Le isole di Hyères o isole d'Oro (in francese Îles d'Hyères, in occitano Illas d'Ieras) sono un arcipelago mediterraneo davanti alle coste meridionali della Francia.Fanno parte del comune di Hyères, nel dipartimento del Var, in Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
L'arcipelago condivide l'orogenesi del massiccio dei Maures, dal quale si è staccato a causa dell'innalzamento del livello del mare durante le ultime glaciazioni.
Le isole maggiori sono tre, a cui si aggiungono numerosi isolotti. Porquerolles è la più grande e si trova davanti alla penisola di Giens, a sud di Hyères. Da qui, da La Tour Fondue, partono i traghetti per raggiungere l'omonimo paese di Porquerolles.
L'isola di Port-Cros e l'Île du Levant sono più orientali, venendo a situarsi davanti al litorale di Le Lavandou.
Port Cros è un isolotto di circa 700 ha, sede del Parco nazionale di Port-Cros, un importante ente di salvaguardia dei patrimoni naturale e culturale che ha giurisdizione su un'ampia area marittima e costiera, nonché interessanti progetti che riguardano le regioni della Linguadoca-Rossiglione e Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Rientra nella rete Natura 2000.
L'isola del Levante è più grossa (900 ha, di forma più allungata) e più orientale. È sede di uno dei primi campi nudisti e per gran parte è di proprietà della Marine nationale..
Toponimo
L'arcipelago e le sue isole hanno avuto nel corso della storia diversi e numerosi nomi.
Furono conosciute dagli antichi greci come Ligystidi, cioè "dei Liguri" (in greco Ligystides, Λιγυστίδες), o Stœchades, (Στοιχάδες, ossia "in linea" in greco), poiché così apparivano lungo le rotte commerciali che dalla potente città di Marsiglia si dirigevano verso l'Italia. E per secoli furono di proprietà della colonia focese, dalla fondazione di questa fino al Medioevo: erano ad essa talmente legate che nemmeno Roma, nel comminare alla riottosa Marsiglia pesanti pene e gioghi in seguito a un'insurrezione soffocata nel sangue, si arrogò il diritto di privarla di questi porti.
Le Stœchades son citate da numerosi scrittori antichi, Apollonio RodioApollonio di Rodi Argonautiche IV, StraboneStrabone Geografia IV, 1, 10, Plinio il VecchioPlinio il vecchio Naturalis historia III,79: Sunt aliae viginti ferme parvae mari vadoso, Galliae autem ora in Rhodani ostio Metina, mox quae Blascorum vocatur, et tres Stoechades a vicinis Massiliensibus dictae propter ordinem quo sitae sunt. nomina singulis Prote, Mese, quae et Pomponiana vocatur, tertia Hypaea, ab iis Sturium, Phoenice, Phila, Lero et Lerina adversum Antipolim, in qua Berconi oppidi memoria., AgatemeroAgatemero Abbozzo di geografia IV 20 e altri, in maniera però abbastanza discordante: per esempio per Strabone sono tre grandi più due piccole, mentre per Plinio sono due gruppi di tre isole. Anche le mappe disegnate più tardi, nel Medioevo, non sono d'aiuto: una mappa del 1590 descrive Porquerolles sede di Pomponiana, mentre Plinio la pone a Meso, che secondo molti è Port-Cros e secondo alcuni è Giens; altre mappe non disegnano Giens, o la segnano come un'isola o come un villaggio sul continente; in una carta del 1652 il canale tra Giens e Porquerolles è detto le Frioul, che attualmente è il nome dell'arcipelago di fronte a Marsiglia; alcune carte disegnano cinque cerchi in linea sotto Hyères.Vi sono diversi arcipelaghi nel Var che rispondono alle loro descrizioni, ma principalmente due gruppi son nei secoli state considerate Stœchades: le tre al largo di Hyères, le "Grandi Stœchades", Hypœa (in greco Ύπια, inferiore), Meson (Μέσον, di mezzo) e Proto (Πρώτον, superiore), e l'arcipelago delle Frioul di fronte a Marsiglia, le "Piccole Stœchades", Sturium o Styrion (in greco Στύριον), Phenice (Φοινίκη) e Phyla (Φύλα). L'arcipelago di Lerino, conosciuto come "Isole Planasie", più orientale ancora, viene talvolta chiamato in causa, principalmente perché costituito da due isole, il che corrisponderebbe alla formula straboniana 5=3+2.L'arcipelago massaliota è costituito da quattro isole, che non sono "in linea" e che sono fuori dalle rotte verso l'Italia, come d'altronde le Planasie. Nel 1925 Jules MouquetJ Mouquet Revue Archéologique 1925 ipotizza invece che, poiché la penisola di Giens e Cépet furono un tempo isole, Cépet, Giens e Porquerolles sarebbero le "grandi" stœchades, che tra l'altro rispecchiano la disposizione NordOvest-SudEst della terminologia classica, mentre Bagaud, Port-Cros e Levant sarebbero le Stœchades minori. Bagaud ha, per la sua forma, ragione d'essere chiamata "Storione", mentre far derivare, come a lungo si è creduto, il nome dell'isola d'If da hypœa ("inferiore" rispetto a cosa?) risulta più difficile da sostenere, se non sulla base proprio della duratura ma erronea interpretazione. In quest'ottica le Stœchades orientali sarebbero le minori e non le maggiori.
