La gazzella bianca o gazzella dalle corna sottili (Gazella leptoceros ), nota anche con il nome arabo di rhim, è una specie di mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia dei Bovidi e alla tribù degli Antilopini. È una gazzella altamente specializzata per la vita negli ambienti sabbiosi del Sahara settentrionale e centrale, caratterizzata dal mantello eccezionalmente chiaro, dalle corna lunghe e sottili e dalla capacità di compiere estesi spostamenti attraverso gli erg alla ricerca della rada vegetazione comparsa dopo le precipitazioni.
Un tempo molto più diffusa attraverso il Sahara settentrionale, la specie possiede oggi una distribuzione estremamente frammentata. Le presenze recenti meglio documentate sono concentrate soprattutto nei grandi mari di dune dell'Algeria e della Tunisia, mentre la situazione in Libia è scarsamente conosciuta e quella in Egitto appare particolarmente critica. Secondo il Mammal Diversity Database, l'areale storico o potenziale comprende anche parti del Niger settentrionale e del Ciad settentrionale, mentre le segnalazioni da Mali e Sudan non sono sostenute da prove materiali certe.
La Lista rossa IUCN classifica la gazzella bianca come in pericolo (EN, Endangered). La popolazione selvatica è probabilmente ridotta ormai a poche centinaia di individui.
Descrizione
La gazzella bianca è una gazzella di medie dimensioni, estremamente slanciata e adattata alla locomozione sulle dune. I maschi adulti pesano generalmente circa 20-27 kg e le femmine 14-18 kg, anche se singoli esemplari selvatici misurati direttamente hanno fornito valori inferiori. In quattro maschi provenienti dall'Egitto la lunghezza testa-corpo variava tra 88,5 e 99,9 cm, con un'altezza al garrese di 69,6-75,2 cm e una coda lunga 15,5-16,6 cm.
La caratteristica più evidente è la colorazione estremamente pallida del mantello. Le parti superiori variano dal crema al color sabbia molto chiaro, spesso con una debole sfumatura fulva sul dorso, mentre la parte inferiore del corpo, l'interno degli arti e la regione della groppa sono bianchi. La fascia scura che separa normalmente il dorso dal ventre nelle altre specie di Gazella è molto debole o può essere quasi assente.
Anche il disegno facciale è poco contrastato. Le bande scure caratteristiche di molte altre gazzelle sono ridotte e il capo appare prevalentemente color crema o sabbia. La coda è bianca alla base e presenta una porzione terminale nerastra ben evidente.
Il colore molto chiaro rappresenta soprattutto un'efficace forma di criptismo nelle distese sabbiose. Sebbene sia stato talvolta interpretato anche come un adattamento destinato a riflettere la radiazione solare, la sua funzione mimetica è considerata probabilmente predominante.
Le corna sono presenti in entrambi i sessi e costituiscono il carattere dal quale deriva il nome inglese slender-horned gazelle. Sono eccezionalmente sottili, relativamente dritte e quasi parallele alla base. Nei maschi sono robuste alla base, fortemente anellate e raggiungono comunemente circa 30-40 cm; nelle femmine sono più corte, sottili e meno fortemente anellate.
Contrariamente a quanto talvolta riportato, gli zoccoli non sono eccezionalmente larghi. Le analisi anatomiche indicano anzi che sono relativamente stretti; durante l'appoggio tendono però a divaricarsi e lo zoccolo laterale è più largo di quello mediale, caratteristiche che possono facilitare gli spostamenti sulla sabbia.
La specie si distingue dalla gazzella delle sabbie (Gazella marica) per le dimensioni mediamente maggiori, il mantello particolarmente pallido e soprattutto per la forma delle corna, che in G. leptoceros si innalzano quasi verticalmente dal cranio e mostrano basi pressoché parallele, mentre in G. marica sono generalmente più oblique e ricurve.
Tassonomia
La specie fu descritta nel 1842 dallo zoologo francese Frédéric Cuvier, nell'opera Histoire naturelle des mammifères pubblicata insieme a Étienne Geoffroy Saint-Hilaire, con il nome di Antilope leptoceros.
