Wi-Fi è un insieme di tecnologie per reti locali senza fili (WLAN) sugli standard IEEE 802, il quale consente a più dispositivi (per esempio personal computer, smartphone, smart TV, ecc.) di essere connessi tra loro tramite onde radio e scambiare dati. Wi-Fi è anche un marchio di Wi-Fi Alliance, la quale consente l'uso del termine Wi-Fi Certified ai soli prodotti che completano con successo i test di certificazione di interoperabilità.
Il termine significherebbe wireless fidelity, ovvero “fedeltà senza fili”, definizione scelta per motivi commerciali e che non ha nessun significato tecnico
https://www.geopop.it/wi-fi-non-e-labbreviazione-di-wireless-fidelity-e-allora-cosa-significa/ dispositivi compatibili Wi-Fi possono connettersi a Internet tramite una WLAN e un punto di accesso wireless (access point). Con la tecnologia disponibile al 2017, un access point (o un hotspot) all'interno di un edificio può avere una portata di circa 20 metri (il segnale a onde radio è attenuato dai muri), mentre all'esterno può coprire un raggio di circa 100 metri e, usando più punti di accesso sovrapposti, anche di diversi chilometri quadrati.
L’olandese Cees Links è considerato a livello mondiale il fondatore del Wi-Fi, mentre Vic Hayes (anch’egli olandese) è ritenuto il fondatore dello standard IEEE 802.11.
Storia
La prima versione del protocollo 802.11 è stata pubblicata nel 1997 e forniva una velocità di collegamento fino a 2 Mbit/s; nel 1999 il protocollo è stato aggiornato alla versione 802.11b, per consentire velocità di collegamento fino a 11 Mbit/s.
Nel 1999 si è formata l'organizzazione Wi-Fi Alliance per detenere il marchio commerciale Wi-Fi, con il quale viene venduta la maggior parte dei prodotti che dispongono di tale tecnologia.
Il Wi-Fi utilizza un gran numero di brevetti detenuti da diverse organizzazioni. Nell'aprile del 2009, 14 società tecnologiche hanno accettato di pagare a CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation) un miliardo di dollari per violazioni dei suoi brevetti; ciò ha portato l'Australia a etichettare il Wi-Fi come un'invenzione australiana, anche se questo è stato oggetto di alcune controversie.
Etimologia del nome Il nome Wi-Fi, usato commercialmente almeno dall'agosto 1999, è stato coniato dalla società di consulenza Interbrand; la Wi-Fi Alliance aveva assunto la società per creare un nome che fosse un po' più orecchiabile di "IEEE 802.11b Direct Sequence".
È convinzione di tanti che Wi-Fi rappresenti l'acronimo di Wireless Fidelity, così come Hi-Fi rappresenta l'acronimo di High Fidelity. La stessa Wi-Fi Alliance, per un breve periodo dopo la creazione del marchio, aveva utilizzato lo slogan pubblicitario "The Standard for Wireless Fidelity", tuttavia, pur ispirandosi al termine Hi-Fi, il nome non fu mai ufficializzato come "Wireless Fidelity". Secondo quanto dichiarato da Phil Belanger, cofondatore della Wi-Fi Alliance, il termine Wi-Fi non ha alcun significatoWiFi isn't short for "Wireless Fidelity", email di Phil Belanger inviata al noto blog americano BoingBoing.net. ma semplicemente rappresenta il marchio commerciale utilizzato per indicare la famiglia di protocolli IEEE 802.11. In sostanza Wi-Fi è un nome privo di senso, usato con l'unico scopo di creare uno slogan orecchiabile (per l'assonanza con Hi-Fi) per questo nuovo prodotto tecnologico.
Wi-Fi in lingua italiana Essendo la parola di derivazione anglosassone, l'apporto alla lingua italiana rende difficoltoso decidere quale articolo applicare, se maschile o femminile. In un articolo appositamente dedicato all'argomento da parte dell'Accademia della Crusca si fa notare come nella maggior parte degli usi la parola venga utilizzata al maschile, pertanto si dice il Wi-Fi e non la Wi-Fi.
