Si parva licet componere magnis [komˈpoː.ne.re] è un'espressione latina che significa «se è lecito paragonare le cose piccole alle grandi»; è parte di un verso di Virgilio (Georgiche, Libro IV, v. 176). Il poeta scrive tali parole nell'ambito di una similitudine che istituisce fra il lavorìo delle api e l'opera frenetica dei Ciclopi intenti a forgiare le saette per Giove.

Utilizzo storico Già nelle Bucoliche, precisamente nella prima egloga, Virgilio usa un'espressione simile: Sic canibus catulos similes, sic matribus haedos / noram, sic parvis componere magna solebam,Bucoliche, I, vv. 22-23: «Poiché conoscevo i cuccioli simili ai cani e i capretti alle loro madri, ero solito paragonare le cose piccole alle grandi». nella quale Titiro fa ammenda dell'errore di aver paragonato Mantova con Roma, che per grandezza «si innalza tanto sopra le altre città quanto i cipressi sul flessuoso viburno».Bucoliche, I, vv. 24-25.

Utilizzo moderno Nell'uso odierno, la frase può essere citata, anche in tono scherzoso, allo scopo di scusarsi di eventuali paragoni e accostamenti che potrebbero apparire sproporzionati.

Ad esempio, la frase si trova spessa utilizzata dallo storico Carlo Ginzburg quale clausola di modestia quando paragona il suo approcio a quello di un autore prestigioso del passato.Per esempio in Carlo Ginzburg, Il vincolo della vergogna. Letture oblique, Adelphi, 2026, p. 12 : "Ho capito di sentirmi più vicino (si parva licet) al modo di procedere di Spitzer".

Note

Voci correlate Locuzioni latine Sic parvis magna

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Categoria:Frasi virgiliane