La storia di Barletta affonda le sue radici all'epoca classica, in un periodo che oscilla tra il IV e il III secolo a.C. Il nucleo urbano invece ha le sue origini nel primo Medioevo, con l'arrivo dei cannesi e dei canosini prima e con una più ampia fioritura, durante l'epoca normanna, poi. La città è stata luogo di diverse dominazioni, avvicendatesi dall'XI al XVII secolo, ed ha visto la presenza di normanni, svevi, angioini, aragonesi e spagnoli. Alla storia di Barletta è legata la celeberrima Disfida.

La città è stata insignita della Medaglia al Valor MilitareMotivo del conferimento della medaglia d'oro al valor militare sul e della Medaglia al Merito Civile,Motivo del conferimento della medaglia d'oro al merito civile sul per gli episodi legati alla resistenza durante la seconda guerra mondiale.Ruggiero Mascolo, Teodoro Giannone 1876-1967, Antifascismo e impegno politico a Barletta, Biblioteca Comunale "Sabino Loffredo" Barletta,Ricerche della Biblioteca-33, Editrice Rotas,2004. Ruggiero Mascolo, Barletta nei libri, Biblioteca Comunale "Sabino Loffredo", Barletta, Ricerche della Biblioteca-28,Editrice Rotas,2001. Ceci-Mascolo, Barletta per chi sta e per chi viene, Tipografia del sud,Bari,1976. Ruggiero Mascolo, Barletta nella letteratura italiana, Piccolo Scaffake-2,Editrice Rotas,2012.

Età antica

La cronologia tradizionale fa risalire le origini dei primi insediamenti nel territorio barlettano all'epoca classica, più precisamente al IV secolo a.C. Circa l'origine del nome, i latini la chiamarono Barulum; con l'arrivo dei Bardei fu denominata Barduli e poi ancora nel III secolo a.C. Bardulos infine, con l'arrivo della lingua volgare, Barletta.

Sulle origini della città sono state avanzate diverse ipotesi: si ritiene che il primo nucleo abitativo sia stato fondato dai Bardei, una popolazione illirica indoeuropea composta prettamente da contadini e pirati. Questi, dopo le pesanti sconfitte contro il re Filippo II di Macedonia nel 358 a.C. e contro Alessandro Magno nel 336 a.C., temendo un'ulteriore vendetta macedone, si imbarcarono verso la Puglia. Si presume si siano stanziati sulle coste dell'attuale città, costruendo un molo, ad oggi mai rinvenuto a causa dell'arretramento del mare, e che da esso sia sorta, grazie anche al successivo arrivo delle comunità limitrofe, il primo vero e proprio nucleo urbano;

l'ipotesi precedente si pone in contrasto con quella secondo cui la formazione dell'originaria città sia avvenuta per via dell'esigenza, da parte degli abitanti dell'antica Canosa, di un porto sicuro per il traffico marittimo. Secondo questa teoria la costruzione del primo porto, avvenuta tra il III e il II secolo a.C., è dovuta al commercio del grano e della lana che svolgevano i commercianti canosini. Ad ogni modo è accertato che Barletta abbia costituito il porto di Canosa, nonché la sua stazione balneare, e la sua crescita di fatto sia stata parallela a quella della città collinare. Nel 216 a.C. nell'attuale agro barlettano, nei pressi della vicina Canne, durante la seconda guerra punica si tenne la nota battaglia di Canne, che vide la pesante sconfitta dei romani da parte dei Cartaginesi di Annibale.

Tra il III e il IV secolo si ha l'ampliamento del porto, mentre risale all'inizio del V secolo l'edificazione del primo borgo cittadino, nei pressi di San Vitale, sulla via per Andria. Tra la fine del V e l'inizio del VI secolo si andò formando il secondo agglomerato urbano, denominato borgo Santa Maria. Questo è caratterizzato da una disposizione dell'edificato a lisca di pesce rispetto all'asse stradale principale, con sezioni stradali molto strette e perpendicolari rispetto alla costa, per motivi climatici e difensivi. Al momento dell'incursione romana l'antica Bardulos si trovava in un punto di crocevia tra la strada che conduceva nell'entroterra sannitico passando per Canne e Canosa e la via litoranea che, costeggiando l'Adriatico, collegava il Gargano con Barium e Brundisium.

