Languilla o anguilla europea (Anguilla anguilla ) è un pesce osseo.. marino e di acqua dolce. appartenente alla famiglia Anguillidae. Lo stadio giovanile, trasparente perché ancora privo di pigmentazione, prende il nome di cieca o cèca, mentre l'adulto di grandi dimensioni si chiama capitone. È un migratore catadromo facoltativo che trascorre la fase di maturazione e accrescimento in acque dolci o marine costiere per poi effettuare una lunghissima migrazione riproduttiva attraverso l'oceano Atlantico fino al mar dei Sargassi. Dopo la deposizione i riproduttori muoiono. Le larve, dette leptocefali, affrontano la migrazione inversa per tornare in Europa, nel Mediterraneo e in Africa settentrionale, iniziando così un nuovo ciclo. La riproduzione dell'anguilla è stata avvolta dal mistero per lunghissimo tempo e ancora oggi diverse particolarità del ciclo vitale di questo animale restano sconosciute o quasi. Anguilla anguilla è una specie minacciata, classificata dalla IUCN come in pericolo critico di estinzione; si ritiene che le popolazioni siano diminuite di oltre il 90% nelle ultime tre generazioni. Prima di questo declino l'anguilla era oggetto di fiorenti attività di pesca e itticoltura in tutto l'areale, che costituivano un'importante fonte di reddito per numerose comunità, soprattutto in zone lagunari o di estuario. La carne dell'anguilla è considerata ottima, anche se molto grassa, e si presta a numerose preparazioni. La specie è inserita nella tabella II della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, dunque il commercio è controllato e subordinato ad autorizzazione CITES. La pesca dell'anguilla è vietata in tutta la UE dal 2024.
Distribuzione e habitat Areale L'anguilla occupa un vasto areale che comprende tutti i fiumi europei tributari dell'oceano Atlantico, del mar Mediterraneo, del mare del Nord e del mar Baltico. Nell'Atlantico si trova a sud, lungo le coste e nei fiumi nordafricani, fino alle isole Canarie e al 25° parallelo. Popola anche le acque islandesi, dove è simpatrica con l'anguilla americana.. Molto raramente può trovarsi nel mar Bianco e nel mare di Barents fino al fiume Pečora. Risulta piuttosto rara anche nel mar Nero, compresi i fiumi che vi sfociano fino al Kuban' e, attraverso i canali artificiali che lo collegano ai tributari del mar Nero, al Volga.. È stata estesamente introdotta in altri Paesi, per esempio in Asia, nel Centro e Sud America e nel mar Caspio., verosimilmente senza alcuna naturalizzazione.. La riproduzione avviene in mare, ad alte profondità, nel mar dei Sargassi, nell'Atlantico occidentale.
Habitat L'anguilla ha una valenza ecologica estremamente ampia ed è potenzialmente in grado di colonizzare qualunque ambiente di acqua dolce o salmastra. che sia almeno temporaneamente in collegamento con il mare. Tra gli ambienti nei quali l'anguilla è presente si annoverano foci, lagune, paludi, stagni, laghi, canali e fiumi e torrenti di qualunque dimensione, dalla foce alla zona dei salmonidi., oltre alle acque marine e, durante la migrazione riproduttiva, oceaniche. In tutti gli ambienti che frequenta, l'anguilla mantiene sempre abitudini strettamente bentoniche. I maschi tipicamente hanno una minore tendenza a risalire negli ambienti dulcacquicoli rispetto agli individui femminili e si trattengono quasi sempre nelle foci o in lagune salmastre, sebbene alcuni studi riportino che la selezione dell'habitat è simile tra i due sessi.. L'anguilla è eurialina, euriterma, in grado di tollerare ambienti con basse concentrazioni di ossigeno disciolto e ricchi di inquinanti. Individui della specie sono stati trovati nelle acque sotterranee di grotte e falde e in acque termali a circa 25 °C.. Può perfino muoversi fuori dall'acqua per colonizzare ambienti non collegati al reticolo idrografico o per ritornare al mare, purché in condizioni meteorologiche di elevata umidità. In mare è stata talvolta catturata fino a 1000 metri di profondità..
