La dragonboat o dragon boat (in cinese: , lett. barca drago) è una canoa a 20 pagaiatori, caratterizzata da una testa di drago posta sulla prua. Questa imbarcazione misura di larghezza e di lunghezza con un peso che, per i modelli in materiale composito, si aggira sui .

Sulla dragonboat si pagaia seduti su assi di legno con una pagaia da canoa canadese (monopala). Oltre ai venti pagaiatori, sono presenti anche un timoniere a poppa e un tamburino a prua per dare il ritmo di pagaiata agli atleti. La pagaia della dragonboat è solitamente in fibra di carbonio o legno solitamente decorata con qualche disegno che ricorda l'origine cinese.

Origini

La storia delle dragonboat si riallaccia a miti e leggende incentrate sui draghi. Le gare di dragonboat caratterizzano l'omonima Festa delle barche drago o anche Festa di Duanwu, che ha luogo il quinto giorno del quinto mese del calendario lunare cinese.

Secondo la leggenda più popolare, la festa delle barche drago ricorda il tentativo di salvare il poeta nazionale cinese Qu Yuan dall'annegamento nel 277 a.C.Hauser, O. (1908). Die chinesische Dichtung. Marquardt., cit. Ancora oggi le gare di dragonboat vengono organizzate in tutto l'oriente il quinto giorno della quinta luna in onore del poeta. D'altra parte la Festa di Duanwu esisteva già prima che nascesse Qu Yuan: si tratta infatti della Festa dei Wuyue, un'antica tribù il cui totem era il drago. I Wuyue in questo giorno compivano sacrifici in onore del drago.

Un'altra storia afferma che le barche con le teste di drago intagliate venissero utilizzate durante le inondazioni per placare i draghi dell'acqua. Nella provincia cinese dello Zhejiang l'origine delle gare viene fatta risalire al re di Yue, Gou Jian, che dopo una sconfitta militare addestrò le sue truppe nel'uso delle dragonboat e con il loro aiuto poté ricostituire lo stato di Chu.

Gli studiosi ritengono che l'origine della dragonboat vada ricercato nel sud della Cina, in particolare nella regione del Chang Jiang, verso il 500 a.C. ma sembra che gare organizzate di dragonboat si disputassero già molto prima; competizioni regolamentate si svolgevano in Cina già durante la dinastia Sui (581-618) e la dinastia Tang (618-907).

Le imbarcazioni Le dragonboat sono imbarcazioni aperte con una chiglia lunga, leggermente incurvata. Il loro scafo è costruito tipicamente senza tiranti e cassoni d'aria, la propulsione avviene mediante pagaie. Le dragonboat sono costruite in modo da raffigurare un dragone stilizzato, con la testa e la coda di drago cinese a prua e a poppa e le scaglie decorative dipinte sulle fiancate dell'imbarcazione.

Si possono distinguere grosso modo i seguenti tipi di barca: dragonboat cinese tradizionale dragonboat di Hong Kong dragonboat di Singapore dragonboat da gara IDBF standard

Barche tradizionali

Tra le barche tradizionali rientrano la dragonboat cinese tradizionale, la dragonboat di Hong Kong e la dragonboat di Singapore. Comune a tutte è la massiccia struttura in tek. Sono munite di artistiche, grandi teste di drago, che danno loro un aspetto particolarmente sgargiante. Oltre a ciò su ogni barca sono dipinti caratteri cinesi che ne mostrano i particolari pregi. Le barche tradizionali sono lunghe fino a 25 metri e sono fabbricate in legno. Possono essere da 20 o da 50 per le gare, ma esistono imbarcazioni da sfilata con oltre cento pagaiatori.