Periodo altomedioevale Nel 547, in seguito alla guerra gotica durante la quale Canne]fu distrutta dalle truppe ostrogote di Totila, si ebbero le prime ondate migratorie che indussero al primo insediamento cannese a Barletta, lungo quei tracciati che riconducevano al vicino villaggio. Tra il 584 e il 590 in seguito all'invasione longobarda vi furono ulteriori migrazioni verso il mare, questa volta provenienti da Canosa. Nella prima parte del IX secolo, sui resti dell'antica basilica paleocristiana, vi fu la costruzione della chiesa di Santa Maria Maggiore, nei pressi della quale si andranno ad attestare le abitazioni civili. Le ondate migratorie si susseguiranno fino al XII secolo e gli insediamenti continueranno a posizionarsi lungo le antiche direttrici per Canosa e per Canne, dando vita alla futura struttura aggregativa dei vari borghi, che, a ridosso del X secolo, dovevano essere costituiti da piccoli nuclei quali San Vitale, Santa Maria, San Giacomo e Sant'Antonio Abate, lungo la strada per Canosa. L'espansione della città fu particolarmente attiva lungo le direzioni nord ed ovest, anche perché arealmente più vicine alle città da cui provenivano le antiche migrazioni. Maggiori resistenze si sono riscontrate verso sud ed est, a causa della forza logistica della città di Trani.

Periodo normanno (1046 - 1194)

La città ottenne una reale importanza militare ed economica solo in epoca normanna, nell'XI secolo, quando il conte Pietro fondò nell'entroterra le città di Andria e Corato e sulla costa quella di Barletta e Bisceglie,edidit hic Andrum fabricavit et inde Coratum, Buxilias, Barolum maris aedificavt in oris da: Guillaume de Pouille, (a cura di) Marguerite Mathieu, Les gestes de Robert Guiscard, Palermo, Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici, 1961. con l'intento di impadronirsi della vicina città di Trani, obiettivo primario del conte normanno,. tenuta strenuamente fino al 1054 sotto il dominio bizantino. La città fu munita proprio dai Normanni, durante la metà dell'XI secolo, di una prima cinta muraria, che inglobava l'area della marineria e una prima rocca normanna, corrispondente al primo nucleo di formazione del castello.. Nel 1054 Trani entrò nelle mani del conte Pietro, che poi la affidò dodici anni dopo in eredità a suo figlio Pietro II, con le città di Andria, Barletta, Bisceglie e Corato. Nel 1073 Roberto il Guiscardo espropriò a Pietro la città di Trani, liberando anche Barletta che fu prima assegnata ad un suo uomo di fiducia, tale Rainaldo Vellavalle, e poi fu presa da Roberto di Quintavalle.

La distruzione dell'insediamento di Canne, nel 1083 ad opera di Roberto il Guiscardo, provocò un'ingente ondata migratoria dei cannesi che contribuì alla formazione del borgo San Giacomo, dando vita ad una sorta di dualità interna tra gli aggregati urbani, attestati intorno agli edifici religiosi più importanti, la chiesa di Santa Maria Maggiore ad oriente e la chiesa abbaziale di San Giacomo, costruita intorno alla fine dell'XI secolo, ad occidente. Sugli inizi del XII secolo Goffredo II di Andria ebbe per concessione il territorio di Barletta da Roberto, conteso nel frattempo dai due figli del Guiscardo, Boemondo I d'Antiochia, principe di Taranto, e Ruggero Borsa. Dopo la morte dei due, avvenuta a pochi giorni di distanza nel 1111, Barletta giunse nelle mani del giovane Guglielmo, figlio di Ruggero.. La morte nel 1127 di Guglielmo, privo di eredi legittimi, aprì una violenta guerra di successione che vide l'ascesa al trono di suo cugino Ruggero II di Sicilia, mal visto dai comuni pugliesi che guidati da alcuni feudatari protrassero le ribellioni fino alla sua morte, avvenuta nel 1154, riducendo la Puglia ad un aperto campo di guerra.. Dopo la morte di suo padre, Guglielmo I di Sicilia, quartogenito di Ruggero, successe direttamente essendo morti i suoi fratelli maggiori.

