Fece parte del Partito Liberale e fu un acceso difensore dell'Impero britannico; promosse l'Accordo anglo-russo del 1907 che, di fatto, diede vita alla Triplice intesa.
Gli inizi Studente di scarso successo sia al Winchester College, sia al Balliol College di Oxford (riuscì ad arrivare solo al terzo anno di Giurisprudenza), fu appassionato della pesca alla trota e al salmone, hobby su cui scrisse un libro pubblicato nel 1899Ferguson, La verità taciuta, Milano, 2002, p. 110..
Cominciò la sua carriera politica alla Camera dei Comuni alle elezioni generali del 1885, eletto nel collegio di Berwick-upon-Tweed nel gruppo del Partito Liberale. Fu dal 1892 al 1895 sottosegretario agli Esteri con i governi Gladstone e Rosebery, periodo nel quale difese l'intervento britannico nella Prima guerra boera.
L'ambasciatore tedesco a Londra, Paul Metternich nel 1900, in un memoriale al Cancelliere Bülow, scrisse: «I migliori ministri degli Esteri per noi sarebbero nel campo conservatore Mr. Balfour, nel liberale Sir Edward Grey»Bülow, Memorie, Milano 1931, Vol I, p. 438.. Tuttavia, nel gennaio 1903, dopo la Seconda guerra boera e le tensioni con Berlino, Grey confessò al poeta Henry Newbolt: «Sono arrivato a pensare che la Germania sia la nostra peggiore nemica e il nostro pericolo maggiore [...] Credo che la politica della Germania sia quella di usarci senza aiutarci: di tenerci isolati per farci indietreggiare»Ferguson, La verità taciuta, Milano, 2002, p. 109..
Ministro in pace (1905-1914)
Nel settembre del 1905 tre esponenti del Partito Liberale del cosiddetto “Patto di Relugas”, dal nome del villaggio scozzese che ospitava il capanno da pesca di GreyIl villaggio di Relugas si trovava a 15 miglia da Glen of Rothes (nel distretto scozzese di Moray) dove Asquith aveva una dimora di campagna., si accordarono per agire di concerto come fazione della Lega liberale -sostenitrice dell'Impero- per contrastare le tendenze radicali paventate, tra gli altri, dallo stesso re Edoardo VII. Oltre a Grey, appartenevano al Patto di Relugas, Herbert Henry Asquith e Richard Burdon Haldane.
Caduto il governo Balfour il 4 dicembre 1905, il 10 si formò il governo del liberale Henry Campbell-Bannerman che i tre del Patto di Relugas avrebbero voluto arrendevole alle loro ambizioni. Dovettero accettare, invece, un Primo Ministro che si mosse abilmente per imporre il proprio controllo. Asquith, che mirava alla Presidenza della Camera dei Comuni, dovette accettare il Cancellierato dello Scacchiere, Haldane, che ambiva a diventare Lord Cancelliere, fu nominato ministro della Guerra, mentre Grey, dopo una difficile opera di persuasione, accettò la carica di ministro degli EsteriFeuchtwanger, Democrazia e impero, Bologna, 1989, pp. 331-332..
Whig di origine e di atteggiamento, Edward Grey talvolta fu radicale in politica interna. Sotto l'apparente ingenuità dell'uomo di campagna si celavano in lui una notevole complessità e una formidabile capacità casistica. Fu favorevole all'intesa con la Francia, che giudicava non solamente un modo per risolvere le divergenze coloniali, ma un requisito fondamentale per l'equilibrio del potere in EuropaFeuchtwanger, Democrazia e impero, Bologna, 1989, pp. 420-421..
La Conferenza di Algeciras (1906)
Ereditata dal suo predecessore Lansdowne, la questione marocchina aveva con la Crisi di Tangeri già portato ai ferri corti Germania e Francia. Per dirimere la questione si stabilì di indire una Conferenza fra le grandi potenze in Spagna, ad Algeciras. In questa occasione Edward Grey valutò la pur remota possibilità di soccorrere la Francia nel caso che la situazione fosse precipitata in un conflitto tra quest'ultima e la Germania. La conferenza si chiuse in aprile con un successo di Parigi, suggellando così l'amicizia anglo-francese.
