Famiglia
Quella degli Zopfi si può affermare che fosse una dinastia di commercianti-imprenditori. Alfredo Zopfi era l'unico figlio maschio sopravvissuto degli otto figli avuti dall'industriale svizzero Samuele Zopfi (1828†1888) in tre matrimoni. La madre di Alfredo era Elisabetta Menzi seconda moglie di Samuele Zopfi. Il nonno paterno di Alfredo era un commerciante svizzero di tabacco Samuele Zopfi (3.1.1790†28.2.1833) marito di Anna Maria Tschudi (2.4.1795†15.7.1856)Stefan Bosshard Descendant list: Warth Johann Conrad, Schwanden, 1726-1787 Johann Conrad Warth era nonno materno di Anna Maria Tschudi figlia di Joachim e di Anna Catharina Warth. Anna Maria Tschudi era nonna paterna di Alfredo Zopfi; suo fratello Johann Caspar Tschudi, fabbricante di biancheria a Schwanden, in Svizzera, inventò nel 1829 la stampa su tessuto nota come "Rotfarb"Famiglia Tschudi. Samuele Zopfi senior aveva cominciato commerciando tabacco ma gli Tschudi erano una famiglia di imprenditori tessili svizzeri di Schwanden nel cantone di Glarona. Alfredo aveva tre anni quando giunse con la sua famiglia in Italia a Redona, in provincia di Bergamo, dove il padre Samuele junior impiantò un grande mulino per la macinazione meccanica dei cerealiL'industria alimentare era concentrata nella macinazione dei cereali, attività che impiegava oltre 1300 addetti nel 1890. Il più grande stabilimento era quello di Zopfi e C. situato a Redona, alla periferia di Bergamo. Esso occupava, nel 1890, circa 60 addetti. Adiacente a questo impianto sorgeva uno stabilimento della ditta Crippa Baertsch e C. che contava 40 operai.Fonte: *L'industria a Redona tra 800 e 900 . Il padre Samuele junior era fratello di Gioachino Zopfi che l'anno successivo (1868) impianterà a Ranica una grande industria per la filatura meccanizzata del cotone. Alfredo Zopfi era sposato con Wilhelmine Hösli, italianizzato in Guglielmina Hoessly (6.10.1875†10.2.1967), di agiata famiglia svizzera di Ennenda, Glarona, residente a BresciaIl suocero di Alfredo, Giovanni Gaspare Hosli (1830-1890), alias Johann Kaspar Hoesli, aveva aperto una moderna filatura di cotone meccanizzata nella frazione di San Bartolomeo di Brescia negli anni sessanta dell'Ottocento che fu una delle prime e più importanti della provincia di Brescia. Giovanni Gaspare Hosli, morì a Brescia il 20 dicembre 1890 ma fu sepolto nel Cimitero evangelico di Bergamo dove sussiste la sua tomba. L'azienda fu portata avanti dal figlio Federico Hosli nato nel 1868., da cui ebbe due figli: Alfredo Ettore Gaspare (31.3.1899†20.8.1963) nato a Monza e Gioacchino (11.5.1903†3.8.1966) nato a Milano. Gioacchino non ebbe discendenza.
Alfredo Zopfi morì nella villa della sua tenuta toscana di Spicchiaiola, Volterra sabato 8 agosto 1924, e fu sepolto nel Cimitero evangelico di Bergamo dove sussiste la sua tomba posta di fronte a quella del padre Samuele e della sorella Anna Maria in Trumpy.
Attività Industriale
Alfredo Zopfi già all'età di 24 anni faceva parte del consiglio di amministrazione della Società Anonima Cotonificio Bergamasco fondata a Ponte Nossa in provincia di Bergamo il 25 febbraio 1889 dal cognato Giacomo TrumpyLa Società Anonima Cotonificio Bergamasco, dopo essere stata quotata in borsa nel 1899 e avere avuto uno sviluppo notevole, nel 1909, in crisi finanziaria per una serie di fattori concomitanti, viene rilevata dalla De Angeli-Frua e in seguito dalla Cantoni.. Nell'ultimo decennio del XIX secolo Alfredo Zopfi è anche titolare della omonima ditta Alfredo Zopfi & C. con officina meccanica e fonderia a Monza, via Marsala n. 9,Ditta Zoppi Alfredo & C. per la ditta Valera (1895 dicembre 2 - 1895 dicembre 19). Quantità disegni: 1. Tecnico: Canesi Giovanni. Capomastro: Casanova Iginio. Tipo opera: nuova costruzione di fabbricato. Natura/Destinazione: Costruzione di un fabbricato ad uso industriale. Ubicazione: Via Marsala. Licenza Edilizia del 02/12/1895. Commissione Edilizia: 140/1895. http://www.lombardiabeniculturali.it/archivi/unita/MIUD0432E7/ e una succursale con deposito a Napoli, piazza Unità d'Italia 12-13. Negli stessi anni lui o suo padre Samuele rilevarono il mulino Campestrini a Caionvico di Brescia che in precedenza era stato una fabbrica di cannoni fatta costruire nel 1807 per conto del Ministero della Difesa della Repubblica CisalpinaFonte:Fondazione Luigi Micheletti Archeologia industriale scheda n. 19 . La premiata ditta di Alfredo Zopfi di Monza, con stabilimento in via Marsala n. 9 angolo via AgnesiLo stabilimento della Ditta Alfredo Zopfi & C. sorgeva in via Marsala n. 9 angolo via Agnesi e occupava un'area di , confinante con il canale Villoresi, area che era stata di proprietà del cappellificio Valera & Ricci e su cui ancor prima insisteva la fonderia dei Fratelli Magnani. L'edificio attuale fu costruito nel 1895 dai capomastri monzesi Gaetano e Iginio Casanova, su progetto dell'ing. Guglielmo Canesi, per conto di Alfredo Zopfi. Successivamente in quel fabbricato si avvicenderanno la Singer, fabbrica macchine da cucire, la sede dell'Ufficio Imposte di Monza e attualmente è la sede monzese della Polizia di Stato., operava sia nel settore meccanico, costruendo e meccanizzando mulini, sia in quello edilizio producendo e commerciando laterizi che nel settore della refrigerazione. Queste attività, che erano il naturale compendio dell'attività paterna, ebbero un notevole sviluppo attirando in Monza molta manodopera specializzata tanto che nel 1895 si rese necessario ampliare lo stabilimento e fu dato incarico ai capomastri Gaetano e Iginio Casanova di Monza di realizzare l'edificio in via Marsala n. 9, angolo via Agnesi, in Monza di cui tuttora si conservano importanti vestigia. La ditta Alfredo Zopfi & C. operava su tutto il territorio nazionaleil mulino a vapore della Società F.G. Marnilo e C. di Milazzo, ampliato a cavallo dei due secoli, veniva dotato di nuovissimi macchinari forniti dalla ditta Alfredo Zopfi e C. di Monza (poi Società Anonima Meccanica Lombarda), che avevano il pregio di funzionare con una modesta forza motrice. Anche l'altro grande mulino di Milazzo, L. Lo Presti e fratello, impiantato nel 1898, utilizzava macchinari della Zopfi, che aveva fornito pure i disegni per la fabbrica dello stabilimento. Ed era sempre la Zopfi che lo stesso anno forniva la sala dei laminatoi e una grande mescolatrice al mulino a cilindri della ditta Saporito-Di Bella e C. di Castelvetrano, mentre la tedesca Schuckert forniva la dinamo per l'illuminazione dei locali. Fonte: e anche all'estero.
Nel 1901 Alfredo Zopfi, cede queste fiorenti attività alla Società Anonima Meccanica Lombarda, forse per avere più tempo da dedicareAlfredo Zopfi per l'attività che svolgeva allora era spesso in giro. Le lettere alla moglie, tutte in carta intestata di alberghi sparsi per l'Italia, la Svizzera e l'Austria, testimoniano questa sua frenetica attività. La sua famiglia si divideva tra le dimore di Monza, Milano e la villa di Savona. Fonte: il pronipote Paolo Zopfi alla giovane moglie Guglielmina HoesslyGuglielmina Hoessly, chiamata familiarmente Gemma, oltre che nuora di Samuele junior ne era anche nipote, perché la terza moglie di questi, Rosina Graf, era sua zia materna che nel 1899 dà alla luce a Monza il primo dei due figli, Alfredo juniorTestimoni che sottoscrissero l'atto di nascita di Alfredo Ettore Gaspare Zopfi in Municipio a Monza, furono Redaelli Francesco, di anni 56, impiegato e Casanova Iginio, di anni 48, capomastro che insieme a Gaetano Casanova fu il costruttore del nuovo stabilimento del padre Alfredo Zopfi senior nel 1895. Fonte: Stato Civile e Archivio storico di Monza., evento a cui quasi certamente fa riferimento il biglietto autografo di felicitazioni inviato da Giacomo Puccini, o forse perché vuole cimentarsi in altri settori. Può darsi anche che la situazione politico-socialeDal 1901 al 1913, le paghe dei dipendenti delle industrie aumentano sensibilmente. Sembra un periodo “felice”, almeno sotto certi aspetti, ma già il ristagno economico e la crisi, stanno preparando, con le tensioni internazionali, la prima guerra mondiale. Si comincia a licenziare. In quel cappellificio che già conosciamo, alla Valera e Ricci, si licenziano 100 operai. I mobilieri non riescono più ad esportare i loro prodotti e si adatteranno, in seguito, a lavorare per le commesse militari. Ritorna lo spettro della fame, ricompare la pellagra, si mangia soprattutto polenta. Nel Lambro, che comincia ad essere inquinato, si fatica a pescare i gamberi. Fonte: Dalla Lega socialista alla S. Antonino p. 206. sfociata nell'assassinio di Umberto I il 29 luglio 1900 a Monza abbia indotto Alfredo Zopfi a disinvestire dal settore industriale, culla delle prime turbolente associazioni operaie, per dedicarsi al commercio, settore più tranquillo sotto questo aspetto anche se dovette avere buoni rapporti con le sue maestranze se ancora nel 1909, otto anni dopo la cessione della sua attività industriale, risultava socio benemerito della Società Mutua Operai Meccanici di Monza come dimostra il diploma assegnatogli nel venticinquesimo anniversario della sua fondazione (1884-1909). Certamente l'industria meccanica da lui creata aveva assunto all'inizio del Novecento, rilevanza strategica nella politica nazionalista di espansione coloniale che mal si conciliava con la nazionalità straniera del titolare e la sua appartenenza alla Chiesa Protestante. Esposizioni e premi 1887 Esposizione Universale di Milano - diploma del merito 1888 Esposizione Universale di Barcellona - medaglia d'oro 1889 Esposizione Generale Nazionale di Parigi - medaglia d'argento 1890 Esposizione Molinaria di Valparaíso (America) - primo premio con 1891-92 - Esposizione Nazionale di Palermo - diploma d'onore 1897 Ministero d'Agricoltura, Industria e Commercio - medaglia d'argento al merito 1898 Esposizione Generale Italiana in Torino - gran diploma d'onoreL'Illustrazione Italiana Anno II n. 35 del 28 agosto 1898 pubblica una recensione di E. Minneci di Villareal, con fotografia dello stabilimento, sulla fonderia monzese della Ditta Alfredo Zopfi & C. che a p. 151 recita:Un ultimo accenno finalmente allo Stabilimento di cui riproduciamo pure l'interno di alcuni reparti. Il vasto edificio sorge a breve distanza dalla stazione ferroviaria di Monza (n.d.r. in via Marsala n.9) e occupa in aperta e bella posizione una superficie di ben 23.500 metri quadrati; impiega circa 350 operai e più di 200 macchine utensili distribuite nelle sue grandi officine. Apposito locale è adibito alla produzione e trasformazione della forza motrice la quale viene fornita da una grande macchina a vapore uscita dalle officine di Franco Tosi di Legnano, che anima una dinamo Schuckert della forza di 22 HP. I diversi reparti sono illuminati a luce elettrica, forniti di gas, apparecchi di riscaldamento, acqua potabile e di quanto richieggono le moderne esigenze. Recentemente si è provveduto alla costruzione di una fonderia completata secondo gli ultimi sistemi, munita di grue elettriche e macchine diverse, accrescendo in tal modo l'importanza e la potenzialità dello Stabilimento. Il signor Alfredo Zopfi merita lodi sincere per il coraggio e l'intelligenza con cui è riescito a dotare l'Italia di uno stabilimento come quello di Monza.
Rappresentanti esteri per Francia e Algeria: Pouget Fils & C. - Saint Luis, Marsiglia per Argentina e America: G. Cavezzali y Micheli - Buenos AiresCavezzali Gaspare fu Francesco, era a Buenos Aires fin dal 1885 per incarico di solide ditte italiane e fu corrispondente attivissimo dei signori Alfredo Zopfi e Compagno di Monza, Gallieni e Viganò di Milano, Sordelli L. e G. pure di Milano. Fonte: Dizionario Biografico Degli Italiani al Plata ediz.Barozzi, Baldissini & C.ia 2008 pp. 88-89.
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