Molviano è una frazione del comune di Campli in provincia di Teramo.

Abitata da duecento persone, si trova a circa 10 km dal comune di Campli e a 18 km da Teramo. Il paese si divide in tre diverse borgate: Molviano Superiore, Molviano Inferiore e Via Molviano (Via della Madonna).

Nel paese si trovano due chiese con un interessante bagaglio storico: la Chiesa dell'Annunziata (datata 1600 circa) e la Chiesa di San Giovanni Battista (datata 1700 circa).

Il borgo superiore ha ancora un aspetto medievale, con mura di cinta parzialmente ancora visibili.

L'etimologia del nome "Molviano" non è sicura, alcuni storici pensano che derivi dal nome di un antico signorotto della zona.

Voci correlate La Storia della chiesa di San Giovanni Battista in Molviano di Campli non è solo la storia - attuale e futura - di una parrocchia. Si tratta della Storia, piccola e grande, di almeno tre chiese: la chiesa “titolare” di San Giovanni Battista in Molviano; la chiesa di Santa Croce in Molviano; la chiesa cosiddetta della “Madonna”. Saggiamente, il Prof. Roberto Ricci, storico “due volte camplese” (perché nativo e sativo di Campli e perché, dunque, ricercatore, scientifico ed artigianale, della piccola e grande Storia camplese e “farnese”), ha definito Molviano “una capitale”. Capitale religiosa, capitale della cristianità nostra. Il Professore propone la seguente ricostruzione: una derivazione del titolo di San Giovanni Battista in Castelnuovo proprio dal titolo di San Giovanni Battista in Molviano. E altrettanto saggiamente, anche e soprattutto per tutto questo, il Professore ha proposto e scelto di individuare, come periodizzazione della Nostra “attuale” e restaurata chiesa “della Madonna” o di San Giovanni Battista in Molviano, i secoli dal XIII al XVIII. E cioè: da quando si hanno tracce, nel bollario di riferimento della Biblioteca Apostolica Vaticana, di quel convento o monastero - e spiegheremo la differenza - di San Giovanni Battista apud Mulvianum, fino al XVIII secolo (il Settecento) della nostra chiesa parrocchiale. E in mezzo, il Seicento della chiesa di Santa Croce. Quali tracce “reali”, architettoniche, abbiamo di tutto questo? Del monastero o convento medievale rimangono pochi resti di muratura e pavimentazione nella piccola località detta appunto, popolarmente, “San Giovanni”, che si trova presso una grande capezzagna - oggi di proprietà privata - fuori dall’odierno abitato molvianese e in direzione del torrente Goscio e di Ponzano (frazione di Civitella del Tronto), non lontana, del resto, da Cognoli, Villa Marrocchi (frazioni di Campli) e Lucignano (un'altra frazione di Civitella). Della chiesa di Santa Croce, invece, diciamo subito che si tratta dell’attuale sacrestia della nostra chiesa parrocchiale: costruita verso il 1619 come luogo di culto della reliquia della Vera Croce (data liturgica tradizionale: 3 maggio; dopo la riforma del calendario liturgico: 14 settembre), debitamente conservata in un reliquiario argenteo e raramente esposta, è stata attrattiva per molto tempo, tanto da riempirsi di ex voto. Quegli ex voto che poi finirono per essere venduti in massa per finanziare la costruzione della maggior chiesa “della Madonna”, secondo l'ordine del Vescovo di Campli dell'epoca. E dunque, la nostra chiesa della Madonna: quello che per noi è appunto noto come “prato della Madonna” sarebbe stato sede di miracoli e apparizioni mariane. E i molvianesi alla Madonna dedicarono un luogo di culto specifico, dalla posa della prima pietra nel settembre 1727 in poi. Ignota è la data della consacrazione, ma possiamo procedere a titolo derivativo: il Palma, che stiamo citando a fondo, colloca al volgere della seconda metà del secolo diciottesimo l’abbandono contestuale della chiesa conventuale di San Giovanni, e dà traccia di un dies ad quem. Nel 1833, infatti, il canonico camplese accompagnò, tenendo diario, l’allora vescovo di Teramo, Mons. Berrettini, nella dovuta e quinquennale visita diocesana. Raggiungendo Molviano, si certificava come, in quella data, il titolo di San Giovanni Battista fosse stato definitivamente trasferito dal luogo di origine alla chiesa detta “della Madonna”. Era stata insomma istituita la nostra parrocchia, con la sua chiesa parrocchiale. Da ricordare che pochi anni prima (nel 1818) la Diocesi di Campli - eretta nel 1600 sui feudi farnesiani (frazionando le Diocesi di Teramo e Montalto) ed unita "in persona episcopi" a quella di Ortona - era stata soppressa e accorpata alla Diocesi Aprutina, cioè la Diocesi di Teramo. Post-illa: cos’era stato, prima dell’atto finale di trasferimento, il convento o monastero di San Giovanni? Nacque “agostiniano”, nel senso degli “Agostiniani” della nuova osservanza “riformata”, quando appunto la vita cenobitica - nel corso del Duecento - ebbe nuova linfa con il movimento mendicante (che riguardò, appunto, i “nuovi” Agostiniani, i Francescani e i Domenicani), e finì benedettino-celestino (nel senso del ramo dei Benedettini che aveva preso la strada di San Pier del Morrone, cioè Papa Celestino V). Inoltre, dalla presenza benedettina-celestina di Molviano sarebbe derivata quella di Campli, nel “convento” di Sant’Onofrio (fondato nel 1489 ed edificato entro il 1510, presso Fosso di Manso). Un’altra traccia del carattere di “capitale” di Molviano. Una bolla di Papa Innocenzo VIII, proprio del 1489, prova quel passaggio, presso San Giovanni in Molviano, dall’una all’altra osservanza e, in fin dei conti, il divenire da “convento” (perché i frati - gli Agostiniani - vivevano e vivono in convento) a “monastero” (perché i Benedettini erano e sono monaci e vivevano, appunto, congregati in monastero). I Benedettini-Celestini, entrati in una lunga crisi, nel Regno di Napoli furono soppressi, come ordine, nel 1807, al tempo di Napoleone. E proprio la crisi e la soppressione spiegherebbero l’abbandono del sito molvianese, complici anche i terremoti della prima metà del Settecento, che non pochi danni fecero alla struttura, poi crollata. Fonti: Roberto Ricci, Niccola Palma; dai bollari vaticani, al Fondo “Palma” di Teramo, fino al Fondo “farnesiano” di Napoli.

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