Pur essendo un animale estremamente euriecio, ovvero adattabile ad ambienti diversi, l'anguilla presenta preferenze per determinati habitat. Studi effettuati in piccoli corsi d'acqua francesi mostrano che le anguille di minori dimensioni hanno una decisa preferenza per habitat a bassa profondità dell'acqua, con folta vegetazione, mentre gli individui di lunghezza superiore a 30 cm sono più frequenti in ambienti più profondi con minore copertura di macrofite.. Come ambienti di riposo e di riparo nelle ore diurne sono preferite le zone rocciose, quelle con densa copertura di macrofite e le aree con fondo fangoso, mentre risultano poco idonei i fondali di sabbia o ghiaia. Nei laghi sembrano essere preferiti ambienti più profondi, dai quali le anguille si spostano a minori profondità durante la notte per nutrirsi..
Sebbene storicamente si ritenesse che A. anguilla fosse un migratore catadromo obbligato, a partire dagli anni 2000 sono emerse sempre maggiori prove che la migrazione in acqua dolce avviene soltanto per una parte degli individui, mentre un più o meno importante contingente svolge l'intero ciclo vitale fino alla migrazione riproduttiva in acque marine..... La catadromia facoltativa pare sia estesa a tutto il genere Anguilla.. Per le popolazioni del mar Baltico, bacino in cui una rilevante percentuale di individui non effettua la migrazione in acque dolci, si è ipotizzato che ciò avvenga a causa dell'oligotrofia dei fiumi a quelle latitudini, che consente un più lento accrescimento rispetto alle iperproduttive acque marine.. Conclusioni simili si sono avute con studi in acque lagunari mediterranee, dove si è potuto osservare che la percentuale di anguille che permangono in acque lagunari o marine costiere è legata essenzialmente alla produttività di questi ambienti, piuttosto che alla loro salinità., confermando che la catadromia della specie è facoltativa e adottata in maniera opportunistica. Data la minore competitività, la maggior ricchezza di prede e il minor sforzo di pesca, si ritiene che la frazione di adulti che non penetrano in acque dolci raggiunga più frequentemente l'età di migrazione e che componga una frazione rilevante degli individui che riescono a raggiungere le zone riproduttive.
Descrizione L'anguilla ha il corpo molto allungato, serpentiforme, con sezione grossolanamente cilindrica nella parte anteriore e compresso lateralmente nella regione caudale. La pinna dorsale si unisce senza soluzione di continuità alle pinne caudale e anale, formando un'unica pinna impari mediana., che ha un'altezza maggiore nella parte posteriore.. La pinna dorsale si origina posteriormente alle pinne pettorali., mentre sul lato ventrale la pinna mediana ha origine subito dopo l'ano, situato nella metà anteriore del corpo. Le pinne pettorali sono corte, arrotondate e contano da 8 a 14 raggi, mentre le pinne ventrali mancano completamente. La testa è allungata e schiacciata dorso-ventralmente, con una bocca ampia. che termina sulla verticale dell'occhio, armata di piccoli denti conici. La mandibola è prominente e visibilmente più lunga della mascella.; le labbra sono carnose. Gli occhi sono piccoli, rotondi e ben distanziati fra loro; si ingrandiscono negli individui prossimi alla migrazione riproduttiva. La narice anteriore è situata vicino all'estremità del muso, su un breve tubulo; la narice posteriore è posta di fronte all'occhio. L'apertura delle branchie è piccola e si trova appena davanti all'inserzione delle pinne pettorali. La linea laterale è presente e ben sviluppata.. Le scaglie, contrariamente a quanto comunemente si crede, sono presenti: sono ovali, minuscole e profondamente infossate nella pelle, che risulta ricoperta da un abbondante strato di muco. Il numero di vertebre varia da 110 a 120.