Certificazione Un dispositivo, anche se conforme alle specifiche dello standard, non può utilizzare il logo ufficiale Wi-Fi se non ha superato le procedure di certificazione stabilite dal consorzio Wi-Fi Alliance (Wireless Ethernet Compatibility Alliance), che esegue i relativi test e certifica la compatibilità dei componenti wireless con gli standard 802.11x (della famiglia 802.11). La presenza del marchio Wi-Fi su un dispositivo dovrebbe quindi garantirne l'interoperabilità con gli altri dispositivi certificati dallo stesso nome, anche se prodotti da aziende differenti.
Versioni I dispositivi wireless spesso supportano più versioni di Wi-Fi, ma per poter comunicare devono utilizzare la stessa versione. Le varie versioni differiscono tra loro per la banda radio su cui operano, la larghezza di banda radio che occupano, la velocità massima nella trasmissione dei dati che possono supportare e altri dettagli. Alcune versioni consentono l'uso di più antenne, questo permette loro di raggiungere velocità maggiori e ridurre le interferenze.
Storicamente i dispositivi differenziavano le varie versioni di Wi-Fi usando il nome dello standard IEEE supportato. Nel 2019 l'organizzazione Wi-Fi Alliance ha introdotto in via informale nuovi nomi per l'identificazione dei dispositivi certificati Wi-Fi. I dispositivi basati sullo standard 802.11ax prendono il nome di Wi-Fi 6, mentre la maggior parte dei dispositivi in vendita (al 2019) che si basano sui precedenti standard 802.11n e 802.11ac è identificata rispettivamente come Wi-Fi 4 e Wi-Fi 5.
Generazione/Standard IEEE Velocità min/max Frequenze AnnoWi‑Fi 8 (IEEE 802.11bn)0,4–100.000 Mbit/s2,4/5/6 GHz2028 (stima)Wi‑Fi 7 (IEEE 802.11be)0,4–23.059 Mbit/s2024Wi‑Fi 6E (IEEE 802.11ax)0,4–9.608 Mbit/s2021 Wi‑Fi 6 (IEEE 802.11ax) 2,4/5 GHz (1–6 GHz ISM) Wi‑Fi 5 (IEEE 802.11ac) 6,5–6933 Mbit/s 5 GHz 2013 Wi‑Fi 4 (IEEE 802.11n) 6,5–600 Mbit/s 2,4/5 GHz 2009 Wi‑Fi 3 (IEEE 802.11g) 6–54 Mbit/s 2,4 GHz 2003 Wi‑Fi 2 (IEEE 802.11a)Lo standard IEEE 802.11a, nonostante la a nel nome, è stato adottato dopo IEEE 802.11b. 5 GHz 1999 Wi‑Fi 1 (IEEE 802.11b) 1–11 Mbit/s 2,4 GHzWi‑Fi 0 (IEEE 802.11)1–2 Mbit/s1997 Nota: Wi-Fi 1, Wi-Fi 2 e Wi-Fi 3 sono retronimi non ufficiali.
Wi-Fi b, a, g b – 11 Mbit/s (2,4 GHz, IEEE 802.11b), anno 1999; a – 54 Mbit/s (5 GHz,IEEE 802.11a), anno 1999; g – 54 Mbit/s (2,4 GHz, IEEE 802.11g), anno 2003.
Wi-Fi 4 o n 450 Mbit/s (2,4 GHz e 5 GHz), standard IEEE 802.11n, anno 2009, introduce il MIMO (multiple input, multiple output) che permette si moltiplicare la velocità di trasmissione dati.
Wi-Fi 5 o ac 3 Gbit/s (5 GHz), standard IEEE 802.11ac, anno 2014, introduce la tecnologia MIMO multi utente (MU-MIMO) che permette la trasmissione dati a più dispositivi.
Wi-Fi 6 e 6E Si basa sullo standard IEEE 802.11ax, disponibile a partire dal 2019 a cui corrisponde una banda da 2,4 GHz se certificato "Wi-Fi 6 CERTIFIED", oppure 6 GHz se con la dicitura "Wi-Fi 6E CERTIFIED". Tra le caratteristiche di questa tecnologia c'è: OFDMA (Orthogonal frequency division multiple access), il TWT (Target Wake Time) per il risparmio di energia delle batterie, la 1024-QAM (Modulazione di ampiezza quadratica, un canale con una capacità di 160 MHz. L'estensione 6E andrebbe a coprire lo spettro di frequenze dei 6 GHz, permettendo in teoria di gestire meglio i servizi di streaming video ad alta definizione e realtà virtuale in aree congestionate. Questa versione del WiFi è stata utilizzata per applicazioni "Massive MIMO" (MU-MIMO con un numero di antenne un ordine di grandezza superiore o più).