I rapporti con la Russia
Grey ottenne il suo maggiore successo a due anni dall'inizio del suo mandato, quando concluse l'Accordo anglo-russo. Il trattato, che stabiliva le rispettive sfere d'influenza coloniale di Gran Bretagna e Russia in Asia, completava il triangolo di accordi amichevoli fra Londra, Parigi e San Pietroburgo, dando vita di fatto alla Triplice intesa.
Con la crisi bosniaca e l'ultimatum della Germania alla Russia affinché accettasse l'annessione austriaca della Bosnia, l'intesa anglo-russa sembrò vacillare, ma resse. Grey condannò, infatti, il comportamento arrendevole di San Pietroburgo di fronte a Berlino.
Egli, tuttavia, mantenne un certo distacco nella questione se il Cancelliere tedesco Bülow riporta nelle memorie: «Quando nel 1908 la crisi bosniaca entrò in uno stadio acuto, [...] Sir Edward Grey per parecchi giorni non fu reperibile, perché era alla pesca in Scozia e aveva proibito che gli si spedisse qualsiasi missiva e si era sottratto a qualsiasi visita. [...] Concedo che solo il ministro di un Paese difeso dal mare si poteva permettere una simile imperturbabilità»Bülow, Memorie, Milano 1931, Vol I, p. 345..
La Crisi di Agadir (1911)
La Crisi di Agadir del 1911, durante la quale la Germania si oppose al protettorato francese sul Marocco, coinvolse per la prima volta dalla firma dell'Entente cordiale direttamente anche la Gran Bretagna. Grey autorizzò, infatti, l'allora Cancelliere dello Scacchiere David Lloyd George a pronunciare il suo famoso discorso del 21 luglio in cui rivendicò l'impegno dell'Impero britannico a difendere anche con la guerra i propri interessi vitali.
Ma il rischio di una guerra in un momento di fermento sociale interno fu vissuto con allarme anche dai conservatori. Due comitati politici di area liberale e radicale furono incaricati di analizzare gli Affari Esteri e Grey fu criticato come un burattino nelle mani del Foreign Office, visto come una cricca rigidamente ristretta e antidemocratica che portava avanti una politica di prestigio nell'interesse delle classi dirigenti. Ma per Grey non fu troppo difficile contrastare i suoi critici di sinistra: la sua partecipazione a numerose questioni interne, il voto alle donne, le agitazioni sindacali, erano tutt'altro che reazionariFeuchtwanger, Democrazia e impero, Bologna, 1989, p. 427..
Comunque, messo alle strette da Asquith che nel 1908 era diventato Primo Ministro, Grey il 27 novembre 1911 confermò alla Camera dei Comuni la libertà d'azione di Londra: «Impegni come quelli che obbligano il Parlamento a questo genere di cose [interventi al fianco di potenze straniere] sono contenuti in trattati e accordi che sono sottoposti a questa Camera [...] Da quando abbiamo assunto l'incarico non abbiamo siglato un solo articolo segreto di alcun genere»Ferguson, La verità taciuta, Milano, 2002, p. 130.. La Gran Bretagna, cioè, non aveva alcun impegno vincolante di soccorrere la Francia nel caso che questa fosse entrata in guerra con la Germania. Inoltre, ogni decisione sarebbe stata ovviamente demandata all'intero governo.
Il tentativo di allentare la tensione Dopo la crisi di Agadir ci fu un tentativo da parte della Gran Bretagna di allentare la tensione con la Germania, la quale però rifiutò di concedere un rallentamento della produzione di navi da guerra.
Il mese dopo tale approccio, nel marzo del 1912, si cercò di continuare le trattative virando verso un patto di non aggressione. Per gli obblighi britannici, Grey propose la formula: «L'Inghilterra si impegna a non compiere nessun attacco contro la Germania senza provocazione da parte di questa e a non seguire nessun indirizzo politico aggressivo nei suoi riguardi». Ma il governo di Berlino, presieduto dal Cancelliere Bethmann Hollweg, non si accontentò e chiese di aggiungervi la clausola che la Gran Bretagna avrebbe mantenuto una “benevola neutralità” nel caso la Germania si fosse trovata in guerra in Europa. Ciò voleva dire precludersi la via a qualunque aiuto alla Francia, ponendo fine all'Intesa. Inevitabilmente i negoziati arrivarono presto ad un punto mortoChurchill, Crisi mondiale, Milano, 1968, Vol I, p. 91..