La colorazione dell'anguilla subisce notevoli variazioni durante il ciclo vitale. Le larve e gli esemplari giovanili, nello stadio di leptocefalo e di cieca, sono quasi perfettamente trasparenti, tanto che solo gli occhi risultano visibili. A partire dai 10 cm di lunghezza, durante la fase dulcacquicola, le anguille adulte sono di colore bruno verdastro sul dorso e giallastro sul ventre e vengono chiamate "anguille gialle". All'approssimarsi della migrazione riproduttiva, il dorso diventa quasi nero e la regione ventrale argentea; in questa fase, gli esemplari sono detti "anguille argentine".. Nell'adulto, l'iride dell'occhio è bruna con riflessi dorati.
Esiste un certo dimorfismo sessuale per quanto riguarda la taglia: il maschio pare non superare i 50 cm per 350 grammi di peso, mentre le femmine raggiungono abitualmente il metro di lunghezza per circa 1 kg di peso. Sono noti esemplari di oltre un metro e mezzo e, eccezionalmente, di 6,6 kg.
Biologia La massima longevità registrata pare sia di 88 anni.. È accertato il caso di un'anguilla, denominata "Putte", che ha vissuto per 85 anni in un acquario. Pare che abbia una sensibilità, di natura sconosciuta, ai campi magnetici di leggera intensità. L'anguilla ha inoltre una certa capacità di respirazione aerea.
Comportamento A. anguilla è una specie lucifuga e di abitudini notturne, che trascorre le ore di luce in ripari o in buche che scava nei fondali fangosi, da cui esce solo di notte o in caso di forte torbidità dell'acqua, anche in condizioni di piena.
Alimentazione L'anguilla ha una dieta strettamente carnivora, non specializzata: si nutre infatti di animali di qualsiasi tipo, sia vivi sia morti. Tra le prede si annoverano: pesci di varie specie (incluse altre anguille)., anfibi adulti e larve, molluschi (sia gasteropodi sia bivalvi), crostacei (compreso l'invasivo gambero della Louisiana.), insetti di svariati ordini e numerosi altri invertebrati, sia dulcacquicoli sia marini o terrestri.. L'alimentazione viene sospesa quando le temperature sono troppo basse. L'anguilla caccia prevalentemente tramite l'olfatto, particolarmente sviluppato, mentre la vista ha solo un ruolo accessorio..
Durante la migrazione riproduttiva le anguille non si nutrono., ma fanno affidamento sulle riserve di grasso accumulate durante la fase dulcacquicola, che possono costituire fino al 40% del peso totale quando viene raggiunta la fase "argentina".
L'alimentazione dei leptocefali è rimasta a lungo un mistero e, tutt'oggi, non la si conosce con assoluta certezza. Inizialmente si ipotizzò che la dieta fosse basata sullo zooplancton di piccola taglia, cioè l'alimento più comune per le larve pelagiche dei pesci ossei, ma nel tratto digerente dei leptocefali analizzati non sono mai stati trovati resti di questo tipo. Inoltre, la loro peculiare dentatura – con pochi grandi denti rivolti in avanti – sembrerebbe inadatta a un'alimentazione basata sul microzooplancton. Fu allora formulata l'ipotesi che le larve assorbissero composti del carbonio disciolti direttamente dalla superficie corporea e che il tubo digerente fosse poco o per nulla funzionale. Tuttavia, successivi studi hanno mostrato che l'apparato digerente funziona perfettamente e che questo tipo di alimentazione non si verifica.. Un primo indizio sulla dieta dei leptocefali (sebbene non appartenenti al genere Anguilla) risale a uno studio del 1996, nel quale nel contenuto stomacale furono trovati resti di tunicati pelagici dell'ordine Larvacea e delle loro feci in forma di pellet. Si ritiene dunque che tali organismi rappresentino una risorsa importante per l'alimentazione delle larve degli anguilliformi e che la peculiare dentizione venga impiegata per strappare il loro involucro protettivo.. Studi più recenti, basati sul DNA barcoding, hanno confermato che la dieta dei leptocefali si basa su plancton gelatinoso di dimensioni relativamente grandi. I risultati delle analisi mostrano che la porzione maggiore dell'alimentazione di queste larve è costituita da celenterati idrozoi, seguiti da diversi gruppi di radiolari (che formano matrici gelatinose), tunicati taliacei e ctenofori..
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