Già esponente del PCI, di cui ha seguito l'evoluzione in PDS, DS e PD, è stato segretario della Sinistra giovanile (1992-1995), presidente dell'Unione Internazionale della Gioventù Socialista (1995-1997), europarlamentare (2004-2008 e di nuovo dal 2024), presidente della Provincia di Roma (2008-2012),Il Presidente | Provincia di Roma presidente della Regione Lazio (2013-2022) e segretario del Partito Democratico (2019-2021). Dal 2022 al 2024 è stato deputato alla Camera nella XIX legislatura.
Zingaretti è considerato uno dei membri più in vista dell'ala sinistra del PD. È stato anche il primo presidente del Lazio a essere rieletto per un secondo mandato, risultando quindi il più longevo in carica.
Biografia Figlio di Emma "Mimmi" Di Capua, sfuggita all'età di sette anni al rastrellamento del ghetto romano, e di Aquilino Zingaretti, dirigente bancario, consegue il diploma in odontotecnica all'Istituto Professionale Edmondo De Amicis di Roma nel 1984, per poi iscriversi alla facoltà di lettere e filosofia all'Università di Roma "La Sapienza", abbandonandola dopo 3 esami.
È sposato con Cristina Berliri e ha due figlie: Flavia e Agnese. Ha una sorella, Angela, dirigente di banca, e un fratello maggiore, Luca Zingaretti, attore celebre per il ruolo di commissario Montalbano. La sua bisnonna materna, Ester della Torre, fu deportata nel campo di concentramento di Auschwitz, dove morì dopo pochi giorni.
Carriera politica Esordi e prime esperienze politiche Mentre frequentava la scuola professionale, inizia il suo impegno nell'associazionismo prendendo parte al movimento per la pace nel 1982. A diciassette anni è tra i fondatori di un'associazione di volontariato antirazzista denominata "Nero e non solo", impegnata nelle politiche dell'immigrazione e per una società multietnica e multiculturale.
Ha iniziato a fare politica tra le file della Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI), l'organizzazione giovanile del Partito Comunista Italiano (PCI), diventandone verso la metà degli anni '80 segretario della federazione romana, su proposta di Goffredo Bettini. Negli stessi anni è stato anche membro del Consiglio nazionale della FGCI, dove stringe una solida amicizia con Nichi Vendola, al punto di sponsorizzarne la prima candidatura alla Camera dei deputati alle elezioni politiche del 1987.
Con la svolta della Bolognina di Achille Occhetto dal PCI al Partito Democratico della Sinistra (PDS), aderisce allo scioglimento della FGCI e la sua confluenza nella Sinistra Giovanile, di cui nel 1992 viene eletto segretario e succedendo a Gianni Cuperlo.
Alle elezioni comunali a Roma del 1993 si candida al consiglio comunale col PDS, a sostegno del candidato sindaco di sinistra Francesco Rutelli, risultando eletto consigliere comunale: sono anni di impegno per lo sviluppo sostenibile e in difesa dell'ambiente, della legalità e contro la mafia, durante i quali organizza il primo Campeggio Giovanile Antimafia di San Vito Lo Capo e numerose iniziative in memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Dal 1995 al 1997 è presidente dell'Unione Internazionale della Gioventù Socialista e vicepresidente dell'Internazionale Socialista. In questi anni s'impegna per ricostruire la rete con i partiti e le organizzazioni giovanili democratiche e progressiste in Bosnia ed Erzegovina. All'indomani della firma degli accordi di Dayton nel 1995, interviene all'Assemblea generale dell'ONU per l'anno mondiale della Gioventù come Rappresentante nel Comitato dell'ONU.
Nel 1998, a 33 anni, entra a far parte della Commissione che elabora la piattaforma politica dei socialisti per il nuovo secolo “Progresso Globale”, presieduta da Felipe Gonzales e composta, tra gli altri, da Martine Aubry, Shimon Peres e Ricardo Lagos. S'impegna, inoltre, per il processo di pace tra Israele e Palestina, organizzando numerose iniziative per favorire il dialogo tra i giovani laburisti israeliani e la gioventù di “Al Fatah”.
Dal 1998 al 2000 è stato responsabile delle Relazioni internazionali nella Direzione nazionale dei Democratici di Sinistra (DS) e nel 1998 organizza, a Milano, il Congresso dei Socialisti Europei. Con una delegazione DS composta anche da Walter Veltroni, nel 1999 si reca in Birmania a sostegno del "Movimento per la democrazia" e incontra il Premio Nobel per la pace (1991) Aung San Suu Kyi. Lo stesso anno organizza il viaggio del Dalai Lama a Roma.
Nel 2000 viene eletto segretario comunale dei DS a Roma. L'anno successivo è uno dei principali promotori della candidatura di Veltroni a sindaco di Roma e contribuisce alla vittoria dell'Ulivo romano. È stato fra i protagonisti di una stagione di risultati importanti per i DS romani e il centro-sinistra che nel 2003, dopo otto anni, tornano a essere il primo partito nella capitale, sconfiggendo la destra in tutta la provincia.
Elezione al Parlamento europeo Alle elezioni europee del 2004 si candida al Parlamento europeo, per la lista elettorale Uniti nell'Ulivo nella circoscrizione Italia centrale, risultando eletto europarlamentare come il secondo degli eletti con 218.130 preferenze. Nel corso della VI legislatura è stato componente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della Commissione giuridica (JURI) e delle Delegazioni per le relazioni con l'Assemblea parlamentare della NATO e con la Penisola coreana, membro sostituto della Commissione per il commercio internazionale, della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della Commissione per lo sviluppo, della Commissione per lo sviluppo regionale, della Commissione JURI e delle Delegazioni alla commissione di cooperazione parlamentare UE-Russia e per le relazioni con Israele, , oltre a ricoprire l'incarico di capodelegazione dei Democratici di Sinistra all'Europarlamento, , fino al 2006.
. Sono molte le iniziative e le interrogazioni in difesa dell'industria tessile europea e per il “made in”, in cui affronta i rapporti con i mercati cinesi, la tutela dei consumatori e in particolare del made in Italy.
Da dicembre 2006 ad ottobre 2007 lavora per la formazione degli amministratori locali, consiglieri e assessori delle giunte comunali, provinciali e regionali di Lazio, Umbria, Toscana e Marche, per far conoscere tutte le opportunità offerte dall'Unione Europea e sfruttarle al meglio a vantaggio del territorio. In particolare, nel 2006 pubblicò la guida “Fondi strutturali e programmi comunitari” sulla nuova programmazione finanziaria dell'Unione europea per il periodo 2007-2013.
Dal 2005 al 2007 è stato relatore della direttiva Ipred2 sulle Sanzioni penali a tutela dei diritti di proprietà intellettuale e riesce a far approvare un progetto legislativo che per la prima volta introduce sanzioni penali uniformi in tutti gli Stati membri dell'Unione Europea. La direttiva attribuisce sanzioni penali per i contraffattori che importano merci illegali e pericolose dai paesi extra-Ue. L'approvazione della direttiva gli vale il riconoscimento dell'International Herald Tribune e la candidatura al MEP Awards, il prestigioso riconoscimento che viene attribuito ogni anno ai deputati europei più meritevoli.
Il 18 novembre 2006 viene eletto al primo turno segretario regionale dei DS nel Lazio. Il 14 ottobre 2007, nel corso delle prime elezioni primarie che danno vita al PD, viene eletto con 282.000 voti (85,31%) segretario regionale nel Lazio per il nuovo partito.
Presidente della Provincia di Roma
Alle elezioni provinciali del 2008 si candida alla presidenza della Provincia di Roma, sostenuto da una coalizione di centro-sinistra formata da Partito Democratico, Sinistra Arcobaleno, Italia dei Valori, Lista Emma Bonino - Radicali, Unione Democratica per i Consumatori e la civica Lista Zingaretti, risultando il più votato al primo turno col 46,92% dei voti e accedendo al ballottaggio col candidato di centro-destra Alfredo Antoniozzi (37,12%), dove viene eletto con il 51,48% e sconfiggendo Antoniozzi (48,54%).
