Se in ere antiche Melfi era un semplice agglomerato di individui senza un ordinamento ed una affinità socio-culturale, acquisì un'enorme importanza nel periodo medievale, soprattutto sotto il dominio normanno, quando divenne Capitale e sede di cinque importanti Concili. Con l'arrivo degli Svevi, Federico II decise di promulgare dal castello le Costituzioni di Melfi (o Constitutiones Augustales), codice unico di leggi per l'intero Regno di Sicilia. Con gli angioini, per la città si prospettò un futuro decadente, che si accentuava sempre di più con il passare degli anni, aggravato anche dai terremoti che distrussero gran parte del suo patrimonio urbano. A seguito di un lungo periodo passato sotto il governo di famiglie nobiliari e con l'avvento dell'unità d'Italia, Melfi raggiunse uno stato di povertà e desolazione ai minimi storici. Questa condizione sociale fu una delle cause del brigantaggio, a cui la città partecipò attivamente. Dopo secoli di regressione, Melfi sta vivendo una lenta ma progressiva ripresa a partire dagli anni novanta, con l'edificazione di impianti industriali (come la FIAT e la Barilla).

Storia Origini Le origini storiche di Melfi, sono ancora oggetto di dibattito. Probabilmente il nome deriva dall'antico fiume Melpes ISBN 8836529518 ISBN 8836500218, menzionato dallo scrittore Plinio il Vecchio e oggi poco più che un canale, che fa risalire l'origine della città in epoca antica. Giovanni Pontano e Leandro Alberti considerano Melfi già edificata dai greci; Erchemperto, monaco longobardo del IX secolo, sostenne nelle sue opere che fu fondata da alcuni cavalieri romani che, recandosi verso Bisanzio, dovettero sbarcare a Ragusa a causa di una tempesta. Cacciati dall'antico centro croato, tornarono sulle coste pugliesi e, stanziandosi nell'area del Vulture, fondarono la città. Altri ritengono che la nascita di Melfi avvenne nel periodo bizantino, ad opera di Basilio Boioannes, poiché mancano testimonianze concrete della sua esistenza in epoche precedenti.ISBN 8822041445 Né risulta, con le vicine Rapolla e Venosa, nell'elenco delle città daune nominate da Plinio il Vecchio nel 70 d.C. circa.

Antichità e Alto Medioevo

Si pensa che i primi insediamenti (ritrovati nella frazione Leonessa) risalgano al neolitico, e si proliferarono durante l'età del ferro, sebbene fossero semplici centri abitati senza un'identità riconoscibile. Alcuni ritrovamenti di tombe in un'area adiacente al castello, zona Chiuchiari, ora esposte nella sezione preromana del Museo Nazionale del Melfese, e sulla collina dei Cappuccini, ora esposte al museo archeologico di Taranto, sembrano confermare questo assunto.

Nella fase finale dell'età del ferro, Melfi divenne un abitato organizzato e strutturato, fungendo da anello di congiunzione tra diverse civiltà come dauni e lucani. La sua collocazione strategica rende probabile che una roccaforte vi sorgesse già in tempi preromani; si trova infatti sulla direttrice che dal mare Adriatico passa sotto le antiche città di Canosa e Lavello, poi dopo Melfi si dirige verso l'interno montuoso. Nel corso del III secolo a.C., l'area di Melfi viene progressivamente abbandonata, in seguito alla conquista romana del Vulture, che provoca il concentrarsi degli abitanti nella nuova colonia Venusia (l'attuale Venosa), essenziale centro di scambi commerciali collocato nella via Appia.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente l'area iniziò ad acquistare più validità e divenne possedimento dei bizantini. La posizione si rivela vitale per il controllo delle ricche città costiere della Puglia, come Canosa, Trani e il grande Santuario del Monte S. Angelo. La lotta fra Bizantini e Longobardi del Principato di Benevento e di Salerno vide Melfi passare da un dominio all'altro e la città, con l'avvento dell'era medievale, acquisì una notevole importanza storica.