Periodo svevo (1194 - 1266)

Nel periodo compreso tra il'XII e il XIII secolo fu completamente saturato lo spazio compreso tra i due nuclei abitativi. Un ruolo importante a tal proposito lo ha avuto la costruzione della chiesa del Santo Sepolcro, situata in un punto di crocevia tra la strada del Cambio, fondamentale per il cambio di valuta e la presenza di banche, via della Cordoneria, l'attuale corso Vittorio Emanuele, che conduceva a Canne e via della Selleria, oggi corso Garibaldi, che proseguiva fino a Canosa. Un importante nucleo urbano fu quello delle Sette Rue, le sette strade, che si presentavano in maniera ortogonale alla costa, con una disposizione di case a schiera. Nel 1190 Tancredi di Sicilia elesse la città di Barletta città regia. Nel 1194 terminò il periodo normanno ed iniziò quello svevo, dominato dalla figura di Federico II: divenuto imperatore nel 1220, quattro anni dopo avviò la costruzione della sua domus nel castello barlettano, allora costituito unicamente dal fortino costruito precedentemente dai Normanni..

Dopo la morte di Enrico nel 1197, e di Costanza nel 1198, Federico venne condotto sotto la tutela di papa Innocenzo III. Tale avvenimento portò ad un ampio coinvolgimento della chiesa negli affari reali. Nel 1202 si accese infatti la contesa per il dominio sul Regno di Sicilia, che contrappose i tedeschi guidati da Marcovaldo di Annweiler e Diopoldo di Acerra ai francesi di Gualtieri III di Brienne. Diopoldo e Marcovaldo pretendevano il tutoraggio sul piccolo Federico II, affidato invece dalla madre Costanza al papa Innocenzo III; il pontefice quindi nominò Gualtieri III Principe di Taranto, Duca di Apulia e Conte di Lecce e lo scelse come proprio paladino per riportare il controllo nel Regno di Sicilia.. Il 6 ottobre dello stesso anno, nei pressi di Canne, Gualtieri dovette respingere prima un assalto delle truppe di Diopoldo ed in seguito, dopo aver occupato Barletta ed il suo castello, l'assedio delle truppe di Guglielmo di Palearia.. Nel 1228 Federico II di Svevia, adunato il parlamento dei baroni nel castello di Barletta, annunciò la partenza per la sesta crociata, durante la Dieta tenutasi proprio nella domus federiciana. Lo stesso imperatore, nel 1234, concesse alla chiesa barlettana di santa Maria Maggiore la Fiera dell'Assunta, una delle otto più importanti fiere del Regno, che contribuì notevolmente all'economia della città..

Alla morte di Federico nel 1250 gli successe suo figlio Corrado. Il 21 maggio 1254 con la dipartita di Corrado, morto a Lavello di malaria, divenne erede del regno suo figlio Corradino, di soli due anni, la cui tutela fu assunta da Manfredi di Sicilia, figlio naturale di Federico II e fratellastro di Corrado.. Quattordici anni dopo, in seguito alla battaglia di Tagliacozzo tra le truppe angioine di Carlo I e i ghibellini sostenitori di Corradino di Svevia, quest'ultimo venne prima fatto prigioniero e poi decapitato. Finì così la dinastia sveva a favore di quella angioina, con la figura di Carlo I d'Angiò che rilevò al contempo il possesso di Barletta e del suo castello.

Periodo angioino (1266 - 1442)

In questo periodo la sede di capoluogo fu spostata da Palermo a Napoli ma Barletta continuò, con Carlo I, a beneficiare di ricchezza economica e di attenzioni da parte del sovrano, tanto che tre dei sette membri del Consiglio dell'Imperatore erano barlettani.. Carlo I morì a Foggia nel 1285 e a lui subentrarono Carlo II prima e Roberto d'Angiò poi. Nel 1291, in seguito alla caduta in mano musulmana di San Giovanni d'Acri di Palestina, ospitò il Patriarca di Gerusalemme, Randolfo. Nel 1294 con un diploma di Carlo I d'Angiò i territori di Canne e di Barletta furono unificati. Dal 1327, in seguito alla distruzione della cittadina palestinese di Nazareth, gli Arcivescovi Nazareni si trasferirono a Barletta, che divenne loro sede definitiva fino alla soppressione del titolo episcopale, attuata da papa Pio VII nel 1818.