 500 migliori album della rivista Rolling Stone, al 23º posto in quella di NME e al 34º posto nella "All Time Top 100" di Melody Maker. Nel 2006 il Time lo ha incluso tra i migliori 100 album di tutti i tempi.

Nel gennaio del 2010 la copertina di Ziggy Stardust è stata scelta dalla Royal Mail britannica per il set di francobolli "Classic Album Cover".

Storia

Ziggy Stardust può essere considerata l'opera con la quale David Bowie riuscì nel 1972 ad affermare se stesso come artista coerente, integrando le espressioni stilistiche sperimentate nei lavori precedenti con generi contemporanei come il glam rock e il proto-punk,. e rimane uno degli album che più hanno influenzato le generazioni successive di artisti, che nella pantomima del suo protagonista trovarono il primo esempio di teatro-rock.

Nel 1974, nel corso di un'intervista con lo scrittore William Burroughs su Rolling Stone parlò della sua intenzione di mettere in scena l'album come musical nel West End e farne uno spettacolo televisivo.. Il cantante raccontò anche che, contrariamente all'opinione comune, Ziggy non è un extraterrestre ma un umano entrato in contatto con forze da un'altra dimensione attraverso la sua radio che finisce per adottare sulla Terra un ruolo messianico scambiando i loro messaggi per rivelazioni spirituali.

Ziggy è in definitiva l'emblema della rockstar, un "cantante rock di plastica" come lo definiva Bowie, che con la sua ascesa e la sua caduta ripercorre idealmente la parabola della celebrità, dietro la quale si nascondono l'insicurezza e la fragilità dell'artista.. L'album fu realizzato con l'idea di confezionare un personaggio di forte impatto sul pubblico: il trucco pesante e i fumettistici costumi colorati diventarono elementi necessari per creare una cornice mistica attorno alla figura di Ziggy, quindi attorno a Bowie stesso dato che in quel periodo le due entità erano pressoché indistinguibili.

Nel 2004 il cantante è tornato sull'argomento spiegando come Ziggy Stardust fosse stato inizialmente concepito per il teatro: «Volevo scrivere un musical. Non avevo idea di come andasse fatto o di come i musical sono costruiti, ma l'idea di scrivere qualcosa basato sul rock per Broadway mi incuriosiva davvero ed ho pensato che sarebbe stata una cosa meravigliosa da fare [...] Davvero non sapevo le modalità di approccio e così ho seguito un corso molto più semplice, ho abbreviato un po' l'idea di musical fino a concepire un concept album e ho creato i personaggi».

Ispirazioni e influenze: la costruzione di un alter ego Tra le molte influenze individuali su Ziggy Stardust una delle più evidenti è quella esercitata da Iggy Pop, che Bowie aveva conosciuto nel settembre 1971 durante il suo primo viaggio negli Stati Uniti. Iggy Pop era praticamente sconosciuto in Gran Bretagna, sebbene David lo avesse già definito il suo cantante preferito in un'intervista per Melody Maker l'anno prima,. e di ritorno in Inghilterra disse al produttore Ken Scott che il suo nuovo disco sarebbe stato "molto più simile a Iggy Pop". L'esibizione disinibita e spesso violenta, «che liberava la parte animalesca del rock» secondo le parole del cantante, fu fondamentale per l'alter ego che stava forgiando.

Leee Black Childers, in questo periodo personaggio chiave della compagnia MainMan fondata dal manager Tony DeFries, sostenne in seguito che «l'infatuazione di Bowie per Iggy aveva a che fare con il desiderio di inserirsi nella realtà rock che apparteneva a Iggy e che Bowie non avrebbe mai potuto vivere perché era solo uno studentello d'arte del sud di Londra, mentre Iggy proveniva dalla feccia di Detroit. David Bowie sapeva che non avrebbe mai potuto raggiungere la realtà nella quale Iggy era nato. Così pensò di comprarsela».

Lo stesso discorso può essere fatto per Lou Reed, al quale Bowie aveva dedicato il brano Queen Bitch contenuto in Hunky Dory e che da tempo aveva ispirato il suo modo di comporre. Nel 2000 il cantante tornò a parlare dell'influenza esercitata da Reed e dai Velvet Underground sulla genesi di Ziggy Stardust, raccontando un curioso incontro dei primi anni settanta: «Andai a vedere i Velvet Underground la prima volta che sono stato negli Stati Uniti, nel 1970 [...] Pochi giorni dopo ho detto ad un mio amico che avevo avuto la possibilità di parlare con Lou e che era stato meraviglioso, e lui mi disse "No no, Lou ha lasciato la band l'anno scorso. Hai parlato con Doug Yule, il suo sostituto, che è quasi la sua immagine sputata". Gli dissi "Stai scherzando!" Si era seduto lì e gli avevo parlato come se fosse Lou e lui mi aveva raccontato di come aveva scritto I'm Waiting for the Man! Fu in quel momento che compresi che per me non era importante se si fosse trattato di quello vero o di un falso».

L'asse Pop/Reed fu completato da un'altra influenza fondamentale, quella del suo amico di vecchia data Marc Bolan. All'epoca delle sessioni di Ziggy Stardust il cantante dei T. Rex aveva raggiunto la celebrità reinventando il modo di scrivere con un nuovo vocabolario di fantascienza urbana e trasformando la band in una formazione elettrica. La sua personalità schiva e diffidente, lo stile sospirato del modo di cantare vicino al microfono, il trucco e gli elementi anni cinquanta presenti nelle performance dal vivo furono assimilati negli atteggiamenti di Ziggy..