Nel 2010 è stato protagonista di uno scontro interno al PD col sindaco di Firenze Matteo Renzi, che gli rimprovera "scarso coraggio" per non essersi voluto impegnare nella candidatura alle regionali laziali del 2010, considerandolo una valida alternativa alla candidatura di Emma Bonino (con la quale il centro-sinistra perse contro il centro-destra e Renata Polverini) in quanto politico di centro-sinistra più popolare nella regione. La replica di Zingaretti alla dichiarazione di Renzi fu di non voler ridurre la politica al "carrierismo".
Alle celebrazioni per il 65º Anniversario della liberazione, Zingaretti viene contestato per aver partecipato alla manifestazione organizzata a Roma presso Porta San Paolo insieme alla neo-presidente della Regione Lazio Renata Polverini. Verso il palco vengono lanciati oggetti, slogan e insulti, e Zingaretti viene colpito al volto da un limone. Dopo pochi minuti Zingaretti e la Polverini sono costretti ad abbandonare la manifestazione.
Nel 2012 ha sostenuto la mozione di Pier Luigi Bersani alle primarie del centro-sinistra "Italia. Bene Comune" per la scelta del candidato alla Presidenza del Consiglio, contro la mozione di Renzi.
Il 7 dicembre 2012 rassegna le dimissioni da presidente della Provincia, con cinque mesi d'anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, per candidarsi alla presidenza della Regione Lazio alle imminenti elezioni regionali.
Amministrazione della Provincia
La sua amministrazione provinciale realizza una serie di apprezzati progetti, tra cui "Provincia Wi-Fi", che consiste nell'installazione in piazze, biblioteche e luoghi di ritrovo del territorio provinciale di apparati WiFi per l'accesso gratuito ad Internet. Nel 2011 inaugura Porta Futuro, un centro per l'orientamento, la formazione e il lavoro. Nato sulla scia di Porta 22 di Barcellona, la nuova struttura, che si trova nel rione Testaccio a Roma, gestisce l'empowerment dei cittadini e delle imprese della provincia capitolina. La sua giunta provinciale approvò una mozione per installare distributori di profilattici nelle scuole di Roma e provincia; l’iniziativa suscitò diverse critiche presso ambienti cattolici, in particolare dal cardinale vicario del papa a Roma Agostino Vallini, critiche di cui Zingaretti si disse «choccato».
Candidatura a sindaco di Roma Il 28 giugno 2012, presso Casina Valadier al Pincio, annunciò di volersi candidare alle primarie in vista delle prossime elezioni comunali di Roma per sfidare il sindaco uscente Gianni Alemanno, sebbene questa sua mossa abbia inizialmente trovato la contrarietà di una parte del suo stesso partito.COMUNALI 2013, IL PD SPACCATO. ZINGARETTI COSTRETTO A CANDIDATURA CON LISTA CIVICA . La candidatura ufficiale avvenne il 16 luglio durante una manifestazione in piazza San Cosimato a Trastevere, nel corso della quale annunciò la sua candidatura a sindaco di Roma.
Presidente della Regione Lazio
Corsa al Palazzo della Regione
Apparentemente destinato a candidarsi alle elezioni amministrative del 2013 in primavera per il comune di Roma sino a pochi giorni prima, il 4 ottobre 2012 fa dietrofront ed annuncia invece in una conferenza stampa di volersi candidare ufficialmente alle imminenti elezioni regionali del Lazio, a seguito delle pressioni all'interno del partito, dopo le dimissioni anticipate della giunta guidata da Renata Polverini, a seguito dello scandalo che ha portato alla luce un sistema di fondi pubblici elargiti ai membri del Consiglio regionale del Lazio di cui aveva usufruito irregolarmente il membro del PdL (poi auto-sospeso) Franco Fiorito. "C'è un'emergenza democratica che sarebbe un crimine sottovalutare e questa è una priorità assoluta" ha affermato Zingaretti, nella prima dichiarazione rilasciata dopo l'annuncio della sua candidatura.