Vindolanda era un forte di truppe ausiliarie costruito dai Romani in Britannia per ordine di Gneo Giulio Agricola nel 79.

Storia Dopo la conquista della Britannia del nord, sorse la necessità di difendere i nuovi confini e così venne costruita una muraglia da costa a costa.

Il castrum di Vindolanda si trova a circa due chilometri dalla parte meglio conservata del Vallo di Adriano, in Northumbria. Di fatto serviva a vigilare sulla Stanegate, un'importante strada romana che correva lungo il lato meridionale del vallo.

Un vicus, un piccolo abitato, si sviluppò a ovest del forte. Il vicus conteneva diverse file di edifici; a sud del forte, fu costruito anche un grande complesso termale per scopi ricreativi e di socializzazione.

Sito archeologico Dagli scavi archeologici, che iniziarono negli anni trenta del XX secolo, è emerso che il forte venne ricostruito almeno nove volte, dalla sua fondazione nel 79 fino al 122, quando terminarono i lavori di costruzione del vallo.

L'importanza del sito deriva dalla circostanza che si è preservato grazie ai livelli di anaerobiosi e assenza di ossigeno del suolo, che ha permesso la conservazione di reperti organici altrimenti deperibili, come legno o pelli animali. Grazie a queste favorevoli condizioni, gli archeologi hanno portato alla luce oltre 6.000 scarpe perfettamente conservate, 800 tessuti, oggetti in legno e oltre alle cosiddette tavolette di Vindolanda.

Le tavolette di legno di quercia o betulla, scritte in antico corsivo romano tra il I e II secolo d.C., rappresentano una rilevante testimonianza da cui emergono molti interessanti dettagli sulla vita quotidiana delle guarnigioni delle zone di frontiera.

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