La descrizione originaria indicava come provenienza degli esemplari il Sennar, nell'attuale Sudan. Questa località tipo è stata tuttavia considerata errata da diversi autori successivi, poiché la specie non è documentata con certezza nel Sudan sud-orientale. Nel 1932 Stanley Smyth Flower propose che gli esemplari provenissero probabilmente dal deserto compreso tra Giza e Wadi el-Natrun, nel Basso Egitto.
Nel 1894 Oldfield Thomas descrisse come specie distinta Gazella loderi, sulla base di animali provenienti dalle dune del Souf, circa 160 km a sud di Biskra, in Algeria. La forma venne successivamente trattata come sottospecie occidentale con il nome Gazella leptoceros loderi, distinta dalla sottospecie nominale G. l. leptoceros dell'Egitto e della Libia.
Questa suddivisione in una forma orientale e una occidentale è stata a lungo ripresa nella letteratura zoologica, ma non è adeguatamente sostenuta dai dati disponibili. Le differenze morfologiche fra le due forme non sono mai state definite in modo convincente e la loro apparente separazione geografica potrebbe almeno in parte essere il risultato relativamente recente della frammentazione dell'areale dovuta alle attività umane.
Le analisi genetiche disponibili sono inoltre limitate, soprattutto per le popolazioni orientali. La sintesi tassonomica pubblicata nel 2023 in Mammalian Species considera pertanto Gazella leptoceros una specie monotipica, senza sottospecie riconosciute, e il Mammal Diversity Database include Gazella loderi tra i sinonimi della specie.
Rapporti con Gazella cuvieri La posizione filogenetica della gazzella bianca è particolarmente interessante. Le analisi molecolari e citogenetiche indicano una stretta parentela con la gazzella di Cuvier (Gazella cuvieri) e con la gazzella delle sabbie (Gazella marica), che insieme formano uno dei principali cladi del genere Gazella.
Uno studio genetico pubblicato nel 2017 ha evidenziato una differenziazione mitocondriale sorprendentemente ridotta tra le popolazioni algerine attribuite a G. leptoceros e G. cuvieri. Su 308 campioni appartenenti alle due forme furono individuati soltanto 12 aplotipi, con una divergenza di circa lo 0,3%. Gli autori proposero pertanto che le popolazioni algerine potessero rappresentare due ecotipi, uno deserticolo e uno montano, di una stessa specie.
I due campioni egiziani di G. leptoceros analizzati nello stesso studio risultavano invece maggiormente differenziati, con una divergenza di circa l'1,4% rispetto al gruppo algerino. Il numero estremamente ridotto di campioni orientali impedisce tuttavia conclusioni definitive.
La proposta di riunire le due specie non è stata accolta dalle principali classificazioni moderne. Il Mammal Diversity Database continua a riconoscere separatamente Gazella leptoceros e Gazella cuvieri, mentre la notevole differenziazione morfologica ed ecologica tra le gazzelle pallide specializzate degli erg e quelle più scure degli ambienti montani costituisce un ulteriore elemento a favore del mantenimento della distinzione.
Distribuzione La gazzella bianca è endemica del Sahara. Storicamente era distribuita in maniera discontinua attraverso le regioni sabbiose comprese tra l'Algeria occidentale e la valle del Nilo. La reale estensione dell'areale originario rimane tuttavia poco conosciuta, anche perché ampie regioni del Sahara sono state esplorate zoologicamente soltanto in modo sporadico.
Tra il 2000 e il 2020 le segnalazioni considerate confermate provenivano soltanto da Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto. L'estensione dell'area occupata è stata stimata in circa 182.000 km², corrispondente ad appena il 14% dell'areale storico, valutato in quasi 1,3 milioni di km².
Il principale nucleo superstite è associato ai grandi mari di sabbia dell'Algeria e della Tunisia. In Algeria la specie persiste nel Grande Erg Occidentale e nel Grande Erg Orientale, quest'ultimo condiviso con la Tunisia. È scomparsa dall'Erg Iguidi nell'Algeria occidentale e non esistono conferme recenti della presenza nell'Erg d'Admer, dove era già considerata rara all'inizio del XX secolo.