Barche da gara Diverso è il caso delle barche da gara regolamentata a livello internazionale. Gli standard di queste barche sono stati fissati dalla International Dragon Boat Federation (IDBF) per la prima volta nel 1994 e da allora (situazione al 2006) sono disponibili nella 4ª versione. Le barche sportive IDBF standard da gara richiamano quelle tradizionali, ed in particolare il progetto fa riferimento al modello di Hong Kong con 20 pagaiatori un timoniere ed un tamburino. La testa e la coda di drago, uguali per tutte le barche, sono rimovibili e trovano impiego solo nelle manifestazioni. Le barche IDBF standard, senza testa e coda, sono lunghe 12,49 m, larghe 1,06 e pesanti 250 kg, possono essere ad un pezzo o divisibili per facilitarne il trasporto. Lo scafo è in vetroresina, con panche e rifiniture in legno. Esistono due modelli, a 20 posti o a 10 posti, queste ultime utilizzate per i Dragon Festival o per le attività aziendali quali il team building.

Pagaia

La pagaia utilizzata nella dragonboat è quella semplice, formata da pala, manico e impugnatura (oliva). Anche le pagaie sono standardizzate dal regolamento della Federazione Internazionale, e sono ammesse alle gare solo quelle prodotte da rivenditori autorizzati che le producano secondo le caratteristiche tecniche originali. Il manico unisce la pala all'impugnatura. Vicino al pomello, all'estremità superiore dell'asta, si distinguono due tipi di impugnatura, quella a vanga (impugnatura a T) e quella palmare. La gamma dei materiali utilizzati nelle pagaie va dal legno convenzionale fino a moderni materiali come alluminio/plastica o carbonio. Nello sport agonistico la lunghezza della pagaia è regolamentata e varia da un minimo di 1,05 m a 1,30 m, mentre la forma della pala è rigorosamente standard ed ha una larghezza massima di 18 cm.

Timone Il timone della barca è costituito da un remo dritto lungo circa 3 metri, di regola è fissato al blocco del timone e sporge in acqua per lo più a babordo (cioè sul lato sinistro). È impugnato da un timoniere che tiene la rotta della barca

Equipaggio

L'equipaggio di una dragonboat è composto dai canottieri (o vogatori), che siedono a coppie sulle panche l'uno di fianco all'altro e spingono in avanti la barca con le pagaie. Un suonatore di tamburo sulla barca dà il ritmo della coppia di canottieri anteriore ("fila di voga" o "uomini di voga"), bada con i suoi colpi ad avere una cadenza uguale per tutti i vogatori sulla barca e incita i canottieri stessi con le grida a dare del loro meglio. Il timoniere sta sul ponte e guida la barca con un remo lungo. In talune corse dell'equipaggio fa parte il cosiddetto Flag Catcher ("rubabandiera"). Il suo compito è quello di strappare una bandiera da una boa. Se le gare vengono disputate con il Flag Catcher, vince l'equipaggio il cui Flag Catcher prende per primo in mano la bandiera. In Europa questo tipo di corse vengono organizzate raramente.

Tecnica La tecnica di guida delle dragonboat è quella degli sport di tipo ciclico, in cui cioè movimenti omogenei si trasformano l'uno nell'altro in modo fluido. Lo svolgimento del movimento, consistente in due fasi, fase principale costituita da attacco, trazione e uscita e la fase aerea di preparazione del colpo successivo. La frequenza dei colpi ammonta in una gara tra 70 e 80 colpi al minuto. Nella fase di partenza tuttavia una squadra può arrivare anche fino a 120 colpi al minuto.

Posizione di partenza Il canoista siede sulla panca nella dragonboat con un lato del bacino alla murata esterna della barca. La pagaia è tenuta con l'interno della mano sopra l'impugnatura. La mano dal lato dell'acqua afferra il manico vicino alla pala. La gamba dal lato dell'acqua è chiamata gamba d'appoggio e dovrebbe essere saldamente incastrata con la coscia il più possibile orizzontale tra la murata e il fondo della barca. L'asse del bacino è perpendicolare all'asse della barca, cioè obliquo alla direzione di marcia. Il busto è piegato verso l'interno in posizione ottimale sopra la cintura del bacino dal lato di trazione e leggermente piegato in avanti. Il braccio che tira, cioè il braccio dal lato dell'acqua, è disteso, il braccio che preme leggermente piegato, la mano che preme si trova leggermente oltre e davanti alla testa dello sportivo.