I Normanni

All'inizio dell'XI secolo fanno la loro apparizione nell'Italia meridionale bande di mercenari provenienti dall'Europa settentrionale composte da Normanni, fra tutti Rainulfo Drengot, che divenne conte di Aversa, e i membri della famiglia Altavilla, che diretti in Terrasanta sostarono in queste regioni e, approfittando delle guerre fra i vari ducati e principati, mostrarono le loro capacità combattive e ne divennero padroni. Nel settembre del 1042, Guglielmo Braccio di Ferro e gli altri capi normanni si rivolsero al duca longobardo Guaimaro di Salerno per ottenere il riconoscimento ufficiale della conquista del territorio di Melfi, avvenuta grazie a un accordo col governatore Arduino di Melfi.

In cambio accettarono di prestare omaggio come vassalli. Ansioso di ostacolare i tentativi espansionistici di un altro Normanno, Rainulfo d'Aversa, Guaimaro ratificò (1043) l'alleanza con gli Altavilla. Il territorio di Melfi venne assegnato a dodici condottieri, cioè dodici baroni, indipendenti l'uno dall'altro, che dovevano governarla in modo collegiale, e giurarono di prestarsi assistenza reciproca.

Ognuno dovette erigersi un palazzo in un differente settore di Melfi, che doveva perciò restare indivisa. I feudi vennero attribuiti a seconda del rango e del merito: Ascoli Satriano spettò a Guglielmo, Venosa a Drogone e così via. Guglielmo Braccio di Ferro, che si fregiò del titolo di conte già dal 1042, sposo della nipote del duca di Salerno, fu comunque fin dall'inizio in posizione dominante.

La famiglia degli Altavilla partì da Melfi per conquistare l'intero meridione d'Italia e la Sicilia.ISBN 8836528511 Questa età rappresentò l'apice della fortuna e della gloria di Melfi, che diventò un centro del potere normanno. Secondo Goffredo Malaterra, monaco benedettino e autore di cronache dell'XI secolo, Roberto il Guiscardo sposò Sichelgaita di Salerno a Melfi, dopo aver ripudiato Alberada di Buonalbergo.

I Concili di Melfi

A Melfi si tennero cinque concili, organizzati da cinque diversi Pontefici tra il 1059 e il 1137.

Nell'estate del 1059, Niccolò II soggiornò nella rocca fortificata e fu al centro di importanti avvenimenti: in giugno stipulò il Trattato di Melfi, poi, dal 3 agosto al 25 agosto celebrò il Concilio di Melfi I ed infine con il Concordato di Melfi riconobbe i possedimenti conquistati dai Normanni.

Il Papa nominò Roberto il Guiscardo duca di Puglia e Calabria, ISBN 8879894064 che divenne vassallo della Chiesa. Questa aperta dichiarazione di vassallaggio del regno meridionale al Papa, allora solo simbolica data la grande potenza dei Normanni, influenzerà tutta la successiva storia del Meridione d'Italia.

E in tale vasto quadro, la città di Melfi, sede della contea di Puglia, passava un periodo fulgido della sua storia: in tale circostanza fu promossa a la Capitale del Ducato di Puglia e Calabria nel 1059. Melfi, nonostante il titolo di Capitale del Ducato di Puglia e Calabria verrà successivamente riconosciuto a Salerno ed infine a Palermo, continuò ad essere un centro molto importante dell'impero normanno. E sempre a Melfi furono organizzati gli altri Sinodi.

Il papa Alessandro II dal 1º agosto 1067 presiedette il Concilio di Melfi II; ricevette il Principe longobardo di Salerno, Gisulfo secondo, ed i fratelli Roberto il Guiscardo e Ruggero Altavilla. Nel corso del Concilio di Melfi III, del 1089, il papa Urbano II indisse la Prima Crociata in Terra santa, poi Pasquale II nel 1101 convocò il Concilio di Melfi IV ed infine Innocenzo II nel 1137 celebrò il Concilio di Melfi V, ultimo della serie. Vi fu anche nel 1130 un Concilio di Melfi non riconosciuto dalla Chiesa, perché organizzato dall'Antipapa Anacleto II.