L'arcipelago assunse durante il Medioevo il nome di "Isole d'Hyères" (la prima mappa con tale appellativo è del 1500), grazie allo sviluppo di questo villaggio come centro organizzativo dell'omonima baia (la rada di Hyères), porto naturale adibito all'accoglienza di intere flotte: francesi, saraceni, genovesi e flotte imperiali hanno infatti per lungo tempo sfruttato in tal senso queste acque calme, riparate dal maestrale, al contrario dell'opposta rada di Giens.
Anche l'appellativo di "Isole d'Oro" ha diversi perché. Potrebbe essere la contrazione sia di "isole d'oriente" che di "isole Aœarum", cioè "di Hyères". O più semplicemente "oro" indicherebbe "grande prosperità", in ragione dello sviluppo felice dei monasteri e della loro industria, soprattutto all'isola di Levante. Jehan de Nostredame, fratello cadetto del più noto Michel Nostradamus, nella sua Vies des plus célèbres et plus anciens poètes provençaux, che raccoglie informazioni imprecise, anacronistiche e a volte mendaci, cita la morte di un tale Francesco d'Olberto, della famiglia genovese dei Cybo originaria dal Regno di Napoli, anacoreta figura chiave nella rinascita dell'isola di Levante, trovata da lui abbandonata. Era bibliotecario del monastero di Lerino.
Si ritirava "in primavera e in autunno al suo eremitaggio alle Stœchades, presso una chiesa che dipendeva da Lerino, a studiare i troubadours e i poeti provenzali dimenticati da tempo". Nostredame afferma che Francesco fosse stato il primo a dare all'arcipelago il nome di Isole d'Oro. Come che sia, è proprio Levante che per prima fu chiamata "d'oro": o per la sua posizione più "orientale" e/o per il suo primato rispetto alle altre.
Primato sia in senso culturale che commerciale: arance, grano, ma soprattutto lavanda, della specie Lavandula stoechas. Nonché in senso spirituale-religioso: l'isola fu conosciuta anche come de boni homeni, cioè dei "brav'uomini" o "sant'uomini", grazie ai quali non solo "prosperò", ma anche "brillò". Fu solo con l'istituzione del marchesato delle Isole d'Oro nel 1531 da Francesco I di Francia che tale appellativo fu esteso a Bagaud e Port-Cros, ma non all'isolotto con il Fort de Brégançon, alla storia di queste isole spesso associato.
Neanche Porquerolles è inclusa: in una mappa del 1652, tra l'altro, si legge "Isole d'Hyères e Isole d'Oro". È in tempi recenti, infatti, che anche Porquerolles acquisisce tale onorificenza, e per l'essere diventata importante meta turistica, alla fine dell'Ottocento, e per l'osservazione che tutte queste isole (e anche Giens) sono costituite da mica scistosa, che dona alle loro rocce dei riflessi metallici.
In una breve parentesi del 1535 l'arcipelago fu conosciuto come isole d'Austria: Carlo V infatti invade la Provenza e Andrea Doria risparmia Hyères, ma occupa le isole facendone, per soli quindici giorni, un ducato austriaco.
Storia
Storia antica Son state ritrovate ceramiche databili intorno al 3.000 a.C., nonché pietre intagliate e strumenti in serpentino.