Wi-Fi 7 Dal 2024 è disponibile la nuova tecnologia Wi-Fi 7, corrispondente allo standard IEEE 802.11be che consente una velocità di trasferimento fino a .
È in grado di inviare dati su più frequenze, in particolare e` certificato per lavorare contemporaneamente/in simultanea sulle frequenze di 2.40 GHz, 5.0 GHz e 6.0 GHz, aumentando considerevolmente l'ampiezza di banda complessiva (Nota: prestare attenzione al fatto che in commercio esistono anche dispositivi certificati Wi-Fi 7 ma privi della capacità di trasmettere sulla frequenza dei 6.0 GHz, vero punto di forza di questo protocollo); inoltre ed è caratterizzato da una tecnologia MIMO multiutente coordinata o CMU-MIMO e codifica 4096-QAM.
Caratteristiche tecniche Architettura
La rete Wi-Fi è una rete di telecomunicazioni, eventualmente interconnessa con la rete Internet, concettualmente paragonabile a una rete a copertura cellulare a piccola scala locale, con dispositivi di ricetrasmissione radio come gli access point (AP) in sostituzione delle tradizionali stazioni radio base delle reti radiomobili (modello di architettura client-server).
Per aumentare la portata del raggio di connettività di un singolo access point (100 m circa)la cui potenza di trasmissione è limitata da normative specifiche di sicurezza legate al rischio elettromagnetico (100 mW circa) e poter coprire così l'area desiderata, si usano comunemente più access point (e relative celle di copertura) collegati tra loro tramite cablaggio in rete locale. La parte radio o interfaccia radio "access point/utente" costituisce la rete di accesso, mentre la LAN cablata che collega tutti gli access point rappresenta la rete di trasporto. Le celle di copertura degli access point sono spesso parzialmente sovrapposte per evitare buchi di copertura del segnale, creando un'area di copertura totale detta ESS (Extended Service Set), mentre la parte cablata è generalmente una rete Ethernet che può essere a bus condiviso oppure commutata, ovvero switchata. I singoli AP hanno funzionalità di bridge e hanno il compito d'inviare in broadcast alle stazioni ricetrasmittenti wireless nel loro raggio di copertura l'SSID, che identifica la rete o le reti che stanno servendo, mentre l'insieme delle stazioni servite dagli AP è detto BSS (Basic Service Set). La rete totale così ottenuta può essere connessa anche alla rete Internet per il tramite di un router, usufruendo dei relativi servizi di internetworking.
Sono possibili anche soluzioni architetturali senza dorsale cablata che collegano direttamente in modalità wireless gli access point, consentendo loro una comunicazione come sistema wireless distribuito, ovvero con scambio di informazioni interamente tramite interfacce radio, pur con una perdita in efficienza spettrale del sistema; oppure architetture completamente wireless senza alcun access point (modello di architettura peer-to-peer) con ciascuna stazione base che riceve/trasmette direttamente da o verso altre stazioni (IBSS Independent Basic Service Set o rete ad-hoc mobile). Soluzioni architetturali di questo tipo, cioè senza cablaggio, comportano costi e tempi di realizzazione sensibilmente inferiori, al prezzo di prestazioni di collegamento inferiori.
La differenza del Wi-Fi con le altre reti a copertura cellulare risiede invece nei protocolli di comunicazione, ovvero nello stack protocollare che ridefinisce i primi due livelli (fisico e di collegamento), ovvero i protocolli di strato fisico e i protocolli di accesso multiplo o condiviso al mezzo radio, cioè nella comunicazione "access point-terminali" e i protocolli di trasporto per quanto riguarda la parte cablata. In particolare, dato che la trasmissione di ciascuna stazione avviene alla stessa frequenza operativa (2,4 o 5 GHz), per evitare collisioni in ricezione si utilizza il protocollo di accesso multiplo CSMA/CA. I protocolli Wi-Fi consentono anche di adattare la velocità di trasmissione nella tratta wireless di accesso in funzione della distanza della stazione mobile ricetrasmittente dall'access point, minimizzando così le perdite di trasmissione.