Il Blinnenhorn (detto anche BlindenhornLa cartografia più antica (ad esempio, la cartografia IGM) riporta i termini Blindenhorn, passo di Blinden, Blindengletscher, mentre la cartografia più recente (ad esempio, la cartografia turistica IGC) riporta i termini Blinnenhorn, passo di Blinnen, Blinnengletscher. Quest'ultima grafia è utilizzata ad esempio anche da Google Maps o da mapplus.ch. In questo articolo si è seguita la notazione più recente. o, in italiano, Corno Cieco; in walser formazzino z'BlinnänhoräAngela Bacher, Bärulussä, Verbania, Tararà, 1995.) è una montagna delle Alpi Lepontine (sottosezione Alpi del Monte Leone e del San Gottardo), alta 3.374 .

Caratteristiche Si trova lungo la linea di confine tra l'Italia (Regione Piemonte) e Svizzera (Canton Vallese) tra il passo del Sempione ed il passo della Novena. Dal versante italiano la vetta si trova in comune di Formazza.

È situato sullo spartiacque principale alpino tra Italia e Svizzera, che in corrispondenza della vetta subisce un cambio di direzione. La cresta principale infatti giunge da est dalla "gran sella del Gries", piega leggermente verso nord-ovest poco prima della vetta, raggiunta la quale piega decisamente verso sud-ovest, in direzione del "passo di Blinnen". Da poco sotto la vetta si diparte una cresta secondaria, che scende in direzione sud-est. Un'altra cresta secondaria si diparte dalla vetta in direzione nord-nord-ovest, giungendo fino al "Merzenbachschien".

La vetta è circondata da ghiacciai su tutti i versanti orientali. Tra la cresta nord-nordovest e la cresta est si situa il "ghiacciaio del Gries"; tra la cresta est e la cresta sud-est un ghiacciaio pensile; e tra la cresta sud-est e la cresta sud-ovest si sviluppa la parte sommitale del ghiacciaio del Sabbione. I versanti occidentali sono invece rocciosi, e scendono con forte pendenza verso il "ghiacciaio Blinnen"Si veda la cartografia IGM sul Portale Cartografico NazionaleIstituto Geografico Centrale - carte dei sentieri 1:50.000 - foglio n.11 - Domodossola e Val Formazza.

Dal punto di vista geologico, la montagna è costituita da un ammasso omogeneo di calcescisti biotitici, localmente anfibolitici.

La prima ascensione documentata è quella di Arthur Cust nel 1881.

Ascensione alla vetta

Via normale La via normale si sviluppa in territorio italiano: partendo dal Rifugio Città di Busto si risale il "Ghiacciaio dei camosci", si supera la "Gran sella del Gries" e si raggiunge la vetta. Il percorso si sviluppa principalmente su ghiacciaio, quindi è necessario fare attenzione ai crepacci. La difficoltà dell'ascesa è valutata in F.

Alternative Una via alternativa si sviluppa sul versante meridionale, con partenza dal Rifugio Claudio e Bruno. Da qui si segue per un breve tratto il sentiero per il Rifugio 3A, poi lo si abbandona risalendo verso Nord-Nord Ovest un sentiero in buona parte visibile in stagione estiva in quanto i nevai del versante sud sono ormai scomparsi. Rimane il nevaio tra il Blinnen e il Corno Rosso che comunque si aggira ormai in vista della vetta. Anche in questo caso, la difficoltà è valutata in F. e sarebbe questa la via normale.

Si può salire anche dal versante svizzero: partendo dal Passo della Novena, si raggiunge il lago Gries, da dove si risale il ghiacciaio del Gries fino alla vetta. La percorribilità di questa via è strettamente legata alla situazione dei crepacci.

Punti d'appoggio Nei pressi della montagna, sul versante italiano, vi sono diversi rifugi che possono costituire un valido punto d'appoggio per la salita alla vetta o per escursioni nella zona: Rifugio Città di Busto (2480 m) sul ghiacciaio dei Camosci Rifugio Cesare Mores (2505 m) e Rifugio Somma Lombardo (2561 m) nei pressi del lago del Sabbione i rifugi privati: Rifugio Claudio e Bruno (2710 m) e Rifugio 3A (gestiti dall'Operazione Mato Grosso), posti ai bordi, rispettivamente, del ghiacciaio del Sabbione e del ghiacciaio dei Camosci.

Note

Bibliografia

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