Intorno al 1.200 a.C. i liguri colonizzano la costa provenzale.
Nel 600 a.C. viene fondata dai focesi ellenici Marsiglia, battezzata col nome della madrepatria Focea.
Nel 515 a.C. un battello che trasportava vasellame si inabissa al largo di Porquerolles.
Alla fine del VI secolo a.C. i liguri fondano Olbia ai piedi del promontorio Costebelle, che verrà poi presa dai massalioti (121 a.C.).
È di quest'epoca lo stabilimento di una comunità sull'isola di Levante.
Nel 400 a.C. i liguri s'installano a Bormes. Cinquant'anni più tardi i massalioti fondano Nizza.
Apollonio Rodio è il primo a citare delle isole Ligystidi, conosciute anche come Stœchades.
Nel II secolo a.C. una nave che trasportava stagno naufraga a ovest dell'isola di Bagaud.
Nel 124 a.C. i romani, venuti in soccorso di Marsiglia contro i salluvi, si aggiudicano l'intera costa dal Var al Rodano, fino a conquistare tutto il territorio che si interponeva tra Italia e possedimenti iberici. L'arcipelago seguirà così, per i secoli successivi, le sorti della Provincia romana.
Verso la fine del II secolo a.C. un villaggio di pescatori s'installa a Porquerolles, verso la Galère. Un altro, più a sud, serve da punto d'approdo per le navi provenienti dall'Italia.
Nell'82 a.C. Lucio Cornelio Scipione Asiatico, proscritto a Roma, si rifugia prima a Marsiglia poi nelle isole d'oro, dove muore l'anno dopo.
Nel 67 a.C. a Marco Pomponio viene affidato il compito di difendere il traffico marittimo contro la pirateria. A tal motivo fonda due fortezze, chiamate entrambe Pomponia, una vicino ad Olbia e una nell'isola di Meso (Porquerolles? Port-Cros?).
Nel 49 a.C., avendo Marsiglia preferito Pompeo a Cesare, viene da questi fatta assediare dalle truppe di Gaio Trebonio, 18.000 uomini. Dopo due battaglie navali, capitola. Pur mantenendo lo status di città federata, perde grandi possedimenti, tranne Nizza e l'arcipelago di Hyères.
Nel I secolo d.C. Port-Cros possiede un abitato a Port Man (est); la piana di Manoir è senza dubbio coltivata. Sull'isola del Levante vi sono costruzioni lungo la valle dei Titani e anche Porquerolles vede un maggiore sviluppo edilizio e agricolo.
Strabone descrive le isole Stœchades nel numero di cinque, tre più grandi e due piccole, "i massalioti le coltivano", "sono dei buoni approdi" e "posseggono una guarnigione, posta là a guardia delle incursioni dei pirati". Cita Olbia come colonia massaliota. Inoltre a Meso venne posta una delle Pomponiane, che potrebbe essere sia Giens che Porquerolles.
Plinio dice che i coralli e la lavanda delle isole son molto ricercati. I romani vi svilupparono le colture del grano e del vino. La presenza romana è attestata a Port-Cros da tombe e da opere ingegneristiche di canalizzazione delle acque.
Nel I secolo d.C. un naviglio che imbarca ferro naufraga a Capo Medes (Porquerolles, NordEst). Altre e numerose s'inabissano nelle acque di questo arcipelago. Lo stesso imperatore Claudio, partito da Ostia per dirigersi alla conquista della Britannia, a causa di una tempesta deve trovare rifugio presso le isole Stoechades.
Nel 69 il generale Fabio Valente, venuto in Provincia a sostenere la causa dell'imperatore Vitellio, persa la battaglia deve rifugiarsi nelle Stoechades, dove però viene raggiunto dagli uomini del governatore narbonese Valerio Paolino, partigiano di Tito Flavio Vespasiano, e qui decapitato.
LAntonini Itinerarium cita Pomponiana come un porto di galere romane, ma non cita Olbia.
Nel 293 il Narbonnese viene diviso in due: ciò che si trova a est del Rodano (e quindi anche le isole d'oro) diventa Gallia Viennese, dalla città di Vienne. Nel 381 questa verrà smembrata, con la creazione della Narbonese II, con capitale Aquae Sextiae.