Ma quello che può essere individuato come modello principale di Ziggy Stardust è il rocker anglo-americano Vince Taylor, che alla fine degli anni cinquanta aveva pubblicato un paio di singoli fallimentari inclusa Brand New Cadillac, di cui i Clash avrebbero fatto una cover nel 1979. Nel 1961 la sua tendenza eccentrica e caratteriale fu eccitata dal consumo di alcol e droghe, uno stile di vita che colpì David Bowie che lo incontrò a Londra nel 1966: «Andai ad alcune feste con lui ed era fuori di testa, completamente flippato. Si portava appresso cartine dell'Europa e ricordo distintamente che una volta aprì una mappa a Charing Cross Road, fuori dalla stazione della metropolitana, la mise per terra e si inginocchiò con in mano una lente [...] disse che stava evidenziando tutti i luoghi dove gli UFO avrebbero dovuto atterrare nei mesi successivi. Era fermamente convinto che ci fosse un fortissimo legame tra lui, gli alieni e Gesù Cristo».

Taylor perse progressivamente il contatto con la realtà e le sue esibizioni furono costellate da incidenti sul palco finché una notte, raccontò Bowie, «si presentò in scena vestito di bianco, dicendo che tutta la sua faccenda con il rock era stata una bugia, che in realtà lui era Gesù. Fu la fine di Vince, della sua carriera e di tutto il resto. Fu questa storia che divenne uno degli elementi essenziali di Ziggy e della sua visione del mondo».

L'origine del nome Ziggy Stardust Nel 1990 David Bowie raccontò sulla rivista Q che il nome Ziggy gli fu ispirato da una sartoria di Londra chiamata "Ziggy's", davanti alla quale una volta era passato in treno: «Aveva un'aria da Iggy ma era una sartoria, allora pensai "Beh, l'intera faccenda riguarderà i vestiti". Così, quasi per scherzo decisi di chiamarlo Ziggy».

L'origine di Stardust richiama invece l'eccentrico cantante statunitense Norman Carl Odam, più noto come Legendary Stardust Cowboy e considerato uno dei pionieri del genere psychobilly, il cui unico successo era stata una canzone del 1968 intitolata Paralysed e la cui celebrità era basata su una disastrosa apparizione nel programma televisivo Rowan & Martin's Laugh-In. «Tutti risero di lui e se ne andò piangendo», ricordò Bowie nel 1996, «suonava la chitarra e aveva un trombettista con una gamba sola [...] Assemblavano la loro musica senza sapere che ci dovrebbero essere regole da seguire. E così andavano in direzioni che non verrebbero in mente neanche ad un musicista semi-qualificato... è da lui che ho preso il nome Stardust»..

Nel 2002 Bowie si è sdebitato scegliendo Legendary Stardust Cowboy per suonare al Meltdown Festival e nello stesso anno ha inserito nell'album Heathen una cover di I Took a Trip (On a Gemini Spaceship). «Quando ho letto sul suo sito che pensava che, dato che avevo preso in prestito il suo nome, almeno avrei dovuto cantare una delle sue canzoni, mi sono sentito in colpa e ho voluto fare ammenda immediatamente. Così ho rifatto una delle sue migliori canzoni».

Registrazione

La prima traccia ad essere incisa il 9 settembre 1971 ai Trident Studios di Londra fu It Ain't Easy, che in realtà avrebbe dovuto far parte di Hunky Dory. Fu questo uno degli esempi della notevole sovrapposizione fra i due album che furono registrati in periodi molto ravvicinati, quando il "concept" di Ziggy Stardust non era ancora stato sviluppato e l'idea era quella di un disco in cui includere alcuni brani del progetto The Arnold Corns, nuove incisioni di Holy Holy e The Supermen, alcune cover e un paio di nuove canzoni come It's Gonna Rain Again e Only One Paper Left..

L'8 novembre ebbe inizio la prima vera sessione che nel giro di una settimana produsse Five Years, Soul Love, Moonage Daydream, Hang On to Yourself, Ziggy Stardust, Star e Lady Stardust, le ultime due con i titoli provvisori Rock 'n' Roll Star e He Was Alright (A Song for Marc). «Registravamo velocemente, come abbiamo sempre fatto», ricordava il produttore Ken Scott, «lavoravamo generalmente dal lunedì al sabato, dalle due del pomeriggio finché non finivamo, generalmente verso mezzanotte».

A differenza di quanto era avvenuto circa un anno prima per The Man Who Sold the World, in questo caso l'apporto di Bowie durante le registrazioni fu decisivo. «Sapeva perfettamente quello che voleva dal punto di vista musicale», ricordava Ken Scott, «e non voleva saperne di accorgimenti tecnici». Uno degli aspetti che più impressionò il produttore fu il fatto che molte delle tracce vennero suonate dal vivo e la maggior parte delle parti vocali di Bowie furono "first takes": «Ci sono pochissimi artisti in grado di fare parti vocali al primo take quasi ogni volta. Lui era uno di quelli». Inoltre, al confronto con la lunghezza dei periodi compositivi che avevano preceduto le sessioni di Space Oddity e Hunky Dory, alcune indicazioni fanno pensare che la costruzione di Ziggy Stardust avvenne un po' per volta.