Ministro in guerra (1914-1916)
Dopo l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, il 23 luglio 1914 l'Austria consegnò l'ultimatum alla Serbia. Da questo momento Grey lavorò disperatamente per evitare una conflagrazione generale. Non poteva però sfruttare a fondo il deterrente della minaccia inglese di intervenire perché doveva subordinare la posizione inglese alla condizione che la Gran Bretagna doveva essere “libera da impegni”Feuchtwanger, Democrazia e impero, Bologna, 1989, p. 432..
Egli valutò erroneamente la Germania come una potenza che avrebbe potuto, in qualche modo, moderare la crisi. Dopo la dichiarazione di guerra dell'Austria alla Serbia, la mattina del 31 luglio comunicò all'ambasciatore tedesco Karl Max von Lichnowsky: «Se la Germania riuscisse a presentare una proposta ragionevole che chiarisca che con l'Austria cerca ancora di lottare per salvare la pace in Europa, [...] io l'appoggerei [...] e oserei dire che se la Russia e la Francia non l'accettassero, il governo di Sua Maestà non avrebbe più niente a che fare con le conseguenze». Il governo britannico si sarebbe cioè tenuto neutrale. La “proposta ragionevole” che secondo Grey avrebbe potuto proporre Berlino era che la Germania, in caso di guerra contro la Russia, si sarebbe impegnata a non attaccare anche la Francia. Ciò per evitare un allargamento del conflitto in occidente. Ma, anche se l'offerta di presentare una proposta del genere fosse stata accettata dalla Germania, il tentativo sarebbe fallito comunque, poiché l'Alleanza franco-russa, i cui termini erano sconosciuti a Grey, obbligava le due parti ad intervenire l'una in difesa dell'altraFerguson, La verità taciuta, Milano, 2002, p. 229..
La Gran Bretagna nel conflitto Il 1º agosto 1914 la Germania dichiarava guerra alla Russia e il 3 alla Francia. Lo stesso giorno, Grey si alzò per parlare ai Comuni e ancora una volta pronunciò un tipo di discorso che nella sua sincerità servì ad unire il Parlamento. Se la Gran Bretagna si fosse tenuta fuori dalla lotta, si sarebbe trovata isolata e, un domani, faccia a faccia con una Germania vittoriosa. Londra sarebbe stata disprezzata per non aver soccorso le nazioni amiche aggredite e a quel punto «Non credo che [...] ci troveremmo nella posizione di usare la nostra forza in modo decisivo per [...] impedire che l'intero Occidente dell'Europa di fronte a noi [...] cada sotto la dominazione di una sola potenza». I rischi strategici di un non intervento – isolamento, mancanza di alleati – erano maggiori di quelli di un interventoFeuchtwanger, Democrazia e impero, Bologna, 1989, p. 435; Ferguson, La verità taciuta, Milano, 2002, p. 233..
Il 4 agosto la Germania invase il Belgio e la Gran Bretagna dichiarò guerra alla Germania. Grey spiegò il giorno dopo: «Non ho agito in base a obblighi derivanti da un trattato o dall'onore, perché nessuno dei due sussisteva [...] C'erano tre interessi inglesi precipui che non potevo trascurare: 1. Che la flotta tedesca non dominasse, a causa della nostra neutralità, il Mare del Nord e la Manica. 2. Che [i tedeschi] non s'impadronissero della zona nord-occidentale della Francia, di fronte alle nostre coste, e non l'occupassero. 3. Che non violassero l'indipendenza del Belgio e in futuro occupassero Anversa in modo da minacciarci in permanenza»Ferguson, La verità taciuta, Milano, 2002, p. 234..
I rapporti con la Grecia Molto criticata da David Lloyd George fu la decisione di Grey di non accettare la proposta di alleanza della Grecia espressa il 19 agosto 1914 dal suo Primo Ministro Eleutherios Venizelos. Winston Churchill, allora Lord dell'Ammiragliato, era invece d'accordo con il Ministro degli Esteri: