L'immensità (La ragazza del Paip's) è un film del 1967 diretto da P. V. Oscar De Fina.

Tra le attrici di questo film vi è Liliana Petralia, che in seguito diventerà la moglie di Don Backy.

Trama Monica e Dario sono due ragazzi innamorati; lei è una fan dei cantanti beat ed ama il ballo, mentre lui ama la musica classica ed è di carattere timido.

Il loro amore entra in crisi quando Monica, con alcuni suoi amici, compie un furto di chitarre in una fabbrica di strumenti musicali dove il guardiano è il fratello di Dario, Amilcare.

Le canzoni Oltre alle musiche originali, scritte dal maestro Gian Piero Reverberi, nel film si ascoltano le seguenti canzoni:

Chiamatela così, eseguita dai Rob's musica e parole di Saban Una come lei (testo di Sergio Bardotti, musica di Gian Piero Reverberi), eseguita dai The Motowns Giramondo (testo di Rosario Leva e Sergio Bardotti; musica di Michele Scommegna e Gian Franco Reverberi), eseguita da Nicola Di Bari L'immensità (testo di Don Backy e Mogol, musica di Detto Mariano e Don Backy), eseguita da Don Backy due volte (la seconda al termine del film) È finita l'allegria, eseguita da Paolo Rugolo Qui e là (testo di Aina Diversi, musica di Allen Toussaint), eseguita da Patty Pravo Sono bugiarda (testo di Mogol, musica di Neil Diamond), eseguita da Caterina Caselli Prendi fra le mani la testa (testo di Mogol, musica di Lucio Battisti), eseguita da Riki Maiocchi Se mai ti parlassero di me (testo di Giorgio Calabrese; musica di Charlie Chaplin), eseguita da Nicola Di Bari Incubo nº 4 (testo di Caterina Caselli e Francesco Guccini, musica di Francesco Guccini), eseguita da Caterina Caselli L'uomo in cenere (testo di Sergio Bardotti, musica di Gian Piero Reverberi), eseguita dai The Motowns Poesia (testo di Don Backy, musica di Detto Mariano e Don Backy), eseguita da Don Backy Serenata (testo di Don Backy, musica di Detto Mariano e Don Backy), eseguita da Don Backy Tu più lui (testo di Sergio Bardotti, musica di Gian Franco Reverberi), eseguita dai Gallinacci

Nei titoli di coda iniziali inoltre è presente una versione strumentale della canzone Ti ringrazio perché, portata al successo da Michele, e scritta da Reverberi insieme al fratello Gian Franco (con il testo di Sergio Bardotti).

La canzone Tu più lui dei Sagittari è eseguita nel film da un gruppo di musicisti classici travestiti da beat e denominati i Gallinacci (una citazione della nota gaffe di Mike Bongiorno che al Festival di Sanremo 1966 aveva annunciato gli Yardbirds con questa denominazioneClaudio Pescetelli, Una generazione piena di complessi, editrice Zona, Arezzo, 2006, pag. 134)

Note

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