In Tunisia la principale area di presenza è il Grande Erg Orientale. La specie è documentata nel parco nazionale di Jbil e nel parco nazionale di Senghar-Jabbes e negli ambienti dunali compresi tra le due aree protette.
Nel 2019 un'indagine aerea percorse 1365 km sopra la parte meridionale dell'erg senza osservare direttamente alcun individuo. Una successiva indagine terrestre, effettuata su 351 km nella zona settentrionale, confermò invece la presenza della specie attraverso tracce e osservazioni dirette di una coppia e di gruppi rispettivamente di tre e quattro animali.
La situazione in Libia è praticamente sconosciuta. La specie era storicamente presente in numerose località del Fezzan, ma non sono disponibili indagini sistematiche recenti. Segnalazioni e fotografie apparse negli ultimi anni suggeriscono che alcuni individui possano ancora sopravvivere, ma l'identificazione è spesso resa difficile dalla presenza della gazzella dorcade (Gazella dorcas).
In Egitto la contrazione dell'areale è stata particolarmente grave. La gazzella bianca era un tempo diffusa in gran parte del Deserto Occidentale, mentre le ultime segnalazioni confermate risalgono al 2004 e provengono da località situate a ovest dell'oasi di Siwa, presso il confine libico.
Un'indagine condotta nel 2024 nella Siwa Protected Area e nelle regioni circostanti ha rilevato soltanto pochissimi segni indiretti attribuibili genericamente a gazzelle e nessuna gazzella bianca nelle fototrappole. Gli autori hanno concluso che è improbabile che una popolazione vitale della specie sopravviva ancora nell'area di Siwa, pur sottolineando la necessità di indagini sistematiche nelle altre regioni del Deserto Occidentale prima di poter considerare la specie estinta in Egitto.
Segnalazioni storiche provengono inoltre dal Ténéré in Niger e dalle regioni settentrionali del Ciad, almeno fino agli anni settanta, ma non esistono conferme moderne affidabili. Anche la presenza in Mali e Sudan rimane non documentata da materiale verificabile.
Habitat La gazzella bianca è uno degli ungulati più specializzati degli ambienti sabbiosi sahariani. Vive prevalentemente negli erg, enormi distese di dune caratterizzate da precipitazioni scarsissime, temperature estreme e vegetazione molto rada.
Particolarmente importanti sono le depressioni interdunali, nelle quali l'umidità si conserva più a lungo e possono svilupparsi arbusti e piante erbacee. La specie utilizza anche pianure pietrose e superfici compatte adiacenti alle dune e può allontanarsi temporaneamente dagli erg in seguito alla crescita della vegetazione effimera.
Nel Grande Erg Occidentale le pianure ghiaiose adiacenti alle dune vengono utilizzate soprattutto tra l'autunno e la primavera e sembrano assumere particolare importanza per le femmine accompagnate dai piccoli.
Gli ambienti frequentati sono estremamente aridi. In alcune regioni dell'Egitto le precipitazioni annue sono inferiori a 100 mm e a Siwa raggiungono mediamente appena una decina di millimetri. Nel Sahara tunisino valori inferiori a 80 mm annui sono comuni. Alle elevate temperature estive si contrappongono notti invernali che possono avvicinarsi o scendere sotto lo zero.
Biologia La gazzella bianca è nomade e può compiere estesi spostamenti alla ricerca delle precipitazioni e dei pascoli effimeri. La localizzazione delle risorse cambia rapidamente nel deserto e gli animali possono abbandonare vaste regioni quando la siccità elimina la vegetazione disponibile.
Nel parco nazionale di Jbil, in Tunisia, il territorio utilizzato da un maschio riconoscibile mediante fototrappole è stato stimato in circa 2280 ha, mentre quello di una femmina raggiungeva circa 2040 ha. Questi dati derivano da un numero limitato di osservazioni, ma illustrano l'ampiezza degli spazi necessari alla specie negli ambienti iperaridi.
Comportamento sociale