Attacco La pagaia viene immersa in acqua con decisione, il più possibile in avanti (pressappoco all'altezza della panca di seduta del secondo atleta della fila davanti). A tal fine la mano che tira, con l'aiuto della mano che spinge, schiaccia completamente la pala della pagaia in acqua, velocemente e senza sollevare schizzi, oltre il braccio disteso. La mano che spinge si trova fino a due mani di distanza sopra la testa. L'angolo di appoggio della pala è in questo caso di 50-80º.

Passaggio Solo quando la pala della pagaia è completamente immersa nell'acqua, la pagaia viene tirata immediatamente a ridosso della murata esterna della dragonboat, e tenuta contemporaneamente il più possibile perpendicolare all'asse centrale della barca e allo specchio d'acqua. Il passaggio comincia in modo esplosivo (la curva di potenza sale ripidamente), dopodiché segue il passaggio con una velocità ancora crescente mediante una rotazione all'indietro e un contemporaneo sollevarsi del busto, coordinati con il movimento di trazione del braccio che tira. Il braccio e la mano che premono svolgono un lavoro di appoggio statico e fungono da snodo ed elemento di guida per la pagaia. La cintura del bacino e le gambe assicurano, mediante il mantenimento della posizione fondamentale, la trasmissione alla barca dell'impulso di potenza generato dal colpo di pagaia.

Uscita Dopo che la mano che tira ha raggiunto la coscia della gamba di appoggio, la mano che tira e quella che preme sollevano la pagaia rapidamente e il più possibile senza alzare spruzzi direttamente al di sopra fuori dall'acqua. L'uscita dovrebbe essere completata all'altezza del bacino dello sportivo.

Fase aerea La mano che tira conduce la pagaia in un leggero arco nella direzione di marcia verso la prua, la pala rimane circa 5–8 cm sopra la superficie dell'acqua. La mano che preme conduce in modo molto leggero il pomello della pagaia (oliva) nella barca, e quindi avanti in alto dinanzi alla testa nella posizione di partenza. In coordinazione temporale e spaziale tra il braccio che tira e quello che preme, il tronco sostiene il movimento in avanti mediante una rotazione ottimale della cintura scapolare verso il lato di trazione con una corrispondente curvatura dell'intero busto verso la cintura del bacino. La parte inferiore del corpo agisce come contrappeso e deve stare il più possibile ferma e assicurare la trasmissione della potenza alla barca. La testa è mantenuta in prolungamento della colonna, lo sguardo è rivolto diagonalmente sul vogatore seduto davanti.

Tattica La tattica nelle gare di dragonboat, in confronto ad altri tipi di sport, gioca un ruolo subordinato. Essa si limita di regola a definire una distribuzione delle forze lungo il percorso. Ogni gara si può suddividere in una fase di partenza, una fase di passo e una fase finale. A seconda della lunghezza del percorso la fase di partenza dura da 20 a 30 colpi. La fase di partenza serve in primo luogo ad accelerare la barca fino alla velocità di corsa nella maniera più efficace possibile. Oltre a ciò una posizione iniziale favorevole può essere decisiva per le fasi successive della gara, anche perché si evitano le onde causate dalle imbarcazioni avversarie. Nella tattica della partenza forte si cerca di prendere il comando subito dopo la partenza con 4/5 colpi lenti e profondi per avviare la barca seguiti da una scarica esplosiva di 16/24 colpi in cui portare il più velocemente possibile la barca alla velocità di gara. L'obiettivo nella fase di percorrenza consiste nel raggiungere un alto livello di velocità con un efficace rapporto frequenza dei colpi-potenza. Le oscillazioni di velocità sono inoltre da evitare dal punto di vista biomeccanico, perché la resistenza dell'acqua aumenta con il quadrato della velocità. Nella fase finale si tratta di sfruttare la residua capacità di trasformazione delle sostanze anaerobico-acidolattiche fino alla massima acidosi possibile per cercare di mantenere la velocità il più a lungo possibile. Recuperi in questa fase sono da attribuire non ad un improbabile aumento di velocità ma al possibile decremento della velocità degli avversari.

Le gare