Lattuario è un professionista che applica metodi probabilistici, statistici e matematico‑finanziari per valutare e gestire rischi e proiettare scenari futuri in ambito assicurativo, previdenziale e finanziario, traducendo l’incertezza in misure utili a decisioni tecniche e di business.

Gli attuari possiedono quindi gli strumenti analitici per valutare fenomeni economici quantitativi caratterizzati dall'incertezza; ad esempio calcolano le tariffe delle assicurazioni responsabilità civile auto e danni, delle assicurazioni sulla vita e sulle persone in generale, modellano prodotti finanziari, valutano l'equilibrio tecnico dei fondi pensione ed i rischi aziendali.

Sebbene il concetto di assicurazione risalga all’antichità, i concetti necessari per misurare e mitigare scientificamente i rischi hanno origine negli studi del XVII secolo sulla probabilità e sulle rendite. Gli attuari del XXI secolo necessitano di capacità analitiche, conoscenze di business e comprensione del comportamento umano e dei sistemi informativi; utilizzano queste conoscenze per progettare programmi di gestione del rischio, determinando se l’implementazione delle strategie proposte per mitigare i rischi potenziali non superi il costo atteso di tali rischi una volta realizzati. I passaggi necessari per diventare attuario, inclusi istruzione e abilitazione, sono specifici per ciascun Paese; tuttavia, quasi tutti i percorsi trasmettono principi universali di valutazione del rischio, analisi statistica e mitigazione del rischio, attraverso programmi di formazione ed esami rigorosamente strutturati che richiedono molti anni per essere completati.

Descrizione

L'attuario svolge numerose attività, tra cui la costruzione e la valutazione di prodotti assicurativi, finanziari e previdenziali, l'elaborazione di analisi statistiche e la gestione dei dati, la valutazione delle riserve tecniche e la certificazione nei bilanci delle imprese di assicurazione, dei fondi pensione e delle casse di previdenza, la valutazione patrimoniale ed economica di aziende pubbliche e private; fornisce inoltre consulenze tecniche per tribunali, valuta i rischi nei più diversi ambiti, effettuando l'insieme delle relative analisi di risk management.

L'attuario svolge la propria attività sia come libero professionista, lavoratore dipendente presso compagnie di assicurazione e riassicurazione, nel settore previdenziale, nelle Università, negli enti di vigilanza (ad esempio IVASS e COVIP), nelle banche e negli enti finanziari in genere.

Il ruolo dell'attuario è reso importante dallo sviluppo del mercato assicurativo, dalla forte crescita del settore previdenziale e dalla maggiore necessità di gestione del rischio nelle aziende e nelle attività finanziarie. È un ruolo quindi ad ampio spettro che non si limita solo ai "numeri", ma allarga i suoi orizzonti alla loro lettura ed interpretazione nell'ambito di una visione strategica prospettica di supporto alle scelte delle imprese e degli enti svolgendo, per i temi di cui si occupa, anche una funzione sociale a sostegno del Paese.

Gli attuari iscritti all’albo rispettano il Codice Deontologico professionale, che stabilisce principi di integrità, competenza professionale, riservatezza e responsabilità verso clienti, colleghi e società. Il rispetto di tali norme è fondamentale per garantire la qualità e l’etica della professione.

In Italia, gli attuari iscritti all’Albo sono 1.205 (a marzo 2025). La professione è considerata ad alta domanda con rischio di disoccupazione pressoché inesistente, come evidenziato da ANSA in occasione del congresso nazionale 2023.

Il 2 settembre è riconosciuto come International Actuaries Day, in ricordo del primo Congresso Internazionale degli Attuari tenutosi a Bruxelles il 2 settembre 1895. LInternational Actuarial Association (IAA) coordina annualmente eventi di celebrazione e approfondimento su temi emergenti (es. rischio climatico, veicoli autonomi, intelligenza artificiale).

Responsabilità Gli attuari utilizzano principalmente competenze matematiche—soprattutto probabilità basata sul calcolo e statistica matematica—ma anche economia, informatica, finanza e business. Per questo motivo, gli attuari sono essenziali in diversi settori:

nell’industria assicurativa e ri-assicurativa, sia come dipendenti che come consulenti; in altre imprese, inclusi gli sponsor di piani pensionistici; nelle agenzie governative come IVASS in Italia o EIOPA a livello europeo.

Gli attuari raccolgono e analizzano dati per stimare la probabilità e il costo probabile di eventi come morte, malattia, infortunio, invalidità o perdita di proprietà. Rispondono anche a domande finanziarie, come il livello di contributi pensionistici necessario per garantire un certo reddito da pensione, o come un’azienda dovrebbe investire risorse per massimizzare il ritorno sugli investimenti alla luce dei rischi potenziali. Grazie alle loro ampie conoscenze, gli attuari contribuiscono a progettare e determinare il prezzo di polizze assicurative, piani pensionistici e altre strategie finanziarie, assicurando che i piani siano mantenuti su basi finanziarie solide.

Disciplina Le discipline attuariali tradizionali si suddividono principalmente in due categorie: vita e danni.

Gli attuari vita, che si occupano anche di aspetti sanitari e pensionistici, si occupano principalmente di tre tipi di rischio: mortalità, morbilità e investimento. I prodotti rilevanti nel loro lavoro includono assicurazioni sulla vita, rendite, pensioni, assicurazioni per invalidità a breve e lungo termine, assicurazioni sanitarie, conti di risparmio sanitario e assicurazioni per l’assistenza a lungo termine.

Gli attuari danni si occupano di rischi fisici e legali che riguardano le persone o le loro proprietà. I prodotti con cui lavorano includono assicurazioni auto, assicurazioni sulla casa o immobili commerciali, indennità per i lavoratori, assicurazioni per negligenza professionale, responsabilità da prodotto, assicurazioni marittime, assicurazioni contro il terrorismo e altri tipi di assicurazioni di responsabilità civile.

Gli attuari sono anche consultati per la loro competenza nella gestione del rischio d’impresa. Questo lavoro può includere analisi finanziarie dinamiche, stress test, formulazione di politiche aziendali sul rischio e istituzione e gestione di dipartimenti aziendali dedicati al rischio. Inoltre, gli attuari sono coinvolti in altre aree dell’economia e della finanza, come l’analisi delle offerte di titoli o la ricerca di mercato.

Occupazione tradizionale Per gli attuari il ruolo classico è calcolare premi e riserve per polizze assicurative che coprono vari rischi. Sul lato non-vita, l’analisi spesso comporta la quantificazione della probabilità di un evento di perdita (frequenza) e della dimensione di tale evento (severità). Sul lato vita, l’analisi riguarda la quantificazione del valore di una somma di denaro o di una passività finanziaria in diversi momenti futuri.

Poiché nessuno di questi tipi di analisi è un processo puramente deterministico, vengono spesso utilizzati modelli stocastici per determinare le distribuzioni di frequenza e severità, nonché i parametri di tali distribuzioni. Le previsioni sui rendimenti degli interessi e sui movimenti valutari giocano anch’esse un ruolo nel determinare i costi futuri, soprattutto per gli attuari vita.

Gli attuari non cercano sempre di prevedere eventi futuri aggregati. Spesso il loro lavoro riguarda la determinazione del costo di passività finanziarie già verificatesi (riassicurazione retrospettiva) o lo sviluppo e la ri-prezzatura di nuovi prodotti.

Gli attuari progettano e mantengono anche prodotti e sistemi. Partecipano alla rendicontazione finanziaria delle attività e passività delle aziende. Devono comunicare concetti complessi a clienti che potrebbero non condividere il loro linguaggio o livello di conoscenza. Operano sotto un codice etico che regola le loro comunicazioni e i loro prodotti di lavoro.

Occupazione non tradizionale Come evoluzione dei ruoli più tradizionali, gli attuari lavorano anche nei campi della gestione del rischio e della gestione del rischio d’impresa, sia per società finanziarie che non finanziarie. Gli attuari in ruoli tradizionali studiano e utilizzano strumenti e dati precedentemente appartenenti al dominio della finanza.

Due accordi—l’accordo di Basilea II per le istituzioni finanziarie (2004) e l’analogo accordo Solvency II per le compagnie assicurative (in vigore dal 2016)—richiedono alle istituzioni di contabilizzare separatamente il rischio operativo, oltre al rischio di credito, di riserva, di attivo e di insolvenza. Le competenze attuariali si adattano bene a questo contesto, poiché gli attuari sono formati per analizzare varie forme di rischio e valutare il potenziale di guadagno e perdita associato a tali rischi.

Gli attuari partecipano anche alla consulenza sugli investimenti e alla gestione degli attivi, e possono ricoprire ruoli di manager aziendali generali, direttori finanziari o direttori degli investimenti. Analizzano le prospettive aziendali utilizzando competenze finanziarie nella valutazione o scontistica di flussi di cassa futuri rischiosi; applicano inoltre l’esperienza di pricing assicurativo ad altri settori. Ad esempio, la cartolarizzazione assicurativa richiede sia competenze attuariali che finanziarie. Gli attuari agiscono anche come periti esperti nei processi giudiziari, utilizzando analisi per stimare il valore economico di perdite come profitti mancati o salari persi.

Storia

Bisogno di assicurazione Fin dall’alba della civiltà, le comunità hanno dovuto affrontare rischi che potevano compromettere la sopravvivenza collettiva. Gli incendi nei villaggi, la morte prematura del capofamiglia, le malattie o l’invalidità rappresentavano minacce concrete. Con l’avvento del commercio e del baratto, i rischi si fecero più complessi: i mercanti potevano perdere le merci durante i viaggi o addirittura la vita, mentre i creditori temevano di non essere rimborsati in caso di morte o infermità del debitore. Anche il “vivere troppo a lungo” diventava un rischio economico, poiché si potevano esaurire i risparmi e diventare un peso per la famiglia o la società. Da queste necessità nacque l’idea di condividere e distribuire il rischio.

Primi tentativi Nell’antichità, la protezione era spesso affidata alla famiglia allargata o alla carità. A Roma, già nel III secolo, associazioni e organizzazioni religiose raccoglievano fondi per assistere i bisognosi. Parallelamente, nacquero società funerarie che garantivano spese di sepoltura e monumenti, anticipando le moderne assicurazioni sulla vita. In altre culture, come quella sassone e celtica, esistevano patti di mutuo soccorso tra clan. Nel Medioevo, le prime forme di assicurazione non-vita si svilupparono nel commercio marittimo: contratti stipulati per proteggere i carichi dalle tempeste o dai pirati. Un esempio documentato risale al 1350 in Sicilia, dove un carico di grano fu assicurato contro “tutti i rischi di Dio e dell’uomo” con un premio del 18%.

Sviluppo della teoria Il vero salto di qualità avvenne nel XVII secolo, quando la gestione del rischio iniziò a poggiare su basi scientifiche. John Graunt, mercante londinese, dimostrò che la mortalità seguiva schemi prevedibili in una popolazione, creando la prima tavola di mortalità. Edmond Halley, celebre astronomo, perfezionò il metodo calcolando i premi equi per rendite vitalizie, combinando probabilità e interesse composto. Questi studi permisero di stabilire contributi proporzionati e di fondare sistemi pensionistici e assicurativi più affidabili. La scienza attuariale nacque così come disciplina autonoma, basata su matematica e statistica applicate al rischio.

Primi attuari