Cronologia: Tabella riepilogativa Concili ed Accordi di Melfi Concili ed AccordiPontefici che presiedono i lavoriPartecipanti religiosiPartecipanti nobiliDate di svolgimentoProvvedimenti principaliNotePrimo concilio di Melfi- Niccolò II Desiderio di Montecassino - Ildebrando di Soana - Umberto di SilvacandidaRoberto di Altavilla - Riccardo I di Aversa3 - 25 agosto 1059Riconoscimento delle casate normanne Altavilla e DrengotCompletato dal Trattato e dal ConcordatoTrattato di Melfi- Niccolò IIRoberto di Altavilla - Riccardo I di Aversa24 giugno 1059Niccolò II nomina Riccardo I Principe di Capua e Roberto il Guiscardo Duca di Puglia, Calabria e Sicilia.Precede il primo ConcilioConcordato di Melfi- Niccolò IIRoberto di Altavilla - Riccardo I di Aversa23 agosto 1059Al Pontefice rimane Benevento, con i territori entro 10 miglia e va alla Casa Altavilla il Principato.Definisce solennemente gli accordi del TrattatoSecondo concilio di Melfi- Alessandro IIArcivescovo Alfano di SalernoRoberto il Guiscardo - Ruggero d'Altavilla - Gisulfo II, Principe di Salerno.1º agosto - settembre 1067Scomunica Roberto il GuiscardoAlcune sessioni del concilio Papale si tengono in Capitanata, a Troia.Terzo concilio di Melfi- Urbano IIAbate Elia e Arcidiacono GiovanniRuggero Borsa, Boemondo I d'Altavilla, Goffredo di Conversano10 - 17 settembre 1089Bandisce la Prima Crociata - condanna le pratiche di simonia e il concubinatoAl termine del Sinodo, Boemondo invita il Papa a Bari per deporre le ossa di San NicolaQuarto concilio di Melfi- Pasquale IIVescovi, Cardinali, Abati del MezzogiornoTutti i Conti Normanniagosto 1101 (La data è incerta)Scomunica di Benevento - Chiusura della vertenza tra Montecassino e Santa Maria in CinglaIl Papa concede al Vescovo di Melfi il privilegio di dipendere direttamente da RomaConcilio di Melfi non riconosciuto- Anacleto IIVescovi, cardinali, abati fedeli all'AntipapaRuggero II di Altavilla5 novembre 1130Istituisce il titolo di Re di Sicilia – Eleva Ruggero II da Duca a ReQuesto Concilio non è riconosciuto dalla ChiesaQuinto concilio di Melfi- Innocenzo IIRainaldo Abate di Montecassino, Pietro Diacono, Pandolfo Vescovo di TeanoImperatore Lotario II di Supplinburgo4 - 17 luglio 1137Depone l'antipapa Anacleto II e delegittima Ruggero II Altavilla in favore di Rainulfo III Drengot.Il Papa annulla la scomunica ai monaci di Montecassino schierati con l'Antipapa

Con l'egemonia dell'impero normanno nel sud Italia e con lo spostamento della capitale del ducato di Puglia e Calabria a Salerno, scomparve l'antica regione Lucania e il giustizierato assunse il nuovo nome Basilicata.

Gli Svevi

Ai Normanni successe Federico II, discendente in linea paterna dalla famiglia imperiale Hohenstaufen proveniente dalla Svevia e in linea materna dalla famiglia reale normanna degli Altavilla. Accolto dal giustiziere della Basilicata, dai conti, dai vescovi e dai governatori della regione, sostò al castello della città, ISBN 883652141X ove apporterà, in seguito, ampliamenti e ristrutturazioni. ISBN 8822061624